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5 Falsi miti sul caffè

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

5 Falsi miti sul caffè

Quante informazioni sbagliate circolano sull'espresso?

In Italia il caffè fa davvero parte della cultura e della tradizione. L’espresso scandisce le nostre giornate e i nostri appuntamenti, ci accompagna sul lavoro e nel tempo libero… insomma, è un elemento al quale pochissime persone sarebbero disposte a rinunciare. Questo potrebbe farci pensare che, essendo così amanti e appassionati del prodotto, ne siamo anche grandi conoscitori: in realtà, sono molte le convinzioni errate che circolano e alle quali crediamo perché magari i nostri nonni o genitori ci credevano. Vediamo oggi 5 Falsi miti sul caffè molto diffusi: ce n’è qualcuno a cui credete anche voi?

5 Falsi miti sul caffè.
1: L’espresso corto è più forte.

Quante volte avete chiesto un caffè ristretto o corto al bar, convinti che fosse in qualche modo più forte perché più ricco di caffeina?
Una sorta di shot energetico da sfruttare nei momenti di maggior stanchezza fisica o mentale. Ecco, è bene sapere che vale esattamente il contrario. Il motivo è molto semplice: la caffeina è una molecola che si scioglie al contatto con l’acqua. Una volta acquisita questa piccola ma fondamentale informazione, è facile capire come un caffè più lungo con una maggiore quantità di acqua sia in realtà quello più “forte”, ovvero con un quantitativo più alto di caffeina, l’elemento che stimola energia e concentrazione. Se avete quindi bisogno di una carica extra, vi consigliamo un caffè lungo in tazza grande!

5 Falsi miti sul caffè.
2: Il suo gusto naturale è super amaro.

Cominciamo dicendo che la sfumatura amara è certamente quella di più facile percezione nella maggior parte delle varietà di caffè, non stiamo dicendo il contrario. Quello che vogliamo sottolineare è che la nota amara risulta complessa e variegata, affiancata anche da dolcezza e acidità e accompagnata da molti altri sentori aromatici che distinguono un tipo di caffè dall’altro. Frutta secca, cioccolato, caramello, spezie, legno, note fruttate… c’è davvero un mondo di sensazioni racchiuso in una tazzina di caffè di qualità. Parliamo di falso mito perché con la “scusa” che la componente gustativa principale di un espresso è quella amara, accettiamo come buoni o passabili caffè che in realtà non lo sono affatto. Quando la bevanda che ci viene servita risulta amara astringente e non ci lascia percepire altri sentori, siamo di fronte ad un prodotto di scarsa qualità. Le cause possono essere molteplici: da una materia prima non eccellente a errori nei tempi di tostatura. I caffè pregiati come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale devono risvegliare le vostre papille gustative e olfattive, e non lasciarvi solo uno sgradevole retrogusto amaro!

5 Falsi miti sul caffè.
3: Quello preparato con la moka è più leggero.

Gli ultimi 3 falsi miti sul caffè dei quali vogliamo parlare riguardano il caffè a casa. Sebbene le macchine per espresso siano ormai un articolo presente in quasi tutte le abitazioni, in molte famiglie rimane ancora viva la tradizione della moka. Chi ne preferisce il gusto, chi ama il rituale, i motivi sono molteplici e chiaramente tutti validi. Quello che spesso accade, però, è che quando prepariamo una moka tendiamo a riempire di più la tazzina, spesso anche per non far avanzare il prodotto. E lo facciamo perché “tanto il caffè con la moka è più leggero”, ovvero contiene meno caffeina. Falso! Il contenuto di caffeina non dipende tanto dal metodo di preparazione quanto dalla tipologia e quantità di polvere utilizzata. Inoltre, come abbiamo detto poco fa, una maggiore quantità di acqua corrisponde ad un maggior contenuto di caffeina, quindi se riempiamo la tazzina il doppio è ovvio che non andremo certo a bere un caffè più leggero!

5 Falsi miti sul caffè.
4: Non lavare moka e macchina del caffè garantisce un gusto migliore.

Qui tocchiamo un tasto dolente per molti italiani, lo sappiamo. Soprattutto per quanto riguarda la moka, sono in tanti a pensare che sciacquarla solo velocemente sotto l’acqua dopo l’utilizzo garantisca una sorta di “accumulo di sapore”, che renderebbe i caffè preparati più ricchi di gusto e aroma. È uno dei motivi per i quali è tanto difficile separarsi dalla moka storica per acquistarne una nuova. Lo stesso vale per gli strumenti delle macchine per espresso manuali: anche in questo caso una sciacquata veloce è considerata sufficiente dai più. Chiariamolo una volta per tutte: il sapore più o meno buono di un caffè è dato dalla qualità della materia prima e dalla tostatura eseguita alla perfezione. Al contrario, non pulire adeguatamente gli strumenti per prepararlo può soltanto favorire la presenza di batteri e muffe. È davvero questo che volete gustare nel vostro espresso?

5 Falsi miti sul caffè.
5: Conservarlo in frigo ne preserva gusto e aromi.

 

Eccoci all’ultimo falso mito di cui vogliamo parlare oggi, che riguarda la conservazione delle miscele di caffè. In molte case esse vengono conservate in frigo perché si pensa che la temperatura bassa favorisca il mantenimento delle qualità organolettiche. Si applica quindi al caffè la stessa regola che applichiamo a molti altri cibi come verdure, latticini eccetera. Peccato che si tratti di un prodotto completamente diverso! L’umidità del frigo e gli odori degli altri prodotti presenti hanno un effetto completamente opposto e possono rovinare la consistenza e il sapore del vostro caffè. Come conservarlo in maniera corretta? Contenitore ermetico in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore. Semplice no?

 

In questo articolo abbiamo capito come alcune delle credenze più diffuse sul caffè e la sua preparazione e conservazione siano in realtà false e frutto di vecchie convinzioni.
Se volete parlare con qualcuno che di caffè se ne intende, e fare un viaggio tra sapori, sentori e profumi, venite a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, Toscana.

Volete già testare l’assaggio? Sul nostro e-shop trovate varietà pregiate in tutti i formati. Nessuna falsità, solo qualità vera!

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Riconoscere caffè di qualità

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come riconoscere un caffè di qualità

Cosa distingue un caffè di qualità da uno pessimo?

A casa, al bar o in ufficio: è sempre una buona occasione per godersi un buon espresso. Ecco, abbiamo detto “buono”. Ma tutti noi abbiamo sperimentato la brutta sensazione di ritrovarci a bere un caffè per niente gustoso. Vediamo come riconoscere un caffè di qualità, quando stiamo per berlo e al momento dell’acquisto.

Riconoscere caffè di qualità: i 5 elementi principali

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: la crema

Riconoscere caffè di qualità

Se la tazzina è in porcellana o ceramica e non in vetro, la prima cosa che vediamo e che ci dà già un primo indizio sulla qualità è la crema.
Il colore varia a seconda della varietà, ma deve rimanere sui toni caldi del nocciola/marrone intenso.
La consistenza deve apparire sottile ma omogenea, senza bolle.
Attenzione: deve essere una crema, non una schiuma!

