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Invenzione della macchina per caffè

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Invenzione della macchina per caffè

Facciamo un salto indietro nel tempo per scoprire come è nato uno degli elettrodomestici più apprezzato dagli Italiani

Se il caffè espresso è diventato così popolare, amato e diffuso anche al di fuori dei confini italiani, è certamente anche per la praticità e velocità della sua preparazione. Con le moderne macchine per espresso bastano veramente pochi secondi per poterne gustare una tazzina, sia a casa che al bar. Come molte delle nostre abitudini ci sembra un gesto scontato e banale, ma dobbiamo pensare che fino a meno di due secoli fa la preparazione del caffè avveniva con tempi e metodi molto diversi. A chi dobbiamo l’invenzione della macchina per caffè, oggi per noi irrinunciabile?

Angelo Moriondo: la geniale intuizione

Invenzione della macchina per caffè

Poche persone ne conoscono il nome, eppure dovrebbe essere considerato una sorte di eroe nazionale, visto quanto siamo affezionati al nostro espresso. Angelo Moriondo, Torinese classe 1851, è colui al quale dobbiamo la geniale intuizione di creare una macchina in grado di produrre più caffè in tempi ridotti.

Proveniente da un’agiata famiglia di imprenditori, proprietario a sua volta di un Hotel e di un Cafè nella vivace scena Torinese di fine ‘800, non ci mise molto a realizzare che il caffè era una delle bevande più richieste e apprezzate dai clienti delle sue strutture. Solo che a quel tempo per ottenere un caffè attraverso il processo di infusione servivano preziosi minuti: non un grande problema per la clientela rilassata che si sedeva ai tavolini leggendo un quotidiano, ma poco adatta a commercianti e imprenditori più di fretta, o alle giornate con un grande numero di consumatori. Come poter ottimizzare la preparazione della tanto richiesta bevanda? La soluzione non poteva che essere una macchina con la quale poter preparare un maggior numero di caffè in un arco di tempo ridotto. Il 1884 fu per Moriondo l’anno ideale per presentare il frutto dei suoi esperimenti: si teneva infatti a Torino l’Expo Generale, l’occasione perfetta per presentare ad un ampio pubblico nazionale e internazionale i suoi “nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda”.
Il primo “apparecchio” per preparare caffè in maniera espressa era un grande cilindro in grado di contenere 150 litri d’acqua. Aveva al suo interno una caldaia in ottone che un fornello a gas provvedeva a mantenere in pressione. Sui lati erano posizionati gli scompartimenti per contenere il caffè torrefatto. Azionando un rubinetto, l’acqua raggiungeva velocemente il contenitore attraverso una serie di serpentine et voilà, il caffè era pronto. Era nato l’Espresso, con brevetto ufficialmente rilasciato il 16 maggio 1884.

Il macchinario per la preparazione del caffè attrasse le attenzioni di molti presenti all’esposizione e Moriondo avrebbe certamente potuto costruire una fortuna grazie alla sua geniale invenzione. Decise invece di utilizzare la macchina da lui inventata solo in poche strutture (hotel e cafè) di sua proprietà, nell’ottica di offrire ai suoi clienti un servizio esclusivo. Fu così che il brevetto passò in altre mani che ne decretarono la diffusione sui mercati.

Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni: due nomi importanti nella storia dell’invenzione della macchina per caffè

 

Se è di Angelo Moriondo la prima intuizione con conseguente brevetto della macchina per produrre più caffè più velocemente, è ai Milanesi Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni che si devono la commercializzazione e l’industrializzazione del prodotto che ha rivoluzionato le abitudini degli Italiani.
Luigi Bezzera perfezionò il modello di Moriondo a livello meccanico e consentì l’uso del brevetto all’amico e imprenditore Desiderio Pavoni. Dotato di grande spirito innovatore e di indiscusse abilità commerciali, Pavoni fonda la Pavoni S.p.A., che sarà la prima industria a realizzare macchine per espresso in serie. Il primo modello prese il nome di “Ideale” ed era macchina per espresso in ottone cromato a sviluppo verticale, con una caldaia mantenuta in pressione da un fornello a gas. Le richieste del mercato aumentarono di mese in mese, garantendo all’azienda meneghina un grande successo e a tanti Italiani la possibilità di gustarsi un caffè in tempi brevi.

Achille Gaggia: dobbiamo dire grazie a lui per la deliziosa crema dell’espresso

Se con Moriondo, Bezzera e Pavoni si erano gettate le basi per la produzione di macchine in grado di produrre caffè velocemente, è ad Achille Gaggia che si deve il brevetto che perfezionò il metodo di preparazione fino ad ottenere espressi più gustosi e cremosi.
Fondamentale per questo processo fu l’esperienza di Gaggia nel caffè di famiglia, il “Caffè Achille” a Milano. Osservando abitudini e gusti dei propri clienti, capì che se già così l’espresso era molto apprezzato, aggiustando dei dettagli nel gusto e nella corposità sarebbe diventato ancora più amato. Aiutato dall’ingegnere Antonio Cremonese, Gaggia creò un sistema a torchio (battezzato “Lampo”) in grado di sfruttare non più la pressione del vapore, ma direttamente quella dell’acqua. Grazie a questa modifica, il cui brevetto fu depositato nell’anno 1938, il sapore della bevanda ottenuta risultava più gradevole, e fece inoltre la sua prima apparizione la cremina sulla superficie della tazza. Ci siamo, fa il suo ingresso nella storia l’espresso quasi identico a come lo conosciamo oggi.

invenzione della macchina per caffè

Oggi premere un tasto ed ottenere un caffè in pochi secondi ci sembra il gesto più banale del mondo, ma l’invenzione della macchina per caffè è stato un avventuroso viaggio che ha visto protagonisti uomini capaci e appassionati, probabilmente neppure pienamente consapevoli della portata che le loro intuizioni avrebbero avuto nei secoli a venire.

Se le macchine per espresso sono quindi ormai ampiamente disponibili sul mercato, chiaramente con diversi livelli di qualità (noi consigliamo DeLonghi), ciò che può fare una grande differenza è la qualità del caffè.
Scegliere cialde, capsule, grani o miscele provenienti da Torrefazioni Artigianali come la nostra significa assicurarsi di bere un prodotto gustoso, etico, creato con sapienza e passione da mani esperte.
Guarda il nostro e-shop o vieni a trovarci a Buti (Pisa) per riscoprire il gusto autentico di un caffè ben fatto che renda onore alle geniali intuizioni e alle grandi passioni di coloro che hanno contribuito alla nascita dell’espresso!

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3 consigli su come conservare il caffè

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3 consigli su come conservare il caffè

Vediamo alcuni accorgimenti per preservare la qualità dell'espresso

Il punto di partenza per godersi un buon espresso a casa è certamente acquistare una materia prima di qualità, meglio se da torrefazioni artigianali. Ma una volta che il prodotto giunge nelle vostre case, è anche fondamentale preservare le sue caratteristiche organolettiche nella maniera giusta. Ecco quindi 3 consigli su come conservare il caffè.

