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Capsule caffè in alluminio: sono sicure? E come si smaltiscono?

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Capsule caffè in alluminio: sono sicure? E come si smaltiscono?

Un metodo comodo e pratico per prepararsi un espresso... È anche sicuro?

Se aprissimo un dibattito sulle preferenze tra moka e macchinetta, potremmo assistere a discussioni infinite, perché ogni italiano ha la propria idea supportata da validissime (personali) ragioni. Certo è che negli ultimi anni le macchine per il caffè si sono diffuse in moltissime case, complici i ritmi di vita che richiedono tempi più brevi anche solo per gustarsi un espresso prima di uscire di casa. Con la loro diffusione sono anche aumentati anche i formati: cialde, capsule, e il sempre amatissimo caffè in grani.

Oggi parliamo delle capsule caffè in alluminio, che sono state spesso al centro di dibattiti circa la loro sicurezza che, è banale sottolinearlo, è un elemento di primaria importanza per la nostra Torrefazione artigianale.

Capsule caffè in alluminio: un rischio per il consumatore?

capsule caffè in alluminio

Nate successivamente alle capsule in plastica, usate già da molti anni, quelle in alluminio si sono sempre più affermate sul mercato per varie ragioni, prima tra tutte la loro ecosostenibilità.
Si presentano come un “blocco” unico e sigillato, particolarmente leggero, che racchiude la preziosa miscela. Ricordiamo che già nelle capsule in plastica veniva e viene impiegato l’alluminio per la “linguetta” che ricopre la base.
Questo materiale e la particolare conformazione della capsula, perfettamente sigillata, permettono una conservazione ottimale del caffè e di tutti i suoi aromi e profumi.
I timori in merito all’utilizzo di questo materiale hanno riguardato la teoria per la quale il caffè così ottenuto conterrebbe sostanze cancerogene.
Innanzitutto, è importante ricordare che anche la moka è fatta con alluminio, quindi il problema potrebbe riguardare eventualmente, sebbene magari in proporzioni e quantità diverse, anche questo metodo di preparazione del caffè.

Per fortuna, scienziati e ricercatori hanno approfondito il tema al nostro posto, ed i risultati degli studi condotti sono chiari e rassicuranti.
Sia una ricerca dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) del 2016, sia uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità del 2019 (per citare ricerche Italiane, ma lo stesso hanno fatto altri istituti internazionali), hanno indagato la presenza di sostanze cancerogene – acrilammide, bisfenolo, ftalati, furano e pesticidi- presenti nei caffè ottenuti sia da moka che da capsule. Il risultato è che non è stata riscontrata una percentuale tale da destare preoccupazione presso i consumatori, che possono quindi continuare a godersi il proprio caffè senza timori.
Comprendiamo le paure di chi giustamente vuole essere informato su qualunque cosa possa danneggiare il proprio stato di salute, specie se si parla di una bevanda consumata dalla maggior parte degli adulti più volte al giorno. Come per qualunque dubbio di carattere scientifico, in questi casi è bene affidarsi a fonti certe ed autorevoli per capire come stanno realmente le cose.

Capsule caffè in alluminio: in quali rifiuti vanno gettate? Come si smaltiscono?

capsule caffè in alluminio

Una volta accertato il fatto che le capsule caffè in alluminio non costituiscono un pericolo per la salute, è bene concentrarsi su un altro aspetto di fondamentale importanza, correlato anche se in maniera meno diretta al nostro benessere: l’impatto ambientale.

Uno dei motivi per i quali si sono cercate delle soluzioni alternative alle capsule in plastica risiede infatti proprio nella volontà di ridurre il più possibile l’utilizzo di questo materiale che, come abbiamo modo di osservare quotidianamente, ha letteralmente invaso le nostre case, le nostre industrie e conseguentemente le nostre discariche e ahimè i nostri mari e tanti altri ambienti naturali.

L’allumino è un materiale 100% riciclabile e può essere riutilizzato all’infinito senza perdere la propria qualità. Niente male non è vero? Affinché questo accada serve però la collaborazione di tutti noi. Ricordiamoci che le problematiche ambientali non sono qualcosa di lontano o non dimostrato: ridurre i danni che come genere umano abbiamo inflitto al nostro pianeta è una priorità collettiva. I risultati di inquinamento e surriscaldamento globale sono già sotto gli occhi di tutti, e se non agiamo uniti nei prossimi anni la situazione non potrà che peggiorare.

Sì, ma vi starete chiedendo: cosa c’entra questo con il mio espresso? Come abbiamo detto, l’alluminio ha la straordinaria qualità di essere riciclabile al 100%, ma questo processo di smaltimento e riutilizzo non può avvenire se non gestiamo i rifiuti nella maniera corretta. Le capsule utilizzate non vanno infatti gettate nel cestino dell’indifferenziato, ma conservate in un contenitore a parte. Se si tratta di capsule Nespresso®, potrete portarle nelle boutique ormai presenti in moltissime città e paesi. Se si tratta di altri marchi, basterà recarsi periodicamente alle isole ecologiche, anch’esse presenti in ogni comune e sempre più protagoniste della rinnovata coscienza ambientale dei cittadini.

Un piccolo gesto ecosostenibile, che però unito a tanti altri gesti piccoli può davvero fare la differenza per curare questo pianeta, riducendo notevolmente il nostro impatto ambientale.

 

Qui a Trinci Caffè tentiamo, anche noi nel nostro piccolo, di fare quanto possibile per ridurre la nostra impronta ambientale. In quest’ottica abbiamo creato una linea di capsule compatibili Nespresso® 100% in alluminio, e non smettiamo di pensare a nuovi progetti per offrirvi caffè dagli aromi e dai sapori indimenticabili e contribuire contemporaneamente alla salvaguardia del nostro ambiente.

Che ne dici di dare un’occhiata al nostro e-shop? O se preferisci, saremo felici di accoglierti nella nostra Torrefazione artigianale a Cascine di Buti, in provincia di Pisa!

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

Un viaggio virtuale alla scoperta di nuovi sapori e tradizioni

caffè nel mondo 

In Italia dire “caffè” equivale praticamente a dire “espresso”. Sebbene sia molto apprezzata l’aggiunta di latte nella variante del cappuccino (ma solo ed esclusivamente a colazione), la tazzina di espresso è un vero e proprio simbolo di Italianità.

Prendiamoci un caffè” è un invito ad una pausa, ad una chiacchierata, ad un momento breve o lungo di confronto e amicizia. In Italia coincide spesso col godersi un buon espresso, e l’aspetto davvero speciale del caffè è che esso è diffuso in tantissimi paesi e culture differenti e dovunque rappresenta un elemento di unione e convivialità.

Partendo però dai medesimi chicchi, ogni paese ne ha interpretato il gusto a modo suo e sono nate infinite versioni di bevande. In questo articolo facciamo un viaggio alla scoperta di 5 varianti di caffè nel mondo, dall’Europa alla Cina passando per l’America.

Caffè nel mondo: Finlandia

caffè nel mondo

Iniziamo dal paese che a sorpresa si rivela essere il maggior consumatore di caffè, la Finlandia.
Ebbene sì, se pensavate che il primato spettasse all’Italia, dobbiamo smentirvi: sono infatti gli abitanti di questo paese Nordico a consumare la maggior quota pro-capite, con circa 12 kg l’anno a persona.

