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degustazione, aromi e sapori del caffè

Caffè monorigine: cos’è, cosa significa e perché ogni origine ha un gusto diverso.

Il caffè non ha un solo sapore.

 

A volte è dolce e morbido. Altre volte è più fresco, fruttato, floreale, speziato o intenso. Può ricordare il cacao, la frutta secca, gli agrumi, il miele, i fiori o il cioccolato fondente.

Queste differenze non nascono per caso. Ogni caffè porta infatti con sé una storia fatta di territorio, clima, altitudine, varietà botanica, metodo di lavorazione e tostatura.

 

Proprio per questo, quando si parla di caffè di qualità, si sente sempre più spesso usare una parola: monorigine.

 

Il caffè monorigine permette di scoprire il carattere autentico di un luogo preciso. È una scelta ideale per chi vuole andare oltre il gesto quotidiano della tazzina e iniziare a riconoscere le sfumature più profonde del caffè.

Che cosa significa caffè monorigine.

Un caffè monorigine è un caffè che ha una sola origine geografica.

Può arrivare da un Paese specifico, da una regione, da una zona di coltivazione o, in alcuni casi, da una singola piantagione o cooperativa.

La sua caratteristica principale è la riconoscibilità. In una miscela, diversi caffè vengono combinati per creare un gusto equilibrato e costante. Nel monorigine, invece, l’obiettivo è valorizzare l’identità di un territorio.

Ogni origine ha un profilo sensoriale diverso. Un caffè coltivato in Etiopia può avere note floreali e agrumate. Un caffè brasiliano può risultare più dolce, rotondo e vicino al cacao. Un caffè colombiano può esprimere equilibrio, eleganza e una piacevole acidità.

Il monorigine nasce proprio per raccontare queste differenze.

Non è solo un caffè “di provenienza unica”: è un modo per assaporare il legame tra il chicco e il luogo in cui è cresciuto.

 

Perché il caffè monorigine è così interessante.

Il caffè monorigine è interessante perché permette di percepire in modo più chiaro le caratteristiche naturali del chicco.

 

Ogni territorio influenza il gusto del caffè. Il clima, il terreno, l’altitudine, l’esposizione al sole e la quantità di pioggia incidono sullo sviluppo della pianta. Anche il metodo di raccolta e di lavorazione contribuiscono a definire il risultato finale.

 

Il monorigine valorizza tutto questo.

In tazza, il consumatore può riconoscere sfumature più precise e imparare a distinguere un caffè dall’altro.

 

È un’esperienza più consapevole. Non si beve soltanto un caffè. Si scopre un’origine, si incontra una storia e si impara a dare un nome alle sensazioni percepite.

Differenza tra caffè monorigine e miscela

Per capire meglio il caffè monorigine, è utile confrontarlo con la miscela. Entrambi possono essere caffè di grande qualità. La differenza sta nel modo in cui vengono costruiti e nel tipo di esperienza che offrono.

La miscela di caffè.

Una miscela nasce dall’unione di più origini.

 

Il torrefattore seleziona chicchi diversi e li combina per ottenere un risultato equilibrato. Ogni componente ha una funzione precisa: una può dare corpo, un’altra dolcezza, un’altra ancora intensità, crema o profumo.

 

La miscela è molto importante nella tradizione italiana dell’espresso. Permette infatti di ottenere una tazza armonica, rotonda e costante nel tempo. Ed è, quindi, ideale per chi cerca un caffè equilibrato e riconoscibile, capace di mantenere lo stesso profilo di gusto a ogni preparazione.

Il caffè monorigine.

Il monorigine, invece, mette al centro una sola provenienza. Il suo valore non è nella combinazione di più caffè, ma nella capacità di esprimere il carattere distintivo di un territorio.

 

Può essere più sorprendente, più sfumato e talvolta più delicato. È indicato per chi ama scoprire aromi specifici e assaporare il caffè con maggiore attenzione.

 

Se la miscela è un equilibrio costruito, il monorigine è un’identità da ascoltare.

Il territorio cambia davvero il gusto del caffè?

Sì, il territorio cambia profondamente il gusto del caffè.

 

Come accade per il vino, anche il caffè è influenzato dal luogo in cui cresce. Per questo si parla spesso di terroir, cioè dell’insieme di fattori naturali e umani che rendono unico un prodotto agricolo.

 

Nel caffè, il terroir comprende molti elementi.

Altitudine.

L’altitudine è uno dei fattori più importanti.

In generale, i caffè coltivati ad altitudini elevate maturano più lentamente. Questo permette al chicco di sviluppare una maggiore complessità aromatica. Le tazze possono risultare più eleganti, profumate e vivaci.

A quote più basse, invece, il caffè tende spesso ad avere un profilo più pieno, intenso e diretto.

Clima.

Temperatura, umidità e piogge influenzano la crescita della pianta.

Un clima equilibrato favorisce una maturazione regolare delle ciliegie di caffè. Questo aiuta a ottenere chicchi più uniformi e un profilo aromatico più pulito.

 

Le variazioni climatiche possono dare vita a caratteristiche sensoriali molto diverse, anche all’interno dello stesso Paese.

Terreno

Il suolo dona alla pianta elementi nutritivi diversi a seconda delle sue caratteristiche.

 

Terreni vulcanici, ricchi di minerali, possono contribuire a caffè molto aromatici e complessi. Altri terreni possono favorire dolcezza, corpo o morbidezza.

 

Il terreno non si sente in modo diretto, ma contribuisce alla personalità finale della tazza.

Varietà botanica.

Non tutti i caffè appartengono alla stessa varietà.

Arabica e Robusta sono le specie più conosciute, ma esistono molte cultivar e varietà locali. Ognuna ha caratteristiche proprie e reagisce in modo diverso all’ambiente.

 

Nel monorigine, la varietà botanica è uno degli elementi che rendono il gusto più riconoscibile.

Metodo di lavorazione.

Dopo la raccolta, le ciliegie del caffè vengono lavorate per separare il chicco dalla polpa.

 

Il metodo utilizzato cambia molto il risultato.

Il metodo lavato, ad esempio, tende a produrre caffè più puliti, freschi e definiti. E mentre il metodo naturale esalta spesso dolcezza, corpo e note fruttate, il metodo honey può creare un equilibrio interessante tra morbidezza, complessità e intensità aromatica.

 

Anche questa fase fa parte dell’identità del monorigine.

Le caratteristiche sensoriali di un caffè monorigine.

Un caffè monorigine può essere descritto attraverso alcune caratteristiche principali. Conoscerle aiuta a leggere meglio la tazza e a scegliere il caffè più vicino al proprio gusto.

Aroma.

L’aroma è il profumo del caffè.

In un monorigine può essere molto riconoscibile. Può ricordare i fiori, la frutta, gli agrumi, il cacao, le spezie, il miele o la frutta secca.

L’aroma si percepisce sia prima dell’assaggio sia durante la degustazione. È una delle parti più affascinanti dell’esperienza.

Corpo.

Il corpo è la sensazione tattile del caffè in bocca.

Un caffè può essere leggero, medio o pieno. Alcuni monorigine risultano delicati e setosi. Altri sono più densi, rotondi e avvolgenti.

Il corpo dipende dall’origine, dalla varietà, dalla lavorazione, dalla tostatura e dal metodo di preparazione.

Acidità.

Nel caffè, l’acidità è una sensazione positiva quando è equilibrata.

Non indica un caffè “acido” in senso sgradevole. Indica piuttosto freschezza, vivacità e brillantezza. Può ricordare gli agrumi, la mela verde, i frutti rossi o alcune note più eleganti e floreali.

Molti monorigine di alta qualità hanno una bella acidità, capace di rendere la tazza più interessante.

Dolcezza.

La dolcezza è una qualità molto apprezzata.

Può ricordare il miele, il caramello, la frutta matura, il cioccolato al latte o lo zucchero di canna. Un monorigine dolce risulta piacevole, morbido e armonioso.

La dolcezza naturale del caffè emerge soprattutto quando il chicco è stato raccolto al giusto grado di maturazione e tostato con attenzione.

Retrogusto.

Il retrogusto è ciò che resta dopo aver bevuto.

Può essere breve o lungo, delicato o persistente. Può lasciare sensazioni di cacao, frutta, spezie, fiori o frutta secca. Un buon caffè monorigine lascia un ricordo pulito e piacevole.

Il retrogusto è spesso uno degli elementi che fanno venire voglia di assaggiare un altro sorso.

Alcuni esempi di origini e profili aromatici.

Ogni origine può offrire profili diversi. Anche all’interno dello stesso Paese, infatti, possono esistere grandi differenze tra regioni, altitudini e metodi di lavorazione.

 

Esistono però alcune caratteristiche ricorrenti che aiutano a orientarsi.

Caffé monorigine etiopia

Caffè dell’Etiopia

L’Etiopia è considerata la culla del caffè. I caffè etiopi sono spesso molto aromatici e complessi. Possono avere note floreali, agrumate, fruttate e una bella freschezza. Alcuni ricordano il gelsomino, il bergamotto, il limone, i frutti rossi o il tè nero. Sono caffè ideali per chi ama tazze eleganti, profumate e ricche di sfumature.