 

Ricordiamo che la crema si forma grazie alla pressione dell’acqua calda che, a contatto con la polvere di caffè, fa sì che l’anidride carbonica presente nel chicco si sprigioni. Quindi se la macchina utilizzata non è in grado di produrre un buon grado di pressione, ottenere una buona crema compatta sarà impossibile.

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il profumo

 

Il secondo elemento che possiamo valutare ancor prima di assaggiare la bevanda per riconoscere caffè di qualità è certamente il profumo.
Riconoscere tutte le note olfattive che caratterizzano le differenti varietà è lavoro da professionisti. Si possono percepire note di caramello, spezie, tabacco, fiori e molte altre…. Proprio come per i sommelier di vino, anche degustare alla perfezione un caffè richiede nozioni specifiche e tanto allenamento.

Ma anche se non siamo espertissimi e non siamo quindi in grado di isolare tutte le componenti, il profumo deve risultare ricco e complesso, senza accenni di bruciato o eccessivamente tostato.

Deve risvegliare in noi delle sensazioni positive e farci già pregustare l’aroma che andremo a bere.

Quello dell’olfatto è un senso molto sviluppato e non ci mente mai: se l’odore che percepiamo non ci risulta gradevole, quello che stiamo per bere non è certamente un buon caffè!

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il gusto

 

Dopo aver valutato aspetto della crema e caratteristiche del profumo, è il momento di assaggiare il caffè. Anche qui i criteri da valutare sono molti e cambiano in base alla varietà dei chicchi: degustare il caffè è una vera e propria arte.

Per dare delle linee guida generali, il sapore deve essere innanzitutto “corposo”, “denso”: per capirci, non deve trasmetterci la sensazione di una bevanda annacquata.
Ci sono poi 3 componenti principali che devono legarsi in maniera equilibrata: amaro, acidità e dolcezza.
Se percepiamo una nota amara eccessiva o un gusto troppo aggressivo che dà poca soddisfazione alle nostre papille gustative, non siamo di fronte ad un prodotto di qualità.

Ah, ovviamente tutte le considerazioni sul gusto sono da farsi a partire da caffè rigorosamente amaro… niente zucchero!

Come riconoscere un caffè di qualità all’assaggio: il retrogusto

 

Per i 10/15 secondi successivi alla sua degustazione, un buon espresso deve lasciarsi in bocca delle sensazioni gradevoli: il retrogusto è proprio quel sapore che ci rimane dopo l’ultimo sorso e deve risultare morbido e pieno. 

Se invece cerchiamo subito dell’acqua o qualcosa di dolce per “pulirci la bocca”, abbiamo appena bevuto un espresso di poco valore!

Come riconoscere un caffè di qualità all’acquisto

Riconoscere caffè di qualità

Finora abbiamo parlato di come poter valutare positivamente un caffè nel momento in cui ci troviamo a berlo. Ma è molto importante anche scegliere un buon prodotto per gli espressi da preparare a casa.

Se stiamo per comprare del caffè in chicchi, è bene valutare il loro aspetto: non devono essere aggrinziti o secchi, ma al contrario grandi e gonfi. Il colore deve essere di un marrone intenso e uniforme: se è troppo scuro, può significare che il chicco è stato tostato troppo a lungo e risulterà quindi in una bevanda dal gusto bruciato. Se invece il colore tende al giallastro, il prodotto è chiaramente di pessima qualità e/o mal conservato.

Anche una buona miscela di caffè è riconoscibile: il prodotto macinato deve avere un colore intenso ma non troppo scuro, e deve avere una granulosità omogenea.

In tutti e due i casi, se avete l’opportunità di sentire anche il profumo, esso deve essere pieno, intenso e richiamare già note di gusto piacevoli.

 

A questo punto non possiamo però che darvi un consiglio: se volete davvero essere sicuri della qualità del vostro espresso e avere l’opportunità di scoprire nuove sfumature di sapori e profumi, provate i caffè della nostra torrefazione artigianale!

Date un’occhiata al nostro shop online o venite a trovarci, siamo a Cascine di Buti, in provincia di Pisa!

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Varianti caffè: oltre l’espresso

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Varianti caffè: oltre l’espresso

mille e più modi di gustare il caffè

L’espresso rappresenta certamente il tipo di caffè più apprezzato in Italia. Li usiamo praticamente come sinonimi ed è facile capire il motivo: con l’espresso possiamo apprezzare tutte le sfumature di sapori e aromi… se si tratta di un buon caffè come quelli da torrefazioni artigianali ovviamente! Ma al bar le varianti sono infinite e crescono con il cambiare delle mode. Oggi vediamo 2 delle varianti caffè più apprezzate con qualche curiosità legate alla loro origine, più una meno conosciuta ma gustosa per chi ama i sapori decisi e cremosi.

Varianti caffè, Cappuccino: il preferito dagli italiani per la colazione

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Frequentando bar al mattino, è facile notare come la gran parte della clientela preferisca accompagnare la brioche o il cornetto con una grande tazza di cappuccino. Il suo sapore reso più dolce dal latte e la sua cremosità lo rendono ideale per iniziare la giornata. Darne la ricetta sembra cosa banale, perché tutti sappiamo come è fatto, è una delle varianti caffè più amate: latte montato con vapore e caffè espresso amaro, da zuccherare eventualmente a piacere. Certo è che, nonostante il procedimento richieda poco tempo e solo due ingredienti, la mano del barista può fare davvero la differenza. Che delusione quando troviamo in tazza una schiumina appena accennata invece dell’avvolgente schiuma compatta che vorremmo!

Tutti conosciamo quindi il cappuccino per come è oggi, ma all’inizio si trattava di un semplice caffellatte, e dobbiamo andare indietro nei secoli ed arrivare in Austria per sapere com’è nato.

Siamo alla fine del XVII° secolo e il frate Marco da Aviano viene incaricato da Papa Innocenzo XI di mediare con le potenze Europee al fine di creare una Lega Santa in grado di arginare l’espansione dell’Impero Turco. Tralasciamo i dettagli storici, fatto sta che il capace Frate riesce nella missione e Vienna lo celebra come eroe. Ed è in una caffetteria della capitale Asburgica che Marco da Aviano chiede un caffè. Trovando il suo sapore troppo amaro, chiede al cameriere qualcosa per addolcirlo, ed ecco che entra in scena il latte. Non montato a vapore, chiaramente. Il frate ne aggiunge un goccio alla sua tazza ottenendo quindi una bevanda dal colore beige, simile a quello della sua veste. “Kapuziner!”, esclama il cameriere, ovvero “Cappuccino!”, per sottolineare il rimando al colore del saio. Ecco la nostra parola che verrà poi “italianizzata” per nominare quella che è una delle bevande associate alla cultura Italiana. Che dire… Danke Österreich!

