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Invenzione della macchina per caffè

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Invenzione della macchina per caffè

Facciamo un salto indietro nel tempo per scoprire come è nato uno degli elettrodomestici più apprezzato dagli Italiani

Se il caffè espresso è diventato così popolare, amato e diffuso anche al di fuori dei confini italiani, è certamente anche per la praticità e velocità della sua preparazione. Con le moderne macchine per espresso bastano veramente pochi secondi per poterne gustare una tazzina, sia a casa che al bar. Come molte delle nostre abitudini ci sembra un gesto scontato e banale, ma dobbiamo pensare che fino a meno di due secoli fa la preparazione del caffè avveniva con tempi e metodi molto diversi. A chi dobbiamo l’invenzione della macchina per caffè, oggi per noi irrinunciabile?

Angelo Moriondo: la geniale intuizione

Invenzione della macchina per caffè

Poche persone ne conoscono il nome, eppure dovrebbe essere considerato una sorte di eroe nazionale, visto quanto siamo affezionati al nostro espresso. Angelo Moriondo, Torinese classe 1851, è colui al quale dobbiamo la geniale intuizione di creare una macchina in grado di produrre più caffè in tempi ridotti.

Proveniente da un’agiata famiglia di imprenditori, proprietario a sua volta di un Hotel e di un Cafè nella vivace scena Torinese di fine ‘800, non ci mise molto a realizzare che il caffè era una delle bevande più richieste e apprezzate dai clienti delle sue strutture. Solo che a quel tempo per ottenere un caffè attraverso il processo di infusione servivano preziosi minuti: non un grande problema per la clientela rilassata che si sedeva ai tavolini leggendo un quotidiano, ma poco adatta a commercianti e imprenditori più di fretta, o alle giornate con un grande numero di consumatori. Come poter ottimizzare la preparazione della tanto richiesta bevanda? La soluzione non poteva che essere una macchina con la quale poter preparare un maggior numero di caffè in un arco di tempo ridotto. Il 1884 fu per Moriondo l’anno ideale per presentare il frutto dei suoi esperimenti: si teneva infatti a Torino l’Expo Generale, l’occasione perfetta per presentare ad un ampio pubblico nazionale e internazionale i suoi “nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda”.
Il primo “apparecchio” per preparare caffè in maniera espressa era un grande cilindro in grado di contenere 150 litri d’acqua. Aveva al suo interno una caldaia in ottone che un fornello a gas provvedeva a mantenere in pressione. Sui lati erano posizionati gli scompartimenti per contenere il caffè torrefatto. Azionando un rubinetto, l’acqua raggiungeva velocemente il contenitore attraverso una serie di serpentine et voilà, il caffè era pronto. Era nato l’Espresso, con brevetto ufficialmente rilasciato il 16 maggio 1884.

Il macchinario per la preparazione del caffè attrasse le attenzioni di molti presenti all’esposizione e Moriondo avrebbe certamente potuto costruire una fortuna grazie alla sua geniale invenzione. Decise invece di utilizzare la macchina da lui inventata solo in poche strutture (hotel e cafè) di sua proprietà, nell’ottica di offrire ai suoi clienti un servizio esclusivo. Fu così che il brevetto passò in altre mani che ne decretarono la diffusione sui mercati.

Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni: due nomi importanti nella storia dell’invenzione della macchina per caffè

 

Se è di Angelo Moriondo la prima intuizione con conseguente brevetto della macchina per produrre più caffè più velocemente, è ai Milanesi Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni che si devono la commercializzazione e l’industrializzazione del prodotto che ha rivoluzionato le abitudini degli Italiani.
Luigi Bezzera perfezionò il modello di Moriondo a livello meccanico e consentì l’uso del brevetto all’amico e imprenditore Desiderio Pavoni. Dotato di grande spirito innovatore e di indiscusse abilità commerciali, Pavoni fonda la Pavoni S.p.A., che sarà la prima industria a realizzare macchine per espresso in serie. Il primo modello prese il nome di “Ideale” ed era macchina per espresso in ottone cromato a sviluppo verticale, con una caldaia mantenuta in pressione da un fornello a gas. Le richieste del mercato aumentarono di mese in mese, garantendo all’azienda meneghina un grande successo e a tanti Italiani la possibilità di gustarsi un caffè in tempi brevi.

Achille Gaggia: dobbiamo dire grazie a lui per la deliziosa crema dell’espresso

Se con Moriondo, Bezzera e Pavoni si erano gettate le basi per la produzione di macchine in grado di produrre caffè velocemente, è ad Achille Gaggia che si deve il brevetto che perfezionò il metodo di preparazione fino ad ottenere espressi più gustosi e cremosi.
Fondamentale per questo processo fu l’esperienza di Gaggia nel caffè di famiglia, il “Caffè Achille” a Milano. Osservando abitudini e gusti dei propri clienti, capì che se già così l’espresso era molto apprezzato, aggiustando dei dettagli nel gusto e nella corposità sarebbe diventato ancora più amato. Aiutato dall’ingegnere Antonio Cremonese, Gaggia creò un sistema a torchio (battezzato “Lampo”) in grado di sfruttare non più la pressione del vapore, ma direttamente quella dell’acqua. Grazie a questa modifica, il cui brevetto fu depositato nell’anno 1938, il sapore della bevanda ottenuta risultava più gradevole, e fece inoltre la sua prima apparizione la cremina sulla superficie della tazza. Ci siamo, fa il suo ingresso nella storia l’espresso quasi identico a come lo conosciamo oggi.

invenzione della macchina per caffè

Oggi premere un tasto ed ottenere un caffè in pochi secondi ci sembra il gesto più banale del mondo, ma l’invenzione della macchina per caffè è stato un avventuroso viaggio che ha visto protagonisti uomini capaci e appassionati, probabilmente neppure pienamente consapevoli della portata che le loro intuizioni avrebbero avuto nei secoli a venire.

Se le macchine per espresso sono quindi ormai ampiamente disponibili sul mercato, chiaramente con diversi livelli di qualità (noi consigliamo DeLonghi), ciò che può fare una grande differenza è la qualità del caffè.
Scegliere cialde, capsule, grani o miscele provenienti da Torrefazioni Artigianali come la nostra significa assicurarsi di bere un prodotto gustoso, etico, creato con sapienza e passione da mani esperte.
Guarda il nostro e-shop o vieni a trovarci a Buti (Pisa) per riscoprire il gusto autentico di un caffè ben fatto che renda onore alle geniali intuizioni e alle grandi passioni di coloro che hanno contribuito alla nascita dell’espresso!

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3 consigli su come conservare il caffè

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3 consigli su come conservare il caffè

Vediamo alcuni accorgimenti per preservare la qualità dell'espresso

Il punto di partenza per godersi un buon espresso a casa è certamente acquistare una materia prima di qualità, meglio se da torrefazioni artigianali. Ma una volta che il prodotto giunge nelle vostre case, è anche fondamentale preservare le sue caratteristiche organolettiche nella maniera giusta. Ecco quindi 3 consigli su come conservare il caffè.