1: Proteggete il caffè dai suoi nemici principali

3 consigli su come conservare il caffè

Sia che si parli di caffè in chicchi, sia di caffè macinato, i principali nemici del prodotto sono 2: aria e umidità.
Il contatto con l’aria scatena la perdita di aromi. L’umidità, come è facile immaginare, favorisce l’avvio del processo di irrancidimento.
Questo dipende dal fatto che nel caffè (in chicco e macinato) è naturalmente presente una piccola quantità di grassi che, sottoposti alle condizioni sbagliate come appunto eccessiva umidità, avviano l’indesiderato processo che altera in maniera evidente il sapore del caffè.
Dopo aria e umidità, sono luce e calore a poter causare danni a chicchi e polvere. Entrambi possono avere effetti veramente spiacevoli sul prodotto che andrete a bere.
Per la conservazione sono quindi banditi contenitori senza copertura/chiusura e postazioni in cucina che siano esposte a luce e calore eccessivi. Queste prime indicazioni ci portano diritti diritti al secondo dei nostri 3 consigli su come conservare il caffè.

2: Scegliete il contenitore giusto e posizionatelo nel luogo adatto

3 consigli su come conservare il caffè

Nel punto 1 abbiamo visto quali sono, in ordine di importanza, i principali nemici della corretta conservazione del caffè: aria, umidità, luce e calore. Quindi, come e dove conservarlo per proteggerlo il più possibile?
Il contenitore deve essere ermetico, in acciaio o vetro, in colore scuro (non ne scegliete mai uno trasparente!).
Anche la dimensione è importante. Evitate contenitori troppo grandi dove la quantità di aria sarà sempre uguale o maggiore al contenuto del caffè. In questo senso, è importante anche prestare attenzione alle quantità di caffè che acquistate: se il vostro consumo casalingo è limitato ad 1 o 2 espressi al giorno ad esempio, evitate di comprare confezioni grandi.
Le qualità del caffè sono così delicate che si disperdono in tempi brevissimi, quindi consumare il prodotto di una stessa confezione per più di 1 settimana/10 giorni non vi aiuterà a godervi una buona tazzina.
Una volta individuato il giusto contenitore, passate alla scelta del luogo dove conservarlo, che ovviamente non deve essere casuale. Come si legge sulle confezioni, esso deve essere “fresco e asciutto”, e la temperatura ideale deve essere compresa tra i 10° e i 25°. L’ideale è quindi individuare un angolo in una credenza o dispensa dove posizionare il vostro contenitore, riparato dalla luce e distante da fonti di calore come forno e piani di cottura (ricordatevi che il calore va verso l’alto, quindi niente armadietti posizionati sopra al fornello, per esempio).

3: Niente frigo o congelatore e niente elementi estranei nel contenitore

 

Il terzo consiglio che vogliamo darti è in realtà un non-consiglio. Si sente spesso dire che per preservare più a lungo le qualità del caffè in grani o in polvere sia utile conservarlo in frigorifero (forse ricorderete di aver visto i barattoli di caffè in frigo a casa dei nonni, per esempio). Ecco, niente di più sbagliato. Se pensiamo ai principali nemici menzionati nel punto 1, è vero che il frigo protegge da luci e fonti di calore, ma ci sono due fattori che ci portano a considerarlo uno dei luoghi peggiori per la conservazione.
Innanzitutto, se il contenitore scelto non è ermetico e adatto, c’è il rischio che gli odori di altri cibi contaminino l’odore e il sapore del caffè.
In secondo luogo, ogni volta che togliete il contenitore dal frigo per prepararvi un caffè (una, due, tre, quattro volte al giorno?!) sottoponete il prodotto ad un micro shock termico, favorendo la creazione di condensa. Il che può portare a sua volta alla creazione di umidità che, come abbiamo visto nel punto 1, può deteriorare irrimediabilmente il sapore del vostro espresso.
Altro non-consiglio è quello di aggiungere nel contenitore del caffè elementi estranei come, e citiamo i più comuni, un tappo di sughero o la buccia di una mela o di una patata. In passato si credeva che questo accorgimento limitasse l’umidità, che veniva appunto “assorbita” dagli elementi terzi. Ma non è assolutamente così. L’unico risultato che potrete ottenere sarà quello di alterare, rendendole più sgradevoli, le caratteristiche organolettiche del vostro caffè.

In conclusione: dove e come conservare il caffè

3 consigli su come conservare il caffè

Per riassumere, dovrete conservare il vostro prodotto in un contenitore scuro ed ermetico, lontano da forni e fornelli e assolutamente mai in frigo. Tutti questi accorgimenti valgono naturalmente anche per il caffè in cialde o capsule.
No inoltre ad “elementi salva-freschezza casalinghi come sugheri o bucce di mela!
Concludiamo ricordandovi che chicchi e caffè macinato hanno tempi di deterioramento diversi. Sebbene siano entrambi molto delicati quando si parla di aromi e profumi, è importante tenere a mente che i chicchi mantengono le loro proprietà organolettiche un po’ più a lungo rispetto al caffè macinato. Acquistare il caffè in grani e macinarlo sul momento può quindi un buon modo per bere un espresso dall’aroma più pieno. Il prodotto macinato può comunque regalare ottime sensazioni, a patto che sia di prima qualità e realizzato in quantità non industriali come accade nella nostra Torrefazione Artigianale in provincia di Pisa.
Contattaci o vieni a trovarci, scopri dei caffè dai gusti pieni e sorprendenti e poi… conservali come si deve!

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Caffè per dimagrire

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Caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?

Facciamo chiarezza sul ruolo del caffè nella perdita di peso

Quando si parla di regimi alimentari pensati per perdere peso, sono tanti e di ogni tipo i consigli che si leggono o si sentono.
Infusi, beveroni, cibi miracolosi e tanto altro. Non tutto, ovviamente, ha un fondo di verità. Tra le varie soluzioni proposte, si parla spesso di caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?
Vedremo insieme delle informazioni utili sull’argomento ma cominciamo con una precisazione doverosa: per perdere peso in maniera salutare è necessario mangiare bene e nelle giuste quantità, e svolgere attività fisica anche leggera.
Non ci sono pozioni magiche capaci di realizzare miracoli, non ci sono scorciatoie o trucchetti. Cibo sano e movimento. Tanto banale quanto efficace, sia per perdere peso, sia per mantenere la forma raggiunta nel tempo.
Dal caffè può arrivare tutt’al più un piccolo aiuto. Vediamo come.

Caffeina e metabolismo

caffè per dimagrire

L’elemento dell’espresso che ha effetto sul nostro organismo a più livelli è la caffeina.
Abbiamo già parlato di come essa possa influire positivamente sulle performance sportive, trovi l’articolo qui.  
Questa sostanza è stimolante ed agisce sia sul sistema nervoso che sul metabolismo.
L’effetto sul sistema nervoso è noto a tutti noi: stato di maggiore concentrazione, abbassamento temporaneo della stanchezza mentale, inibizione della sonnolenza ecc. Non è un caso che ricorriamo spesso ad una buona tazzina di espresso non solo per il suo gusto gradevole, ma anche per ottenere una piccola sferzata di energia durante la giornata.

L’effetto sul metabolismo è meno noto, vediamo di cosa si tratta.
Partiamo innanzitutto dal definire in maniera molto semplice il metabolismo, che altro non è che il processo attraverso il quale il nostro organismo trasforma ciò che mangiamo in energia spendibile per le nostre attività. Più in particolare, il metabolismo basale è la quantità di energie (calorie) che il nostro corpo consuma in uno stato di veglia e rilassamento e non-attività.
La molecola della caffeina è in grado di stimolare il rilascio di particolari sostanze, le catecolamine, responsabili dell’aumento del metabolismo basale. Si tratta di un aumento di circa il 10-15%. Questo significa che, a parità di condizioni, in uno stato di inattività, il nostro corpo brucerà una manciata di calorie in più se la quantità di catecolamine è maggiore.