Varianti caffè, Marocchino: una sorta di  “cappuccino in miniatura”, ma più goloso

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Nei bar le richieste sono sempre più numerose e diversificate, dando un bel da fare a tutti i baristi italiani. Una delle più apprezzate è certamente il “Marocchino”. Come si prepara? Il procedimento è piuttosto semplice: per iniziare si spolvera una tazzina, rigorosamente in vetro, con del cacao amaro in polvere. A questo punto si aggiunge un buon espresso fatto sul momento, ideale per esempio il nostro “Since 1939”, che con le sue spiccate note di cioccolato fondente si presta alla perfezione per questa preparazione. Adesso è il momento della crema: si monta il latte con il vapore come si fa per il cappuccino, assicurandosi di avere una consistenza cremosa e compatta, e si adagia la giusta quantità a riempimento della tazzina. Ultima spolverata di cacao, et voilà, ecco il nostro Marocchino. Una variante ancora più golosa prevede anche uno strato di cioccolata calda sul fondo, perfetta per le giornate invernali!

Scommettiamo che visto il nome di questa bevanda, molti di voi avranno sempre pensato ad un’origine “esotica” di questa ricetta… dobbiamo invece al Piemonte questa piccola squisitezza!

Siamo a metà del ‘900, ad Alessandria, e i lavoratori del cappellificio Borsalino si riuniscono spesso nel bar di fronte alla fabbrica, il Bar Carpano. Un giorno uno degli operai, vedendo il colore di una bevanda a base di latte e caffè, esclama: “U smea in maruchën”, ovvero “sembra marocchino”, che altro non era che un tipo di pellame beige usato in fabbrica per realizzare parte dei cappelli. Da lì questo nome sarà presto abbinato alla bevanda a base di espresso, crema di latte e cacao, grazie alle sue sfumature marroni.

Varianti caffè: il Caffè Brasiliano, caffè con una sferzata di gusto in più

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Questa bevanda non è il classico fine pasto, e non è assolutamente indicato per la colazione. Ma può essere un modo perfetto per concludere una cena o anche una bevuta da godersi per un’uscita fuori. Da questi indizi, potreste aver capito che, oltre a caffè e latte, c’è un elemento in più, un tocco di alcol.

Il Caffè brasiliano prevede infatti l’aggiunta di un tocco di Baileys, la famosa bevanda Irlandese a base di whiskey e crema di latte.

Ecco come viene preparato. Si inizia dalla crema di latte creata, al solito, montando del latte fresco. L’operazione in questo caso dovrà essere un po’ più rapida del solito, perché è bene che la bevanda non si scaldi eccessivamente. A questo punto si versano nel contenitore (una normale tazzina da espresso in vetro, se si tratta di un fine pasto, un bicchiere più ampio nel caso si tratti del dopocena) una punta di zucchero, un dito Baileys e la schiuma di latte. È il momento dell’espresso: preparato sul momento, va poi lasciato “scivolare” a lato della schiuma in modo che si adagi sul fondo mescolandosi con il caffè. Spolverata di cacao ed ecco servito il caffè brasiliano.

Una variante prevede di sostituire il Baileys con un liquore cremoso al caffè, sicuramente da provare per tutti i coffee-lover!

Le origini di questa ricetta non sono note e confermate, qualcuno la fa risalire alla Napoli del dopoguerra, e non stupirebbe vista la creatività dei Partenopei ed il loro legame con il caffè… ad ogni modo, chiunque abbia pensato a questo abbinamento, ha certamente regalato a tutti gli amanti del caffè una gradita variazione sul tema!

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Ricette con il caffè

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Ricette con il caffe'

Una rubrica per apprezzare il caffè anche oltre la tazzina

Nei nostri articoli parliamo di tutte le sfaccettature del “mondo caffè”, dalla sua storia ai suoi benefici, dalle tecniche di degustazione ai consigli su come prepararlo o conservarlo al meglio. In quanto torrefattori artigianali, il caffè è letteralmente la nostra vita e passione.
Per tessere ulteriormente le lodi di questo fantastico prodotto, oggi inauguriamo una nuova rubrica, dedicata alle “ricette con il caffè”. Sì perché grazie alle sue caratteristiche organolettiche, esso può abbinarsi splendidamente a molti cibi, dagli antipasti ai dessert. Andiamo quindi oltre la classica tazzina di espresso, e vediamo mille altri modi per godere del gusto unico del buon caffè. Ti va di sperimentare nuovi sapori in cucina con queste ricette con caffè?

Ricette con il caffè

ricette con caffè
ricette con caffè

In cucina, come nell’espresso, le tradizioni sono sacre. Tutti abbiamo delle ricette del cuore, quelle che ci fanno riaffiorare ricordi al primo boccone o già con il loro profumo. A volte però può essere bello anche testare nuove ricette, scoprire nuovi abbinamenti, farsi sorprendere da nuovi sapori. Ecco allora che grazie all’utilizzo di poca polvere di buon caffè macinato possiamo dare un tocco nuovo ad alcune pietanze, rendendolo protagonista non solo a fine pasto. Iniziamo proponendo tre antipasti, uno vegetariano, uno di carne ed uno di pesce, perfetti anche come aperitivi.

Antipasto vegetariano con caffè

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Chips di patate al profumo di caffè

Quando arriva il momento dell’aperitivo, le patatine sono spesso protagoniste. Lasciate perdere i prodotti industriali spesso pieni di aromi artificiali e conservanti, e provate invece questa ricetta semplice, veloce ed originale.

Ingredienti:

1 litro di Olio di semi o di arachidi (quello che preferite di norma per le fritture)

400 gr di patate

10 gr di caffè macinato

10 gr di sale in fiocchi. Se volete dare un tocco ancora più saporito, scegliete quello affumicato.

Procedimento:

Lavate bene le patate sotto acqua corrente, lasciate la buccia e tagliatele in fette sottili. Per ottenere delle chips croccanti e asciutte è importante far perdere l’amido, quindi immergetele in acqua fredda per circa 10 minuti. Sciacquatele e ripetete l’operazione una o due volte, finché l’acqua risulterà limpida. A questo punto stendetele su un ripiano ed asciugatele con un canovaccio o carta da cucina.

Passate alla frittura in olio bollente. Una volta pronte, spolverizzatele con il caffè in polvere ed il sale in fiocchi.

Le chips di patate al profumo di caffè sono pronte!

Antipasto di carne con caffè

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Bruschette con bacon e caffè

Altra parola che fa rima con aperitivo o antipasto è “bruschetta”. Ve ne proponiamo una dal gusto deciso e insolito in due varianti, perfetta per sperimentare nuovi sapori.

Ingredienti:

Pane, meglio se integrale o ai cereali

Bacon

Cipolle di tropea per la prima variante

Mela Evelina per la seconda variante

Caffè

Procedimento:

Tagliate il pane in fette non troppo sottili, e scaldatele in forno già caldo per 5/6 minuti girandole a metà “cottura”. Una volta calde, adagiate sulle bruschette una fetta di bacon e le cipolle di Tropea in fette sottilissime per la variante più decisa. Se volete un sapore più “dolce”, ponete sul bacon le fettine di mela precedentemente saltate in padella con un fiocco di burro. Per entrambe le varianti, completate con una spolverata di caffè in polvere.

Quale sarà la variante più apprezzata?