Caffè monorigine del brasile trinci

Caffè del Brasile

Il Brasile è uno dei maggiori produttori di caffè al mondo. I caffè brasiliani sono spesso morbidi, dolci e rotondi. Possono ricordare il cacao, la nocciola, la mandorla, il cioccolato e la frutta secca. Sono molto apprezzati per la loro piacevolezza e per il corpo equilibrato. Un monorigine brasiliano può essere adatto a chi cerca un caffè armonico, poco spigoloso e avvolgente.

Caffè della Colombia

La Colombia è famosa per i suoi caffè Arabica di qualità. Il profilo colombiano è spesso equilibrato, dolce e leggermente fruttato. Può offrire note di caramello, agrumi, frutta gialla, cacao e miele. È un’origine molto apprezzata da chi cerca una tazza pulita, elegante e ben bilanciata.

caffè monorigine dell'india

Caffè dell'India

I caffè indiani possono avere un carattere più pieno, speziato e intenso. In alcuni casi offrono note di cacao, legno dolce, spezie e frutta secca. Possono contribuire a una tazza corposa e persistente. Sono interessanti per chi ama un caffè più strutturato e profondo.

Caffè monorigine del Guatemala

Caffè del Guatemala

Il Guatemala produce caffè molto apprezzati per equilibrio e complessità. Le tazze possono presentare note di cioccolato, frutta, agrumi e spezie dolci. L’altitudine e i terreni vulcanici contribuiscono spesso a una buona ricchezza aromatica. È un’origine adatta a chi cerca un profilo elegante ma ben presente.

Come si prepara un caffè monorigine.

Il caffè monorigine può essere preparato con diversi metodi. La scelta dipende dal risultato che si desidera ottenere.

Caffè Moka Trinci

Con la Moka

La moka è il metodo più amato nelle case italiane. Con un monorigine, può offrire una tazza intensa e profumata, soprattutto se si scelgono una macinatura corretta e una tostatura adatta. È importante non pressare il caffè nel filtro, usare acqua di buona qualità e spegnere la fiamma appena il caffè sale. In questo modo si può riuscire a valorizzare al massimo gli aromi.

Con l'espresso.

L’espresso concentra il gusto in pochi millilitri. Con un monorigine, il risultato può essere molto interessante, soprattutto quando il caffè ha buon corpo, dolcezza e una bella persistenza. L’espresso richiede però precisione. Macinatura, temperatura, pressione e tempo di estrazione devono essere ben regolati. Quando tutto è in equilibrio, il monorigine regala una tazzina intensa e riconoscibile.

Caffè filtro trinci

Con il metodo filtro.

Il metodo filtro è uno dei più adatti per scoprire le sfumature del monorigine. L’estrazione più lenta permette agli aromi di aprirsi con delicatezza. La tazza risulta più lunga, pulita e leggibile. È ideale per caffè floreali, fruttati o agrumati. Chi ama degustare il caffè con calma trova nel filtro un modo elegante per ascoltare ogni origine.

Quando scegliere un caffè monorigine .

Il caffè monorigine è una scelta perfetta quando si desidera vivere il caffè come esperienza di scoperta. È indicato per chi ama assaggiare, confrontare e riconoscere differenze.

 

Può essere adatto:

  • a chi vuole conoscere meglio il mondo del caffè;
  • a chi ama aromi particolari e sfumature sensoriali;
  • a chi desidera provare origini diverse;
  • a chi usa metodi di preparazione lenti, come il filtro;
  • a chi vuole bere un caffè con maggiore consapevolezza.

È una scelta interessante anche per chi di solito beve miscele e desidera capire da dove nascono alcune note aromatiche.

Il monorigine educa il palato.

Aiuta a riconoscere meglio corpo, acidità, dolcezza, aroma e retrogusto. Con il tempo, rende più semplice scegliere anche le miscele più vicine al proprio gusto.

Il ruolo della torrefazione artigianale nel caffè monorigine.

Nel caffè monorigine, la torrefazione ha un ruolo fondamentale.

 

Se la tostatura è troppo aggressiva, il rischio è coprire le caratteristiche naturali del chicco. Il caffè può diventare molto scuro, amaro e uniforme, perdendo parte della sua identità.

 

Una tostatura artigianale, invece, accompagna il chicco.

Il torrefattore studia l’origine, osserva il comportamento del caffè e sceglie una curva di tostatura capace di valorizzare aroma, corpo, dolcezza e persistenza.

 

L’obiettivo è rispettare la materia prima.

 

Ogni origine richiede attenzione. Alcuni caffè hanno bisogno di una tostatura più delicata per preservare le note floreali e fruttate. Altri possono sostenere un profilo più sviluppato, capace di esaltarne corpo e intensità.

 

La torrefazione artigianale permette di trovare il punto giusto. È qui che esperienza, sensibilità e conoscenza tecnica fanno la differenza.

Monorigine e cultura del caffè.

Scegliere un caffè monorigine significa avvicinarsi a una cultura più profonda del caffè.

 

Significa chiedersi da dove arriva ciò che beviamo, chi lo ha coltivato, come è stato lavorato e perché ha proprio quel profumo.
Ogni tazzina diventa così un racconto.

 

Non è più soltanto una pausa veloce, ma un momento di attenzione. Un modo per scoprire paesi lontani, comunità di produttori, metodi di coltivazione e tradizioni diverse.

 

Il caffè monorigine rende visibile il legame tra chi coltiva, chi tosta e chi beve. È una scelta di gusto, ma anche di consapevolezza.

Come scegliere il caffè monorigine giusto.

Per scegliere un caffè monorigine, il primo passo è partire dalle proprie preferenze.

 

Chi ama una tazza dolce e rotonda può orientarsi verso origini con note di cacao, nocciola, caramello o frutta secca.
Chi preferisce profumi più eleganti può scegliere caffè floreali o agrumati.

Chi cerca una tazza intensa può provare origini dal corpo più pieno e dal retrogusto persistente.

 

La scelta può dipendere anche dal metodo di preparazione.

Per la moka sono spesso piacevoli caffè equilibrati, dolci e rotondi. Per il filtro sono molto interessanti caffè più aromatici, floreali o fruttati. Per l’espresso è importante trovare un’origine con buon corpo, dolcezza e persistenza.

 

La cosa più bella è assaggiare.
Ogni monorigine apre una strada diversa. Confrontare più caffè aiuta a capire cosa ci piace davvero e a costruire, tazza dopo tazza, il proprio gusto personale.

Caffè monorigine: un viaggio dentro una sola origine.

Il caffè monorigine è un invito alla scoperta.

Permette di ascoltare il carattere di un territorio, riconoscere le sfumature del chicco e vivere il caffè con maggiore attenzione.

 

Ogni origine porta in tazza un equilibrio unico di aroma, corpo, acidità, dolcezza e retrogusto.

 

Alcune sono morbide e cioccolatose. Altre sono fresche e agrumate. Altre ancora sono floreali, speziate, fruttate o intense.

 

Non esiste un monorigine migliore in assoluto. Esiste quello più vicino al nostro gusto, al nostro momento e al modo in cui amiamo preparare il caffè.

 

Bere un caffè monorigine significa concedersi un’esperienza più consapevole. Significa scoprire che dietro ogni chicco c’è un luogo, una mano, una storia e una torrefazione capace di valorizzarli.

Scopri il caffè monorigine con Trinci.

In Trinci Caffè crediamo che ogni chicco abbia qualcosa da raccontare.

Per questo selezioniamo caffè di qualità e li tostiamo con attenzione, rispettando le caratteristiche di ogni origine.

Se vuoi scoprire nuove sfumature di gusto, puoi esplorare la nostra selezione nello shop Trinci e scegliere il caffè più adatto al tuo modo di vivere la tazzina.

Dal profumo più delicato al gusto più intenso, ogni origine può diventare un piccolo viaggio sensoriale da assaporare con calma.

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Utilizzi e proprietà del caffè

10 utilizzi alternativi del caffè: non solo espresso!

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

10 Utilizzi alternativi del caffè: non solo espresso!

10 motivi per amare ancora di più il caffè

Per noi di Torrefazione Artigianale Trinci il caffè non è “solamente” un lavoro: è un’immensa passione che non ci stanca mai. Lavoriamo ogni giorno per assicurarci che i nostri caffè rappresentino sempre un’esperienza eccellente per i nostri clienti, mettendo qualità ed etica in cima alla classifica delle nostre priorità. Essendo così appassionati al tema, potevano non interessarci agli utilizzi alternativi del caffè?

Il mondo del caffè è una continua scoperta, e se un espresso ben realizzato rimane per noi la sua massima espressione, conoscere i tanti utilizzi alternativi e di recupero di questo straordinario prodotto ce lo fa amare ancora di più!