Caffeina e lipidi

caffè per dimagrireAltro effetto della caffeina legato alla catecolamina è quello esercitato sul tessuto adiposo catecolamino-dipendente. La sua azione è definita lipolitica, ovvero in grado di distruggere o disgregare i grassi. Questo non significa ovviamente che bere un caffè dopo aver gustato una fetta di torta cancellerà i grassi e le calorie in essa contenuti! Stiamo parlando di processi e reazioni molto complesse che avvengono nel nostro organismo, e di come la caffeina possa contribuire in maniera comunque ridotta a limitare la quantità di lipidi assorbita.

Diversi studi condotti su campioni di individui adulti hanno inoltre individuato un rapporto tra consumo di caffè e mantenimento del peso corporeo. Tendenzialmente i consumatori abituali di caffeina tendono ad essere meno esposti al rischio di obesità, ma si tratta di ricerche ancora in corso d’opera. I risultati sono promettenti ma ancora da studiare a fondo.

Caffè per dimagrire: cosa NON fare


Se è quindi scientificamente innegabile che la caffeina possa avere un seppur piccolo ruolo positivo sul metabolismo e sui tessuti adiposi, è importante sottolineare cosa non fare per non vanificare i suoi effetti o addirittura per non avere conseguenze sgradevoli sulla salute.

Innanzitutto, il caffè da prediligere è quello amaro: se il nostro obiettivo è tenere sotto controllo il peso corporeo, sarà bene lasciare zucchero, latte, panna e caffè corretti solo a poche occasioni speciali. Il rischio è quello di avere l’effetto opposto, ovvero di esagerare con calorie e grassi saturi.caffè per dimagrire

Altra cosa assolutamente da evitare è quella di esagerare con i caffè nella speranza di un miracolo sul nostro corpo: 3/4 tazzine al giorno possono apportare molti benefici, ma superare abitualmente queste dosi può avere effetti spiacevoli quali, ad esempio, aumento dello stato di ansia e della frequenza cardiaca. Inoltre troppi espressi, soprattutto se bevuti alla sera, incidono negativamente sulla qualità del riposo notturno e questo sì, è uno degli elementi strettamente connessi all’aumento di peso.

Caffè per dimagrire: come comportarsi quindi?

caffè per dimagrireSe il vostro obiettivo è perdere qualche chilo e sentirvi più in forma ed energici, la strada è soltanto una: sana alimentazione e regolare attività fisica (e non stiamo necessariamente parlando di sessioni distruttive in palestra, una camminata di 30/40 minuti due/tre volte alla settimana è già di enorme aiuto).
Bere un (buon) espresso, oltre a regalarvi un prezioso momento di piacere e un po’ di energia in più, può dare un piccolo aiuto al vostro metabolismo, il che ovviamente non guasta.


Se volete rendere questo piccolo aiuto per la vostra remise en forme veramente speciale e salutare, scegliete un caffè di qualità e controllato come quello prodotto nella nostra torrefazione artigianale in Toscana.
Ordinate online o venite a trovarci in provincia di Pisa, scegliete il modo più gustoso per beneficiare degli effetti positivi della caffeina!

 

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Caffè Arabica e Robusta

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Caffè Arabica e Robusta: quali differenze?

Cosa contraddistingue le due varietà più diffuse di caffè?

Bere un buon espresso è uno dei piccoli piaceri che ci concediamo ogni giorno, per fare il pieno di gusto ed energia.

Sotto l’etichetta “caffè espresso” si nasconde un mondo di varietà, aromi e sfumature diverse. Oggi parliamo delle caratteristiche delle due varietà più diffuse: Caffè Arabica e Robusta.

Quali differenze ci sono, a partire dalla pianta fino al gusto in tazzina? Scopriamolo insieme!

Caffe-Arabica-e-Robusta

Caffè Arabica e Robusta: caratteristiche pianta e coltivazione

Caffè Arabica e Robusta_1

Iniziamo col dire che la varietà Arabica (Coffea Rubiaceae) rappresenta ben il 70% della produzione mondiale di caffè, nonostante sia la qualità più delicata. Originaria dell’Etiopia, viene coltivata con successo vaste aree dell’Africa Orientale ed anche in America Latina, tanto che il Brasile risulta il maggior produttore.
L’arbusto di questa tipologia di caffè è molto delicato e per dare il meglio in termini di produzione e caratteristiche organolettiche necessita di alte quote: dai 900 fino ai 2000 metri sul livello del mare.
Il terreno migliore è quello ricco di sali minerali, e fondamentali risultano naturalmente il clima caldo (ma con una forbice ben definita tra i 15° e i 25°) ed una buona e regolare presenza di piogge.
Date queste condizioni ideali, la pianta può crescere fino a raggiungere i 10 metri di altezza, producendo chicchi dal colore rosso intenso una volta maturi e dalla forma allungata.

 

Per quanto riguarda la varietà Robusta (Coffea Canephora), il nome già ci fa intuire che l’arbusto è di per sé meno delicato.

Caffè Arabica e Robusta

Originaria dell’Africa Occidentale, questa pianta viene coltivata in vaste zone lungo tutta la fascia tropicale, dove caldo e umidità contribuiscono alla sua crescita.
L’altitudine non è un elemento fondamentale per questo arbusto, che prospera anche in zone più basse e riesce a sopravviver

 

e anche senza regolari quantità di piogge. Le temperature ideali sono quelle tra i 20° e i 30°.
L’arbusto d

i questa tipologia ha dimensioni più ridotte, raggiungendo al massimo gli 

8 metri di altezza, e produce chicchi di colore giallastro dalla forma tondeggiante.

Caffè Arabica e Robusta: differenza nel gusto

 

Fra Arabica e Robusta, la prima è considerata come varietà più pregiata a causa della sua delicatezza ed è tendenzialmente più apprezzata a livello di gusto: questo risulta in un prezzo di mercato leggermente più alto.
Se volessimo riassumere molto nel dettaglio, potremmo dire che il caffè Arabica ha un sapore più delicato e “dolce” mentre il caffè Robusta si contraddistingue per un gusto più forte e deciso. Ma vediamo qualche dettaglio in più.

 Caffe-Arabica-e-Robusta

Un espresso realizzato con la varietà Arabica si contraddistingue innanzitutto da una sottile crema color nocciola. Il gusto è privo di note particolarmente aggressive per il palato, risulta invece caratterizzato da aromi di fruttati, freschi e di cioccolato, con un retrogusto caramellato. Le note amare sono certamente presenti ma in maniera poco persistente, prevale semmai una leggera acidità.

Se assaporiamo invece un espresso prodotto a partire dalla varietà Robusta riscontreremo una componente amara più marcata. La crema in superficie è caratterizzata da tonalità più scure ed il sapore è caratterizzato da intense note speziate con retrogusto legnoso. Nel complesso, l’aroma risulta più intenso e persistente.

Caffè Arabica e Robusta: stesso contenuto di caffeina?