Ed è probabilmente per questo motivo che la variante più diffusa in questo paese non è l’espresso forte come lo conosciamo noi, ma una bevanda chiamata “Kahvi”, composta da 1 dose di caffè filtrato e mezza dose di latte.
Un modo più dolce di godersi una pausa dal lavoro o una chiacchierata tra amici.

Caffè nel mondo: Francia

Rimaniamo in Europa e ci spostiamo oltralpe per capire quali sono le abitudini in tema di caffè dei nostri cugini Francesi.
Qui il tipo più apprezzato, specialmente nella prima parte della giornata, è il “Café au Lait”. Si tratta di una bevanda simile al nostro cappuccino, composta da una dose di caffè (ristretto o filtrato) e spuma di latte. La quantità di caffè è maggiore rispetto a quella del latte.
Gustarlo al mattino accompagnato da un buon croissant può dare la giusta carica (di caffeina e di zuccheri!) per iniziare la giornata con slancio.

Caffè nel mondo: Messico

caffè nel mondo

In Messico c’è una bevanda tradizionale molto antica che risale al suo periodo coloniale, e che unisce al caffè le spezie diffuse nella cucina locale. Stiamo parlando del “Cafe de Olla” e no, non aspettatevi niente di simile ad un nostro espresso.
Esso viene preparato per infusione dei chicchi di caffè (macinati grossi o addirittura interi) in acqua calda, con l’aggiunta di chiodi di garofano, anice e cannella e “piloncillo”, ovvero zucchero di canna integrale.
La preparazione avviene in una pentola di terracotta, chiamata appunto “olla“, e la bevanda viene poi servita in simili tazze di argilla. Una tradizione che è sopravvissuta per secoli e fa davvero parte della storia gastronomica e non del paese.

Caffè nel mondo: Brasile

Rimaniamo nell’emisfero occidentale e ci spostiamo in un Paese la cui cultura del caffè è simile per certi aspetti alla nostra. Noi abbiamo l’espresso, i Carioca il “Cafezinho” (letteralmente, caffettino): proprio come noi, i Brasiliani approfittano di un cafezinho per prendersi una pausa, lo condividono al bar per fare due chiacchiere, lo gustano dalla colazione al dopo cena e lo offrono ai clienti in luoghi pubblici, ad esempio parrucchieri, barbieri e negozi di vario genere.
Se molto simile è il concetto di convivialità, differenti sono la preparazione ed il sapore della bevanda. Viene realizzata con caffè filtrato e servita lunga e bollente, ed il suo gusto risulta amaro e leggermente acido ma piacevole. Viene spesso arricchito con qualche goccia di latte.
Se passate da quelle parti, non perdete l’occasione di ordinare “um cafezinho por favor!”.

Caffè nel mondo: Hong Kong

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Voliamo nell’emisfero orientale per l’ultima tappa di questo viaggio tra le preparazioni del caffè, che ci porta nel sudest della Cina, nella metropoli di Hong Kong. Qui una delle bevande più apprezzate e consumate è lo ”Yuanyang”.
Estremisti dell’espresso tenetevi forte, perché qua la ricetta va oltre il classico abbinamento caffè – latte, e prevede l’utilizzo contemporaneo del tè.
Lo Yuanyang è infatti così composto: una dose di caffè, una dose di tè nero, ed una dose di latte condensato. Il risultato è una bevanda dolce e cremosa, che viene gustata sia calda che fredda.
A pensarci bene, non stupisce che in Cina, patria di origine del tè, sia nata questa bevanda che unisce due elementi differenti ma uniti da una lunga tradizione di convivialità.

 

In questo articolo abbiamo fatto un immaginario e splendido viaggio in paesi e culture differenti alla scoperta del caffè nel mondo, per scoprire come, sebbene interpretato e gustato in molti modi, esso rappresenti davvero un elemento capace di superare qualsiasi confine.
E, con le sue mille varianti, rappresenta ovunque un momento di pausa, di condivisione, di recupero di energie fisiche e mentali. Quanto potere racchiuso in quei minuscoli, preziosi chicchi!

Se volete gustare nuove sfumature di aromi e assaporare caffè sapientemente creati dalle mani di torrefattori esperti, venite a trovarci nella nostra Torrefazione Artigianale in provincia di Pisa, oppure acquistate dal nostro e-shop.
Farete un viaggio nei sapori dalla cucina di casa vostra!

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Ricette con caffè per l’estate

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Ricette con caffè per l’estate

Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

L’espresso bollente rimane per molti un rito irrinunciabile, persino nelle torride giornate estive.
E noi capiamo bene come nulla possa sostituire il gusto, gli aromi e la sferzata di energia di un buon espresso.
Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature può però essere divertente sperimentare e provare ad utilizzare il caffè in ricette fresche e anche golose, per gustarlo in una veste nuova e più in linea con le alte temperature.
In questo secondo appuntamento della nostra rubrica “ricette con il caffè” (qui trovi 3 idee di antipasti) vi proponiamo 3 ricette di dessert che possano deliziarvi ma anche rinfrescarvi il palato.

Crema al caffè

ricette con il caffè

Un dessert semplice e veloce da preparare, un modo alternativo e fresco di servire il caffè a conclusione di un pranzo estivo magari. Vediamo gli ingredienti per realizzare questa soffice e gustosa crema al caffè.

 

Ingredienti (per 4 porzioni):

 

50 ml di caffè

200 ml di panna fresca (fresca di frigo)

2 cucchiai di zucchero a velo

Scaglie di cioccolato fondente, chicchi di caffè o granella di nocciola per guarnire

 

Procedimento:

Si inizia con la preparazione del caffè, che andrà poi fatto raffreddare (meglio per almeno un paio d’ore, se avete abbastanza tempo).

In una ciotola versare la panna fresca di frigo, unite lo zucchero a velo e montate con le fruste elettriche.
Quando la consistenza liquida inizia a diventare più cremosa, fermatevi un attimo e aggiungete il caffè a filo tutto in una volta.
Riprendete a montare e proseguite per qualche minuto, fino a quando la crema non sarà soffice e corposa. A questo punto versatela in delle tazzine da caffè e, se andrete a servirla subito, guarnite con scaglie di cioccolato fondente, chicchi di caffè, o granella di nocciola. In alternativa, conservatela in frigo e aggiungete la guarnizione poco prima di gustarla.

Granita al caffè

ricette con il caffè

Niente di più rinfrescante di una buona granita per le calde giornate estive! E non solo al bar, con pochi passaggi e un po’ di pazienza per la fase di congelamento, è possibile ottenere una granita genuina e buona da gustare a casa.