Utilizzi alternativi del caffè in giardino e per gli amici a 4 zampe

utilizzi alternativi del caffè

  • Fertilizzante per terreni acidi
    Le piante adatte a suoli acidi come rododendri, azalee, camelie, gardenie e molte altre, cresceranno più rigogliose grazie all’utilizzo di fondi di caffè usati e piccoli avanzi di caffè come concime naturale. Basterà cospargere la miscela di fondi di caffè, caffè avanzato e acqua sul terreno per dare un aiuto in più alle piante.
  • Anti-formiche naturale
    In estate è frequente, soprattutto per le case in zone meno urbane, ricevere la frequente visita di formiche. Capita spesso di lasciare per sbaglio sul piano cucina o a terra qualche minuscola briciola e trovarla poco dopo “attaccata” da nutriti gruppetti di formiche intente a spostarle verso i loro rifugi! La buona notizia è che, per quanto noi amiamo l’aroma del caffè, le formiche sembrano invece non gradirlo particolarmente! Quindi, dopo aver fatto asciugare i fondi di caffè, posizioniamoli nei possibili punti di accesso (porte, finestre, angoli collegati all’esterno), le piccole lavoratrici saranno scoraggiate dall’avvicinarsi!
  • Antipulci per i nostri amici a 4 zampe
    Per quanto ci occupiamo dell’igiene dei nostri cani e gatti, può capitare che siano attaccati dalle pulci, soprattutto in primavera e estate, quando trascorrono più tempo all’aperto. I fondi di caffè sono anche un buon repellente contro questi fastidiosi insetti! Dopo il bagno del vostro animale domestico potranno essere strofinati sul suo pelo, da spazzolare poi una volta asciutto. Le pulci ne saranno infastidite, e il vostro cane o gatto non sarà a contatto con prodotti chimici!

Utilizzi alternativi del caffè nella beauty routine

utilizzi alternativi del caffè

  • Scrub corpo
    I fondi di caffè avanzati sono anche un prezioso alleato per la bellezza della pelle! Grazie ai loro microgranuli, essi possono svolgere un’efficace azione esfoliante. Basterà mescolare un cucchiaio di fondi di caffè con mezzo cucchiaio di olio di oliva, massaggiare la crema ottenuta sui punti critici, e risciacquare con acqua tiepida. Esfoliazione e idratazione 100% naturali!
  • Pediluvio
    Eh sì, il caffè avanzato può essere utile anche per la salute e bellezza dei piedi! Diluendo un paio di cucchiai di caffè avanzato in una bacinella di acqua tiepida otterremo un pediluvio energizzante e in grado di agire contro eventuali cattivi odori. Grazie ai fondi di caffè potremo anche effettuare un massaggio emolliente sulle zone più ruvide.
  • Patch occhiaie
    Sguardo stanco dopo le ore piccole o una notte insonne? Oltre a berci un buon caffè per ritrovare l’energia, possiamo sfruttarlo per donare nuova vitalità al contorno occhi. Sarà sufficiente bagnare due dischetti in cotone nel caffè e farli raffreddare per circa 10 minuti in un contenitore in frigorifero. Applicati sul contorno occhi per 10 minuti diminuiranno gonfiori e occhiaie, per uno sguardo visibilmente più riposato!

Utilizzi alternativi del caffè in cucina

utilizzi alternativi del caffè

  • Deodorante per frigo
    Ogni volta che facciamo un caffè, nella nostra moka o capsula o cialda rimane un residuo. Una volta asciutti, questi fondi di caffè rappresentano un efficace alleato contro i cattivi odori del frigo. Sarà sufficiente riempire una ciotolina e posizionarla nel frigorifero per un paio di giorni, e gli odori poco gradevoli saranno assorbiti.
  • Pulizia di pentole e stoviglie
    Grazie alla loro “granulosità”, i fondi di caffè hanno una leggera azione abrasiva e possono essere quindi utilizzati per togliere i residui di cibo bruciato o particolarmente grasso da pentole e padelle. Basterà strofinare una piccola quantità sulle superfici da pulire e procedere al normale lavaggio e risciacquo.
  • Mantenere asciutti sale e zucchero
    Capita spesso che nelle saliere e nelle zuccheriere si formino dei “grumi” a causa dell’umidità, che riesce a raggiungere l’interno dei contenitori. Si può ovviare a questo piccolo problema aggiungendo dei chicchi di caffè sul fondo dei contenitori: funzioneranno come piccole spugne per l’umidità!
  • Per aggiungere carattere a tante ricette!
    In cucina il caffè è utile non solo per pulire e conservare, ma può anche essere un ingrediente per tante ricette gustose! Siamo abituati a pensare di usarlo soltanto per preparare espresso e cappuccino, ma in realtà sia la polvere che la bevanda sono in grado di aggiungere carattere e aromi a tanti piatti dolci e salati (non solo tiramisù insomma!). Marinature, panature, creme dolci, primi piatti creativi e molto altro: un buon caffè può regalare personalità e saporiti contrasti a moltissimi piatti! Non a caso abbiamo dedicato una rubrica alle ricette con caffè, qui l’ultimo articolo dedicato alle ricette estive.

 

Insomma, un (buon) caffè non ha solo il grande pregio di regalarci piccoli, preziosi momenti di ricarica quotidiana, ma può esserci utile in tanti altri modi: e noi possiamo solo dire che i tanti utilizzi alternativi del caffè ce lo fanno amare ancora di più… se possibile!

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Utilizzi e proprietà del caffè

Ricette con caffè per l’estate

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Ricette con caffè per l'estate

Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

Si è fatta un po’ attendere, ma l’estate, con le sue lunghe ore di luce, le sue temperature caldissime e la sua allegria, è davvero arrivata! Questa stagione ci offre una miriade di verdure e frutti colorati e freschi, adatti a fornirci le vitamine e i nutrienti necessari per affrontare la calura… oltre che a preparare gustose ricette! Vediamo insieme 3 ricette con caffè per l’estate, con verdura e frutta di stagione.

Spaghetti con crema di peperoni, mandorle e caffè

Ricette con caffè

Peperoni, mandorle e caffè: scoprite il gusto deciso e dolce al tempo stesso di questo primo piatto estivo.

 

Ingredienti (per 2 persone):

160 grammi di spaghetti

2 Peperoni gialli
1 Scalogno 1
1 manciata di mandorle
mezzo cucchiaino di caffè in polvere
Olio di oliva q.b.
Mezzo bicchiere di brodo vegetale
Olio di oliva q.b.
Sale q.b.

 

Procedimento:

Iniziamo preparando la crema di peperoni. Tagliamoli in 2 parti, rimuoviamo i semi e il filamento bianco e sbollentiamoli per circa 3 minuti. Scoliamo e lasciamoli raffreddare, dopodiché togliamo la buccia. 

Prendiamo una padella e facciamo imbiondire lo scalogno nell’olio di oliva, aggiungiamo i peperoni tagliati a cubetti irregolari e aggiungiamo il mezzo bicchiere di brodo vegetale. Lasciamoli cuocere per 10 minuti a fiamma dolce mescolando di tanto in tanto, dopodiché frulliamoli fino ad ottenere una bella crema (se necessario aggiungete dell’acqua o un goccio di olio di oliva per raggiungere la cremosità desiderata).

Trasferiamo la crema nella padella nella quale abbiamo cotto i peperoni, e in un pentolino a parte tostiamo una manciata di mandorle tritate.

Facciamo cuocere gli spaghetti avendo cura di tenere da parte un po’ di acqua di cottura: scoliamoli al dente e uniamoli alla crema di peperoni. Saltiamo velocemente aggiungendo acqua di cottura un po’ alla volta per raggiungere una buona cremosità.

Impiattiamo e completiamo con una spolverata di mandorle e polvere di caffè: il gusto deciso ma dolce dei peperoni, aggiunto alla croccantezza delle mandorle e all’aroma del caffè darà un carattere unico a questa ricetta!

Per questa ricetta consigliamo la polvere del nostro Sul de Minas, il cui aroma di mandorle e torroncino completa magnificamente il piatto.

Pollo con Melanzane e Caffè

ricette con caffè

Un secondo di carne gustoso e dal sapore deciso, grazie alla speciale marinatura.

 

Ingredienti (per 4 persone):

400 grammi di sovracosce di pollo

300 grammi di melanzane

1 cucchiaio di grani di caffè

4 semi di cardamomo

1 limone

1 pizzico di cannella in polvere

1 bicchierino di brandy

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale e pepe

 

Procedimento:

Il primo e fondamentale passo per la realizzazione di questa ricetta è la marinatura della carne: in una ciotola uniamo i grani di caffè spezzettati grossolanamente, i semi di cardamomo, la cannella, un pizzico di pepe ei l succo di limone. Uniamo le sovracosce avendo cura che ogni parte sia ben ricoperta con la marinatura, e lasciamo riposare in frigo per almeno 3 ore.

Trascorso il tempo necessario, tagliamo le melanzane a cubetti e facciamole saltare in padella con olio e aggiustando di sale e pepe. Facciamole cuocere a fiamma media per circa 10 minuti, aggiungendo un goccio d’acqua se necessario. Mettiamole da parte.