1: Proteggete il caffè dai suoi nemici principali

3 consigli su come conservare il caffè

Sia che si parli di caffè in chicchi, sia di caffè macinato, i principali nemici del prodotto sono 2: aria e umidità.
Il contatto con l’aria scatena la perdita di aromi. L’umidità, come è facile immaginare, favorisce l’avvio del processo di irrancidimento.
Questo dipende dal fatto che nel caffè (in chicco e macinato) è naturalmente presente una piccola quantità di grassi che, sottoposti alle condizioni sbagliate come appunto eccessiva umidità, avviano l’indesiderato processo che altera in maniera evidente il sapore del caffè.
Dopo aria e umidità, sono luce e calore a poter causare danni a chicchi e polvere. Entrambi possono avere effetti veramente spiacevoli sul prodotto che andrete a bere.
Per la conservazione sono quindi banditi contenitori senza copertura/chiusura e postazioni in cucina che siano esposte a luce e calore eccessivi. Queste prime indicazioni ci portano diritti diritti al secondo dei nostri 3 consigli su come conservare il caffè.

2: Scegliete il contenitore giusto e posizionatelo nel luogo adatto

3 consigli su come conservare il caffè

Nel punto 1 abbiamo visto quali sono, in ordine di importanza, i principali nemici della corretta conservazione del caffè: aria, umidità, luce e calore. Quindi, come e dove conservarlo per proteggerlo il più possibile?
Il contenitore deve essere ermetico, in acciaio o vetro, in colore scuro (non ne scegliete mai uno trasparente!).
Anche la dimensione è importante. Evitate contenitori troppo grandi dove la quantità di aria sarà sempre uguale o maggiore al contenuto del caffè. In questo senso, è importante anche prestare attenzione alle quantità di caffè che acquistate: se il vostro consumo casalingo è limitato ad 1 o 2 espressi al giorno ad esempio, evitate di comprare confezioni grandi.
Le qualità del caffè sono così delicate che si disperdono in tempi brevissimi, quindi consumare il prodotto di una stessa confezione per più di 1 settimana/10 giorni non vi aiuterà a godervi una buona tazzina.
Una volta individuato il giusto contenitore, passate alla scelta del luogo dove conservarlo, che ovviamente non deve essere casuale. Come si legge sulle confezioni, esso deve essere “fresco e asciutto”, e la temperatura ideale deve essere compresa tra i 10° e i 25°. L’ideale è quindi individuare un angolo in una credenza o dispensa dove posizionare il vostro contenitore, riparato dalla luce e distante da fonti di calore come forno e piani di cottura (ricordatevi che il calore va verso l’alto, quindi niente armadietti posizionati sopra al fornello, per esempio).

3: Niente frigo o congelatore e niente elementi estranei nel contenitore

 

Il terzo consiglio che vogliamo darti è in realtà un non-consiglio. Si sente spesso dire che per preservare più a lungo le qualità del caffè in grani o in polvere sia utile conservarlo in frigorifero (forse ricorderete di aver visto i barattoli di caffè in frigo a casa dei nonni, per esempio). Ecco, niente di più sbagliato. Se pensiamo ai principali nemici menzionati nel punto 1, è vero che il frigo protegge da luci e fonti di calore, ma ci sono due fattori che ci portano a considerarlo uno dei luoghi peggiori per la conservazione.
Innanzitutto, se il contenitore scelto non è ermetico e adatto, c’è il rischio che gli odori di altri cibi contaminino l’odore e il sapore del caffè.
In secondo luogo, ogni volta che togliete il contenitore dal frigo per prepararvi un caffè (una, due, tre, quattro volte al giorno?!) sottoponete il prodotto ad un micro shock termico, favorendo la creazione di condensa. Il che può portare a sua volta alla creazione di umidità che, come abbiamo visto nel punto 1, può deteriorare irrimediabilmente il sapore del vostro espresso.
Altro non-consiglio è quello di aggiungere nel contenitore del caffè elementi estranei come, e citiamo i più comuni, un tappo di sughero o la buccia di una mela o di una patata. In passato si credeva che questo accorgimento limitasse l’umidità, che veniva appunto “assorbita” dagli elementi terzi. Ma non è assolutamente così. L’unico risultato che potrete ottenere sarà quello di alterare, rendendole più sgradevoli, le caratteristiche organolettiche del vostro caffè.

In conclusione: dove e come conservare il caffè

3 consigli su come conservare il caffè

Per riassumere, dovrete conservare il vostro prodotto in un contenitore scuro ed ermetico, lontano da forni e fornelli e assolutamente mai in frigo. Tutti questi accorgimenti valgono naturalmente anche per il caffè in cialde o capsule.
No inoltre ad “elementi salva-freschezza casalinghi come sugheri o bucce di mela!
Concludiamo ricordandovi che chicchi e caffè macinato hanno tempi di deterioramento diversi. Sebbene siano entrambi molto delicati quando si parla di aromi e profumi, è importante tenere a mente che i chicchi mantengono le loro proprietà organolettiche un po’ più a lungo rispetto al caffè macinato. Acquistare il caffè in grani e macinarlo sul momento può quindi un buon modo per bere un espresso dall’aroma più pieno. Il prodotto macinato può comunque regalare ottime sensazioni, a patto che sia di prima qualità e realizzato in quantità non industriali come accade nella nostra Torrefazione Artigianale in provincia di Pisa.
Contattaci o vieni a trovarci, scopri dei caffè dai gusti pieni e sorprendenti e poi… conservali come si deve!

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Caffè Arabica e Robusta

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Caffè Arabica e Robusta: quali differenze?

Cosa contraddistingue le due varietà più diffuse di caffè?

Bere un buon espresso è uno dei piccoli piaceri che ci concediamo ogni giorno, per fare il pieno di gusto ed energia.

Sotto l’etichetta “caffè espresso” si nasconde un mondo di varietà, aromi e sfumature diverse. Oggi parliamo delle caratteristiche delle due varietà più diffuse: Caffè Arabica e Robusta.

Quali differenze ci sono, a partire dalla pianta fino al gusto in tazzina? Scopriamolo insieme!

Caffe-Arabica-e-Robusta

Caffè Arabica e Robusta: caratteristiche pianta e coltivazione

Caffè Arabica e Robusta_1

Iniziamo col dire che la varietà Arabica (Coffea Rubiaceae) rappresenta ben il 70% della produzione mondiale di caffè, nonostante sia la qualità più delicata. Originaria dell’Etiopia, viene coltivata con successo vaste aree dell’Africa Orientale ed anche in America Latina, tanto che il Brasile risulta il maggior produttore.
L’arbusto di questa tipologia di caffè è molto delicato e per dare il meglio in termini di produzione e caratteristiche organolettiche necessita di alte quote: dai 900 fino ai 2000 metri sul livello del mare.
Il terreno migliore è quello ricco di sali minerali, e fondamentali risultano naturalmente il clima caldo (ma con una forbice ben definita tra i 15° e i 25°) ed una buona e regolare presenza di piogge.
Date queste condizioni ideali, la pianta può crescere fino a raggiungere i 10 metri di altezza, producendo chicchi dal colore rosso intenso una volta maturi e dalla forma allungata.

 

Per quanto riguarda la varietà Robusta (Coffea Canephora), il nome già ci fa intuire che l’arbusto è di per sé meno delicato.