Antipasto di pesce con caffè

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Bocconcini di salmone con panatura al caffè

 

Concludiamo le prime tre proposte di antipasti a tema caffè con dei bocconcini di salmone che, grazie al caffè, acquisteranno un sapore nuovo.

 

Ingredienti:

700 grammi di filetto di salmone (ci raccomandiamo che sia di ottima qualità)

Per la panatura:

300 gr di Pangrattto

Prezzemolo tritato q.b.

Grana padano o parmigiano grattugiato q.b.

1 cucchiaio di caffè in polvere

Sale e pepe

 

Procedimento:

Tagliate il salmone in tocchetti il più possibile regolari. Preparate la panatura: in una ciotola mescolate pangrattato, prezzemolo, formaggio grattugiato e caffè. Aggiungete un pizzico di sale e pepe.

Disponete su una teglia oliata e cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 15/20 minuti. I bocconcini saranno pronti quando saranno ben dorati. Servite prima che si raffreddino, sono già buoni così ma potete accompagnarli anche con della salsa di soia per un tocco orientale.

 

Ora che avete nuove ispirazioni per le vostre ricette con caffè… È il momento di pensare agli ingredienti!

Date un’occhiata al nostro shop online!

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5 Qualità del Caffè artigianale

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5 Qualità del Caffè artigianale

5 motivi per scegliere il prodotto di una torrefazione artigianale

Quando si parla di caffè, ognuno in Italia ha la sua valida e sacrosanta opinione. Per noi l’espresso è più di una semplice bevanda, è un rito, una tradizione, non a caso ne abbiamo fatto il nostro mestiere. Sebbene ogni parere sia lecito, oggi vogliamo parlare di 5 Qualità del Caffè artigianale che secondo noi lo rendono preferibile a quello della grande distribuzione. Certo certo, in quanto piccola Torrefazione artigianale siamo chiaramente di parte ma… le qualità sono reali!

1 Materia prima selezionata con cura

5 qualità del caffè artigianale

Il caffè è una delle bevande più consumate sul pianeta e questo ha reso quello del prezioso chicco marrone un business multi milionario. Come tutti i grandi business, molti vogliono sfruttarlo solo per “fare cassa”, e sono disposti a scendere (molto) a patti con la qualità pur di poter gestire enormi quantitativi in grado di raggiungere grandi fette di mercato. Come tutte le industrie, anche in quella del caffè risparmiare sull’approvvigionamento della materia prima è il passo numero uno per limitare i costi. Quando si parla di una piccola torrefazione artigianale, il concetto è esattamente l’opposto. Lontane dalle logiche di mercato e fortemente motivate nel voler offrire alla propria nicchia di mercato prodotti davvero unici e di pregio, le torrefazioni come la nostra sanno bene che partire da una materia prima eccellente ed altamente selezionata è il punto principe dell’intera catena. Solo selezionando le migliori piantagioni in giro per il mondo si andrà ad ottenere un prodotto in grado di distinguersi dalla grande distribuzione e farsi scegliere da intenditori e appassionati con buon gusto.

2 La produzione viene seguita di persona ad ogni fase

 

Nei grandi stabilimenti i macchinari sono certamente seguiti e controllati, ma nelle torrefazioni artigianali di caffè l’attenzione è maniacale e, trattandosi di impianti più piccoli, il controllo è più dettagliato ed eseguito di persona dal torrefattore. Eseguiamo controlli e assaggi per testare continuamente il risultato delle lavorazioni, perché abbiamo ben in testa il prodotto che vogliamo ottenere.
Inoltre il caffè artigianale viene prodotto per ordini relativamente piccoli, certamente più piccoli di quelli delle grandi catene di distribuzione. Ciò significa che le cialde, capsule o le miscele saranno più fresche e non dimenticate per mesi su qualche scaffale.

3 Il Torrefattore ci mette davvero la faccia

 

Chi produce caffè artigianale in piccole torrefazioni a conduzione familiare come la nostra ha spesso un rapporto diretto con il cliente, che non di rado va a visitarlo e testa i prodotti sul luogo (e non sapete che grande gioia è per noi avere qua i nostri clienti e fargli assaggiare le nostre specialità!).
Per qualunque produttore/venditore è importante sapere di offrire un prodotto di qualità, ancor di più però se il cliente non è un compratore in qualche supermercato a centinaia o migliaia di chilometri, ma qualcuno che incontri e che si fida del modo in cui lavori. Tra le qualità del caffè artigianale c’è anche questa: il torrefattore ci mette davvero la faccia e non vorrà mai rischiare di perdere o compromettere la propria posizione con i clienti offrendo un prodotto al di sotto delle aspettative.

4 Le varietà di caffè artigianale sono più numerose e creative

5 qualità del caffè artigianale

Chi decide di mettersi a capo di una torrefazione artigianale lo fa perché il caffè è una sua grande passione. Conoscere nuove piantagioni, scovare nuove qualità di chicchi e unirle sapientemente per dare vita a caffè ricchi di aromi e sfumature è una delle parti più entusiasmanti del lavoro. Noi della Torrefazione Trinci studiamo con cura le ricette delle nostre miscele e proponiamo periodicamente delle novità per dare la possibilità ai clienti di sperimentare espressi nuovi e sorprendenti. Come piccola torrefazione, non siamo sempre e necessariamente vincolati a logiche di produzione che richiedono uno stravolgimento totale se anche un solo elemento viene modificato. Produciamo “in piccolo” e questo ci lascia la libertà di sperimentare con più facilità… e forse la prossima creazione potrebbe diventare il tuo caffè preferito!

5 Attenzione al commercio equo-solidale

5 qualità del caffè artigianale

Il nostro amore per il caffè è anche amore e rispetto per chi produce la materia prima per noi tanto preziosa. Alcuni dei paesi dove si trovano le piantagioni non brillano esattamente per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Noi di Trinci Caffè certifichiamo con il marchio Fair Trade il nostro impegno verso condizioni di lavoro (e quindi di vita) adeguate. Lo sfruttamento sconsiderato di risorse e persone non è accettabile, non c’è business che tenga.
Chi produce caffè artigianale ha rapporti ravvicinanti con lavoratori e fornitori del settore nei paesi di origine, il loro benessere non è negoziabile.

 

Vi abbiamo appena esposto 5 qualità del caffè artigianale ma credeteci, c’è un mondo ancora più vasto dietro la nostra attività. Passione, dedizione, conoscenze, professionalità e un grande, smisurato amore per il caffè. Non siete curiosi di sentire che sapore ha tutto questo? Date un’occhiata al nostro shop online o vieni a trovarci in provincia di Pisa!

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Invenzione della macchina per caffè

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Invenzione della macchina per caffè

Facciamo un salto indietro nel tempo per scoprire come è nato uno degli elettrodomestici più apprezzato dagli Italiani

Se il caffè espresso è diventato così popolare, amato e diffuso anche al di fuori dei confini italiani, è certamente anche per la praticità e velocità della sua preparazione. Con le moderne macchine per espresso bastano veramente pochi secondi per poterne gustare una tazzina, sia a casa che al bar. Come molte delle nostre abitudini ci sembra un gesto scontato e banale, ma dobbiamo pensare che fino a meno di due secoli fa la preparazione del caffè avveniva con tempi e metodi molto diversi. A chi dobbiamo l’invenzione della macchina per caffè, oggi per noi irrinunciabile?