Adesso è il momento di recuperare le sovracosce e di eliminare i residui di caffè e cardamomo. Le cuoceremo nella stessa padella utilizzata per le melanzane: partiamo con un filo d’olio, facciamo scaldare e aggiungiamo la carne. Aggiungiamo sale, pepe e il bicchierino di brandy, copriamo e facciamo cuocere per circa 15 minuti.

A questo punto aggiungiamo le melanzane e continuiamo la cottura per circa 5 minuti, in modo che i sapori si possano amalgamare. Il vostro secondo piatto è pronto per essere servito!


Per questa ricetta consigliamo la polvere del nostro Oro, ideale grazie alle sue memorie di pane tostato e spezie.

Panna cotta al caffè con salsa di albicocche

ricette con caffè

Un dessert fresco e capace di unire la dolcezza delle albicocche con il gusto deciso del brandy, da preparare senza l’utilizzo del forno. Perfetto per le vostre cene estive!

 

Ingredienti (per circa 8 porzioni):

Per la panna cotta:

800 grammi di panna fresca

250 grammi di latte

180 grammi di zucchero

12 grammi di gelatina in fogli (colla di pesce)

1 cucchiaino di polvere di caffè solubile

Per la salsa di albicocche:

200 grammi di albicocche secche

2 bicchierini di apricot brandy o altro liquore fruttato

 

Procedimento:

Iniziamo preparando la panna cotta, che dovrà rimanere in frigo piuttosto a lungo.
Come prima cosa mettiamo i fogli di gelatina ammollo in acqua. Poi scaldiamo in un pentolino panna, latte e zucchero: attenzione a tenere la fiamma molto bassi, in modo che non si attacchi e non raggiunga l’ebollizione. Aggiungiamo i fogli di gelatina ben strizzati e la polvere di caffè solubile, mescoliamo, e mettiamo il composto in uno stampo ad anello. Lasciamo raffreddare e mettiamo in frigo per almeno 6 ore.

Occupiamoci adesso della salsa. Tagliamo le albicocche secche a listarelle e facciamole rinvenire nel brandy per un paio d’ore. Trascorso questo tempo, trasferiamo frutta e liquido in un pentolino, aggiungiamo un cucchiaio di acqua, e facciamo sobbollire per 5 minuti. Spengiamo e lasciamo raffreddare la salsa.

Al momento di servire, sformate la panna cotta in un piatto da portata (con molta delicatezza!) e ricoprite con la salsa e le albicocche. Il vostro dessert estivo è pronto per essere gustato!

(Se preferite, potete usare 8 pirottini e fare delle monoporzioni, seguendo gli stessi procedimenti).

 

 

Con questi piatti esalterete alcuni dei meravigliosi ingredienti che l’estate ci regala, un menu dal primo al dolce pieno di gusto e colore! Buon appetito!

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Coltivazione raccolta e lavorazione del caffè

Torrefazione Trinci: fieri membri della Slow Food Coffee Coalition

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

Torrefazione Trinci: fieri membri della Slow Food Coffee Coalition

Un modo equo, sano e giusto di amare e gustare il caffè

Quando si parla di caffè, il primo pensiero è probabilmente quello della tazzina che siamo soliti gustarci a casa o al bar. Quello però non è che l’ultimo passo di un percorso iniziato molto prima in luoghi lontani, nelle piantagioni, e proseguito poi di tappa in tappa fino a noi.

 

Questo viaggio è fatto di agricoltura, raccolta, trasporto, selezione, mediazione, vendita, e molti sono gli attori coinvolti.
In un sistema economico globale e spesso spietato, sono molti i settori nei quali si è assistito nel corso degli anni ad una corsa al ribasso: ribasso della qualità per ottenere ribassi di costi e prezzi e incremento dei margini di guadagno (solo per pochi), con una reazione a catena su tutta la filiera. Questo è stato vero in molti casi anche per il settore del caffè. A pagarne le spese in massima misura sono stati sicuramente i lavoratori dei paesi di origine, spesso sfruttati dai proprietari delle piantagioni che hanno approfittato di sistemi legislativi locali poco severi in termini di tutela dei lavoratori. In maniera meno pesante e tragica, però, a pagarne le conseguenze sono anche i consumatori finali: un prodotto nato in contesti di questo tipo e impoverito in ogni fase della sua filiera da una costante corsa al risparmio, difficilmente sarà in grado di possedere caratteristiche eccellenti.

Se questo è l’andamento generale in molti settori clou del mercato, significa forse che nessun’altra via è possibile? Noi di Trinci abbiamo sempre sostenuto il contrario.

Nella nostra famiglia caffè significa innanzitutto passione, e la passione perde di sostanza se sporcata per così dire da ingiustizie e pratiche di mercato scorrette. Ecco perché abbiamo sempre pensato che l’attenzione al benessere di tutti gli attori coinvolti nella filiera e alla buona cura di tutte le sue fasi fosse fondamentale.

È nata così la nostra adesione al circuito Fair Trade, ed è sempre in quest’ottica che di rispetto, consapevolezza, passione, ecosostenibilità e qualità che si inserisce la partecipazione alla Slow Food Coffee Coalition. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Slow Food Coffee Coalition: una rete mondiale che lega agricoltori e consumatori.

Trinci coffee coalition

Slow food e Lavazza hanno lanciato nel 2021 questo progetto, che intende riunire in una rete globale tutti coloro che sono attivi nella produzione del caffè: agricoltori, torrefattori, consumatori, distributori e via dicendo, tutti impegnati nella creazione di un circuito virtuoso dal quale origini un caffè non solo eccellente, ma “giusto”, nell’accezione più ampia del termine.

Non più competizione sfrenata con corse al ribasso quindi, ma cooperazione fra tutti gli attori coinvolti nella filiera. Protagonisti di questa rivoluzione buona sono la conoscenza, la consapevolezza del proprio impatto umano e ambientale, la trasparenza, l’equità. Tutto riassunto in un manifesto di 10 punti irrinunciabili e non negoziabili.
Noi di Trinci li abbiamo condivisi con entusiasmo e rigore e siamo lieti di diffonderli ai nostri clienti, certi di incontrare il loro sostegno e il loro impegno personale.

Slow Food Coffee Coalition: un manifesto per il caffè buono e giusto.

slow food coalition

  1. PRESERVAZIONE dell’ambiente e degli ecosistemi come fattore chiave di resilienza alla crisi climatica.
    Il pianeta Terra attraversa da anni una profonda crisi ambientale, e i responsabili siamo tutti noi. Lo abbiamo sfruttato e maltrattato, con l’arroganza di chi crede che non riceverà mai indietro un conto da pagare. E invece il conto lo stiamo ricevendo eccome, con eventi naturali catastrofici e condizioni di abitabilità che si deteriorano di anno in anno. Preservare la natura coltivando con consapevolezza e rispetto per il territorio è l’unica direzione possibile.
  2. SICUREZZA ALIMENTARE attraverso l’applicazione di principi agroecologici.
    Applicare principi ecologici, olistici e integrati nella gestione dell’agricoltura permette di ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche, diminuire gli sprechi e limitare di conseguenza l’impatto ambientale. I prodotti alimentari così ottenuti sono sicuri per i consumatori e in grado di contribuire a creare quindi un nuovo sistema dove natura e uomo convivono senza arrecarsi danno.
  3. INCLUSIVITÀ indipendentemente dall’identità di genere, razza, etnia, età o religione.
    Può la pace ambientale prescindere dalla pace fra le persone? Ovviamente no. Un circuito virtuoso, sia esso legato al caffè o a qualunque altro prodotto, non può accettare nessun tipo di discriminazione. Il rispetto verso tutte le altre persone è un elemento imprescindibile.
  4. TRASPARENZA lungo tutta la filiera del caffè.
    Ogni fase della produzione e della vendita, ogni aspetto della coltura, ogni contratto di lavoro, tutto deve essere chiaro e trasparente, nel pieno rispetto dei doveri e dei diritti di produttori e consumatori.
  5. ORIGINE SPECIFICA DEL CAFFÈ (dove viene prodotto e da chi).
    Soprattutto in campo alimentare è sempre bene diffidare di prodotti la cui origine non viene chiaramente indicata. Il territorio di produzione è un elemento fondamentale e ha molto da raccontare, non solo in termini di caratteristiche organolettiche del caffè, ma anche sulle condizioni dei lavoratori della piantagione e di tutto l’indotto.
  6. BIODIVERSITÀ come approccio sistemico all’ambiente, alle comunità e ai prodotti locali.
    La biodiversità come vero e proprio valore: la convivenza armonica tra specie animali e vegetali diverse in primis, così come tra comunità e popolazioni distanti per cultura e tradizioni ma unite nella costruzione di un futuro pacifico e rigoglioso.
  7. DIRITTI UMANI E DEL LAVORO salvaguardando i diritti fondamentali lungo tutta la catena di fornitura.
    Un tema che ci sta molto a cuore, da sempre. Non ci può essere una produzione consapevole e giusta se non sono rispettati i diritti delle persone e le loro tutele sul lavoro.
  8. EDUCAZIONE e promozione del dialogo tra tutti i partecipanti alla filiera del caffè, creando al contempo una conoscenza condivisa che generi consapevolezza e responsabilizzi tutti i soggetti coinvolti.
    Educare all’eccellenza, alla qualità, alla trasparenza, al dialogo e alla giustizia è la via che permetterà un cambiamento definitivo sul lungo termine. La conoscenza è l’unica arma di cui le persone hanno bisogno per costruire un futuro più consapevole ed equo.
  9. TRACCIABILITÀ come prova della qualità del caffè e dell’ottimizzazione del processo, dal campo alla tazza.
    Collegato al punto 5 del manifesto, questo è un ulteriore step che permette di conoscere nel dettaglio tutte le fasi della filiera, chi se ne è occupato e dove. Trasparenza lungo tutto il processo, dal chicco alla tazzina.
  10. IL DIRITTO AL PIACERE GASTRONOMICO saper apprezzare il gusto, gli aromi e i profumi del caffè.