 

Ingredienti (per 6 porzioni):

350 ml di acqua

90 gr di zucchero

200 ml di caffè

Panna montata per decorare

 

Procedimento:

Come prima cosa, preparate il caffè e tenetelo da parte.
Passate poi alla preparazione dello sciroppo che andrà a creare la base della vostra granita: unite acqua e zucchero in un pentolino, portate a ebollizione e fate sobbollire a fiamma media per circa 5 minuti.
Togliete dal fuoco e aggiungete i 200 ml di caffè mescolando bene.
A questo punto versate il liquido in una ciotola e riponete nel freezer. È questa la fase in cui servirà un po’ di pazienza, in quanto dovrete mescolare il composto con un cucchiaio ogni 30 minuti, così da far incorporare aria e rompere i cristalli di ghiaccio. Dopo 4/5 ore la vostra granita sarà pronta: a quel punto non rimarrà che servirla in bicchieri di vetro e guarnire con panna montata per una dose extra di golosità: un dessert o una merenda carica di energia per le vostre giornate estive!

Cheesecake al caffè

 

ricette con il caffè

Qui arriviamo ad uno dei dessert più amati in assoluto, la cheesecake. Nella sua versione fredda si presta benissimo ad essere gustata (anche) in estate, e qui ve la proponiamo ovviamente nella variante al caffè.

 

Ingredienti:

Per la base

250 gr biscotti secchi (del tipo Digestive sono ideali, ma va benissimo qualunque tipo di frollino. Per una sfumatura di gusto diversa, potete utilizzare frollini al cacao)

120 gr burro

Per la crema:

500 gr Mascarpone (o formaggio spalmabile)

200 ml panna fresca liquida

120 gr zucchero

20 gr Gelatina alimentare in fogli

130 gr Caffè

Per decorare:

Cacao amaro, chicchi di caffè

 

Procedimento:

Iniziamo dalla base. Tritate i biscotti in un mixer, fino ad ottenere una consistenza “sabbiosa”.

 

Scaldate il burro in un pentolino e aggiungetelo ai biscotti, mescolando bene. Fodera con la carta da forno una teglia con cerniera di circa 22 cm di diametro, e versa la base di biscotti. Distribuiscila e schiacciala bene aiutandoti con un cucchiaio.

 

Trasferisci la teglia in frigo per almeno 30 minuti.

 

Immergete i fogli di gelatina in una ciotolina con dell’acqua fredda per 10 minuti.

 

Nel frattempo preparate il vostro caffè e unitelo allo zucchero in un pentolino: scaldate il tutto sul fuoco e aggiungete i fogli di gelatina strizzati bene, in modo che si sciolgano. Togliete dalla fiamma a fate raffreddare.

 

A questo punto unite in una ciotola il mascarpone ed il “composto” di caffè e gelatina: mescolate bene con fruste elettriche alla velocità minima o anche a mano. Dovrete ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete da parte.

 

In una ciotola montate a neve la panna liquida e unitela poi alla crema di mascarpone e caffè. Mescolate con una spatola, delicatamente e con movimenti dal basso verso l’alto.

 

Ci siamo, è il momento di comporre la vostra cheesecake! Togliete la base dal frigo e unite la crema, uniformando bene la superficie con una spatola. Mettete in frigo per almeno 4 ore.

 

Trascorso il tempo necessario, rimuovete la torta dallo stampo e guarnite con una spolverata di caffè e qualche chicco.

 

Un dessert super apprezzato, in estate più che mai!

 

 

Siamo sicuri che non rinuncerete all’espresso neppure nei mesi più caldi, ma con queste ricette con il caffè per l’estate potrete gustarlo anche in maniera più golosa e soprattutto fresca!

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Coltivazione e consumo del caffè: 5 curiosità

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Coltivazione e consumo del caffè: 5 curiosità

In quale paese si produce più caffè? Chi ne beve di più? Alcune curiosità su coltivazione e consumo del caffè.

Sappiamo bene quanto il caffè, soprattutto nella sua variante “Espresso”, sia amato nel nostro paese.
Fa parte della nostra tradizione e si inserisce in tanti momenti delle nostre giornate, sia al lavoro che nel tempo libero.
Eppure, nonostante questo amore viscerale per la bevanda in tazzina, l’Italia non vanta nessun primato in materia di coltivazione e consumo del caffè.
Vediamo 5 curiosità su questo tema, siamo sicuri che l’ultima in particolare vi stupirà!

1 Coltivazione caffè: quali sono le condizioni ideali?

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L’Italia è un paese con una forte vocazione agricola e negli anni abbiamo ripulito e plasmato vasti territori al fine di impiegarli per la coltivazione di verdure e cereali. Siamo sicuri che se le condizioni climatiche lo permettessero, sfrutteremmo ogni metro possibile per produrre anche grandi quantitativi di piante “Coffea”. Ma ahimè questi preziosi chicchi (drupa è il termine adatto per definirli) richiedono un clima molto diverso dal nostro: queste piante ed arbusti prosperano in climi caldi e umidi, dove le temperature non scendono mai sotto lo zero. Il range ideale è quello tra i 18° e i 22°. Grande nemica di queste coltivazioni è l’escursione termica, che non deve mai essere eccessiva.
Fondamentale anche la quantità di pioggia: deve essere abbondante ma concentrata in determinati periodi piuttosto che regolari durante tutti i 12 mesi.
In poche parole, è il clima tropicale quello nel quale le piantagioni di caffè riescono a prosperare e a garantire quantitativi adatti a soddisfare la richiesta a livello globale.

2 In quale paese si coltiva più caffè?

 

Nel primo punto abbiamo parlato di quale siano le condizioni climatiche ideali per la coltivazione del caffè. Ma fra i paesi che godono di questo clima, quale ne produce di più? La risposta è forse abbastanza scontata: è il Brasile la nazione nella quale si coltiva più caffè. Con i suoi circa 27.000 km quadrati di terreni impiegati per le piantagioni, esso copre da solo quasi il 40% della produzione mondiale. Seguono Vietnam e Colombia.

coltivazione e consumo caffè

3 Quale paese è il maggior importatore di caffè?

 

Se il Brasile è il più grande produttore ed esportatore dei preziosi chicchi, la “sfida” per il titolo di maggior importatore si gioca di anno in anno tra 3 paesi, due Europei ed uno extra UE (spoiler, l’Italia non figura su questo podio): stiamo parlando di Francia, Germania e Stati Uniti. Nel 2021 sono stati i cugini d’oltralpe a dominare l’import, con un totale di oltre 2 miliardi di euro, seguiti da Statunitensi e Tedeschi.

4 Qual è la varietà più diffusa?

coltivazione e consumo caffè

Le varianti di caffè più coltivate e diffuse sono 4: Arabica, Robusta, Liberica ed Excelsa.
Una di queste però copre da sola quasi il 70% della produzione globale (!): stiamo parlando della varietà Arabica.

Originaria dello Yemen e dell’Etiopia (che sembra essere il paese di origine della tanto amata bevanda), viene oggi coltivata soprattutto in Sudamerica e ancora in alcune zone dell’Africa. Il gusto del caffè che ne deriva è morbido e delicato, l’aroma fruttato e l’intensità media.  
Sono proprio queste caratteristiche che rendono la varietà Arabica adatta ad essere gustata in tutti i momenti della giornata, regalandole il primato di specie più diffusa.
Al secondo posto per produzione mondiale troviamo la Robusta, caratterizzata da un sapore più intenso, aroma speziato e note di frutta secca.
La varietà Liberica è considerata di qualità leggermente inferiore, anche se il suo gusto è comunque intenso e piuttosto gradevole, mentre l’Excelsa è nota per il suo gusto delicato e vellutato.