Caffè Arabica e Robusta

Originaria dell’Africa Occidentale, questa pianta viene coltivata in vaste zone lungo tutta la fascia tropicale, dove caldo e umidità contribuiscono alla sua crescita.
L’altitudine non è un elemento fondamentale per questo arbusto, che prospera anche in zone più basse e riesce a sopravviver

 

e anche senza regolari quantità di piogge. Le temperature ideali sono quelle tra i 20° e i 30°.
L’arbusto d

i questa tipologia ha dimensioni più ridotte, raggiungendo al massimo gli 

8 metri di altezza, e produce chicchi di colore giallastro dalla forma tondeggiante.

Caffè Arabica e Robusta: differenza nel gusto

 

Fra Arabica e Robusta, la prima è considerata come varietà più pregiata a causa della sua delicatezza ed è tendenzialmente più apprezzata a livello di gusto: questo risulta in un prezzo di mercato leggermente più alto.
Se volessimo riassumere molto nel dettaglio, potremmo dire che il caffè Arabica ha un sapore più delicato e “dolce” mentre il caffè Robusta si contraddistingue per un gusto più forte e deciso. Ma vediamo qualche dettaglio in più.

 Caffe-Arabica-e-Robusta

Un espresso realizzato con la varietà Arabica si contraddistingue innanzitutto da una sottile crema color nocciola. Il gusto è privo di note particolarmente aggressive per il palato, risulta invece caratterizzato da aromi di fruttati, freschi e di cioccolato, con un retrogusto caramellato. Le note amare sono certamente presenti ma in maniera poco persistente, prevale semmai una leggera acidità.

Se assaporiamo invece un espresso prodotto a partire dalla varietà Robusta riscontreremo una componente amara più marcata. La crema in superficie è caratterizzata da tonalità più scure ed il sapore è caratterizzato da intense note speziate con retrogusto legnoso. Nel complesso, l’aroma risulta più intenso e persistente.

Caffè Arabica e Robusta: stesso contenuto di caffeina?

Caffe-Arabica-e-RobustaAdesso che abbiamo analizzato le differenti caratteristiche botaniche e di coltivazione tra le due varietà, sarà facile immaginare che anche il contenuto di caffeina sia molto diverso.

Infatti la qualità Robusta contiene circa il doppio della caffeina rispetto alla varietà Arabica: 2/3% contro 1/1,5%.

Anche alla luce di questo dato, non sorprende che l’espresso realizzato con chicchi di piante della varietà Robusta abbia un sapore che è immediatamente percepito come più intenso ed energico.

Il maggiore contenuto di caffeina della Robusta la rende perfetta quando abbiamo bisogno di una carica in più!

Caffè Arabica e Robusta: quale varietà è migliore?

 

In conclusione di questo articolo Caffè Arabica e Robusta: quali differenze, la domanda sorge naturalmente spontanea. Quale varietà è migliore? La risposta a questa domanda è quanto mai soggettiva e dipende interamente dal gusto personale.


Come torrefattori artigianali e grandi appassionati, il nostro compito è quello di selezionare i chicchi migliori di queste ed altre varietà, per offrire ai nostri clienti caffè monorigine e miscele che si contraddistinguano per aromi e sapori dalle diverse sfumature.

Il mondo dell’espresso è affascinante proprio per la sua varietà: dai un’occhiata al nostro shop https://shop.trincicaffe.it/it/home , vieni a trovarci nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa o contattaci.

Saremo felici di farti scoprire nuovi ed intensi aromi!

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Valori nutrizionali del caffè

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Valori nutrizionali del caffè

Cosa contiene la nostra tazzina?

Quando ci concediamo un espresso non ci interroghiamo molto sul suo effettivo contenuto: ovviamente siamo consapevoli che contenga caffeina, e a volte lo beviamo proprio perché confidiamo di riceverne un po’ di energia in più per affrontare la giornata. Ancora più spesso ce lo concediamo solo perché ci piace e ci va, per godere del suo gusto e del suo aroma. Ma cosa contiene veramente la nostra tazzina? Vediamo insieme i principali valori nutrizionali del caffè.

Proprietà nutrizionali del caffè, più ricco di quanto si pensi

Valori nutrizionali del caffè

Innanzitutto cominciamo col dire che i valori a cui si fa riferimento sono valori medi, che possono leggermente variare da una tipologia all’altra di caffè anche se con differenze minime. Per parlare dei valori nutrizionali del caffè si fa riferimento alla quantità standard di 100 grammi di caffè macinato, delle due varietà più presenti in commercio, ovvero Robusta e Arabica.
Tenete presente che mediamente per un espresso si utilizzano 7 grammi di caffè.

Caffè: quanta acqua, carboidrati, proteine e grassi contiene?

 

Acqua: 4 grammi. Il processo di tostatura e macinatura lasciano comunque una piccola componente di acqua.

Carboidrati: circa 28 grammi (per cui meno di 2 grammi a tazzina). Spesso demonizzati perché associati (erroneamente) all’aumento di peso, sono la principale fonte di energia per il nostro organismo.

Proteine: circa 10 grammi. La quantità della singola tazzina è irrisoria, nei 3 – 4 caffè bevuti al giorno rimane moderata ma, sapendo quanto sono fondamentali le proteine nella nostra alimentazione è comunque un dato positivo.

Grassi: circa 15 grammi. Altra parola che a volte spaventa, ma ricordiamoci che i lipidi sono trasportatori di vitamine liposolubili, oltre a rivelarsi fondamentali ad esempio per coagulazione del sangue, per il funzionamento dei sistemi cardiovascolare e immunitario.

Caffè: quali elementi essenziali contiene?

Valori nutrizionali del caffè

Il caffè contiene anche, sebbene in quantità piccole se considerata la singola tazzina, alcuni degli elementi essenziali per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo. Vediamo un po’ di numeri, sempre calcolati sui 100 grammi di caffè macinato:

Ferro: 4 mg. Il ferro, fra le altre sue qualità, è coinvolto nella formazione dei globuli rossi e nel rafforzamento del sistema immunitario.

Calcio: 130 mg. Come è risaputo, questo elemento ha un ruolo fondamentale per la salute di ossa e denti.

Fosforo: 160 mg. Anch’esso importante per ossa e denti, è inoltre coinvolto nella trasformazione del cibo in energia.

Potassio: 2020 mg. Il potassio ha molte virtù, fra queste ricordiamo che aiuta la memoria, controlla la corretta contrazione muscolare e il livello della pressione arteriosa, riduce il rischio di calcoli renali… e molto altro ancora.

Sodio: 74 mg. Il sodio è coinvolto nel passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e ha un ruolo anche nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Caffè: contiene vitamine?

 

Le vitamine sono scarsamente presenti nel caffè, ritroviamo però:

 

Vitamina B2 o Riboflavina: 0.2 mg. Importante per la vista, per il metabolismo energetico e per mantenere unghie, pelle e capelli sani.

 

Vitamina B3 o Niacina: 10 mg. Ha un ruolo nel processo di digestione, protegge la pelle e aiuta la circolazione sanguigna.