La Slow Food Coffee Coalition nasce per proteggere ambiente e diritti. Il piacere gastronomico, l’accesso ad un prodotto dalle eccellenti caratteristiche, può essere considerato un diritto del consumatore finale? Assolutamente sì.

 

Trinci è orgogliosa di appartenere alla lista dei torrefattori della Slow Food Coffee Coalition: il nostro impegno per il futuro sarà sempre quello di offrire ai nostri clienti un caffè eccellente, tracciabile, equo e rispettoso dell’ambiente. Lo facciamo per passione, e avvertendo tutto il peso morale di poter fare la differenza in un contesto economico troppo spesso indifferente davanti alle ingiustizie e alle disparità.

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5 curiosità sul caffè: alcuni fatti bizzarri su una delle bevande più amate nel mondo

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5 curiosità sul caffè

Alcuni fatti bizzarri su una delle bevande più amate nel mondo

In Italia sono tantissimi coloro che amano il caffè, l’espresso in particolare: rituale, tradizione, carica di energia, abitudine o vero e proprio piacere di degustazione, sono molti i motivi che lo rendono così apprezzato. Se anche tu come noi sei un vero e proprio coffee-addicted, ti sfidiamo a conoscere almeno 3 delle 5 curiosità sul caffè che trovi riporte di seguito… iniziamo!

1 Il caffè con aggiunta di latte o panna (a temperatura ambiente) si mantiene caldo più a lungo

curiosità sul caffè

Il ragionamento sembrerebbe controintuitivo: infatti sarebbe più logico pensare che aggiungendo un liquido non caldo come latte o panna al caffè, esso perda la propria temperatura più velocemente.
Al contrario, entra in gioco il cosiddetto “effetto Mpemba”, dal nome dello studente della Tanzania che per primo ha notato e studiato questa legge della termodinamica. I suoi studi hanno dimostrato il principio fisico per cui l’acqua calda o tiepida congela prima di quella fredda: ecco quindi che abbassare leggermente la temperatura del caffè con un liquido come panna o latte gli permette di rimanere caldo più a lungo, mediamente il 20% di tempo in più.

2 Il caffè decaffeinato non è totalmente privo di caffeina

 

Sebbene non tutti lo sappiano, anche il caffè decaffeinato contiene una minuscola percentuale di caffeina.
Questa molecola idrosolubile è la principale “responsabile” della sensazione di energia che il caffè ci trasmette, ed è naturalmente presente nei chicchi dai quali origina la bevanda.
Per permettere a coloro che amano il sapore o il rituale del caffè ma non possono assumere caffeina per motivi di salute o magari difficoltà a dormire, è stato creato il decaffeinato (esiste infatti solo una variante di caffè che non contiene naturalmente caffeina, la Coffea Charrieriana, originaria del Camerun e poco diffusa).
Se tutti i processi elaborati finora sono in grado di rimuovere quasi del tutto la caffeina, una piccola percentuale rimane. Ma niente paura, si tratta solo di circa 2 mg a tazzina, contro i circa 50 – 100 mg di caffè “normale”. Una quantità irrisoria che non provoca alcun effetto!

3 Il caffè prima del pisolino pomeridiano ne aumenta i benefici

curiosità sul caffè

Se sei amante sia della pennichella post-pranzo che dell’espresso, è probabile tu abbia pensato che l’ideale sia bersi il caffè al risveglio dal pisolino, per “riaccendere” mente e corpo dopo il breve relax. Gli studi hanno confermato che invece il massimo del beneficio in termini di energia e lucidità si ottenga bevendo il caffè prima di coricarsi: è il cosiddetto “Power Nap”, ovvero “sonnellino che ti ricarica”. Attenzione, esso dovrebbe durare 15/20 minuti al massimo, il tempo durante il quale la caffeina inizia a svolgere il suo effetto rinvigorente. Un power nap ben eseguito promette di assicurare riduzione di stress e fatica mentale, miglioramento dell’umore, aumento di produttività, creatività e memoria… insomma i benefici sono tanti ma attenzione, superata la mezz’ora potresti svegliarti decisamente confuso e fuori forma!!

4 Dobbiamo la scoperta del caffè ad un pastore e a dei monaci

curiosità sul caffè

Oggi il caffè è diffuso e amato in tutto il mondo, ma come si è arrivati a sapere che da quelle piccole bacche era possibile ottenere una bevanda così ricca di proprietà? Come spesso accade anche per le più grandi scoperte, tutto è partito da una casualità!
La leggenda vuole che un pastore dello Yemen, in un periodo molto lontano non precisamente identificato, abbia perso di vista le proprie caprette al pascolo e le abbia poi ritrovate poco distanti e particolarmente vivaci… in prossimità di alcune piante dalle bacche rosse. Incuriosito, ne raccolse alcuni frutti e li portò in un vicino monastero per consegnarle ai monaci, da sempre grandi esperti di piante e infusi. Essi ne ottennero un decotto che si guadagnò ben presto la fama di bevanda rinvigorente, e che si rivelò molto utile per mantenerli svegli durante le lunghe ore di preghiera. Le caprette si erano mangiate un bel po’ di bacche della pianta Coffea Arabica ed in quel monastero era nata la prima versione del caffè (sicuramente molto diversa da quella che apprezziamo oggi!), destinata a subire tante modifiche e a divenire una delle bevande più amate del globo!

5 Il caffè potrebbe essere un elisir di lunga vita… almeno per i gatti!

 

Sappiamo bene che nel mondo esistono record di ogni tipo, alcuni dei quali davvero molto bizzarri. Un premio dei Guinness World Records è stato assegnato nel 2010 ad una gatta statunitense dal nome Creme Puff, nata nel 1967 e vissuta fino al 2005. Con i suoi 38 anni e 3 giorni detiene ancora il primato di gatta più longeva della storia… almeno di quella documentata!
Il fatto curioso, oltre alla lunghezza incredibile dell’esistenza di questa gatta, sono i cibi particolari che il suo padrone Jake Perry le ha dato per tutto quel tempo… dimentica le solite crocchette! Oltre a uova, bacon e broccoli, la gattina si gustava ogni giorno un “dessert” a base di caffè e panna. Che sia stata la caffeina l’elemento responsabile di una vita così lunga? Noi saremo certamente di parte ma… ci crediamo!

 

Quante di queste curiosità sul caffè conoscevi?
Se vuoi scoprire ancora di più sul mondo del caffè, e soprattutto gustarne alcuni davvero speciali, puoi venire a visitarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, oppure puoi iniziare ad assaggiare le nostre creazioni acquistando online sul nostro e-shop!

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Ricette con caffè per la primavera

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Ricette con caffè per la primavera

Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

Le ore di luce aumentano, i rami degli alberi si ricoprono di germogli, le prime margherite fanno capolino nei prati… è arrivata la primavera! Mai come in questo periodo possiamo osservare la meraviglia della natura nel suo risvegliarsi dai mesi più freddi e bui. Questa è una stagione di rinascita e risveglio, e quale modo migliore di celebrarlo con i primi pranzi all’aperto? Vediamo insieme 3 ricette con caffè per la primavera, con verdura e frutta di stagione.

Fettuccine al caffè con asparagi e burro piccante

ricette con caffè

Per questo primo piatto impastiamo delle deliziose fettuccine al profumo di caffè, che si sposano perfettamente con sapore delicato degli asparagi e la grinta del peperoncino.

 

Ingredienti (per 4 porzioni):

Per le fettuccine:

300 g farina 0

3 uova

10 grammi caffè

Per il condimento:

600 grammi di asparagi (per questo piatto usiamo solo le punte)

70 grammi burro

Peperoncino piccante

Sale

 

Procedimento:

 

Cominciamo con la preparazione della pasta, pochi semplici passaggi anche a prova di principianti. Uniamo alla farina la polvere di caffè e le uova. Mescoliamo prima con un mestolo e poi a mano, fino ad ottenere un panetto omogeneo.
Copriamo la pasta con la pellicola e lasciamo riposare per 30 minuti in frigorifero. Trascorsa mezz’ora, possiamo stendere la pasta: usate una sfogliatrice se l’avete a disposizione, altrimenti stendete a mano con un mattarello. La pasta risulterà un po’ più spessa ma comunque gustosa. Ricavate quindi delle fettuccine e mettetele da parte.