5 Qual è il paese dove si consuma più caffè?

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Se già non sapete la risposta, siamo sicuri che molti di voi sarebbero portati istintivamente a dire “Italia”. Dopotutto abbiamo fatto dell’Espresso un simbolo nazionale, parte integrante della nostra storia e tradizione. Ebbene, ci dispiace “deludervi”, ma l’Italia non compare neppure tra le prime 5 posizioni! Il paese che si aggiudica il primato è la fredda Finlandia, dove le persone bevono in media 12 kg di caffè all’anno. Seguono altri due paesi Europei dal clima piuttosto rigido: la Norvegia (quai 10 kg a persona ogni anno) e l’Islanda (9 kg all’anno).
Nella classifica primeggiano gli Stati Europei, e solo al decimo posto della classifica troviamo il primo Stato extra-Ue, il Canada. E l’Italia? Con i suoi 5,8 kg annuali, il Belpaese si piazza solo al tredicesimo posto.

Speriamo di avervi incuriosito con queste 5 curiosità sulla coltivazione e consumo del caffè, e di avervi mostrato una seppur piccola panoramica su quanto globale sia il suo successo.
Se volete passare dalla teoria alla pratica ed assaporare varietà classiche e miscele inaspettate, la nostra Torrefazione in provincia di Pisa è pronta ad accogliervi per farvi fare un viaggio indimenticabili tra sapori e aromi.
Volete passare direttamente all’assaggio? Sul nostro shop online trovate tante varietà in diversi formati, con consegna garantita in 72 ore!

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5 Falsi miti sul caffè

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5 Falsi miti sul caffè

Quante informazioni sbagliate circolano sull'espresso?

In Italia il caffè fa davvero parte della cultura e della tradizione. L’espresso scandisce le nostre giornate e i nostri appuntamenti, ci accompagna sul lavoro e nel tempo libero… insomma, è un elemento al quale pochissime persone sarebbero disposte a rinunciare. Questo potrebbe farci pensare che, essendo così amanti e appassionati del prodotto, ne siamo anche grandi conoscitori: in realtà, sono molte le convinzioni errate che circolano e alle quali crediamo perché magari i nostri nonni o genitori ci credevano. Vediamo oggi 5 Falsi miti sul caffè molto diffusi: ce n’è qualcuno a cui credete anche voi?

5 Falsi miti sul caffè.
1: L’espresso corto è più forte.

Quante volte avete chiesto un caffè ristretto o corto al bar, convinti che fosse in qualche modo più forte perché più ricco di caffeina?
Una sorta di shot energetico da sfruttare nei momenti di maggior stanchezza fisica o mentale. Ecco, è bene sapere che vale esattamente il contrario. Il motivo è molto semplice: la caffeina è una molecola che si scioglie al contatto con l’acqua. Una volta acquisita questa piccola ma fondamentale informazione, è facile capire come un caffè più lungo con una maggiore quantità di acqua sia in realtà quello più “forte”, ovvero con un quantitativo più alto di caffeina, l’elemento che stimola energia e concentrazione. Se avete quindi bisogno di una carica extra, vi consigliamo un caffè lungo in tazza grande!

5 Falsi miti sul caffè.
2: Il suo gusto naturale è super amaro.

Cominciamo dicendo che la sfumatura amara è certamente quella di più facile percezione nella maggior parte delle varietà di caffè, non stiamo dicendo il contrario. Quello che vogliamo sottolineare è che la nota amara risulta complessa e variegata, affiancata anche da dolcezza e acidità e accompagnata da molti altri sentori aromatici che distinguono un tipo di caffè dall’altro. Frutta secca, cioccolato, caramello, spezie, legno, note fruttate… c’è davvero un mondo di sensazioni racchiuso in una tazzina di caffè di qualità. Parliamo di falso mito perché con la “scusa” che la componente gustativa principale di un espresso è quella amara, accettiamo come buoni o passabili caffè che in realtà non lo sono affatto. Quando la bevanda che ci viene servita risulta amara astringente e non ci lascia percepire altri sentori, siamo di fronte ad un prodotto di scarsa qualità. Le cause possono essere molteplici: da una materia prima non eccellente a errori nei tempi di tostatura. I caffè pregiati come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale devono risvegliare le vostre papille gustative e olfattive, e non lasciarvi solo uno sgradevole retrogusto amaro!

5 Falsi miti sul caffè.
3: Quello preparato con la moka è più leggero.

Gli ultimi 3 falsi miti sul caffè dei quali vogliamo parlare riguardano il caffè a casa. Sebbene le macchine per espresso siano ormai un articolo presente in quasi tutte le abitazioni, in molte famiglie rimane ancora viva la tradizione della moka. Chi ne preferisce il gusto, chi ama il rituale, i motivi sono molteplici e chiaramente tutti validi. Quello che spesso accade, però, è che quando prepariamo una moka tendiamo a riempire di più la tazzina, spesso anche per non far avanzare il prodotto. E lo facciamo perché “tanto il caffè con la moka è più leggero”, ovvero contiene meno caffeina. Falso! Il contenuto di caffeina non dipende tanto dal metodo di preparazione quanto dalla tipologia e quantità di polvere utilizzata. Inoltre, come abbiamo detto poco fa, una maggiore quantità di acqua corrisponde ad un maggior contenuto di caffeina, quindi se riempiamo la tazzina il doppio è ovvio che non andremo certo a bere un caffè più leggero!

5 Falsi miti sul caffè.
4: Non lavare moka e macchina del caffè garantisce un gusto migliore.

Qui tocchiamo un tasto dolente per molti italiani, lo sappiamo. Soprattutto per quanto riguarda la moka, sono in tanti a pensare che sciacquarla solo velocemente sotto l’acqua dopo l’utilizzo garantisca una sorta di “accumulo di sapore”, che renderebbe i caffè preparati più ricchi di gusto e aroma. È uno dei motivi per i quali è tanto difficile separarsi dalla moka storica per acquistarne una nuova. Lo stesso vale per gli strumenti delle macchine per espresso manuali: anche in questo caso una sciacquata veloce è considerata sufficiente dai più. Chiariamolo una volta per tutte: il sapore più o meno buono di un caffè è dato dalla qualità della materia prima e dalla tostatura eseguita alla perfezione. Al contrario, non pulire adeguatamente gli strumenti per prepararlo può soltanto favorire la presenza di batteri e muffe. È davvero questo che volete gustare nel vostro espresso?

5 Falsi miti sul caffè.
5: Conservarlo in frigo ne preserva gusto e aromi.

 

Eccoci all’ultimo falso mito di cui vogliamo parlare oggi, che riguarda la conservazione delle miscele di caffè. In molte case esse vengono conservate in frigo perché si pensa che la temperatura bassa favorisca il mantenimento delle qualità organolettiche. Si applica quindi al caffè la stessa regola che applichiamo a molti altri cibi come verdure, latticini eccetera. Peccato che si tratti di un prodotto completamente diverso! L’umidità del frigo e gli odori degli altri prodotti presenti hanno un effetto completamente opposto e possono rovinare la consistenza e il sapore del vostro caffè. Come conservarlo in maniera corretta? Contenitore ermetico in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore. Semplice no?