E la caffeina? Quanta ne contiene un caffè?

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo lasciato questo elemento per ultimo proprio perché è il più conosciuto, ma non ce ne siamo affatto dimenticati!
La caffeina (il cui nome scientifico è 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione) è nota per le sue proprietà rinvigorenti e stimolanti sia per la mente che per il corpo.
È infatti assunta in formati e dosi diverse per migliorare le performance intellettuali e fisiche.
Ha inoltre un’azione detox sul fegato, da’ una piccola spinta al metabolismo, riduce il rischio di malattie di celebrali e, questo lo avrete sicuramente testato, migliora l’umore!

Una tazzina di espresso (circa 35ml) può contenere tra i 50 e gli 80 mg di caffeina, la dose può raggiungere i 120 mg se si tratta di caffè moka.

Come per tutte le sostanze, anche con la caffeina è salutare non eccedere con le dosi.
Quantitativi troppo alti all’interno dell’organismo possono causare acidità di stomaco, insonnia, cefalea e tachicardia in casi più rari.

Qualità eccellente e quantità giusta: il binomio perfetto se si parla di caffè

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo voluto passare in breve rassegna i valori nutrizionali del caffè per darvi qualche informazione in più sulla bevanda più apprezzata nel nostro paese, proprio perché spesso si pensa che caffè faccia rima solo con caffeina. Ovviamente è bene rispettare la dose raccomandata di circa 3 – 4 caffè al giorno per sfruttare i suoi benefici e non fare conoscenza invece dei suoi effetti meno piacevoli.

Oltre alle dosi, rispettate la storia e la fama dell’espresso consumando prodotti di prima qualità, come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale in Toscana. Miscele, capsule, cialde e grani studiati nella loro composizione per offrirvi sapori e aromi unici e realizzati con professionalità e passione dalla nostra famiglia. Scopri qualcosa di più sulla nostra filosofia qui https://www.trincicaffe.it/i-prodotti/filosofia-trinci/ e contattaci per scoprire quello che diventerà il tuo caffè preferito!

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Storia del caffè: origini di una bevanda divenuta mito.

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Storia del caffè

Le origini di una bevanda divenuta mito e tradizione.

Il caffè è senza dubbio uno dei simboli del Belpaese: l’espresso rappresenta un rito quotidiano irrinunciabile, che scandisce le nostre giornate, sia al lavoro, sia nel tempo libero.
Ma il viaggio per arrivare fino a noi è stato lungo e dobbiamo tornare indietro di molti secoli per scoprire qual è stata la storia del caffè e come sia arrivato fin qui.
Vediamo insieme le origini del caffè e il suo percorso per giungere (fortunatamente!) nelle nostre tazzine e in quelle di tutto il mondo.

Secolo IX d.C., Etiopia: fra leggenda e realtà

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Sebbene un viaggio a ritroso nel tempo non sia mai facile perché, più ci si allontana nel tempo e nello spazio e più le tracce si fanno confuse, su luogo e periodo della “nascita” dell’antenato del caffè non ci sono dubbi.

È il IX secolo d.C. e siamo in Etiopia, Africa, più precisamente nella regione del Kaffa (non vi sembra familiare questa parola?).È in questo territorio che nascono spontanee le prime piante di caffè, arbusti forti abituati ai climi caldi che donano delle speciali bacche come frutto. Circolano varie storie su come l’uomo abbia scoperto le favolose virtù di queste bacche: la leggenda più gettonata riguarda però un pastore di nome Kalid e, più nel dettaglio, le sue caprette.
Si racconta che un giorno il pastore avesse perso di vista il proprio gregge che tardava più del solito a tornare. Andò quindi a cercarlo e, quando lo trovò, si accorse che i suoi animali erano particolarmente vivaci ed energici. Incuriosito da questo fatto, seguì le capre e si accorse che si erano cibate di alcune bacche rosse prodotte da arbusti del territorio. Pensando potesse esserci un collegamento fra le bacche e l’insolita vitalità delle bestiole, ne raccolse un po’ e le portò al vicino monastero per sottoporle all’attenzione dei monaci, da sempre grandi esperti di piante, infusi e decotti.
I monaci ne ottennero un infuso dal gusto amaro che, si scoprì con stupore e piacere, riusciva a tenerli svegli anche durante le lunghe ore di preghiera. La strada per arrivare all’espresso sarebbe stata ancora lunga, ma il primo passo era stato fatto.

Dall’Etiopia allo Yemen, coltivazione e prime bevande.

storia del caffè Grazie alla vicinanza geografica dei due paesi, il caffè giunse dall’Etiopia nel vicino Yemen. Siamo più o meno tra il XIII e XIV secolo ed è nei paesi Arabi che le piante di caffè iniziano ad essere coltivate dall’uomo. Il successo dei suoi frutti in questi territori fu certamente dovuto al fatto che per motivi religiosi molti di questi popoli non potevano bere vino: immaginate quindi con quale entusiasmo fu accolta una bevanda in grado di dare vigore ed energia senza contraddire i dogmi della fede. Non a caso per molto tempo il caffè è stato noto come il “Vino d’Arabia”.

Siamo ancora lontani dalla bevanda che conosciamo, perché in questi territori le bacche venivano utilizzate per due preparazioni che poco o nulla hanno a che fare con un espresso: il qishr e il bunna.
Il qishr era un’infusione preparata con le bucce dei frutti del caffè, più simile al tè come consistenza. Il bunna veniva invece preparato partendo dalle bacche vere e proprie, che venivano bollite e lasciate nella bevanda, che aveva infatti una parte liquida e una più solida.

 

Dallo Yemen al mondo sulle rotte coloniali.

storia del caffè

Per anni lo Yemen mantenne il monopolio della coltivazione e dell’esportazione del caffè, consapevole della ricchezza che ne derivava. Era severamente vietato far uscire dal territorio piante o germogli di caffè ed è in questi anni che guadagna importanza un porto Yemenita il cui nome vi suonerà familiare: si tratta del porto di Mokha, che dal XV al XVII secolo fu il principale “centro di smistamento” del prezioso prodotto.

 

Come succede con ogni divieto però, alla fine c’è qualcuno che lo viola: fu un pellegrino Indiano di nome Baba Budan che, a seguito di scontri con le autorità locali, tornò nel suo paese di origine e volle portare con sé proprio i semi di una pianta di caffè, sfidando il monopolio Yemenita. Ne ebbe origine una coltivazione esistente ancora oggi, il cui nome è non a caso Plantation Bababudan.

 

Questo gesto apparentemente di poco conto dà invece alla storia del caffè un grande impulso: l’India era all’epoca colonia Olandese ed ecco che dopo l’Africa e l’Arabia, verso la fine del XVI secolo il caffè è finalmente pronto a fare il suo debutto in Europa e nel resto del mondo.