Per il condimento, iniziamo cuocendo le punte degli asparagi preferibilmente al vapore. In alternativa, spadellate velocemente con un filo d’olio. Non buttate i gambi, saranno perfetti per un contorno o per una deliziosa vellutata primaverile!

In una padella uniamo il burro al peperoncino (scegliete voi la quantità in base ai vostri gusti e quelli dei vostri commensali), facciamo sciogliere dolcemente e uniamo le punte di asparagi e un po’ di sale.

Cuociamo le fettuccine in abbondante acqua salata, dopodiché facciamo saltare con il condimento e mantechiamo a fiamma spenta con un fiocco di burro e una spolverata di peperoncino. Il vostro primo piatto è pronto!

Per questa ricetta consigliamo la polvere del nostro Forte, il cui aroma non soccomberà nell’abbinamento con il peperoncino.

Carciofi alla birra con caffè e miele

ricette con caffè

Questo piatto può essere un antipasto o un gustoso contorno. La birra, il caffè e il miele danno un sapore e una morbidezza meravigliosi!

 

Ingredienti (per 4 persone):

4 carciofi freschi

200 ml di birra (meglio se bionda o ambrata)

1 cucchiaio di caffè macinato

2 cucchiai di miele

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Succo di 1 limone

Sale q.b.

Pepe nero q.b.

Procedimento:

Per preparare questo gustoso piatto, iniziamo dalla pulizia dei carciofi. Togliamo le foglie più esterne e dure fino a raggiungere la parte centrale più tenera. Tagliamo la parte superiore così da eliminare le punte delle foglie.
A questo punto tagliamo il gambo in maniera orizzontale e netta, in modo che il carciofo possa stare “in piedi”, e rimuoviamo la parte interna con un cucchiaino. Mettiamoli da parte in una ciotola d’acqua con il succo di limone per mantenere il loro bel colore.

Portiamo a ebollizione dell’acqua salata e aggiungiamo i carciofi, facendoli cuocere per circa 20 minuti. A questo punto scoliamoli e lasciamoli raffreddare mentre prepariamo la marinatura.

Uniamo in una ciotola birra, caffè macinato, miele, olio d’oliva, sale e pepe nero macinato finché avremo un liquido omogeneo. Prendiamo i carciofi, separiamo delicatamente le foglie esterne per far penetrare al meglio la marinatura, e sistemiamoli in una teglia da forno. Versiamo la marinatura ricoprendo bene e copriamo il tutto con l’alluminio.
È indispensabile lasciare marinare i carciofi in frigo per almeno un’ora, meglio se più a lungo (anche tutta la notte).

Trascorso il tempo, rimuoviamo l’alluminio e inforniamo a 180° per 25/30 minuti.

Una volta cotti, lasciate intiepidire e servite.

 


Per questa ricetta consigliamo la polvere del nostro Huehuetenango, ideale grazie al suo aroma di miele e fiori.

 

Muffin ripieni di ciliegie al sapore di caffè

ricette con caffèUn dolce che profuma di primavera, perfetto come merenda o per la colazione.

 

Ingredienti (per 18 muffin):

250 grammi di farina 00

250 grammi di zucchero semolato

80 grammi cremor tartaro + 50 grammi bicarbonato di sodio

18 ciliegie senza nocciolo

100 grammi di burro fuso

120 ml di latte

1 pizzico di sale

3 tazzine di caffè

2 uova

 

Procedimento:

Per preparare l’impasto di questi deliziosi muffin primaverili serve davvero poco tempo, quindi iniziamo preriscaldando già il forno a 180°.

Separiamo poi gli ingredienti secchi (quindi farina setacciata, zucchero, cremo tartaro + bicarbonato e sale) da quelli liquidi (latte, caffè raffreddato, burro fuso tiepido e uova), e uniamoli in una ciotola iniziando con i secchi e terminando con i liquidi.
Mescoliamo bene fino ad ottenere un composto omogeneo e semi liquido.
A questo punto trasferiamolo in una teglia da muffin con gli appositi pirottini, oppure imburriamo i singoli stampi, riempiendoli fino a poco meno di metà. Inseriamo la ciliegia senza nocciolo al centro, e ricopriamo con l’impasto.
Inforniamo per circa 20 minuti e otterremo dei muffin morbidi e gustosi!

Per questa ricetta consigliamo la polvere del nostro San José Maresol, caratterizzato da una naturale dolcezza.

 

Con queste ricette con caffè esalterete alcuni dei meravigliosi ingredienti che la natura di mette a disposizione in primavera… buon appetito!

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degustazione, aromi e sapori del caffè

Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

Terza tappa di un viaggio virtuale alla scoperta di nuovi sapori e tradizioni

caffè nel mondo

Continuiamo il nostro viaggio virtuale alla scoperta di modi diversi di preparare e gustare il caffè in giro per il mondo. Sono tante le ricette e le tradizioni legate a questa bevanda, ogni paese l’ha interpretata assecondando gusti e sfumature legate al territorio. Non solo espresso insomma!

 

Nei precedenti articoli abbiamo fatto tappa in tanti luoghi meravigliosi: Francia, Messico, Senegal, Olanda, Vietnam, ed altri ancora. Oggi proseguiamo con altre 5 gustose e curiose tappe… si parte!

Caffè nel mondo: Portogallo

caffè nel mondo

Una bevanda molto apprezzata durante le calde estati portoghesi è il Caffè Mazagran: deve il suo nome a Mazagão, una città del Marocco, che è stata per tempo colonia Portoghese: qui furono dei soldati ad “improvvisare” questa bevanda con i pochi ingredienti che avevano a disposizione… ma come spesso accade, è proprio così che nascono ricette destinate ad essere apprezzate anche secoli dopo!

 

Per crearla, si uniscono caffè espresso, il succo di circa mezzo limone, un po’ di zucchero e del ghiaccio. Il procedimento è molto semplice: dopo aver preparato l’espresso nel modo preferito si aggiunge la quantità di zucchero desiderata e si mescola. Si attende qualche minuto in modo che la temperatura scenda un po’ e si aggiunge il succo di limone mescolando bene.
A questo punto versiamo il tutto in un bicchiere alto con ghiaccio e la bevanda è pronta, un buon modo per ricaricarsi e rinfrescarsi nelle giornate estive!

Caffè nel mondo: Colombia

caffè nel mondo

Voliamo in Sud America per raggiungere la Colombia, paese ricco di colori e tradizioni, dove il caffè occupa un posto d’onore tra le bevande più amate e consumate.
I caffè coltivati su questo territorio sono infatti tra i migliori al mondo, grazie alle particolari condizioni climatiche e del terreno.
Tra le tante ricette che i Colombiani hanno creato per sfruttare al meglio uno dei prodotti simbolo della loro terra, una delle più apprezzate è il caffè Chaqueta.
La sua realizzazione è estremamente semplice: basta unire una parte di caffè (circa una tazzina) e una parte di “aguapanela”, uno sciroppo dolce ottenuto con zucchero di canna grezzo e acqua calda. Un caffè quindi caratterizzato da una spiccata nota dolce, poco consigliata per gli amanti dell’espresso amaro!

Caffè nel mondo: Irlanda

caffè nel mondo

Torniamo in Europa per scoprire una variante Irlandese che ha riscaldato tante fredde notti sull’isola, il famoso Irish Coffee.
Secondo la tradizione, questa bevanda fu creata nel 1943 a Foynes, cittadina nodo dei trasporti grazie alla presenza di porto e aeroporto.
Nel bar di fronte all’aerostazione giunsero una notte dei passeggeri infreddoliti e infastiditi dalla cancellazione del loro viaggio per maltempo, e il barista Joe Sheridan pensò di preparargli qualcosa che riscaldasse corpo… e mente!
Unì un caffè molto forte a zucchero e whiskey, completando con della panna montata. Inutile dire che i passeggeri apprezzarono la combinazione di sapori! Era nato così l’Irish Coffee, destinato a diventare uno dei cocktail più amati di sempre. Ancora oggi la ricetta è la stessa, servita in un bicchiere pre-riscaldato e apprezzata in tantissimi pub in giro per il mondo.

Caffè nel mondo: Thailandia

caffè nel mondo

Facciamo adesso tappa in un luogo esotico e con una natura ancora incontaminata che affascina qualunque visitatore abbia la fortuna di visitarlo: la Thailandia.
Qui, complice il clima caldo e umido, il caffè è impiegato per creare una bevanda fresca e dolce a base di caffè, chiamata Thai Eiskaffee.
Anch’essa è poco indicata per gli amanti dei sapori amari: è infatti composta da 2 dosi di caffè, 1 dose di latte più 1 dose di latte dolce condensato, e servita con cubetti di ghiaccio. In alcuni luoghi, a causa della scarsità di mezzi, viene servita in sacchetti di plastica accompagnati da una cannuccia… tutto pur di non rinunciare ad un gustoso e rinfrescante Thai Eiskaffee!