 

In questo articolo abbiamo capito come alcune delle credenze più diffuse sul caffè e la sua preparazione e conservazione siano in realtà false e frutto di vecchie convinzioni.
Se volete parlare con qualcuno che di caffè se ne intende, e fare un viaggio tra sapori, sentori e profumi, venite a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, Toscana.

Volete già testare l’assaggio? Sul nostro e-shop trovate varietà pregiate in tutti i formati. Nessuna falsità, solo qualità vera!

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Riconoscere caffè di qualità

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come riconoscere un caffè di qualità

Cosa distingue un caffè di qualità da uno pessimo?

A casa, al bar o in ufficio: è sempre una buona occasione per godersi un buon espresso. Ecco, abbiamo detto “buono”. Ma tutti noi abbiamo sperimentato la brutta sensazione di ritrovarci a bere un caffè per niente gustoso. Vediamo come riconoscere un caffè di qualità, quando stiamo per berlo e al momento dell’acquisto.

Riconoscere caffè di qualità: i 5 elementi principali

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: la crema

Riconoscere caffè di qualità

Se la tazzina è in porcellana o ceramica e non in vetro, la prima cosa che vediamo e che ci dà già un primo indizio sulla qualità è la crema.
Il colore varia a seconda della varietà, ma deve rimanere sui toni caldi del nocciola/marrone intenso.
La consistenza deve apparire sottile ma omogenea, senza bolle.
Attenzione: deve essere una crema, non una schiuma!

 

Ricordiamo che la crema si forma grazie alla pressione dell’acqua calda che, a contatto con la polvere di caffè, fa sì che l’anidride carbonica presente nel chicco si sprigioni. Quindi se la macchina utilizzata non è in grado di produrre un buon grado di pressione, ottenere una buona crema compatta sarà impossibile.

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il profumo

 

Il secondo elemento che possiamo valutare ancor prima di assaggiare la bevanda per riconoscere caffè di qualità è certamente il profumo.
Riconoscere tutte le note olfattive che caratterizzano le differenti varietà è lavoro da professionisti. Si possono percepire note di caramello, spezie, tabacco, fiori e molte altre…. Proprio come per i sommelier di vino, anche degustare alla perfezione un caffè richiede nozioni specifiche e tanto allenamento.

Ma anche se non siamo espertissimi e non siamo quindi in grado di isolare tutte le componenti, il profumo deve risultare ricco e complesso, senza accenni di bruciato o eccessivamente tostato.

Deve risvegliare in noi delle sensazioni positive e farci già pregustare l’aroma che andremo a bere.

Quello dell’olfatto è un senso molto sviluppato e non ci mente mai: se l’odore che percepiamo non ci risulta gradevole, quello che stiamo per bere non è certamente un buon caffè!

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il gusto

 

Dopo aver valutato aspetto della crema e caratteristiche del profumo, è il momento di assaggiare il caffè. Anche qui i criteri da valutare sono molti e cambiano in base alla varietà dei chicchi: degustare il caffè è una vera e propria arte.

Per dare delle linee guida generali, il sapore deve essere innanzitutto “corposo”, “denso”: per capirci, non deve trasmetterci la sensazione di una bevanda annacquata.
Ci sono poi 3 componenti principali che devono legarsi in maniera equilibrata: amaro, acidità e dolcezza.
Se percepiamo una nota amara eccessiva o un gusto troppo aggressivo che dà poca soddisfazione alle nostre papille gustative, non siamo di fronte ad un prodotto di qualità.

Ah, ovviamente tutte le considerazioni sul gusto sono da farsi a partire da caffè rigorosamente amaro… niente zucchero!

Come riconoscere un caffè di qualità all’assaggio: il retrogusto

 

Per i 10/15 secondi successivi alla sua degustazione, un buon espresso deve lasciarsi in bocca delle sensazioni gradevoli: il retrogusto è proprio quel sapore che ci rimane dopo l’ultimo sorso e deve risultare morbido e pieno. 

Se invece cerchiamo subito dell’acqua o qualcosa di dolce per “pulirci la bocca”, abbiamo appena bevuto un espresso di poco valore!

Come riconoscere un caffè di qualità all’acquisto

Riconoscere caffè di qualità

Finora abbiamo parlato di come poter valutare positivamente un caffè nel momento in cui ci troviamo a berlo. Ma è molto importante anche scegliere un buon prodotto per gli espressi da preparare a casa.

Se stiamo per comprare del caffè in chicchi, è bene valutare il loro aspetto: non devono essere aggrinziti o secchi, ma al contrario grandi e gonfi. Il colore deve essere di un marrone intenso e uniforme: se è troppo scuro, può significare che il chicco è stato tostato troppo a lungo e risulterà quindi in una bevanda dal gusto bruciato. Se invece il colore tende al giallastro, il prodotto è chiaramente di pessima qualità e/o mal conservato.

Anche una buona miscela di caffè è riconoscibile: il prodotto macinato deve avere un colore intenso ma non troppo scuro, e deve avere una granulosità omogenea.

In tutti e due i casi, se avete l’opportunità di sentire anche il profumo, esso deve essere pieno, intenso e richiamare già note di gusto piacevoli.

 

A questo punto non possiamo però che darvi un consiglio: se volete davvero essere sicuri della qualità del vostro espresso e avere l’opportunità di scoprire nuove sfumature di sapori e profumi, provate i caffè della nostra torrefazione artigianale!

Date un’occhiata al nostro shop online o venite a trovarci, siamo a Cascine di Buti, in provincia di Pisa!

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Varianti caffè: oltre l’espresso

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Varianti caffè: oltre l’espresso

mille e più modi di gustare il caffè

L’espresso rappresenta certamente il tipo di caffè più apprezzato in Italia. Li usiamo praticamente come sinonimi ed è facile capire il motivo: con l’espresso possiamo apprezzare tutte le sfumature di sapori e aromi… se si tratta di un buon caffè come quelli da torrefazioni artigianali ovviamente! Ma al bar le varianti sono infinite e crescono con il cambiare delle mode. Oggi vediamo 2 delle varianti caffè più apprezzate con qualche curiosità legate alla loro origine, più una meno conosciuta ma gustosa per chi ama i sapori decisi e cremosi.

Varianti caffè, Cappuccino: il preferito dagli italiani per la colazione

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Frequentando bar al mattino, è facile notare come la gran parte della clientela preferisca accompagnare la brioche o il cornetto con una grande tazza di cappuccino. Il suo sapore reso più dolce dal latte e la sua cremosità lo rendono ideale per iniziare la giornata. Darne la ricetta sembra cosa banale, perché tutti sappiamo come è fatto, è una delle varianti caffè più amate: latte montato con vapore e caffè espresso amaro, da zuccherare eventualmente a piacere. Certo è che, nonostante il procedimento richieda poco tempo e solo due ingredienti, la mano del barista può fare davvero la differenza. Che delusione quando troviamo in tazza una schiumina appena accennata invece dell’avvolgente schiuma compatta che vorremmo!