Il caffè in Italia: Venezia lo ama per prima.

storia del caffè

Sebbene Napoli sia considerata la città del caffè per antonomasia, è a Venezia che il caffè fa’ la sua prima apparizione nel Belpaese. La cosa non stupisce, visto che la Serenissima era al tempo estremamente attiva nei commerci e quindi in grado di intercettare prima di altri prodotti e novità. Nel 1570 il medico e botanico padovano Prospero Alpino portò dall’Oriente alcuni sacchi di quello che prometteva essere un prodotto naturale dalle mille virtù.
Non ci volle molto perché la bevanda si diffondesse prima tra l’Aristocrazia Veneta e pian piano nel resto del paese. È del 1683 l’apertura del primo Caffè in Piazza San Marco, “All’Arabo”. In poco tempo le caffetterie in città arrivano a 200.
Era nato l’amore fra Venezia e il caffè.

Da Venezia a tutta Italia: è nato un mito

storia del caffè Se Venezia fu certamente la prima a dare al caffè (che nel frattempo si stava affinando nel metodo di preparazione e nel gusto) l’importanza che meritava, ben presto le altre città Italiane seguirono il suo esempio.
A Roma, Firenze e in molte altre, i “Caffè” divennero ben presto luoghi di incontro di artisti, studiosi, politici, pensatori di ogni ramo del sapere: si trascorrevano ore a parlare, discutere, confrontarsi, sostenuti dall’energia dell’ormai immancabile bevanda arrivata da lontano.
Nel suo viaggio Italiano, il caffè arrivò a Napoli che, inizialmente scettica, non tardò poi ad apprezzarlo e celebrarlo.

Con l’entusiasmo e il calore degli estimatori Partenopei il caffè si avviava a divenire quel mito che ancora oggi, molti secoli dopo, fa parte della nostra storia e cultura.

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

E voi, da che parte state?

Sulla necessità e sul piacere di bere più caffè al giorno gli Italiani sono tutti d’accordo. Così come sono d’accordo sul fatto che la qualità dell’espresso debba essere ottima per poter veramente apprezzare il piccolo momento di pausa.
Un’amichevole divisione si riscontra invece tra due tipologie di consumatori: chi prende sempre il caffè in tazzina e chi preferisce berlo “al vetro”.
Parliamo delle differenze tra le due opzioni.

Caffè in tazzina: tradizione e temperatura

caffè al vetro o in tazzina

Se pensiamo all’espresso la prima immagine che ci viene in mente è quasi certamente quella di una bianca tazzina di porcellana o ceramica. Nata nella sua forma “embrionale” in Medio Oriente, si è poi diffusa nei secoli in tutta Europa e oltre, arrivando pian piano ad acquisire la sua forma completa corredata di manico e piattino.

Se il nome ci sembra un naturale diminutivo del termine “tazza”, in realtà in Italia dobbiamo necessariamente abbinare questa parola al pittore Luigi Tazzini: direttore artistico della Società di Ceramica Toscana Richard-Ginori dal 1896 al 1923, estimatore dell’Art Noveau, si devono a lui i primi modelli di tazzina dalle forme innovative e dal design che oggi definiamo moderno.

La regola vuole che la capienza massima della tazzina perfetta sia di 70 ml e che, nel momento in cui vi si versa il caffè, la sua temperatura sia già di 35/40°C.

E qui veniamo al punto focale della scelta della tazzina in ceramica o porcellana: la temperatura.
Trattandosi di un materiale più isolante rispetto appunto al vetro, esso trattiene meglio e più a lungo il calore, permettendo di gustare un caffè caldo e in grado di trattenere maggiormente gli aromi che lo caratterizzano.

Poter gustare un espresso alla giusta temperatura per un periodo un po’ prolungato può essere molto utile, vista l’abitudine di incontrarsi e chiacchierare davanti ad un buon caffè!

Caffè al vetro: estetica e schiuma.

caffè al vetro o in tazzina

Se la tradizione ci ha tramandato vari modelli di tazzine in ceramica e porcellana, tanto da diventare veri e proprio articoli da collezione, è invece relativamente più recente l’abitudine di bere il caffè in bicchierini di vetro. Basterà sostare in un bar frequentato per qualche motivo per sentire questa richiesta fatta al barman.

Quali sono gli aspetti che convincono una buona fetta degli Italiani a preferire quest’opzione?

Il primo motivo è di natura estetica: il vetro permette di vedere nella sua completezza, ancor prima di berla, la preziosa bevanda dai toni nocciola. Più che mai adatta, in questo caso, l’espressione “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Grazie alla trasparenza del materiale possiamo cogliere le sfumature e in qualche modo la corposità del nostro espresso, che sarà ovviamente gradevole per i nostri occhi solo se la qualità della miscela o dei chicchi è ottima. Da appassionati torrefattori artigianali quali siamo, ci permettiamo di dire che in caso contrario… è meglio non vedere!

Altro fattore citato da chi predilige il caffè in vetro è che la forma un po’ più “affusolata” del bicchierino permetterebbe la formazione di una schiuma in superficie più compatta e corposa. Questo non vale chiaramente se si tratta di tazzine dalla forma classica semplicemente realizzate con altro materiale.

La schiuma dell’espresso dipende in realtà dalle caratteristiche della varietà del chicco e dalla capacità di chi lavora alla macchinetta: sicuramente grazie al vetro la si può osservare meglio e apprezzare di più, iniziando a gustare il caffè già con gli occhi!

Ma quindi, meglio il caffè al vetro o in tazzina?

caffè al vetro o in tazzina

La risposta è chiaramente soggettiva ed ognuno segue il proprio gusto personale. Se si parte da miscele o mono-origine selezionati con cura, l’espresso che andremo a bere sarà sicuramente soddisfacente in entrambi i casi.

caffè al vetro o in tazzina

Indubbiamente la capacità della ceramica di trattenere il calore più a lungo determina una migliore persistenza di corpo e aromi.

A difesa del bicchierino possiamo dire che, se andate davvero di fretta o magari fa molto caldo, il vetro può essere una buona scelta perché il vostro espresso sarà meno bollente e la sua temperatura si abbasserà più in fretta.

Per concludere, scegliete il caffè al vetro o in tazzina, ma non venite a patti con la qualità se volete gustarvi un Espresso come si deve! 

Nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa ci dedichiamo con passione ed esperienza alla creazione di prodotti capaci di esaltare al meglio le caratteristiche del chicco.
Date un’occhiata al nostro e-shop per scoprire le nostre varietà di miscele, grani, cialde e capsule!

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Caffè e animali: un binomio vincente

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

Caffè e animali

Un binomio vincente

Che il caffè sia una delle bevande più amate e bevute al mondo lo sappiamo bene, per noi Italiani in particolare l’Espresso (di qualità e ben fatto!) è una vera e propria istituzione, elemento imprescindibile che scandisce le nostre giornate e i nostri momenti di convivialità. Sapete però che il caffè e il mondo animale sono in qualche modo collegati? No? Allora vi invitiamo a leggere quanto segue per saperne di più su questo strano quanto vincente binomio.