Caffe-Arabica-e-RobustaAdesso che abbiamo analizzato le differenti caratteristiche botaniche e di coltivazione tra le due varietà, sarà facile immaginare che anche il contenuto di caffeina sia molto diverso.

Infatti la qualità Robusta contiene circa il doppio della caffeina rispetto alla varietà Arabica: 2/3% contro 1/1,5%.

Anche alla luce di questo dato, non sorprende che l’espresso realizzato con chicchi di piante della varietà Robusta abbia un sapore che è immediatamente percepito come più intenso ed energico.

Il maggiore contenuto di caffeina della Robusta la rende perfetta quando abbiamo bisogno di una carica in più!

Caffè Arabica e Robusta: quale varietà è migliore?

 

In conclusione di questo articolo Caffè Arabica e Robusta: quali differenze, la domanda sorge naturalmente spontanea. Quale varietà è migliore? La risposta a questa domanda è quanto mai soggettiva e dipende interamente dal gusto personale.


Come torrefattori artigianali e grandi appassionati, il nostro compito è quello di selezionare i chicchi migliori di queste ed altre varietà, per offrire ai nostri clienti caffè monorigine e miscele che si contraddistinguano per aromi e sapori dalle diverse sfumature.

Il mondo dell’espresso è affascinante proprio per la sua varietà: dai un’occhiata al nostro shop https://shop.trincicaffe.it/it/home , vieni a trovarci nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa o contattaci.

Saremo felici di farti scoprire nuovi ed intensi aromi!

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Valori nutrizionali del caffè

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Valori nutrizionali del caffè

Cosa contiene la nostra tazzina?

Quando ci concediamo un espresso non ci interroghiamo molto sul suo effettivo contenuto: ovviamente siamo consapevoli che contenga caffeina, e a volte lo beviamo proprio perché confidiamo di riceverne un po’ di energia in più per affrontare la giornata. Ancora più spesso ce lo concediamo solo perché ci piace e ci va, per godere del suo gusto e del suo aroma. Ma cosa contiene veramente la nostra tazzina? Vediamo insieme i principali valori nutrizionali del caffè.

Proprietà nutrizionali del caffè, più ricco di quanto si pensi

Valori nutrizionali del caffè

Innanzitutto cominciamo col dire che i valori a cui si fa riferimento sono valori medi, che possono leggermente variare da una tipologia all’altra di caffè anche se con differenze minime. Per parlare dei valori nutrizionali del caffè si fa riferimento alla quantità standard di 100 grammi di caffè macinato, delle due varietà più presenti in commercio, ovvero Robusta e Arabica.
Tenete presente che mediamente per un espresso si utilizzano 7 grammi di caffè.

Caffè: quanta acqua, carboidrati, proteine e grassi contiene?

 

Acqua: 4 grammi. Il processo di tostatura e macinatura lasciano comunque una piccola componente di acqua.

Carboidrati: circa 28 grammi (per cui meno di 2 grammi a tazzina). Spesso demonizzati perché associati (erroneamente) all’aumento di peso, sono la principale fonte di energia per il nostro organismo.

Proteine: circa 10 grammi. La quantità della singola tazzina è irrisoria, nei 3 – 4 caffè bevuti al giorno rimane moderata ma, sapendo quanto sono fondamentali le proteine nella nostra alimentazione è comunque un dato positivo.

Grassi: circa 15 grammi. Altra parola che a volte spaventa, ma ricordiamoci che i lipidi sono trasportatori di vitamine liposolubili, oltre a rivelarsi fondamentali ad esempio per coagulazione del sangue, per il funzionamento dei sistemi cardiovascolare e immunitario.

Caffè: quali elementi essenziali contiene?

Valori nutrizionali del caffè

Il caffè contiene anche, sebbene in quantità piccole se considerata la singola tazzina, alcuni degli elementi essenziali per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo. Vediamo un po’ di numeri, sempre calcolati sui 100 grammi di caffè macinato:

Ferro: 4 mg. Il ferro, fra le altre sue qualità, è coinvolto nella formazione dei globuli rossi e nel rafforzamento del sistema immunitario.

Calcio: 130 mg. Come è risaputo, questo elemento ha un ruolo fondamentale per la salute di ossa e denti.

Fosforo: 160 mg. Anch’esso importante per ossa e denti, è inoltre coinvolto nella trasformazione del cibo in energia.

Potassio: 2020 mg. Il potassio ha molte virtù, fra queste ricordiamo che aiuta la memoria, controlla la corretta contrazione muscolare e il livello della pressione arteriosa, riduce il rischio di calcoli renali… e molto altro ancora.

Sodio: 74 mg. Il sodio è coinvolto nel passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e ha un ruolo anche nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Caffè: contiene vitamine?

 

Le vitamine sono scarsamente presenti nel caffè, ritroviamo però:

 

Vitamina B2 o Riboflavina: 0.2 mg. Importante per la vista, per il metabolismo energetico e per mantenere unghie, pelle e capelli sani.

 

Vitamina B3 o Niacina: 10 mg. Ha un ruolo nel processo di digestione, protegge la pelle e aiuta la circolazione sanguigna.

E la caffeina? Quanta ne contiene un caffè?

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo lasciato questo elemento per ultimo proprio perché è il più conosciuto, ma non ce ne siamo affatto dimenticati!
La caffeina (il cui nome scientifico è 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione) è nota per le sue proprietà rinvigorenti e stimolanti sia per la mente che per il corpo.
È infatti assunta in formati e dosi diverse per migliorare le performance intellettuali e fisiche.
Ha inoltre un’azione detox sul fegato, da’ una piccola spinta al metabolismo, riduce il rischio di malattie di celebrali e, questo lo avrete sicuramente testato, migliora l’umore!

Una tazzina di espresso (circa 35ml) può contenere tra i 50 e gli 80 mg di caffeina, la dose può raggiungere i 120 mg se si tratta di caffè moka.

Come per tutte le sostanze, anche con la caffeina è salutare non eccedere con le dosi.
Quantitativi troppo alti all’interno dell’organismo possono causare acidità di stomaco, insonnia, cefalea e tachicardia in casi più rari.

Qualità eccellente e quantità giusta: il binomio perfetto se si parla di caffè

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo voluto passare in breve rassegna i valori nutrizionali del caffè per darvi qualche informazione in più sulla bevanda più apprezzata nel nostro paese, proprio perché spesso si pensa che caffè faccia rima solo con caffeina. Ovviamente è bene rispettare la dose raccomandata di circa 3 – 4 caffè al giorno per sfruttare i suoi benefici e non fare conoscenza invece dei suoi effetti meno piacevoli.

Oltre alle dosi, rispettate la storia e la fama dell’espresso consumando prodotti di prima qualità, come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale in Toscana. Miscele, capsule, cialde e grani studiati nella loro composizione per offrirvi sapori e aromi unici e realizzati con professionalità e passione dalla nostra famiglia. Scopri qualcosa di più sulla nostra filosofia qui https://www.trincicaffe.it/i-prodotti/filosofia-trinci/ e contattaci per scoprire quello che diventerà il tuo caffè preferito!

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Storia del caffè: origini di una bevanda divenuta mito.

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Storia del caffè

Le origini di una bevanda divenuta mito e tradizione.