Tutti conosciamo quindi il cappuccino per come è oggi, ma all’inizio si trattava di un semplice caffellatte, e dobbiamo andare indietro nei secoli ed arrivare in Austria per sapere com’è nato.

Siamo alla fine del XVII° secolo e il frate Marco da Aviano viene incaricato da Papa Innocenzo XI di mediare con le potenze Europee al fine di creare una Lega Santa in grado di arginare l’espansione dell’Impero Turco. Tralasciamo i dettagli storici, fatto sta che il capace Frate riesce nella missione e Vienna lo celebra come eroe. Ed è in una caffetteria della capitale Asburgica che Marco da Aviano chiede un caffè. Trovando il suo sapore troppo amaro, chiede al cameriere qualcosa per addolcirlo, ed ecco che entra in scena il latte. Non montato a vapore, chiaramente. Il frate ne aggiunge un goccio alla sua tazza ottenendo quindi una bevanda dal colore beige, simile a quello della sua veste. “Kapuziner!”, esclama il cameriere, ovvero “Cappuccino!”, per sottolineare il rimando al colore del saio. Ecco la nostra parola che verrà poi “italianizzata” per nominare quella che è una delle bevande associate alla cultura Italiana. Che dire… Danke Österreich!

Varianti caffè, Marocchino: una sorta di  “cappuccino in miniatura”, ma più goloso

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Nei bar le richieste sono sempre più numerose e diversificate, dando un bel da fare a tutti i baristi italiani. Una delle più apprezzate è certamente il “Marocchino”. Come si prepara? Il procedimento è piuttosto semplice: per iniziare si spolvera una tazzina, rigorosamente in vetro, con del cacao amaro in polvere. A questo punto si aggiunge un buon espresso fatto sul momento, ideale per esempio il nostro “Since 1939”, che con le sue spiccate note di cioccolato fondente si presta alla perfezione per questa preparazione. Adesso è il momento della crema: si monta il latte con il vapore come si fa per il cappuccino, assicurandosi di avere una consistenza cremosa e compatta, e si adagia la giusta quantità a riempimento della tazzina. Ultima spolverata di cacao, et voilà, ecco il nostro Marocchino. Una variante ancora più golosa prevede anche uno strato di cioccolata calda sul fondo, perfetta per le giornate invernali!

Scommettiamo che visto il nome di questa bevanda, molti di voi avranno sempre pensato ad un’origine “esotica” di questa ricetta… dobbiamo invece al Piemonte questa piccola squisitezza!

Siamo a metà del ‘900, ad Alessandria, e i lavoratori del cappellificio Borsalino si riuniscono spesso nel bar di fronte alla fabbrica, il Bar Carpano. Un giorno uno degli operai, vedendo il colore di una bevanda a base di latte e caffè, esclama: “U smea in maruchën”, ovvero “sembra marocchino”, che altro non era che un tipo di pellame beige usato in fabbrica per realizzare parte dei cappelli. Da lì questo nome sarà presto abbinato alla bevanda a base di espresso, crema di latte e cacao, grazie alle sue sfumature marroni.

Varianti caffè: il Caffè Brasiliano, caffè con una sferzata di gusto in più

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Questa bevanda non è il classico fine pasto, e non è assolutamente indicato per la colazione. Ma può essere un modo perfetto per concludere una cena o anche una bevuta da godersi per un’uscita fuori. Da questi indizi, potreste aver capito che, oltre a caffè e latte, c’è un elemento in più, un tocco di alcol.

Il Caffè brasiliano prevede infatti l’aggiunta di un tocco di Baileys, la famosa bevanda Irlandese a base di whiskey e crema di latte.

Ecco come viene preparato. Si inizia dalla crema di latte creata, al solito, montando del latte fresco. L’operazione in questo caso dovrà essere un po’ più rapida del solito, perché è bene che la bevanda non si scaldi eccessivamente. A questo punto si versano nel contenitore (una normale tazzina da espresso in vetro, se si tratta di un fine pasto, un bicchiere più ampio nel caso si tratti del dopocena) una punta di zucchero, un dito Baileys e la schiuma di latte. È il momento dell’espresso: preparato sul momento, va poi lasciato “scivolare” a lato della schiuma in modo che si adagi sul fondo mescolandosi con il caffè. Spolverata di cacao ed ecco servito il caffè brasiliano.

Una variante prevede di sostituire il Baileys con un liquore cremoso al caffè, sicuramente da provare per tutti i coffee-lover!

Le origini di questa ricetta non sono note e confermate, qualcuno la fa risalire alla Napoli del dopoguerra, e non stupirebbe vista la creatività dei Partenopei ed il loro legame con il caffè… ad ogni modo, chiunque abbia pensato a questo abbinamento, ha certamente regalato a tutti gli amanti del caffè una gradita variazione sul tema!

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Ricette con il caffè

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Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

Nei nostri articoli parliamo di tutte le sfaccettature del “mondo caffè”, dalla sua storia ai suoi benefici, dalle tecniche di degustazione ai consigli su come prepararlo o conservarlo al meglio. In quanto torrefattori artigianali, il caffè è letteralmente la nostra vita e passione.
Per tessere ulteriormente le lodi di questo fantastico prodotto, oggi inauguriamo una nuova rubrica, dedicata alle “ricette con il caffè”. Sì perché grazie alle sue caratteristiche organolettiche, esso può abbinarsi splendidamente a molti cibi, dagli antipasti ai dessert. Andiamo quindi oltre la classica tazzina di espresso, e vediamo mille altri modi per godere del gusto unico del buon caffè. Ti va di sperimentare nuovi sapori in cucina con queste ricette con caffè?

Ricette con il caffè

ricette con caffè
ricette con caffè

In cucina, come nell’espresso, le tradizioni sono sacre. Tutti abbiamo delle ricette del cuore, quelle che ci fanno riaffiorare ricordi al primo boccone o già con il loro profumo. A volte però può essere bello anche testare nuove ricette, scoprire nuovi abbinamenti, farsi sorprendere da nuovi sapori. Ecco allora che grazie all’utilizzo di poca polvere di buon caffè macinato possiamo dare un tocco nuovo ad alcune pietanze, rendendolo protagonista non solo a fine pasto. Iniziamo proponendo tre antipasti, uno vegetariano, uno di carne ed uno di pesce, perfetti anche come aperitivi.

Antipasto vegetariano con caffè

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Chips di patate al profumo di caffè

Quando arriva il momento dell’aperitivo, le patatine sono spesso protagoniste. Lasciate perdere i prodotti industriali spesso pieni di aromi artificiali e conservanti, e provate invece questa ricetta semplice, veloce ed originale.

Ingredienti:

1 litro di Olio di semi o di arachidi (quello che preferite di norma per le fritture)

400 gr di patate

10 gr di caffè macinato

10 gr di sale in fiocchi. Se volete dare un tocco ancora più saporito, scegliete quello affumicato.

Procedimento:

Lavate bene le patate sotto acqua corrente, lasciate la buccia e tagliatele in fette sottili. Per ottenere delle chips croccanti e asciutte è importante far perdere l’amido, quindi immergetele in acqua fredda per circa 10 minuti. Sciacquatele e ripetete l’operazione una o due volte, finché l’acqua risulterà limpida. A questo punto stendetele su un ripiano ed asciugatele con un canovaccio o carta da cucina.