Caffè Yemen origine

Il pastore dello Yemen e la scoperta delle doti rinvigorenti del caffè

Innanzitutto, secondo la tradizione, la scoperta delle doti rinvigorenti dei frutti di questa pianta la si deve proprio a delle caprette. Si racconta che un giorno un pastore dello Yemen di nome Kalid, non vedendo arrivare il proprio gregge di capre, andò loro incontro trovandole particolarmente vivaci ed energiche. Incuriosito da questo fatto, le seguì e osservò che si erano cibate di alcune bacche rosse prodotte da arbusti del territorio.
Ne raccolse un po' e le portò al vicino monastero per sottoporle all’attenzione dei monaci, da sempre grandi esperti di piante, infusi e decotti. Da questo incontro nacque una bevanda amara che si scoprì con stupore e piacere essere capace di tenere svegli i monaci anche durante le lunghe ore di preghiera, e che ha avuto poi diffusione in tutto il mondo perfezionandosi sempre più nella forma e nel gusto.

caffè e animali

Il contributo delle formiche: il "Caffè Ant" in Brasile

Ma il contributo del mondo animale a quello del caffè va ben oltre ed ecco che entrano in scena le formiche: in Brasile un coltivatore attento al benessere dell’ecosistema ha deciso di togliere ogni tipo di pesticida dalla propria piantagione lasciando alla natura la possibilità di “fare il suo corso”.
Si è accorto ben presto che le formiche, attirate dalle bacche, le trasportano nei formicai cibandosi della polpa e lasciando i chicchi ripuliti come scarto. Li ha raccolti e ha ottenuto da essi una tipologia di caffè che i fortunati assaggiatori descrivono come unico, caratterizzato da un’acidità del tutto particolare e gradevole. Un prodotto assolutamente green e biologico nel senso più ampio del termine che prende appunto il nome di “Caffè Ant”.

Caffè pregiati e animali ghiotti di bacche

Se le operose formiche fungono in qualche modo da raccoglitrici e pulitrici dei chicchi, ci sono altri due animali che vanno ghiotti delle bacche di caffè e che contribuiscono a creare le due varianti più pregiate e costose che ci siano. Solo che in questo caso, prima di essere lavorato, il chicco deve attraversare… il loro apparato digerente.

Kopi Luwak

Il caffè "Kopi Luwak"

Iniziamo dalla varietà Kopi Luwak: essa si ottiene grazie alle civette delle palme o zibetti (Paradoxurus hermaphroditus), dei graziosi roditori che vivono in alcune zone della Cina, nel Sudest asiatico, a Java, a Sumatra, nelle isole indonesiane e nelle Filippine. Essi si cibano delle bacche più mature della pianta ma il loro apparato digerente non riesce a elaborarle completamente: è facile immaginare dove vada a finire la parte rimanente della bacca… esattamente, nelle feci. Raccolti e ripuliti, questi chicchi grazie al processo di fermentazione subito danno vita ad un caffè dal gusto amaro e con un retrogusto di cioccolato e di selvatico, venduto a circa 800 euro al chilogrammo, più o meno 12 euro a tazzina.

Il caffè "Black Ivory"

Alcune critiche sono state mosse al sistema con il quale questi animali vengono sfruttati per questa produzione, che non è più affidata a processi solo naturali ma forzata. Ciò ha portato alla nascita di quella che è attualmente la varietà più costosa, la Black Ivory, il cui prezzo può raggiungere gli 85 euro a tazzina.
Qui l’animale protagonista è l’elefante Tailandese e l’inventore è un Canadese di nome Blake Dinkin. Alla ricerca di una soluzione più etica che sfruttasse la fermentazione dell’apparato digerente animale senza comprometterne il benessere, ha condotto vari esperimenti fino ad individuare la formula perfetta.
Nel villaggio Ban Taklang, nel Surin, gli elefanti vengono nutriti con riso, banane e tamarindo al quale vengono aggiunti i chicchi di Arabica. Quando il processo digestivo e di fermentazione ha avuto luogo (possono volerci fino a 72 ore), dalle feci degli animali vengono selezionati i chicchi, che una volta essiccati e tostati creano quella che gli esperti considerano una varietà assolutamente straordinaria. Il caffè Black Ivory è caratterizzato da note di cacao, spezie, sentori di tabacco e cuoio, con un retrogusto di ciliegia sciroppata.

Come vedete il mondo naturale ci riserva delle sorprese curiose ed inaspettate, dandoci la possibilità di gustare caffè dagli aromi davvero unici: certo sta all’uomo trarre da tutto questo i migliori vantaggi senza però impattare negativamente sull’ecosistema e sul benessere della natura, degli animali e della comunità. Le nostre miscele Fair-Trade provenienti da commercio equo e solidale si inseriscono proprio in questo contesto di rispetto umano e ambientale, perché è solo da un binomio tra uomo e natura gestito con saggezza e coscienza che possiamo ottenere il meglio in termini di gusto e sostenibilità.

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Caffè : un prezioso alleato della nostra quotidianità

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

CAFFè: un prezioso alleato

L'importanza di un buon caffè per la nostra quotidianità

Baluardo della pausa rigenerante e alleato della produttività, il caffè è per noi Italiani e non solo ben più che una semplice bevanda. Crediamo di non spingerci troppo in là se lo definiamo addirittura “terapeutico” in quanto capace di cambiare le nostre giornate in meglio, e in questo articolo vogliamo elencare alcune delle ragioni che ce lo fanno definire tale, sicuri di non poter ricevere smentite. Lo facciamo con ironia ma senza mai dimenticare che il caffè… è una cosa seria!

caffè benefici

Al mattino ci tira letteralmente giù dal letto

La sveglia suona, i mille doveri della giornata iniziano a sfilare uno ad uno nella nostra testa e spesso non vorremmo far altro che girarci dall’altra parte, rimboccarci la coperta e continuare a dormire. Ma ahimè non possiamo: l’istinto ci fa alzare e ci guida direttamente nella cucina per azionare la macchinetta dell’espresso o preparare la moka perché sì, senza il nostro caffè dare inizio alla giornata ci pare impensabile.

Durante le ore di lavoro è l’elemento che migliora il nostro umore e le nostre prestazioni

il capo ci ha affidato un compito particolarmente impegnativo? Siamo alla quindicesima telefonata della mattinata e la nostra testa sembra scoppiare? Il turno oggi sembra interminabile? Una piccola pausa caffè ci dà l’opportunità di riprendere fiato, schiarirci le idee, ricaricarci per affrontare e portare a termine il resto dei compiti che abbiamo davanti. Insomma, nelle giornate di lavoro più complesse è il collaboratore sul quale possiamo sempre contare!

Se siamo protagonisti di maratone di “studio matto e disperatissimo”, il suo aiuto è essenziale!

L’esame universitario si avvicina inesorabile, o magari quel corso di formazione propedeutico per la nostra posizione lavorativa ci riporta sui libri dopo anni… qual è l’arma a disposizione di ogni studente per combattere sonnolenza e cali di attenzione? Cosa può darci la spinta per affrontare quell’ultimo capitolo? Neanche a dirlo, il caffè! La tazzina per i “casi normali”, la tazza grande per i “casi più disperati”, lui è sempre lì pronto a darci una mano per far sì che la testa non ci cada letteralmente sui libri!

Se vogliamo uscire con qualcuno ma la cena ci sembra ancora un azzardo perché “chissà se poi avremo tanto da dirci”, quale soluzione migliore del classico “ti va se ci prendiamo un caffè”?