Il caffè è senza dubbio uno dei simboli del Belpaese: l’espresso rappresenta un rito quotidiano irrinunciabile, che scandisce le nostre giornate, sia al lavoro, sia nel tempo libero.
Ma il viaggio per arrivare fino a noi è stato lungo e dobbiamo tornare indietro di molti secoli per scoprire qual è stata la storia del caffè e come sia arrivato fin qui.
Vediamo insieme le origini del caffè e il suo percorso per giungere (fortunatamente!) nelle nostre tazzine e in quelle di tutto il mondo.

Secolo IX d.C., Etiopia: fra leggenda e realtà

storia del caffè

Sebbene un viaggio a ritroso nel tempo non sia mai facile perché, più ci si allontana nel tempo e nello spazio e più le tracce si fanno confuse, su luogo e periodo della “nascita” dell’antenato del caffè non ci sono dubbi.

È il IX secolo d.C. e siamo in Etiopia, Africa, più precisamente nella regione del Kaffa (non vi sembra familiare questa parola?).È in questo territorio che nascono spontanee le prime piante di caffè, arbusti forti abituati ai climi caldi che donano delle speciali bacche come frutto. Circolano varie storie su come l’uomo abbia scoperto le favolose virtù di queste bacche: la leggenda più gettonata riguarda però un pastore di nome Kalid e, più nel dettaglio, le sue caprette.
Si racconta che un giorno il pastore avesse perso di vista il proprio gregge che tardava più del solito a tornare. Andò quindi a cercarlo e, quando lo trovò, si accorse che i suoi animali erano particolarmente vivaci ed energici. Incuriosito da questo fatto, seguì le capre e si accorse che si erano cibate di alcune bacche rosse prodotte da arbusti del territorio. Pensando potesse esserci un collegamento fra le bacche e l’insolita vitalità delle bestiole, ne raccolse un po’ e le portò al vicino monastero per sottoporle all’attenzione dei monaci, da sempre grandi esperti di piante, infusi e decotti.
I monaci ne ottennero un infuso dal gusto amaro che, si scoprì con stupore e piacere, riusciva a tenerli svegli anche durante le lunghe ore di preghiera. La strada per arrivare all’espresso sarebbe stata ancora lunga, ma il primo passo era stato fatto.

Dall’Etiopia allo Yemen, coltivazione e prime bevande.

storia del caffè Grazie alla vicinanza geografica dei due paesi, il caffè giunse dall’Etiopia nel vicino Yemen. Siamo più o meno tra il XIII e XIV secolo ed è nei paesi Arabi che le piante di caffè iniziano ad essere coltivate dall’uomo. Il successo dei suoi frutti in questi territori fu certamente dovuto al fatto che per motivi religiosi molti di questi popoli non potevano bere vino: immaginate quindi con quale entusiasmo fu accolta una bevanda in grado di dare vigore ed energia senza contraddire i dogmi della fede. Non a caso per molto tempo il caffè è stato noto come il “Vino d’Arabia”.

Siamo ancora lontani dalla bevanda che conosciamo, perché in questi territori le bacche venivano utilizzate per due preparazioni che poco o nulla hanno a che fare con un espresso: il qishr e il bunna.
Il qishr era un’infusione preparata con le bucce dei frutti del caffè, più simile al tè come consistenza. Il bunna veniva invece preparato partendo dalle bacche vere e proprie, che venivano bollite e lasciate nella bevanda, che aveva infatti una parte liquida e una più solida.

 

Dallo Yemen al mondo sulle rotte coloniali.

storia del caffè

Per anni lo Yemen mantenne il monopolio della coltivazione e dell’esportazione del caffè, consapevole della ricchezza che ne derivava. Era severamente vietato far uscire dal territorio piante o germogli di caffè ed è in questi anni che guadagna importanza un porto Yemenita il cui nome vi suonerà familiare: si tratta del porto di Mokha, che dal XV al XVII secolo fu il principale “centro di smistamento” del prezioso prodotto.

 

Come succede con ogni divieto però, alla fine c’è qualcuno che lo viola: fu un pellegrino Indiano di nome Baba Budan che, a seguito di scontri con le autorità locali, tornò nel suo paese di origine e volle portare con sé proprio i semi di una pianta di caffè, sfidando il monopolio Yemenita. Ne ebbe origine una coltivazione esistente ancora oggi, il cui nome è non a caso Plantation Bababudan.

 

Questo gesto apparentemente di poco conto dà invece alla storia del caffè un grande impulso: l’India era all’epoca colonia Olandese ed ecco che dopo l’Africa e l’Arabia, verso la fine del XVI secolo il caffè è finalmente pronto a fare il suo debutto in Europa e nel resto del mondo.

Il caffè in Italia: Venezia lo ama per prima.

storia del caffè

Sebbene Napoli sia considerata la città del caffè per antonomasia, è a Venezia che il caffè fa’ la sua prima apparizione nel Belpaese. La cosa non stupisce, visto che la Serenissima era al tempo estremamente attiva nei commerci e quindi in grado di intercettare prima di altri prodotti e novità. Nel 1570 il medico e botanico padovano Prospero Alpino portò dall’Oriente alcuni sacchi di quello che prometteva essere un prodotto naturale dalle mille virtù.
Non ci volle molto perché la bevanda si diffondesse prima tra l’Aristocrazia Veneta e pian piano nel resto del paese. È del 1683 l’apertura del primo Caffè in Piazza San Marco, “All’Arabo”. In poco tempo le caffetterie in città arrivano a 200.
Era nato l’amore fra Venezia e il caffè.

Da Venezia a tutta Italia: è nato un mito

storia del caffè Se Venezia fu certamente la prima a dare al caffè (che nel frattempo si stava affinando nel metodo di preparazione e nel gusto) l’importanza che meritava, ben presto le altre città Italiane seguirono il suo esempio.
A Roma, Firenze e in molte altre, i “Caffè” divennero ben presto luoghi di incontro di artisti, studiosi, politici, pensatori di ogni ramo del sapere: si trascorrevano ore a parlare, discutere, confrontarsi, sostenuti dall’energia dell’ormai immancabile bevanda arrivata da lontano.
Nel suo viaggio Italiano, il caffè arrivò a Napoli che, inizialmente scettica, non tardò poi ad apprezzarlo e celebrarlo.

Con l’entusiasmo e il calore degli estimatori Partenopei il caffè si avviava a divenire quel mito che ancora oggi, molti secoli dopo, fa parte della nostra storia e cultura.

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

E voi, da che parte state?

Sulla necessità e sul piacere di bere più caffè al giorno gli Italiani sono tutti d’accordo. Così come sono d’accordo sul fatto che la qualità dell’espresso debba essere ottima per poter veramente apprezzare il piccolo momento di pausa.
Un’amichevole divisione si riscontra invece tra due tipologie di consumatori: chi prende sempre il caffè in tazzina e chi preferisce berlo “al vetro”.
Parliamo delle differenze tra le due opzioni.

Caffè in tazzina: tradizione e temperatura

caffè al vetro o in tazzina

Se pensiamo all’espresso la prima immagine che ci viene in mente è quasi certamente quella di una bianca tazzina di porcellana o ceramica. Nata nella sua forma “embrionale” in Medio Oriente, si è poi diffusa nei secoli in tutta Europa e oltre, arrivando pian piano ad acquisire la sua forma completa corredata di manico e piattino.