Angelo Moriondo: la geniale intuizione

Invenzione della macchina per caffè

Poche persone ne conoscono il nome, eppure dovrebbe essere considerato una sorte di eroe nazionale, visto quanto siamo affezionati al nostro espresso. Angelo Moriondo, Torinese classe 1851, è colui al quale dobbiamo la geniale intuizione di creare una macchina in grado di produrre più caffè in tempi ridotti.

Proveniente da un’agiata famiglia di imprenditori, proprietario a sua volta di un Hotel e di un Cafè nella vivace scena Torinese di fine ‘800, non ci mise molto a realizzare che il caffè era una delle bevande più richieste e apprezzate dai clienti delle sue strutture. Solo che a quel tempo per ottenere un caffè attraverso il processo di infusione servivano preziosi minuti: non un grande problema per la clientela rilassata che si sedeva ai tavolini leggendo un quotidiano, ma poco adatta a commercianti e imprenditori più di fretta, o alle giornate con un grande numero di consumatori. Come poter ottimizzare la preparazione della tanto richiesta bevanda? La soluzione non poteva che essere una macchina con la quale poter preparare un maggior numero di caffè in un arco di tempo ridotto. Il 1884 fu per Moriondo l’anno ideale per presentare il frutto dei suoi esperimenti: si teneva infatti a Torino l’Expo Generale, l’occasione perfetta per presentare ad un ampio pubblico nazionale e internazionale i suoi “nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda”.
Il primo “apparecchio” per preparare caffè in maniera espressa era un grande cilindro in grado di contenere 150 litri d’acqua. Aveva al suo interno una caldaia in ottone che un fornello a gas provvedeva a mantenere in pressione. Sui lati erano posizionati gli scompartimenti per contenere il caffè torrefatto. Azionando un rubinetto, l’acqua raggiungeva velocemente il contenitore attraverso una serie di serpentine et voilà, il caffè era pronto. Era nato l’Espresso, con brevetto ufficialmente rilasciato il 16 maggio 1884.

Il macchinario per la preparazione del caffè attrasse le attenzioni di molti presenti all’esposizione e Moriondo avrebbe certamente potuto costruire una fortuna grazie alla sua geniale invenzione. Decise invece di utilizzare la macchina da lui inventata solo in poche strutture (hotel e cafè) di sua proprietà, nell’ottica di offrire ai suoi clienti un servizio esclusivo. Fu così che il brevetto passò in altre mani che ne decretarono la diffusione sui mercati.

Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni: due nomi importanti nella storia dell’invenzione della macchina per caffè

 

Se è di Angelo Moriondo la prima intuizione con conseguente brevetto della macchina per produrre più caffè più velocemente, è ai Milanesi Luigi Bezzera e Desiderio Pavoni che si devono la commercializzazione e l’industrializzazione del prodotto che ha rivoluzionato le abitudini degli Italiani.
Luigi Bezzera perfezionò il modello di Moriondo a livello meccanico e consentì l’uso del brevetto all’amico e imprenditore Desiderio Pavoni. Dotato di grande spirito innovatore e di indiscusse abilità commerciali, Pavoni fonda la Pavoni S.p.A., che sarà la prima industria a realizzare macchine per espresso in serie. Il primo modello prese il nome di “Ideale” ed era macchina per espresso in ottone cromato a sviluppo verticale, con una caldaia mantenuta in pressione da un fornello a gas. Le richieste del mercato aumentarono di mese in mese, garantendo all’azienda meneghina un grande successo e a tanti Italiani la possibilità di gustarsi un caffè in tempi brevi.

Achille Gaggia: dobbiamo dire grazie a lui per la deliziosa crema dell’espresso

Se con Moriondo, Bezzera e Pavoni si erano gettate le basi per la produzione di macchine in grado di produrre caffè velocemente, è ad Achille Gaggia che si deve il brevetto che perfezionò il metodo di preparazione fino ad ottenere espressi più gustosi e cremosi.
Fondamentale per questo processo fu l’esperienza di Gaggia nel caffè di famiglia, il “Caffè Achille” a Milano. Osservando abitudini e gusti dei propri clienti, capì che se già così l’espresso era molto apprezzato, aggiustando dei dettagli nel gusto e nella corposità sarebbe diventato ancora più amato. Aiutato dall’ingegnere Antonio Cremonese, Gaggia creò un sistema a torchio (battezzato “Lampo”) in grado di sfruttare non più la pressione del vapore, ma direttamente quella dell’acqua. Grazie a questa modifica, il cui brevetto fu depositato nell’anno 1938, il sapore della bevanda ottenuta risultava più gradevole, e fece inoltre la sua prima apparizione la cremina sulla superficie della tazza. Ci siamo, fa il suo ingresso nella storia l’espresso quasi identico a come lo conosciamo oggi.

invenzione della macchina per caffè

Oggi premere un tasto ed ottenere un caffè in pochi secondi ci sembra il gesto più banale del mondo, ma l’invenzione della macchina per caffè è stato un avventuroso viaggio che ha visto protagonisti uomini capaci e appassionati, probabilmente neppure pienamente consapevoli della portata che le loro intuizioni avrebbero avuto nei secoli a venire.

Se le macchine per espresso sono quindi ormai ampiamente disponibili sul mercato, chiaramente con diversi livelli di qualità (noi consigliamo DeLonghi), ciò che può fare una grande differenza è la qualità del caffè.
Scegliere cialde, capsule, grani o miscele provenienti da Torrefazioni Artigianali come la nostra significa assicurarsi di bere un prodotto gustoso, etico, creato con sapienza e passione da mani esperte.
Guarda il nostro e-shop o vieni a trovarci a Buti (Pisa) per riscoprire il gusto autentico di un caffè ben fatto che renda onore alle geniali intuizioni e alle grandi passioni di coloro che hanno contribuito alla nascita dell’espresso!

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3 consigli su come conservare il caffè

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

3 consigli su come conservare il caffè

Vediamo alcuni accorgimenti per preservare la qualità dell'espresso

Il punto di partenza per godersi un buon espresso a casa è certamente acquistare una materia prima di qualità, meglio se da torrefazioni artigianali. Ma una volta che il prodotto giunge nelle vostre case, è anche fondamentale preservare le sue caratteristiche organolettiche nella maniera giusta. Ecco quindi 3 consigli su come conservare il caffè.

1: Proteggete il caffè dai suoi nemici principali

3 consigli su come conservare il caffè

Sia che si parli di caffè in chicchi, sia di caffè macinato, i principali nemici del prodotto sono 2: aria e umidità.
Il contatto con l’aria scatena la perdita di aromi. L’umidità, come è facile immaginare, favorisce l’avvio del processo di irrancidimento.
Questo dipende dal fatto che nel caffè (in chicco e macinato) è naturalmente presente una piccola quantità di grassi che, sottoposti alle condizioni sbagliate come appunto eccessiva umidità, avviano l’indesiderato processo che altera in maniera evidente il sapore del caffè.
Dopo aria e umidità, sono luce e calore a poter causare danni a chicchi e polvere. Entrambi possono avere effetti veramente spiacevoli sul prodotto che andrete a bere.
Per la conservazione sono quindi banditi contenitori senza copertura/chiusura e postazioni in cucina che siano esposte a luce e calore eccessivi. Queste prime indicazioni ci portano diritti diritti al secondo dei nostri 3 consigli su come conservare il caffè.