Passate alla frittura in olio bollente. Una volta pronte, spolverizzatele con il caffè in polvere ed il sale in fiocchi.

Le chips di patate al profumo di caffè sono pronte!

Antipasto di carne con caffè

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Bruschette con bacon e caffè

Altra parola che fa rima con aperitivo o antipasto è “bruschetta”. Ve ne proponiamo una dal gusto deciso e insolito in due varianti, perfetta per sperimentare nuovi sapori.

Ingredienti:

Pane, meglio se integrale o ai cereali

Bacon

Cipolle di tropea per la prima variante

Mela Evelina per la seconda variante

Caffè

Procedimento:

Tagliate il pane in fette non troppo sottili, e scaldatele in forno già caldo per 5/6 minuti girandole a metà “cottura”. Una volta calde, adagiate sulle bruschette una fetta di bacon e le cipolle di Tropea in fette sottilissime per la variante più decisa. Se volete un sapore più “dolce”, ponete sul bacon le fettine di mela precedentemente saltate in padella con un fiocco di burro. Per entrambe le varianti, completate con una spolverata di caffè in polvere.

Quale sarà la variante più apprezzata?

Antipasto di pesce con caffè

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Bocconcini di salmone con panatura al caffè

 

Concludiamo le prime tre proposte di antipasti a tema caffè con dei bocconcini di salmone che, grazie al caffè, acquisteranno un sapore nuovo.

 

Ingredienti:

700 grammi di filetto di salmone (ci raccomandiamo che sia di ottima qualità)

Per la panatura:

300 gr di Pangrattto

Prezzemolo tritato q.b.

Grana padano o parmigiano grattugiato q.b.

1 cucchiaio di caffè in polvere

Sale e pepe

 

Procedimento:

Tagliate il salmone in tocchetti il più possibile regolari. Preparate la panatura: in una ciotola mescolate pangrattato, prezzemolo, formaggio grattugiato e caffè. Aggiungete un pizzico di sale e pepe.

Disponete su una teglia oliata e cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 15/20 minuti. I bocconcini saranno pronti quando saranno ben dorati. Servite prima che si raffreddino, sono già buoni così ma potete accompagnarli anche con della salsa di soia per un tocco orientale.

 

Ora che avete nuove ispirazioni per le vostre ricette con caffè… È il momento di pensare agli ingredienti!

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5 Qualità del Caffè artigianale

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5 Qualità del Caffè artigianale

5 motivi per scegliere il prodotto di una torrefazione artigianale

Quando si parla di caffè, ognuno in Italia ha la sua valida e sacrosanta opinione. Per noi l’espresso è più di una semplice bevanda, è un rito, una tradizione, non a caso ne abbiamo fatto il nostro mestiere. Sebbene ogni parere sia lecito, oggi vogliamo parlare di 5 Qualità del Caffè artigianale che secondo noi lo rendono preferibile a quello della grande distribuzione. Certo certo, in quanto piccola Torrefazione artigianale siamo chiaramente di parte ma… le qualità sono reali!

1 Materia prima selezionata con cura

5 qualità del caffè artigianale

Il caffè è una delle bevande più consumate sul pianeta e questo ha reso quello del prezioso chicco marrone un business multi milionario. Come tutti i grandi business, molti vogliono sfruttarlo solo per “fare cassa”, e sono disposti a scendere (molto) a patti con la qualità pur di poter gestire enormi quantitativi in grado di raggiungere grandi fette di mercato. Come tutte le industrie, anche in quella del caffè risparmiare sull’approvvigionamento della materia prima è il passo numero uno per limitare i costi. Quando si parla di una piccola torrefazione artigianale, il concetto è esattamente l’opposto. Lontane dalle logiche di mercato e fortemente motivate nel voler offrire alla propria nicchia di mercato prodotti davvero unici e di pregio, le torrefazioni come la nostra sanno bene che partire da una materia prima eccellente ed altamente selezionata è il punto principe dell’intera catena. Solo selezionando le migliori piantagioni in giro per il mondo si andrà ad ottenere un prodotto in grado di distinguersi dalla grande distribuzione e farsi scegliere da intenditori e appassionati con buon gusto.

2 La produzione viene seguita di persona ad ogni fase

 

Nei grandi stabilimenti i macchinari sono certamente seguiti e controllati, ma nelle torrefazioni artigianali di caffè l’attenzione è maniacale e, trattandosi di impianti più piccoli, il controllo è più dettagliato ed eseguito di persona dal torrefattore. Eseguiamo controlli e assaggi per testare continuamente il risultato delle lavorazioni, perché abbiamo ben in testa il prodotto che vogliamo ottenere.
Inoltre il caffè artigianale viene prodotto per ordini relativamente piccoli, certamente più piccoli di quelli delle grandi catene di distribuzione. Ciò significa che le cialde, capsule o le miscele saranno più fresche e non dimenticate per mesi su qualche scaffale.

3 Il Torrefattore ci mette davvero la faccia

 

Chi produce caffè artigianale in piccole torrefazioni a conduzione familiare come la nostra ha spesso un rapporto diretto con il cliente, che non di rado va a visitarlo e testa i prodotti sul luogo (e non sapete che grande gioia è per noi avere qua i nostri clienti e fargli assaggiare le nostre specialità!).
Per qualunque produttore/venditore è importante sapere di offrire un prodotto di qualità, ancor di più però se il cliente non è un compratore in qualche supermercato a centinaia o migliaia di chilometri, ma qualcuno che incontri e che si fida del modo in cui lavori. Tra le qualità del caffè artigianale c’è anche questa: il torrefattore ci mette davvero la faccia e non vorrà mai rischiare di perdere o compromettere la propria posizione con i clienti offrendo un prodotto al di sotto delle aspettative.

4 Le varietà di caffè artigianale sono più numerose e creative

5 qualità del caffè artigianale

Chi decide di mettersi a capo di una torrefazione artigianale lo fa perché il caffè è una sua grande passione. Conoscere nuove piantagioni, scovare nuove qualità di chicchi e unirle sapientemente per dare vita a caffè ricchi di aromi e sfumature è una delle parti più entusiasmanti del lavoro. Noi della Torrefazione Trinci studiamo con cura le ricette delle nostre miscele e proponiamo periodicamente delle novità per dare la possibilità ai clienti di sperimentare espressi nuovi e sorprendenti. Come piccola torrefazione, non siamo sempre e necessariamente vincolati a logiche di produzione che richiedono uno stravolgimento totale se anche un solo elemento viene modificato. Produciamo “in piccolo” e questo ci lascia la libertà di sperimentare con più facilità… e forse la prossima creazione potrebbe diventare il tuo caffè preferito!

5 Attenzione al commercio equo-solidale

5 qualità del caffè artigianale

Il nostro amore per il caffè è anche amore e rispetto per chi produce la materia prima per noi tanto preziosa. Alcuni dei paesi dove si trovano le piantagioni non brillano esattamente per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Noi di Trinci Caffè certifichiamo con il marchio Fair Trade il nostro impegno verso condizioni di lavoro (e quindi di vita) adeguate. Lo sfruttamento sconsiderato di risorse e persone non è accettabile, non c’è business che tenga.
Chi produce caffè artigianale ha rapporti ravvicinanti con lavoratori e fornitori del settore nei paesi di origine, il loro benessere non è negoziabile.