Se il nome ci sembra un naturale diminutivo del termine “tazza”, in realtà in Italia dobbiamo necessariamente abbinare questa parola al pittore Luigi Tazzini: direttore artistico della Società di Ceramica Toscana Richard-Ginori dal 1896 al 1923, estimatore dell’Art Noveau, si devono a lui i primi modelli di tazzina dalle forme innovative e dal design che oggi definiamo moderno.

La regola vuole che la capienza massima della tazzina perfetta sia di 70 ml e che, nel momento in cui vi si versa il caffè, la sua temperatura sia già di 35/40°C.

E qui veniamo al punto focale della scelta della tazzina in ceramica o porcellana: la temperatura.
Trattandosi di un materiale più isolante rispetto appunto al vetro, esso trattiene meglio e più a lungo il calore, permettendo di gustare un caffè caldo e in grado di trattenere maggiormente gli aromi che lo caratterizzano.

Poter gustare un espresso alla giusta temperatura per un periodo un po’ prolungato può essere molto utile, vista l’abitudine di incontrarsi e chiacchierare davanti ad un buon caffè!

Caffè al vetro: estetica e schiuma.

caffè al vetro o in tazzina

Se la tradizione ci ha tramandato vari modelli di tazzine in ceramica e porcellana, tanto da diventare veri e proprio articoli da collezione, è invece relativamente più recente l’abitudine di bere il caffè in bicchierini di vetro. Basterà sostare in un bar frequentato per qualche motivo per sentire questa richiesta fatta al barman.

Quali sono gli aspetti che convincono una buona fetta degli Italiani a preferire quest’opzione?

Il primo motivo è di natura estetica: il vetro permette di vedere nella sua completezza, ancor prima di berla, la preziosa bevanda dai toni nocciola. Più che mai adatta, in questo caso, l’espressione “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Grazie alla trasparenza del materiale possiamo cogliere le sfumature e in qualche modo la corposità del nostro espresso, che sarà ovviamente gradevole per i nostri occhi solo se la qualità della miscela o dei chicchi è ottima. Da appassionati torrefattori artigianali quali siamo, ci permettiamo di dire che in caso contrario… è meglio non vedere!

Altro fattore citato da chi predilige il caffè in vetro è che la forma un po’ più “affusolata” del bicchierino permetterebbe la formazione di una schiuma in superficie più compatta e corposa. Questo non vale chiaramente se si tratta di tazzine dalla forma classica semplicemente realizzate con altro materiale.

La schiuma dell’espresso dipende in realtà dalle caratteristiche della varietà del chicco e dalla capacità di chi lavora alla macchinetta: sicuramente grazie al vetro la si può osservare meglio e apprezzare di più, iniziando a gustare il caffè già con gli occhi!

Ma quindi, meglio il caffè al vetro o in tazzina?

caffè al vetro o in tazzina

La risposta è chiaramente soggettiva ed ognuno segue il proprio gusto personale. Se si parte da miscele o mono-origine selezionati con cura, l’espresso che andremo a bere sarà sicuramente soddisfacente in entrambi i casi.

caffè al vetro o in tazzina

Indubbiamente la capacità della ceramica di trattenere il calore più a lungo determina una migliore persistenza di corpo e aromi.

A difesa del bicchierino possiamo dire che, se andate davvero di fretta o magari fa molto caldo, il vetro può essere una buona scelta perché il vostro espresso sarà meno bollente e la sua temperatura si abbasserà più in fretta.

Per concludere, scegliete il caffè al vetro o in tazzina, ma non venite a patti con la qualità se volete gustarvi un Espresso come si deve! 

Nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa ci dedichiamo con passione ed esperienza alla creazione di prodotti capaci di esaltare al meglio le caratteristiche del chicco.
Date un’occhiata al nostro e-shop per scoprire le nostre varietà di miscele, grani, cialde e capsule!

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

Vediamo insieme come curare al meglio la nostra macchinetta del caffè

Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile.

Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi.
C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Il nemico numero uno della macchina del caffè: il calcare

 Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile. Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi. C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè. Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Dopo la miscela o i chicchi, l’ingrediente principale del caffè è chiaramente l’acqua.

Essa contiene sali di calcio e magnesio in quantità variabili che con l’andare del tempo porteranno alla formazione di calcare.

È inevitabile, anche utilizzando acque minerali con bassi valori di residuo fisso.

Il calcare non fa altro che ricoprire lentamente ma inesorabilmente tutte le componenti e rallentare il passaggio del flusso d’acqua.

Questo maggior tempo di erogazione fa sì che la miscela di caffè o la cialda vengano surriscaldati per più tempo del necessario, dando al caffè quello sgradevole aroma amaro e di “bruciacchiato”.

Non vogliamo batteri nel nostro caffè!

come pulire la macchinetta del caffè

Il calcare non è l’unica conseguenza di una scarsa pulizia del nostro elettrodomestico preferito.

Come ogni altra macchina o superficie, una scarsa igiene porterà inevitabilmente alla proliferazione di batteri. Il rischio è ancora maggiore per le macchinette dotate anche di beccuccio per montare il latte per la preparazione di cappuccini o macchiati: non pulire con cura dopo ogni utilizzo porterà in brevissimo tempo alla formazione di colonie di batteri.
Crediamo non ci sia bisogno di spiegare per quale ragione non sia ideale lasciare che la nostra macchina per espresso diventi un ricettacolo di batteri e, oltre al comune senso di igiene, in questo caso si possono avere conseguenze anche sugli aromi in tazzina.

Insomma, non vogliamo batteri nel nostro caffè!

Pulizia della macchina del caffè con decalcificanti

Le più moderne macchine del caffè riportano nel libretto di istruzioni tutte le indicazioni necessarie e i vari marchi realizzano prodotti ad hoc per i propri apparecchi.

Noi, in quanto Torrefazione DeLonghi, consigliamo convintamente le loro linee di macchine per caffè, e per pulirle come si deve potete affidarvi ai decalcificanti da loro forniti.

Per questo come per altri marchi, sarà sufficiente attenersi alle istruzioni riportate per svolgere la pulizia in maniera eccellente.
Si tratterà di diluire il prodotto in dosi indicate e procedere con un “lavaggio a vuoto”.

Prodotto fai da te per la pulizia della macchina del caffè.

come pulire la macchinetta del caffè

Se i prodotti industriali in commercio sono quasi sempre adatti alle nostre esigenze, non dimentichiamoci che anche soluzioni domestiche fai da te ci vengono in aiuto.

Spesso sono anzi più economiche e green rispetto ai vari prodotti presenti sul mercato.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè!
Il re delle pulizie è sicuramente l’aceto bianco, grazie alle sue proprietà antibatteriche e anticalcare.

È inoltre naturale ed estremamente economico.

 

Ecco i tre step per una pulizia perfetta:

 

  • Assicurati che la macchina del caffè sia fredda, quindi che non sia stata utilizzata da poco.
  • Prepara una soluzione composta da 1 parte di aceto bianco e 2 parti di acqua, nella quantità adatta a riempire tutto il serbatoio.
  • Aziona la macchinetta avendo cura di posizionare un contenitore capiente al posto delle tazzine.