2: Scegliete il contenitore giusto e posizionatelo nel luogo adatto

3 consigli su come conservare il caffè

Nel punto 1 abbiamo visto quali sono, in ordine di importanza, i principali nemici della corretta conservazione del caffè: aria, umidità, luce e calore. Quindi, come e dove conservarlo per proteggerlo il più possibile?
Il contenitore deve essere ermetico, in acciaio o vetro, in colore scuro (non ne scegliete mai uno trasparente!).
Anche la dimensione è importante. Evitate contenitori troppo grandi dove la quantità di aria sarà sempre uguale o maggiore al contenuto del caffè. In questo senso, è importante anche prestare attenzione alle quantità di caffè che acquistate: se il vostro consumo casalingo è limitato ad 1 o 2 espressi al giorno ad esempio, evitate di comprare confezioni grandi.
Le qualità del caffè sono così delicate che si disperdono in tempi brevissimi, quindi consumare il prodotto di una stessa confezione per più di 1 settimana/10 giorni non vi aiuterà a godervi una buona tazzina.
Una volta individuato il giusto contenitore, passate alla scelta del luogo dove conservarlo, che ovviamente non deve essere casuale. Come si legge sulle confezioni, esso deve essere “fresco e asciutto”, e la temperatura ideale deve essere compresa tra i 10° e i 25°. L’ideale è quindi individuare un angolo in una credenza o dispensa dove posizionare il vostro contenitore, riparato dalla luce e distante da fonti di calore come forno e piani di cottura (ricordatevi che il calore va verso l’alto, quindi niente armadietti posizionati sopra al fornello, per esempio).

3: Niente frigo o congelatore e niente elementi estranei nel contenitore

 

Il terzo consiglio che vogliamo darti è in realtà un non-consiglio. Si sente spesso dire che per preservare più a lungo le qualità del caffè in grani o in polvere sia utile conservarlo in frigorifero (forse ricorderete di aver visto i barattoli di caffè in frigo a casa dei nonni, per esempio). Ecco, niente di più sbagliato. Se pensiamo ai principali nemici menzionati nel punto 1, è vero che il frigo protegge da luci e fonti di calore, ma ci sono due fattori che ci portano a considerarlo uno dei luoghi peggiori per la conservazione.
Innanzitutto, se il contenitore scelto non è ermetico e adatto, c’è il rischio che gli odori di altri cibi contaminino l’odore e il sapore del caffè.
In secondo luogo, ogni volta che togliete il contenitore dal frigo per prepararvi un caffè (una, due, tre, quattro volte al giorno?!) sottoponete il prodotto ad un micro shock termico, favorendo la creazione di condensa. Il che può portare a sua volta alla creazione di umidità che, come abbiamo visto nel punto 1, può deteriorare irrimediabilmente il sapore del vostro espresso.
Altro non-consiglio è quello di aggiungere nel contenitore del caffè elementi estranei come, e citiamo i più comuni, un tappo di sughero o la buccia di una mela o di una patata. In passato si credeva che questo accorgimento limitasse l’umidità, che veniva appunto “assorbita” dagli elementi terzi. Ma non è assolutamente così. L’unico risultato che potrete ottenere sarà quello di alterare, rendendole più sgradevoli, le caratteristiche organolettiche del vostro caffè.

In conclusione: dove e come conservare il caffè

3 consigli su come conservare il caffè

Per riassumere, dovrete conservare il vostro prodotto in un contenitore scuro ed ermetico, lontano da forni e fornelli e assolutamente mai in frigo. Tutti questi accorgimenti valgono naturalmente anche per il caffè in cialde o capsule.
No inoltre ad “elementi salva-freschezza casalinghi come sugheri o bucce di mela!
Concludiamo ricordandovi che chicchi e caffè macinato hanno tempi di deterioramento diversi. Sebbene siano entrambi molto delicati quando si parla di aromi e profumi, è importante tenere a mente che i chicchi mantengono le loro proprietà organolettiche un po’ più a lungo rispetto al caffè macinato. Acquistare il caffè in grani e macinarlo sul momento può quindi un buon modo per bere un espresso dall’aroma più pieno. Il prodotto macinato può comunque regalare ottime sensazioni, a patto che sia di prima qualità e realizzato in quantità non industriali come accade nella nostra Torrefazione Artigianale in provincia di Pisa.
Contattaci o vieni a trovarci, scopri dei caffè dai gusti pieni e sorprendenti e poi… conservali come si deve!

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Caffè per dimagrire

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Caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?

Facciamo chiarezza sul ruolo del caffè nella perdita di peso

Quando si parla di regimi alimentari pensati per perdere peso, sono tanti e di ogni tipo i consigli che si leggono o si sentono.
Infusi, beveroni, cibi miracolosi e tanto altro. Non tutto, ovviamente, ha un fondo di verità. Tra le varie soluzioni proposte, si parla spesso di caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?
Vedremo insieme delle informazioni utili sull’argomento ma cominciamo con una precisazione doverosa: per perdere peso in maniera salutare è necessario mangiare bene e nelle giuste quantità, e svolgere attività fisica anche leggera.
Non ci sono pozioni magiche capaci di realizzare miracoli, non ci sono scorciatoie o trucchetti. Cibo sano e movimento. Tanto banale quanto efficace, sia per perdere peso, sia per mantenere la forma raggiunta nel tempo.
Dal caffè può arrivare tutt’al più un piccolo aiuto. Vediamo come.

Caffeina e metabolismo

caffè per dimagrire

L’elemento dell’espresso che ha effetto sul nostro organismo a più livelli è la caffeina.
Abbiamo già parlato di come essa possa influire positivamente sulle performance sportive, trovi l’articolo qui.  
Questa sostanza è stimolante ed agisce sia sul sistema nervoso che sul metabolismo.
L’effetto sul sistema nervoso è noto a tutti noi: stato di maggiore concentrazione, abbassamento temporaneo della stanchezza mentale, inibizione della sonnolenza ecc. Non è un caso che ricorriamo spesso ad una buona tazzina di espresso non solo per il suo gusto gradevole, ma anche per ottenere una piccola sferzata di energia durante la giornata.

L’effetto sul metabolismo è meno noto, vediamo di cosa si tratta.
Partiamo innanzitutto dal definire in maniera molto semplice il metabolismo, che altro non è che il processo attraverso il quale il nostro organismo trasforma ciò che mangiamo in energia spendibile per le nostre attività. Più in particolare, il metabolismo basale è la quantità di energie (calorie) che il nostro corpo consuma in uno stato di veglia e rilassamento e non-attività.
La molecola della caffeina è in grado di stimolare il rilascio di particolari sostanze, le catecolamine, responsabili dell’aumento del metabolismo basale. Si tratta di un aumento di circa il 10-15%. Questo significa che, a parità di condizioni, in uno stato di inattività, il nostro corpo brucerà una manciata di calorie in più se la quantità di catecolamine è maggiore.