Un invito tanto informale quanto poco impegnativo, che possiamo poi decidere sul momento se far durare 5 minuti oppure 1 ora, in base alla piacevolezza della conversazione. Se dopo i minuti realmente sufficienti per bere l’espresso sentiremo che è meglio lasciare il bar non avremo fatto niente di strano, se invece vorremo soffermarci più a lungo… un altro caffè?

Smart working? Coffee please!

Questi appena trascorsi sono stati i mesi che hanno portato alla ribalta il lavoro da casa come mai prima in Italia: il tavolo da cucina che diventa scrivania, videochiamate a tutte le ore, riunioni online tra una lavatrice e l’altra e spesso, nonostante le migliori intenzioni di “non lasciarsi troppo andare”, giornate intere trascorse in pigiama… Che cosa ci ha aiutato a mantenere buoni livelli di concentrazione e attenzione? Sempre lui, il caffè! Si è vero, il concetto di pausa è stato stravolto, e non ci sono le chiacchiere con i colleghi e quella condivisione che rendevano il momento ancora più speciale, ma possiamo affermare senza dubbio di essere smentiti che se ci avessero tolto anche il caffè saremmo probabilmente impazziti!

Caffè : ogni giorno tanti piccoli benefici che ci aiutano a stare bene.

Questi sono solo alcuni esempi del prezioso contributo che il caffè da’ ad ogni nostra giornata: per noi è un gesto naturale e quasi automatico ormai, ma a volte può essere piacevole soffermarsi a considerare quanto una cosa in apparenza banale sia in realtà utile e rappresenti una piccola gioia quotidiana. Sul dizionario Treccani tra le varie sfumature del significato dell’aggettivo “terapeutico” compare appunto “che procura giovamento” e sinceramente ci sembra che la definizione calzi davvero a pennello. Una semplice tazzina di caffè è in grado di regalarci ogni giorno tanti piccoli benefici, ci rende più attivi, ci aiuta a combattere la stanchezza, ci fa riunire attorno ad un tavolino con gli amici per parlare del più e del meno, non per ultimo ci regala sapori intensi e decisi.

Per Trinci il caffè è una storia di famiglia, una grande passione portata avanti da generazioni: da sempre alla ricerca dei migliori chicchi in giro per il mondo, lavorati poi con maestria nella Torrefazione in provincia di Pisa. Un occhio di riguardo alla sostenibilità espresso al meglio nelle miscele a marchio Fair Trade e da poco tempo anche una novità per raggiungere ancora più persone con i suoi prodotti di eccellenza: lo shop online nel quale acquistare miscele e cialde, consegnate entro le 72 ore successive a casa vostra, per garantirvi il vostro “piccolo rituale terapeutico” quotidiano!

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Utilizzi e proprietà del caffè

I mille utilizzi del caffè

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

I MILLE UTILIZZI DEL CAFFè:

Economici, efficaci e ...sostenibili!

Rito quotidiano irrinunciabile, momento di ricarica e breve ma intensa pausa indispensabile nelle nostre giornate spesso caotiche e sempre di corsa, il caffè è uno di quegli elementi dei quali non possiamo veramente fare a meno. Lo sappiamo bene nella nostra Torrefazione in provincia di Pisa, dove da anni dedichiamo passione e studio alla creazione di miscele che possano rendere questo rito ancora più prezioso.

La cosa straordinaria di un buon caffè è che la sua utilità non si esaurisce nel momento in cui lo beviamo… sono infatti numerosissimi gli utilizzi alternativi di polvere e fondi ed è superfluo sottolineare come questo ce lo faccia amare ancora di più!
Vediamo alcune delle cose che si possono fare una volta che ci siamo gustati il nostro espresso.

La polvere del caffè: combatte i cattivi odori

La polvere di caffè ha la caratteristica di assorbire gli odori. Se ad esempio ne mettete due o tre cucchiaini in un piccolo contenitore in frigo la sensazione di pulito sarà ottima, lo stesso vale per l’auto, per la pattumiera o per piccoli armadietti. Non solo, ha la stessa azione anche sulle nostre mani! Se avete maneggiato aglio, cipolla o altri ingredienti che hanno lasciato il loro aroma sulle vostre dita, sfregatele con un po' di polvere di caffè prima di lavarle, saranno pulitissime dopo.

Utile per pulire le pentole più incrostate

Mescolate un cucchiaio di fondi o di polvere al normale detergente per piatti e vedrete come l’azione pulente sarà più efficace sullo sporco ostinato! Lo stesso vale anche per griglie e piani cottura.

Mantiene puliti gli scarichi

In cucina e in bagno è importante curare la pulizia degli scarichi per evitare otturazioni e cattivi odori. Mescolate un paio di fondi di caffè ad un litro d’acqua, versateli nelle tubature e fate scorrere l’acqua. Un metodo semplice e infallibile.

Smacchia la cenere

Se avete un camino, potete usare i fondi di caffè misti ad acqua o detergente per far sparire le macchie causate dalla cenere e mantenere così il vostro focolare pulito.

Aiuta a nascondere i graffi sui mobili e legni scuri

La polvere di caffè ha un forte potere colorante: create un composto con fondi di caffè e poca acqua e applicatelo con un pennellino sui graffi della mobilia scura. L’effetto visivo sarà molto soddisfacente..

caffè come fertilizzante

E' un fertilizzante naturale ed aiuta a proteggere le tue piante

Per le piante in giardino o in balcone potete utilizzare i fondi di caffè mescolati al terriccio come concime naturale, apportano benefici grazie alla presenza di numerosi minerali quali calcio, azoto, potassio e magnesio. Indicato per piante che richiedano terreni acidi come camelie, azalee, gigli, calle e molte altre. Non solo agisce come fertilizzante: la polvere di caffè, se sparsa attorno a fiori e piante, allontanerà le lumache che solitamente si divertono a mordicchiare le foglie.

E' un ottimo rimedio per contrastare la cellulite

Il caffè macinato mescolato ad olio di cocco o olio di mandorle può rappresentare un naturalissimo impacco per contrastare gli inestetismi della cellulite. Concedetevi una pausa di benessere, applicatelo sui punti critici e lasciatelo agire un paio d’ore, la pelle risulterà più liscia e omogenea.

E' uno Scrub naturale

Fate asciugare i fondi di caffè, mescolateli con olio di oliva aggiunto a filo, ed applicate il composto sulla pelle del viso: avrete un’azione esfoliante super economica ed efficace, oltre che nature-friendly.

Dona splendore e forza ai capelli

La polvere di caffè è un ottimo alleato anche nella cura della nostra chioma. Unitela ad olio di argan, olio di avocado e balsamo (tutto nella dose di 1 cucchiaino) e lasciatelo in posa per mezz’ora: avrete un effetto lucente “wow”. Se invece il vostro obiettivo è rinforzare il cuoio capelluto, unite 2/3 cucchiaini di polvere ad 1 cucchiaio di miele e una tazza di tè verde. Applicato dopo lo shampoo e lasciato in posa per 10/15 minuti rinvigorirà i capelli fragili.

Agisce sulle occhiaie

Borse gonfie sotto agli occhi? Sfrutta il potere della caffeina sulla microcircolazione! Unisci 1 cucchiaino di fondi di caffè a 1 cucchiaino di yogurt e poche gocce di limone. Applicato per 15 minuti sulle occhiaie, questo composto contribuirà a limitare il gonfiore.