 

Vi abbiamo appena esposto 5 qualità del caffè artigianale ma credeteci, c’è un mondo ancora più vasto dietro la nostra attività. Passione, dedizione, conoscenze, professionalità e un grande, smisurato amore per il caffè. Non siete curiosi di sentire che sapore ha tutto questo? Date un’occhiata al nostro shop online o vieni a trovarci in provincia di Pisa!

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Invenzione della macchina per caffè

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Invenzione della macchina per caffè

Facciamo un salto indietro nel tempo per scoprire come è nato uno degli elettrodomestici più apprezzato dagli Italiani

Se il caffè espresso è diventato così popolare, amato e diffuso anche al di fuori dei confini italiani, è certamente anche per la praticità e velocità della sua preparazione. Con le moderne macchine per espresso bastano veramente pochi secondi per poterne gustare una tazzina, sia a casa che al bar. Come molte delle nostre abitudini ci sembra un gesto scontato e banale, ma dobbiamo pensare che fino a meno di due secoli fa la preparazione del caffè avveniva con tempi e metodi molto diversi. A chi dobbiamo l’invenzione della macchina per caffè, oggi per noi irrinunciabile?

Angelo Moriondo: la geniale intuizione

Invenzione della macchina per caffè

Poche persone ne conoscono il nome, eppure dovrebbe essere considerato una sorte di eroe nazionale, visto quanto siamo affezionati al nostro espresso. Angelo Moriondo, Torinese classe 1851, è colui al quale dobbiamo la geniale intuizione di creare una macchina in grado di produrre più caffè in tempi ridotti.

Proveniente da un’agiata famiglia di imprenditori, proprietario a sua volta di un Hotel e di un Cafè nella vivace scena Torinese di fine ‘800, non ci mise molto a realizzare che il caffè era una delle bevande più richieste e apprezzate dai clienti delle sue strutture. Solo che a quel tempo per ottenere un caffè attraverso il processo di infusione servivano preziosi minuti: non un grande problema per la clientela rilassata che si sedeva ai tavolini leggendo un quotidiano, ma poco adatta a commercianti e imprenditori più di fretta, o alle giornate con un grande numero di consumatori. Come poter ottimizzare la preparazione della tanto richiesta bevanda? La soluzione non poteva che essere una macchina con la quale poter preparare un maggior numero di caffè in un arco di tempo ridotto. Il 1884 fu per Moriondo l’anno ideale per presentare il frutto dei suoi esperimenti: si teneva infatti a Torino l’Expo Generale, l’occasione perfetta per presentare ad un ampio pubblico nazionale e internazionale i suoi “nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda”.
Il primo “apparecchio” per preparare caffè in maniera espressa era un grande cilindro in grado di contenere 150 litri d’acqua. Aveva al suo interno una caldaia in ottone che un fornello a gas provvedeva a mantenere in pressione. Sui lati erano posizionati gli scompartimenti per contenere il caffè torrefatto. Azionando un rubinetto, l’acqua raggiungeva velocemente il contenitore attraverso una serie di serpentine et voilà, il caffè era pronto. Era nato l’Espresso, con brevetto ufficialmente rilasciato il 16 maggio 1884.

Il macchinario per la preparazione del caffè attrasse le attenzioni di molti presenti all’esposizione e Moriondo avrebbe certamente potuto costruire una fortuna grazie alla sua geniale invenzione. Decise invece di utilizzare la macchina da lui inventata solo in poche strutture (hotel e cafè) di sua proprietà, nell’ottica di offrire ai suoi clienti un servizio esclusivo. Fu così che il brevetto passò in altre mani che ne decretarono la diffusione sui mercati.

Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni: due nomi importanti nella storia dell’invenzione della macchina per caffè

 

Se è di Angelo Moriondo la prima intuizione con conseguente brevetto della macchina per produrre più caffè più velocemente, è ai Milanesi Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni che si devono la commercializzazione e l’industrializzazione del prodotto che ha rivoluzionato le abitudini degli Italiani.
Luigi Bezzera perfezionò il modello di Moriondo a livello meccanico e consentì l’uso del brevetto all’amico e imprenditore Desiderio Pavoni. Dotato di grande spirito innovatore e di indiscusse abilità commerciali, Pavoni fonda la Pavoni S.p.A., che sarà la prima industria a realizzare macchine per espresso in serie. Il primo modello prese il nome di “Ideale” ed era macchina per espresso in ottone cromato a sviluppo verticale, con una caldaia mantenuta in pressione da un fornello a gas. Le richieste del mercato aumentarono di mese in mese, garantendo all’azienda meneghina un grande successo e a tanti Italiani la possibilità di gustarsi un caffè in tempi brevi.

Achille Gaggia: dobbiamo dire grazie a lui per la deliziosa crema dell’espresso

Se con Moriondo, Bezzera e Pavoni si erano gettate le basi per la produzione di macchine in grado di produrre caffè velocemente, è ad Achille Gaggia che si deve il brevetto che perfezionò il metodo di preparazione fino ad ottenere espressi più gustosi e cremosi.
Fondamentale per questo processo fu l’esperienza di Gaggia nel caffè di famiglia, il “Caffè Achille” a Milano. Osservando abitudini e gusti dei propri clienti, capì che se già così l’espresso era molto apprezzato, aggiustando dei dettagli nel gusto e nella corposità sarebbe diventato ancora più amato. Aiutato dall’ingegnere Antonio Cremonese, Gaggia creò un sistema a torchio (battezzato “Lampo”) in grado di sfruttare non più la pressione del vapore, ma direttamente quella dell’acqua. Grazie a questa modifica, il cui brevetto fu depositato nell’anno 1938, il sapore della bevanda ottenuta risultava più gradevole, e fece inoltre la sua prima apparizione la cremina sulla superficie della tazza. Ci siamo, fa il suo ingresso nella storia l’espresso quasi identico a come lo conosciamo oggi.

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Oggi premere un tasto ed ottenere un caffè in pochi secondi ci sembra il gesto più banale del mondo, ma l’invenzione della macchina per caffè è stato un avventuroso viaggio che ha visto protagonisti uomini capaci e appassionati, probabilmente neppure pienamente consapevoli della portata che le loro intuizioni avrebbero avuto nei secoli a venire.

Se le macchine per espresso sono quindi ormai ampiamente disponibili sul mercato, chiaramente con diversi livelli di qualità (noi consigliamo DeLonghi), ciò che può fare una grande differenza è la qualità del caffè.
Scegliere cialde, capsule, grani o miscele provenienti da Torrefazioni Artigianali come la nostra significa assicurarsi di bere un prodotto gustoso, etico, creato con sapienza e passione da mani esperte.
Guarda il nostro e-shop o vieni a trovarci a Buti (Pisa) per riscoprire il gusto autentico di un caffè ben fatto che renda onore alle geniali intuizioni e alle grandi passioni di coloro che hanno contribuito alla nascita dell’espresso!