Caffeina e lipidi

caffè per dimagrireAltro effetto della caffeina legato alla catecolamina è quello esercitato sul tessuto adiposo catecolamino-dipendente. La sua azione è definita lipolitica, ovvero in grado di distruggere o disgregare i grassi. Questo non significa ovviamente che bere un caffè dopo aver gustato una fetta di torta cancellerà i grassi e le calorie in essa contenuti! Stiamo parlando di processi e reazioni molto complesse che avvengono nel nostro organismo, e di come la caffeina possa contribuire in maniera comunque ridotta a limitare la quantità di lipidi assorbita.

Diversi studi condotti su campioni di individui adulti hanno inoltre individuato un rapporto tra consumo di caffè e mantenimento del peso corporeo. Tendenzialmente i consumatori abituali di caffeina tendono ad essere meno esposti al rischio di obesità, ma si tratta di ricerche ancora in corso d’opera. I risultati sono promettenti ma ancora da studiare a fondo.

Caffè per dimagrire: cosa NON fare


Se è quindi scientificamente innegabile che la caffeina possa avere un seppur piccolo ruolo positivo sul metabolismo e sui tessuti adiposi, è importante sottolineare cosa non fare per non vanificare i suoi effetti o addirittura per non avere conseguenze sgradevoli sulla salute.

Innanzitutto, il caffè da prediligere è quello amaro: se il nostro obiettivo è tenere sotto controllo il peso corporeo, sarà bene lasciare zucchero, latte, panna e caffè corretti solo a poche occasioni speciali. Il rischio è quello di avere l’effetto opposto, ovvero di esagerare con calorie e grassi saturi.caffè per dimagrire

Altra cosa assolutamente da evitare è quella di esagerare con i caffè nella speranza di un miracolo sul nostro corpo: 3/4 tazzine al giorno possono apportare molti benefici, ma superare abitualmente queste dosi può avere effetti spiacevoli quali, ad esempio, aumento dello stato di ansia e della frequenza cardiaca. Inoltre troppi espressi, soprattutto se bevuti alla sera, incidono negativamente sulla qualità del riposo notturno e questo sì, è uno degli elementi strettamente connessi all’aumento di peso.

Caffè per dimagrire: come comportarsi quindi?

caffè per dimagrireSe il vostro obiettivo è perdere qualche chilo e sentirvi più in forma ed energici, la strada è soltanto una: sana alimentazione e regolare attività fisica (e non stiamo necessariamente parlando di sessioni distruttive in palestra, una camminata di 30/40 minuti due/tre volte alla settimana è già di enorme aiuto).
Bere un (buon) espresso, oltre a regalarvi un prezioso momento di piacere e un po’ di energia in più, può dare un piccolo aiuto al vostro metabolismo, il che ovviamente non guasta.


Se volete rendere questo piccolo aiuto per la vostra remise en forme veramente speciale e salutare, scegliete un caffè di qualità e controllato come quello prodotto nella nostra torrefazione artigianale in Toscana.
Ordinate online o venite a trovarci in provincia di Pisa, scegliete il modo più gustoso per beneficiare degli effetti positivi della caffeina!

 

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Caffè Arabica e Robusta

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Caffè Arabica e Robusta: quali differenze?

Cosa contraddistingue le due varietà più diffuse di caffè?

Bere un buon espresso è uno dei piccoli piaceri che ci concediamo ogni giorno, per fare il pieno di gusto ed energia.

Sotto l’etichetta “caffè espresso” si nasconde un mondo di varietà, aromi e sfumature diverse. Oggi parliamo delle caratteristiche delle due varietà più diffuse: Caffè Arabica e Robusta.

Quali differenze ci sono, a partire dalla pianta fino al gusto in tazzina? Scopriamolo insieme!

Caffe-Arabica-e-Robusta

Caffè Arabica e Robusta: caratteristiche pianta e coltivazione

Caffè Arabica e Robusta_1

Iniziamo col dire che la varietà Arabica (Coffea Rubiaceae) rappresenta ben il 70% della produzione mondiale di caffè, nonostante sia la qualità più delicata. Originaria dell’Etiopia, viene coltivata con successo vaste aree dell’Africa Orientale ed anche in America Latina, tanto che il Brasile risulta il maggior produttore.
L’arbusto di questa tipologia di caffè è molto delicato e per dare il meglio in termini di produzione e caratteristiche organolettiche necessita di alte quote: dai 900 fino ai 2000 metri sul livello del mare.
Il terreno migliore è quello ricco di sali minerali, e fondamentali risultano naturalmente il clima caldo (ma con una forbice ben definita tra i 15° e i 25°) ed una buona e regolare presenza di piogge.
Date queste condizioni ideali, la pianta può crescere fino a raggiungere i 10 metri di altezza, producendo chicchi dal colore rosso intenso una volta maturi e dalla forma allungata.

 

Per quanto riguarda la varietà Robusta (Coffea Canephora), il nome già ci fa intuire che l’arbusto è di per sé meno delicato.

Caffè Arabica e Robusta

Originaria dell’Africa Occidentale, questa pianta viene coltivata in vaste zone lungo tutta la fascia tropicale, dove caldo e umidità contribuiscono alla sua crescita.
L’altitudine non è un elemento fondamentale per questo arbusto, che prospera anche in zone più basse e riesce a sopravviver

 

e anche senza regolari quantità di piogge. Le temperature ideali sono quelle tra i 20° e i 30°.
L’arbusto d

i questa tipologia ha dimensioni più ridotte, raggiungendo al massimo gli 

8 metri di altezza, e produce chicchi di colore giallastro dalla forma tondeggiante.

Caffè Arabica e Robusta: differenza nel gusto

 

Fra Arabica e Robusta, la prima è considerata come varietà più pregiata a causa della sua delicatezza ed è tendenzialmente più apprezzata a livello di gusto: questo risulta in un prezzo di mercato leggermente più alto.
Se volessimo riassumere molto nel dettaglio, potremmo dire che il caffè Arabica ha un sapore più delicato e “dolce” mentre il caffè Robusta si contraddistingue per un gusto più forte e deciso. Ma vediamo qualche dettaglio in più.

 Caffe-Arabica-e-Robusta

Un espresso realizzato con la varietà Arabica si contraddistingue innanzitutto da una sottile crema color nocciola. Il gusto è privo di note particolarmente aggressive per il palato, risulta invece caratterizzato da aromi di fruttati, freschi e di cioccolato, con un retrogusto caramellato. Le note amare sono certamente presenti ma in maniera poco persistente, prevale semmai una leggera acidità.

Se assaporiamo invece un espresso prodotto a partire dalla varietà Robusta riscontreremo una componente amara più marcata. La crema in superficie è caratterizzata da tonalità più scure ed il sapore è caratterizzato da intense note speziate con retrogusto legnoso. Nel complesso, l’aroma risulta più intenso e persistente.

Caffè Arabica e Robusta: stesso contenuto di caffeina?