Fairtrade

Il caffè : un prodotto sostenibile che fa la differenza

Come vedete gli utilizzi della polvere di caffè sono tantissimi, è incredibile come un prodotto naturale e che tutti abbiamo a disposizione in casa possa essere impiegato in così tanti modi e possa limitare l’uso di elementi chimici più aggressivi e inquinanti. Sono piccoli gesti che possono però fare la differenza quando si parla di sostenibilità e ambiente. Argomenti cari a noi della Torrefazione Trinci che da molto tempo investiamo tempo e risorse nella promozione del marchio Fair-Trade, miscele speciali provenienti al 100% dal commercio equo-solidale e sostenibile. Ogni giorno con le nostre scelte possiamo contribuire alla creazione di un mercato più giusto e di minor impatto ambientale , proteggere la natura e oltretutto risparmiare dei soldi… quindi che aspettiamo, iniziamo subito a sfruttare i mille poteri del caffè!

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degustazione, aromi e sapori del caffè

Caffè dal gusto intenso: merito della caffeina?

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CAFFè INTENSO: dipende dalla caffeina?

Quando e perché un caffè può avere un gusto intenso.

Il rito del caffè è diventato negli anni irrinunciabile per milioni di persone in tutto il mondo, è un momento che dedichiamo a noi stessi, che ci piace anche condividere con amici e colleghi, che fa parte delle nostre vite in maniera così evidente da scandire lo scorrere delle nostre giornate.

Quando si parla del gusto del caffè, chiaramente la soggettività e le preferenze personali la fanno da padrone. Alcuni amano il caffè dall’aroma molto deciso, altri preferiscono le sfumature più morbide, per non parlare dell’eterna opposizione fra chi “il caffè è da gustarsi rigorosamente amaro” e chi invece al tocco di zucchero proprio non riesce a rinunciare.

 

Se c’è però un punto sul quale tutti concordano è che bersi un buon caffè dà quella piccola carica che spesso riteniamo indispensabile per portare avanti i compiti di ogni giorno. Il merito non è solo del piacere del gusto, ma anche della caffeina, quella che possiamo definire la “componente energetica” della nostra amata bevanda. Ed è qui che entra in scena uno dei luoghi comuni più diffusi: un caffè intenso contiene più caffeina. Be’, dobbiamo proprio dirvelo, questo pensiero è in realtà sbagliato e adesso vedremo insieme la ragione.

caffeina

Le proprietà della caffeina

La caffeina ha molte caratteristiche positive: facilita la digestione, migliora i livelli di energia, stimola il metabolismo, oltre ad essere utile nella prevenzione di molti disturbi e malattie (affronteremo questo tema nel dettaglio nel nostro prossimo articolo). Può contribuire quindi al nostro benessere, ma non alla corposità del nostro caffè. Sono infatti altri i fattori che incidono sull’intensità del prodotto e probabilmente sono anche più numerosi di quanto pensiate. Non dobbiamo mai dimenticarci che, prima di arrivare nella nostra tazzina, il caffè compie un lungo viaggio che influenza poi le sue caratteristiche organolettiche (e queste si, giocano un ruolo fondamentale nella pienezza del gusto).

Il gusto del caffè: le "tappe" per un caffè intenso

Ecco le principali “tappe” di questo percorso che incidono poi sull’intensità che noi percepiremo:
- Terroir - il termine è francese ed è per così dire preso in prestito dal mondo del vino. Non si tratta altro che di tutte le caratteristiche di suolo, temperatura, altitudine del luogo dove la pianta di caffè viene coltivata;
- Tempo del raccolto - come per qualunque altro prodotto agricolo, il momento scelto per raccogliere i frutti dalla pianta si rivela fondamentale. Il grado di maturazione deve essere quello giusto ed influisce chiaramente sull’aroma del prodotto finale;
- Selezione dei chicchi migliori – qui l’esperienza dei selezionatori fa’ davvero la differenza. Sono loro che riescono a scegliere i frutti migliori ed omogenei che garantiranno l’aroma, il gusto e la personalità al caffè che berremo. Solo se tutti questi aspetti sono ottimi, i chicchi daranno vita ai caffè “Selezione Trinci”;
- Torrefazione – i chicchi vengono tostati ed è grazie al calore che liberano i propri aromi. È chiaro intuire quanto la maestria con la quale questa fase viene eseguita vada ad incidere sull’intensità. Le tecniche e la cura impiegate nella nostra Torrefazione di Pisa sono il frutto di anni di tradizione familiare e passione (Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo su "La torrefazione del caffe" ) ;
- Macinatura - i chicchi tostati vengono polverizzati al grado fine, medio o grosso a seconda dell’uso. La macinatura fine ad esempio è più indicata per l’espresso, perché l’acqua riesce a penetrarvi e a catturare l’aroma in pochi secondi, mentre il grado medio è adatto per la moka, dove il tempo di contatto tra acqua e polvere è maggiore;
- Confezionamento - Fase non scontata, perché se a questo punto aroma e intensità del caffè sono già stati creati, confezionare in materiali adatti permette che tali qualità arrivino al vostro palato integre.
Di fondamentale importanza è ovviamente la preparazione : la macchina utilizzata deve raggiungere la giusta pressione in modo che l’acqua calda, filtrando attraverso la polvere, possa assorbire e restituirci tutte le qualità che la miscela ha acquisito grazie alla meticolosa attenzione per ogni passaggio, dal terroir al confezionamento. Data una certa quantità d’acqua, un espresso più intenso ha una maggiore quantità di solidi disciolti rispetto ad uno meno intenso (quando pariamo di solidi ci riferiamo ovviamente al contenuto della polvere macinata). In altre parole otteniamo un caffè intenso quando riusciamo a trasferire in tazzina molti solidi con poca acqua alla giusta temperatura e pressione.

La torrefazione di caffè

Come si riconosce un caffè intenso?

Prima ancora di sorseggiarlo, la vista può già darci un’idea piuttosto precisa dell’intensità. La schiuma deve essere densa e compatta e di color nocciola mentre la parte liquida può avere sfumature che vanno dal nocciola chiaro al marrone scuro. Il profumo poi deve chiaramente essere gradevole, sprigionare aromi forti e definiti e non avere sentori di bruciato o di fumo. Al gusto percepiremo infine un insieme armonioso e pieno, un sapore persistente ma non aggressivo, che varia ovviamente in base al tipo di selezione che stiamo bevendo.

L'intensità del tuo caffè non dipende dal contenuto di caffeina

In conclusione possiamo affermare con sicurezza che non è il contenuto di caffeina a determinare l’intensità del caffè, e anzi vogliamo trasmettervi anche un’ultima curiosità che vi chiarirà ulteriormente le idee: il caffè lungo, che ci appare come meno intenso, più “annacquato” e meno corposo, contiene in realtà un maggior quantitativo di caffeina rispetto al caffè ristretto! Questo perché la maggior quantità di acqua impiegata fa sì che la caffeina estratta sia maggiore… anche se l’intensità è sicuramente più limitata!

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