Caffè nel mondo: Danimarca

caffè nel mondo

Per l’ultima tappa del viaggio di oggi atterriamo in Nord Europa, più precisamente in Danimarca.
Questo paese si piazza al settimo posto nella classifica mondiale del consumo di caffè pro capite, e godersi i momenti di pausa sorseggiando grandi tazze di caffè in compagnia di amici e familiari è una tradizione molto amata.

Simbolo del paese è lo Stempelkande Kaffe, così chiamato per l’utilizzo della caffettiera a pressione francese, il cui nome in danese è appunto Stempelkande. Qui non si può neppure parlare di ricetta, tanto è semplice la preparazione: un cucchiaino di caffè per ogni tazza d’acqua. Il risultato è un caffè molto “lungo”, che viene spesso accompagnato da biscotti secchi e dolcetti speziati per una pausa golosa e rinvigorente.

 

Il viaggio alla scoperta di modi alternativi di consumare il caffè finisce qua per oggi, e se nonostante molti spunti rimanete comunque fedeli al classico espresso Italiano… venite a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, oppure date un’occhiata al nostro e-shop. Anche con le nostre miscele e i nostri monorigine avrete modo di fare grandi scoperte!

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Caffè Monorigine e Miscela: caratteristiche e qualità

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Caffè Monorigine e Miscela, caratteristiche e qualità

Vediamo le differenze tra queste due tipologie di caffè

Spesso beviamo il nostro espresso di fretta e senza soffermarci troppo su aromi e profumi, ma per chi lo ama particolarmente (come noi!) ogni tazzina è un microcosmo di profumi, aromi e storie.

Quella del torrefattore è un’arte che si esprime attraverso la selezione e la sperimentazione, sempre alla ricerca del chicco perfetto, tutto guidato da una grande passione.
Le vie maestre che possiamo percorrere in questa ricerca costante della perfezione sono due: scovare territori che grazie alle caratteristiche di clima, terreno e tecniche di coltivazione danno vita a chicchi straordinari ed usare quella sola varietà per un espresso simbolo di un luogo preciso, oppure individuare i chicchi provenienti da varie zone e condizioni e studiare come unirli al meglio per creare blend dalle sfumature uniche.

Questa in breve è la differenza tra caffè monorigine e miscela, ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di queste due grandi “famiglie”.

Caffè monorigine: piena espressione del territorio

caffè monorigine e miscela

Quando si parla di caffè monorigine (Single Origin) si fa riferimento ad un prodotto che proviene da una zona geografica circoscritta e ben identificata, da un territorio delimitato con caratteristiche ben precise, alle volte anche da una singola azienda.

I fattori che entrano in gioco nel determinarne le caratteristiche di un caffè monorigine sono chiaramente strettamente connessi al luogo di coltivazione: particolarità del clima come ad esempio temperature massime e minime, quantità di pioggia e composizione del terreno incidono sulla crescita della pianta e conseguentemente sulle caratteristiche organolettiche del chicco finale.

Fattore non secondario è rappresentato anche dalle tecniche di coltivazione e raccolta utilizzate nella singola azienda/piantagione, così come dal metodo di lavorazione dei chicchi appena raccolti. Si possono infatti “trattare” a secco lasciandoli essiccare naturalmente, oppure eseguire lavaggi o semilavaggi.

Tutti questi fattori contribuiranno a dare al caffè finale caratteristiche di gusto e profumo peculiari.

Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo caffè monorigine selezionati con cura dalle migliori piantagioni del mondo, ad esempio “Huehuetenango” dal Guatemala e “Blue Mountain” dalla Jamaica, dai un’occhiata alle loro caratteristiche.

Caffè miscela: l’arte di combinare chicchi per creare sapori unici

caffè monorigine e miscela

I nomi ci danno già un’idea piuttosto indicativa della differenza principale tra Caffè Monorigine o Miscela: se la prima nomenclatura come abbiamo detto fa riferimento all’espressione di un unico territorio, a volte anche molto piccolo, quando si parla di miscela di caffè (Blend) entrano in gioco varietà di caffè differenti, provenienti da luoghi anche lontani tra loro.

Quello che fa veramente la differenza per questa tipologia di caffè sono la preparazione, la creatività e l’arte del torrefattore. Proprio come per qualsiasi altra ricetta, anche per creare miscele pregiate e dai sapori unici sarà necessario conoscere perfettamente la materia prima e unire qualità di chicchi i cui aromi e profumi si sposino alla perfezione, per avere un risultato finale che rispecchi le aspettative.

A differenza del monorigine, che viene selezionato proprio perché in grado di offrire una tazzina equilibrata a partire da un’unica varietà di chicchi, il caffè in miscela è caratterizzato da bouquet “creati a tavolino” per così dire, nati grazie all’abilità del torrefattore. Se consideriamo che le tipologie di caffè sono più di 60, capiamo quanto infinite siano le possibilità di combinazione!

Noi di Trinci abbiamo studiato ricette uniche per creare caffè equilibrati e corposi, che garantiscano esperienze di degustazione sempre eccellenti. Fra questi, il nostro storico “Since 1939”, persistente con spiccate note di cioccolato fondente o la “Miscela di caffe’ Bio-Fairtrade”, miscela di arabica e robusta con aroma intenso e gusto ricco. Dai un’occhiata ai blend nati dalla nostra lunga e appassionata esperienza.

Caffè Monorigine o Miscela: quale è migliore?

caffè monorigine e miscela

Da quanto abbiamo scritto risulta chiaro che non c’è una tipologia che sia in assoluto migliore rispetto all’altra. Se compri un caffè di qualità prodotto artigianalmente potrai essere certo di avere sempre un ottimo prodotto in tazzina, sia che si tratti di un monorigine che di una miscela.

Quello che ha contribuito a dare alle miscele di caffè una cattiva reputazione è il fatto che spesso aziende più attente ai costi che alla qualità abbiano mescolato varietà di scarso pregio più per minimizzare i difetti delle stesse che per esaltarne le qualità.

I nostri caffè, che trovi anche nello shop online, sono sempre scelti e creati con cura, dalla selezione della zona di origine alla tostatura in azienda. I nostri monorigine sono espressione di territori dalle caratteristiche privilegiate, mentre le nostre miscele sono il prodotto finale di ricerca, sperimentazione e conoscenza delle qualità di diversi chicchi.

 

In ogni caso, quando scegli uno dei nostri prodotti, sei certo di bere un caffè di qualità e controllato in ogni passo del suo viaggio dalla piantagione alla tua tazzina. La preferenza per monorigine o miscela dipenderà molto dal tuo gusto personale, quindi non ti rimane che… iniziare ad degustare!

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Ricette con caffè per l’inverno

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Ricette con caffè per l’inverno

Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

L’inverno con le sue temperature rigide e le sue giornate più buie ci invita a consumare cibi ricchi, caldi e confortevoli, che riscaldino le nostre serate e i nostri pranzi in famiglia. Il caffè può aggiungere una nota di energia e calore a molti piatti, vediamo insieme 3 ricette con caffè per l’inverno, con verdura e frutta di stagione dal primo al dessert.

Risotto con cavolfiore e nocciole al profumo di caffè

ricette con caffè

Un risotto che unisce una delle verdure invernali per eccellenza, il cavolfiore, al sapore deciso di nocciole e caffè.

 

Ingredienti (per 4 porzioni):

240 grammi di riso (meglio se Vialone Nano)

1 cavolfiore

1 porro

50 grammi di nocciole sgusciate

50 grammi di crescenza o stracchino

Due cucchiai di polvere di caffè

Pecorino quanto basta per mantecare

Olio, sale e pepe

 

Procedimento:

Il primo passaggio per la realizzazione di questo primo piatto è la cottura del cavolfiore diviso in cimette, assieme alle foglie più piccole e morbide. Lessiamo in abbondante acqua salata per 7/8 minuti, dopodiché scoliamo il cavolfiore e conserviamo l’acqua di cottura, che sarà usata come brodo.

A questo punto facciamo appassire il porro con un filo di olivo d’oliva, aggiungendo un po’ di brodo. Saltiamo il cavolfiore per pochi minuti, giusto per far insaporire, e otteniamo poi una crema con un mixer.

È il momento del riso: tostiamo i chicchi in una casseruola per qualche minuto, aggiungiamo sale e pepe e poi, un po’ alla volta, il brodo per procedere con la cottura.

Dopo circa 5 minuti aggiungiamo anche la crema di cavolfiore ed ultimiamo la cottura.

Tostiamo in padella le nocciole tritate e mettiamo da parte e, nella stessa padella, tostiamo brevemente la polvere di caffè.

Una volta che il riso avrà raggiunto il giusto grado di cottura, mantechiamo a fiamma spenta con pecorino e crescenza e aggiungiamo le nocciole e la polvere di caffè. Ecco qua, il risotto è servito!