Ecco fatto! Quando tutto il serbatoio si sarà svuotato, e il liquido composto da acqua e aceto avrà attraversato tutto il “percorso” all’interno della macchina, il calcare e i batteri saranno stati trascinati via!
Attenzione: prima di preparare di nuovo un espresso, riempi il serbatoio almeno un paio di volte con sola acqua, eviterai di berti un caffè dal retrogusto di aceto!
Questa pulizia va effettuata mediamente una volta al mese, per assicurarti che non si creino accumuli di sporco.

Come pulire la macchina del caffè: attenzione anche alle singole componenti!

come pulire la macchinetta del caffè 1Bene, ora che la parte per così dire interna del vostro elettrodomestico è pulita, non dimenticati di dedicarvi anche alle altre componenti!
Se mensilmente il serbatoio dell’acqua sarà pulito proprio dal composto di acqua e aceto, è importante lavarlo regolarmente con detergenti poco aggressivi, il classico detergente lavapiatti andrà benissimo. Fondamentale risciacquarlo sempre con molta cura.

Se avete una macchina con filtri e portafiltri, è importante sciacquarli dopo ogni utilizzo (no, lasciarli “sporchi” di caffè non gioverà al gusto del vostro espresso, è un falso mito!) e lavarli con frequenza, sempre con prodotti detergenti non aggressivi.

Non dimenticate poi di lavare, sciacquare e asciugare con cura i contenitori dove vengono raccolte le capsule o il residuo del caffè in grani, così come la vaschetta che raccoglie le gocce di acqua e caffè dove si poggiano le tazzine. Calcare e batteri proliferano in queste componenti!
Stesso discorso vale per le parti esterne: pulitele quotidianamente con prodotti delicati e asciugatele con strofinacci puliti.

Infine, se la vostra macchinetta dispone anche del beccuccio per montare il latte, lavatelo dopo ogni utilizzo, asciugatelo bene e riponetelo nella sua postazione, pulito e pronto per il prossimo cappuccino!

Vi abbiamo dato alcuni semplici ma utili consigli su come pulire la macchina del caffè.

Trattate con cura il vostro apparecchio per garantire a lui una lunga vita e voi espressi carichi di aromi piacevoli!

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

Vediamo insieme i 3 principali benefici di un buon caffè pre workout

Quando si tratta di un gustarsi un buon caffè proveniente da torrefazione artigianale non abbiamo certo bisogno di scuse, il momento è sempre quello giusto.
Oggi ci rivolgiamo però agli appassionati di attività fisica (a qualunque livello, da chi pratica già da molto tempo a chi ha appena iniziato con gli allenamenti a casa). La primavera è infatti appena iniziata e siamo certi che molti di voi stanno riscoprendo quella passione per il movimento che le buie giornate invernali avevano spento.
I benefici del caffè pre workout sul fisico e sulla performance sono innumerevoli, oggi vediamo insieme i 3 principali.

Scopriamo così una nuova, validissima e salutare ragione per bersi un buon caffè!

Caffeina: un eccitante naturale

Il merito dell’energia che un buon espresso riesce a darci è della molecola della caffeina, chimicamente così definita:1,3,7-trimetilxantina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, alcaloide (molecola di origine vegetale dotata di attività farmacologica). Essa agisce come stimolante cerebrale e bloccante dell’adenosina, la sostanza responsabile del senso di stanchezza. Detto in parole semplici, la caffeina fa sparire dal nostro sistema nervoso il segnale che indica che siamo stanchi, riuscendo a farci rimanere più svegli e concentrati.

Oltre a bloccare la produzione di adenosina, questa preziosa molecola aumenta inoltre la produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze che vengono naturalmente rilasciate quando affrontiamo uno spavento o uno sforzo improvviso. Attiva per così dire un “sistema di difesa” nel nostro organismo, che si traduce in varie reazioni, fra le quali l’aumento dei livelli di glucosio, l’aumento del flusso coronarico e l’aumento del metabolismo.

L’attività fisica non è chiaramente una situazione di pericolo (anche se per alcuni può essere sicuramente una sfida!), ma è facile intuire come l’attivazione di determinati meccanismi sia in grado di renderci maggiormente reattivi e predisposti ad una performance fisica più intensa e soddisfacente.

Temperatura corporea: il caffè agisce anche su questo fattore.

Assumere dosi anche limitate di caffeina innalza temporaneamente la temperatura corporea.
E cosa ha a che fare questo con il workout, vi chiederete? Eccovi la risposta.
L’innalzamento della temperatura favorisce la termogenesi, il processo attraverso il quale l’organismo produce calore per mantenere la temperatura corporea costante. Questo velocizza a sua volta il metabolismo, favorendo il consumo calorico.
Quindi se svolgete attività fisica per diventare più forti e mantenervi in salute ma anche per consumare più kilocalorie in ottica di perdita di peso, un caffè prima di un allenamento vi renderà il compito più semplice (oltre che più gustoso!).

Caffè pre workout: il senso di fatica diminuisce.

Come abbiamo spiegato poco fa, l’assunzione di caffeina spinge il nostro corpo ad una maggiore produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze inibitrici del senso di stanchezza.
Questo, oltre a garantirci prestazioni ottimali, agisce anche sulla nostra percezione del dolore e dello sforzo. Non vogliamo illudervi, la serie di squat o sollevamento pesi non vi sembrerà un gioco da ragazzi, ma sicuramente i vari esercizi vi sembreranno un po’ meno impegnativi e faticosi. Tutto grazie a questa piccola, preziosissima molecola.

Caffeina: integratori o caffè?

Abbiamo appena visto alcuni dei principali benefici l’assunzione di caffeina prima di un allenamento può darci.
Sorge quindi spontanea una domanda: qual è la forma migliore per assumerla?

Da quando l’attività fisica è diventata “alla moda” sono infatti aumentati esponenzialmente integratori alimentari di ogni tipo che promettono di favorire la performance e i risultati. Visti gli effetti sbalorditivi della caffeina, è facile immaginare come anche per questa molecola siano stati pubblicizzati vari tipi di integratori.
Il consiglio è però di assumere questa preziosa sostanza “direttamente dalla fonte”, ovvero da un buon espresso. Il motivo? Con gli integratori c’è il rischio concreto di eccedere nelle dosi, vanificando così gli effetti positivi.
Inoltre, perché acquistare composti chimici e spesso costosi per avvalersi di benefici che possono essere ottenuti bevendosi un buon espresso? Saremo anche di parte, ma secondo noi non c’è paragone!

Caffè pre-workout: quanto e quando?

Per sfruttare al massimo il potere energizzante del caffè pre-allenamento è sufficiente bere una tazzina/una tazzina e mezzo dai 40 ai 60 minuti prima dell’inizio dell’attività. Basterà quindi godersi un buon espresso poco prima di recarsi in palestra o di iniziare gli esercizi in casa o all’aria aperta.
Una precisazione è d’obbligo, anche se può sembrare banale. Quando elenchiamo tutti i vari benefici del caffè, soprattutto in ottica workout, stiamo parlando dell’espresso semplice, “in purezza”. Se al caffè aggiungete troppo zucchero, latte e aromi vari, i benefici saranno chiaramente vanificati.
Questo perché, oltre ad avere un maggior introito calorico, inibirete il corretto “funzionamento” della molecola.
Quindi un buon espresso, possibilmente amaro e di origine biologica, è il meglio che potete desiderare per rendere il vostro allenamento ottimale.