Caffe-Arabica-e-RobustaAdesso che abbiamo analizzato le differenti caratteristiche botaniche e di coltivazione tra le due varietà, sarà facile immaginare che anche il contenuto di caffeina sia molto diverso.

Infatti la qualità Robusta contiene circa il doppio della caffeina rispetto alla varietà Arabica: 2/3% contro 1/1,5%.

Anche alla luce di questo dato, non sorprende che l’espresso realizzato con chicchi di piante della varietà Robusta abbia un sapore che è immediatamente percepito come più intenso ed energico.

Il maggiore contenuto di caffeina della Robusta la rende perfetta quando abbiamo bisogno di una carica in più!

Caffè Arabica e Robusta: quale varietà è migliore?

 

In conclusione di questo articolo Caffè Arabica e Robusta: quali differenze, la domanda sorge naturalmente spontanea. Quale varietà è migliore? La risposta a questa domanda è quanto mai soggettiva e dipende interamente dal gusto personale.


Come torrefattori artigianali e grandi appassionati, il nostro compito è quello di selezionare i chicchi migliori di queste ed altre varietà, per offrire ai nostri clienti caffè monorigine e miscele che si contraddistinguano per aromi e sapori dalle diverse sfumature.

Il mondo dell’espresso è affascinante proprio per la sua varietà: dai un’occhiata al nostro shop https://shop.trincicaffe.it/it/home , vieni a trovarci nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa o contattaci.

Saremo felici di farti scoprire nuovi ed intensi aromi!

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Valori nutrizionali del caffè

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Valori nutrizionali del caffè

Cosa contiene la nostra tazzina?

Quando ci concediamo un espresso non ci interroghiamo molto sul suo effettivo contenuto: ovviamente siamo consapevoli che contenga caffeina, e a volte lo beviamo proprio perché confidiamo di riceverne un po’ di energia in più per affrontare la giornata. Ancora più spesso ce lo concediamo solo perché ci piace e ci va, per godere del suo gusto e del suo aroma. Ma cosa contiene veramente la nostra tazzina? Vediamo insieme i principali valori nutrizionali del caffè.

Proprietà nutrizionali del caffè, più ricco di quanto si pensi

Valori nutrizionali del caffè

Innanzitutto cominciamo col dire che i valori a cui si fa riferimento sono valori medi, che possono leggermente variare da una tipologia all’altra di caffè anche se con differenze minime. Per parlare dei valori nutrizionali del caffè si fa riferimento alla quantità standard di 100 grammi di caffè macinato, delle due varietà più presenti in commercio, ovvero Robusta e Arabica.
Tenete presente che mediamente per un espresso si utilizzano 7 grammi di caffè.

Caffè: quanta acqua, carboidrati, proteine e grassi contiene?

 

Acqua: 4 grammi. Il processo di tostatura e macinatura lasciano comunque una piccola componente di acqua.

Carboidrati: circa 28 grammi (per cui meno di 2 grammi a tazzina). Spesso demonizzati perché associati (erroneamente) all’aumento di peso, sono la principale fonte di energia per il nostro organismo.

Proteine: circa 10 grammi. La quantità della singola tazzina è irrisoria, nei 3 – 4 caffè bevuti al giorno rimane moderata ma, sapendo quanto sono fondamentali le proteine nella nostra alimentazione è comunque un dato positivo.

Grassi: circa 15 grammi. Altra parola che a volte spaventa, ma ricordiamoci che i lipidi sono trasportatori di vitamine liposolubili, oltre a rivelarsi fondamentali ad esempio per coagulazione del sangue, per il funzionamento dei sistemi cardiovascolare e immunitario.

Caffè: quali elementi essenziali contiene?

Valori nutrizionali del caffè

Il caffè contiene anche, sebbene in quantità piccole se considerata la singola tazzina, alcuni degli elementi essenziali per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo. Vediamo un po’ di numeri, sempre calcolati sui 100 grammi di caffè macinato:

Ferro: 4 mg. Il ferro, fra le altre sue qualità, è coinvolto nella formazione dei globuli rossi e nel rafforzamento del sistema immunitario.

Calcio: 130 mg. Come è risaputo, questo elemento ha un ruolo fondamentale per la salute di ossa e denti.

Fosforo: 160 mg. Anch’esso importante per ossa e denti, è inoltre coinvolto nella trasformazione del cibo in energia.

Potassio: 2020 mg. Il potassio ha molte virtù, fra queste ricordiamo che aiuta la memoria, controlla la corretta contrazione muscolare e il livello della pressione arteriosa, riduce il rischio di calcoli renali… e molto altro ancora.

Sodio: 74 mg. Il sodio è coinvolto nel passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e ha un ruolo anche nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Caffè: contiene vitamine?

 

Le vitamine sono scarsamente presenti nel caffè, ritroviamo però:

 

Vitamina B2 o Riboflavina: 0.2 mg. Importante per la vista, per il metabolismo energetico e per mantenere unghie, pelle e capelli sani.

 

Vitamina B3 o Niacina: 10 mg. Ha un ruolo nel processo di digestione, protegge la pelle e aiuta la circolazione sanguigna.

E la caffeina? Quanta ne contiene un caffè?

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo lasciato questo elemento per ultimo proprio perché è il più conosciuto, ma non ce ne siamo affatto dimenticati!
La caffeina (il cui nome scientifico è 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione) è nota per le sue proprietà rinvigorenti e stimolanti sia per la mente che per il corpo.
È infatti assunta in formati e dosi diverse per migliorare le performance intellettuali e fisiche.
Ha inoltre un’azione detox sul fegato, da’ una piccola spinta al metabolismo, riduce il rischio di malattie di celebrali e, questo lo avrete sicuramente testato, migliora l’umore!

Una tazzina di espresso (circa 35ml) può contenere tra i 50 e gli 80 mg di caffeina, la dose può raggiungere i 120 mg se si tratta di caffè moka.

Come per tutte le sostanze, anche con la caffeina è salutare non eccedere con le dosi.
Quantitativi troppo alti all’interno dell’organismo possono causare acidità di stomaco, insonnia, cefalea e tachicardia in casi più rari.

Qualità eccellente e quantità giusta: il binomio perfetto se si parla di caffè

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo voluto passare in breve rassegna i valori nutrizionali del caffè per darvi qualche informazione in più sulla bevanda più apprezzata nel nostro paese, proprio perché spesso si pensa che caffè faccia rima solo con caffeina. Ovviamente è bene rispettare la dose raccomandata di circa 3 – 4 caffè al giorno per sfruttare i suoi benefici e non fare conoscenza invece dei suoi effetti meno piacevoli.

Oltre alle dosi, rispettate la storia e la fama dell’espresso consumando prodotti di prima qualità, come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale in Toscana. Miscele, capsule, cialde e grani studiati nella loro composizione per offrirvi sapori e aromi unici e realizzati con professionalità e passione dalla nostra famiglia. Scopri qualcosa di più sulla nostra filosofia qui https://www.trincicaffe.it/i-prodotti/filosofia-trinci/ e contattaci per scoprire quello che diventerà il tuo caffè preferito!