Per questo risotto consigliamo la polvere del nostro Liberica, perfetto grazie al suo aroma di nocciola.

Filetto di maiale arrosto con salsa al caffè e cavoletti di Bruxelles

ricette con caffè

Un secondo piatto ricco e gustoso perfetto per le fredde serate d’inverno.

Ingredienti:

1 filetto di maiale (circa 800 grammi)

2 bicchieri di vino bianco

1 tazzina di caffè

1 cucchiaio di maizena

500 grammi di cavoletti di Bruxelles

1 scalogno

Olio, sale grosso e pepe

 

 

Procedimento:

Iniziamo questa ricetta con la marinatura del filetto di maiale: in una casseruola, uniamo olio d’oliva, sale grosso e pepe, e massaggiamo la carne lasciando poi riposare per almeno mezz’ora, meglio se per due o tre ore.

Trascorso il tempo di marinatura, bagniamo con il vino bianco, ricopriamo con alluminio e inforniamo, in forno già caldo a 180° per circa mezz’ora. Trascorsi i 30 minuti, scopriamo ed ultimiamo la cottura per ulteriori 15 minuti.

Per la salsa uniamo in un pentolino un po’ del fondo di cottura del filetto al caffè e alla maizena, mescolando a fuoco basso fino ad ottenere una salsa densa.

Tagliamo il filetto, che nel frattempo dovrà essersi appena raffreddato, e versiamo la salsa (tenendone un po’ da parte per i cavoletti).

Il contorno invernale ideale per questo secondo piatto sono i cavoletti di Bruxelles, che basterà pulire, tagliare a metà e saltare in padella con olio d’oliva e scalogno

 per qualche minuto. Una volta aggiustati di sale e pepe, serviamo con un filo di salsa al caffè.

Un perfetto comfort food per le giornate invernali!

Per conferire un tocco deciso, per questo secondo piatto consigliamo il nostro Bio Fairtrade Arabica 100% con aroma intenso e gusto persistente.

Torta con arance e caffè

ricette con caffèPer il dessert, un abbinamento inusuale che vi stupirà per il suo gusto, perfetto a fine pasto e ottimo anche a colazione!

Vediamo nel dettaglio come preparare questa torta deliziosa.

 

Ingredienti:

3 arance dolci

2 tazzine di caffè

3 uova

160 grammi di zucchero

200 ml di olio vegetale

200 ml di latte

360 grammi di farina

Bustina di lievito per dolci

Cocco rapè qb.

 

Procedimento:

Iniziamo questa ricetta dalle arance: grattugiamo la scorza di una di esse, sbucciamole e tagliamole a tocchetti, dopodiché frulliamole con mixer o frullatore ad immersione.

In una ciotola montiamo le uova con zucchero ed olio, aggiungendo poi latte e scorza d’arancia. Mescoliamo fino ad ottenere un composto cremoso, al quale aggiungeremo nell’ordine arance frullate, farina e lievito setacciati.

L’impasto è pronto. Imburriamo e spolveriamo con un po’ di farina lo stampo (perfetto quello per plumcake o per ciambelle) e versiamo metà del composto.

Nell’altra metà aggiungiamo il caffè, mescoliamo bene e versiamo nello stampo. Sarà utile utilizzare uno stuzzicadenti per amalgamare leggermente i due pasti, con pochi movimenti delicati.

Cuociamo in forno caldo a 170° per circa 40 minuti, e a cottura ultimata aggiungiamo una spolverata di cocco rapè. Il vostro dolce invernale è pronto per essere gustato! Per questa ricetta consigliamo il nostro Sul de Minas, che con il suo aroma di mandorle e torroncino e un retrogusto al cacao arricchirà la torta di gusto e profumi caldi e avvolgenti.

 

Con queste ricette con caffè per l’inverno scalderete le giornate più fredde e grigie. Buon appetito!

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Utilizzi e proprietà del caffè

3 pregi del caffè che lo rendono speciale oltre al suo gusto

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

3 pregi del caffè che lo rendono speciale oltre al suo gusto

Per noi il caffè è molto di più di una semplice bevanda

Il caffè, e in particolare il caffè espresso, è una bevanda talmente amata in Italia da essere diventata parte integrante della sua tradizione. La materia prima arriva da molto lontano, ma il nostro know-how nella creazione di miscele e varietà pregiate e nella sua preparazione, assieme ad una sorta di legame affettivo, rendono il caffè protagonista indiscusso delle abitudini degli Italiani.

Sappiamo bene che se questa bevanda è così amata è certamente per il suo gusto intenso e per i suoi aromi, ma non solo. Oggi, in questo articolo che chiude l’anno, vogliamo celebrare i 3 pregi del caffè che lo rendono speciale oltre alle sue qualità in termini di sapore.

Caffè vuol dire energia, fisica e mentale

3 pregi del caffè

Uno dei 3 pregi del caffè che non ha a che fare solo con il suo gusto è certamente l’energia che è in grado di darci, sia a livello fisico che a livello mentale.
Quante volte ti è capitato di sentirti esausto durante una maratona di studio per un test o per un esame e di aver bevuto una tazzina (abbondante) di caffè per ritrovare la concentrazione?
Lo stesso sul lavoro: quei 5 minuti di pausa durante la quale ci concediamo un espresso sono utilissimi per rigenerarsi e tornare alla scrivania o in postazione più carichi che mai!

Anche per quanto riguarda l’attività fisica, sono molti gli studi che dimostrano come il caffè (assunto nei momenti e nelle dosi giuste) possa migliorare le performance sportive a qualsiasi livello, da quello amatoriale fino ai professionisti.

Il merito della carica che un buon espresso riesce a darci è della molecola della caffeina, chimicamente così definita:1,3,7-trimetilxantina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, alcaloide (molecola di origine vegetale dotata di attività farmacologica). La sua caratteristica “magica” risiede nel fatto che questa molecola riesce ad agire come stimolante cerebrale e bloccante dell’adenosina, la sostanza responsabile del senso di stanchezza.

Ecco quindi uno dei motivi per i quali amiamo il caffè, che va oltre il suo sapore: la sua capacità di regalarci una carica di energia per affrontare con più slancio le nostre attività quotidiane!

Caffè vuol dire famiglia e ricordo

3 pregi caffè

Il secondo pregio del caffè, che ce lo fa amare a prescindere dalle sue qualità organolettiche, è sicuramente il suo legame con la nostra tradizione e con la famiglia.
Crescere in Italia significa avere la memoria colma di momenti familiari legati al caffè: la moka che preparava la nonna ogni volta che andavamo a trovarla per chiacchierare un po’, le giornate di scuola o lavoro che non potevano iniziare se non con il profumo dell’espresso, magari bevuto velocemente dalla mamma e dal papà mentre ci esortavano a darci una mossa perché “va a finire che facciamo tardi!”, i pranzi e le cene in famiglia che non erano finiti finché tutti non avevano avuto il loro caffè… potremmo continuare a lungo, e ognuno di noi potrebbe arricchire la lista con il suo speciale aneddoto o ricordo di un momento in famiglia in cui il caffè era presente.

Ecco il secondo pregio per il quale il caffè occupa un posto speciale nei nostri cuori e nei nostri ricordi: caffè significa per noi famiglia, con il suo bagaglio di momenti condivisi con le persone a noi care.

Caffè vuol dire incontro

3 pregi caffè

Tra i 3 pregi del caffè che lo rendono speciale c’è sicuramente la sua capacità di essere elemento di incontro.
Incontro di persone, incontro di culture.

Se è vero infatti che in Italia nutriamo una passione smodata per il caffè, sono moltissimi i paesi in tutto il mondo che hanno la loro speciale tradizione legata a questa bevanda (qui uno dei nostri articoli dedicati a come si gusta il caffè in varie parti del mondo). Dalla Turchia alla Finlandia, dal Vietnam al Senegal, passando per Messico e Brasile, sono tantissimi i paesi in cui il caffè viene interpretato per creare bevande dai sapori e dai colori più vari. Ecco quindi che la bevanda ottenuta dai preziosi chicchi crea una sorta di fil rouge (o dovremmo dire fil marron?) che tocca moltissimi luoghi e una miriade persone, unendo nel suo percorso tante culture e tradizioni diverse.

Caffè poi vuol dire incontro perché “ci prendiamo un caffè?” è una delle frasi più usate per invitare qualcuno a trascorrere qualche minuto con noi (a volte ore…) e fare due chiacchiere. Che si tratti di un approccio galante meno formale di un invito a cena, di un’occasione per offrire un espresso a quella collega che ci ha coperto per il turno o di un momento da ritagliarsi per incontrare quell’amico che non vediamo da tempo, “prendersi un caffè” è sempre una formula vincente per invitare all’incontro con l’altro.

 

Questi sono i 3 pregi del caffè che lo rendono speciale, e molti altri potrebbero essere aggiunti alla lista. Se anche tu sei appassionato di caffè e vuoi assaporare nuove sfumature di gusti e profumi, vieni a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, oppure dai un’occhiata al nostro e-shop. Rendete il vostro momento legato al caffè ancora più speciale!