In questo articolo abbiamo visto alcuni fantastici benefici che un caffè pre workout può avere sul nostro organismo.
Non ti rimane che rinnovare l’abbonamento in palestra e scegliere quale sarà il tuo alleato per le sessioni più intense!
Dai un’occhiata al nostro shop online, troverai una vasta selezione di caffè da torrefazione artigianale prodotti in Toscana!

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Capsule caffè: sono nocive? E il riciclo?

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

CAPSULE CAFFÈ: SONO NOCIVE? E IL RICICLO?

Le capsule caffè sono sempre più diffuse: sono nocive per salute e ambiente?

capsule caffè nocive

Sempre più diffuse e apprezzate per praticità, le capsule caffè rappresentano il metodo che negli ultimi anni ha sicuramente riscosso più successo tra i consumatori.
Si tratta di piccoli involucri di plastica e alluminio (ma iniziano a diffondersi tipologie 100% compostabili) che contengono dai 5 ai 6 grammi di caffè.

Con la diffusione di questo prodotto sono anche sorti legittimi dubbi sul fatto che esso sia più o meno salutare. Soprattutto in campo alimentare non sempre praticità e salute vanno di pari passo, basti pensare a tutti i cibi pronti e “fast” che troviamo nei supermercati.

Vediamo insieme quali sono le sostanze che hanno destato maggiore preoccupazione sulle capsule caffè nocive e cosa ci dicono gli studi finora condotti a riguardo.

Furano nel caffè in capsule

Iniziamo dal furano, che è così definito: “il furano, altresì conosciuto come furfurano (dal latino furfur, scorza o crusca) o ossido di divinilene, è un composto organico eterociclico aromatico a cinque termini contenente un atomo di ossigeno.

Questa sostanza viene naturalmente sprigionata durante il riscaldamento e la cottura degli alimenti ad alte temperature. Si trova ad esempio anche in birra, cereali cotti, omogeneizzati e in molti altri prodotti.

Per quanto riguarda il caffè, è chiaramente la fase di tostatura quella in cui esso si sprigiona, appunto a causa delle elevate temperature di lavorazione. Da questa nota è facile capire quindi che questa sostanza non si trova soltanto nel caffè in capsule, ma nel caffè in generale.

E allora perché la preoccupazione cresce in relazione alle capsule?

Una delle caratteristiche di questo composto è quella di essere volatile, quindi di disperdersi velocemente a contatto con l’aria. Essendo la capsula sigillata ermeticamente per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche, il furano in essa contenuto non ha modo di fuoriuscire per così dire. È questo che desta maggiore preoccupazione.

Studi condotti nelle Università di Barcellona e Zurigo hanno analizzato proprio questo problema riscontrando che sì, ci sono delle quantità di furano nel caffè, e maggiormente nel caffè in capsule rispetto a quello in moka ad esempio. Ma osservano anche che la bevanda che consumiamo viene prima estratta, mescolata nella tazzina e poi bevuta. Pochi secondi che permettono però già a buona parte del furano di disperdersi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha quindi concluso che si, il furano rientra nella lista di sostanze possibilmente dannose per l’uomo, MA le quantità minime del prodotto finale non rappresentano un rischio concreto. Soprattutto se la quantità di caffè consumata è regolare (la dose raccomandata è di circa 4 espressi al giorno).

Acrilammide nel caffè in capsule

capsule caffè nocive

Altra sostanza che ha destato preoccupazione è l’acrilammide, così definita: “l’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature (frittura, cottura al forno e alla griglia) e anche durante le lavorazioni industriali a temperature di oltre 120° con scarsa umidità.

Anche in questo caso dunque la causa della presenza di questa sostanza in molti alimenti tra i quali il caffè è da ricercarsi nelle alte temperature di lavorazione.

E non si parla solo di capsule, ma di ogni tipo di caffè. E di moltissimi altri cibi. La IARC ha individuato in questa sostanza il rischio di correlazione con la comparsa di alcune malattie MA come sempre quello che fa davvero la differenza è la quantità ingerita. Anche in questo caso un consumo “normale” di caffè in capsule non desta particolari preoccupazioni.

E l’alluminio e la plastica delle capsule caffè? Sono dannose per la salute?

capsule caffè nocive

La maggior parte delle capsule e capsule compatibili presenti sul mercato sono realizzate in alluminio e plastica. Si è spesso sollevato il dubbio che questi involucri, a contatto con l’acqua calda nel momento dell’estrazione, trasferiscano sostanze pericolose in tazzina.

Il problema alluminio si pone chiaramente per moltissimi cibi. Infatti questo elemento si trova in verdure, frutti di mare, cereali, succhi di frutta e molti altri. Inoltre, può trasferirsi al cibo da utensili da cucina o fogli di alluminio tanto usati nelle nostre case.

Ma dobbiamo tenere conto che, quantomeno all’interno dell’Unione Europea, tutti i livelli di plastica, alluminio e qualunque altra sostanza potenzialmente rischiosa presente in prodotti della filiera alimentare sono rigidamente regolamentati e controllati.

Ancora una volta quindi è importante concentrarsi sulle quantità, e quelle mediamente ingerite dall’uomo non sono state classificate come realmente dannose dalla IARC e dalla European Food Safety Authority (EFSA).

Il problema non va sminuito ed è sempre lecito qualunque dubbio in merito alla nostra salute. Al momento, con gli studi a disposizione, possiamo affermare che un consumo regolare di caffè in capsule (e comunque sconsiglieremmo a prescindere di bere 20 espressi al giorno!) non rappresenta un rischio.

E l’ambiente? Come si riciclano le capsule di caffè?

capsule caffè nocive

Altro discorso rappresenta quello del rischio ambientale, altro tema molto caro a noi della Torrefazione Trinci.

Rispetto alla sola polvere per moka, o al residuo del caffè in grani, o ancora alla carta delle cialde, l’involucro delle capsule caffè rappresenta un bel grattacapo dal punto di vista ambientale.

In Italia esso viene trattato dai vari comuni (infatti la gestione dei servizi di raccolta differenziata non è gestita a livello statale ma locale) come “rifiuto indifferenziato”. Quindi appartiene per definizione a tutta quella mole di rifiuti che non possono essere recuperati e riutilizzati.

Fortunatamente la coscienza ambientale si sta sempre più sviluppando, sia nel singolo consumatore che nelle aziende.
Nespresso®, leader del mercato nel caffè in capsule, ha avviato per esempio un importante progetto in collaborazione con il CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio) per il recupero dell’alluminio in esse contenute (ricordiamo infatti che, se isolato, l’alluminio è riciclabile al 100%).

Il consumatore finale, come sempre, può realmente fare la differenza. Se utilizzate le capsule e capsule compatibili, seguite questi passaggi dopo averle utilizzate:

  • Staccate la linguetta in alluminio. Potete gettarla nella raccolta indifferenziata ma se volete fare di più, conservatele e consegnatele periodicamente presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial, li troverete facilmente online;
  • Gettate il residuo di polvere di caffè nel bidone dell’organico;
  • Lavate la parte in plastica dai residui di caffè e gettatelo nel contenitore blu.

Sono piccoli gesti che possono fare davvero la differenza!

Ed ora che ne sai di più, perché non dai un’occhiata alla selezione dei nostri caffè in capsule Nespresso®*, A Modo Mio®* e FAP nel nostro shop?