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Caffè per dimagrire

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Caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?

Facciamo chiarezza sul ruolo del caffè nella perdita di peso

Quando si parla di regimi alimentari pensati per perdere peso, sono tanti e di ogni tipo i consigli che si leggono o si sentono.
Infusi, beveroni, cibi miracolosi e tanto altro. Non tutto, ovviamente, ha un fondo di verità. Tra le varie soluzioni proposte, si parla spesso di caffè per dimagrire: quanto c’è di vero?
Vedremo insieme delle informazioni utili sull’argomento ma cominciamo con una precisazione doverosa: per perdere peso in maniera salutare è necessario mangiare bene e nelle giuste quantità, e svolgere attività fisica anche leggera.
Non ci sono pozioni magiche capaci di realizzare miracoli, non ci sono scorciatoie o trucchetti. Cibo sano e movimento. Tanto banale quanto efficace, sia per perdere peso, sia per mantenere la forma raggiunta nel tempo.
Dal caffè può arrivare tutt’al più un piccolo aiuto. Vediamo come.

Caffeina e metabolismo

caffè per dimagrire

L’elemento dell’espresso che ha effetto sul nostro organismo a più livelli è la caffeina.
Abbiamo già parlato di come essa possa influire positivamente sulle performance sportive, trovi l’articolo qui.  
Questa sostanza è stimolante ed agisce sia sul sistema nervoso che sul metabolismo.
L’effetto sul sistema nervoso è noto a tutti noi: stato di maggiore concentrazione, abbassamento temporaneo della stanchezza mentale, inibizione della sonnolenza ecc. Non è un caso che ricorriamo spesso ad una buona tazzina di espresso non solo per il suo gusto gradevole, ma anche per ottenere una piccola sferzata di energia durante la giornata.

L’effetto sul metabolismo è meno noto, vediamo di cosa si tratta.
Partiamo innanzitutto dal definire in maniera molto semplice il metabolismo, che altro non è che il processo attraverso il quale il nostro organismo trasforma ciò che mangiamo in energia spendibile per le nostre attività. Più in particolare, il metabolismo basale è la quantità di energie (calorie) che il nostro corpo consuma in uno stato di veglia e rilassamento e non-attività.
La molecola della caffeina è in grado di stimolare il rilascio di particolari sostanze, le catecolamine, responsabili dell’aumento del metabolismo basale. Si tratta di un aumento di circa il 10-15%. Questo significa che, a parità di condizioni, in uno stato di inattività, il nostro corpo brucerà una manciata di calorie in più se la quantità di catecolamine è maggiore.

Caffeina e lipidi

caffè per dimagrireAltro effetto della caffeina legato alla catecolamina è quello esercitato sul tessuto adiposo catecolamino-dipendente. La sua azione è definita lipolitica, ovvero in grado di distruggere o disgregare i grassi. Questo non significa ovviamente che bere un caffè dopo aver gustato una fetta di torta cancellerà i grassi e le calorie in essa contenuti! Stiamo parlando di processi e reazioni molto complesse che avvengono nel nostro organismo, e di come la caffeina possa contribuire in maniera comunque ridotta a limitare la quantità di lipidi assorbita.

Diversi studi condotti su campioni di individui adulti hanno inoltre individuato un rapporto tra consumo di caffè e mantenimento del peso corporeo. Tendenzialmente i consumatori abituali di caffeina tendono ad essere meno esposti al rischio di obesità, ma si tratta di ricerche ancora in corso d’opera. I risultati sono promettenti ma ancora da studiare a fondo.

Caffè per dimagrire: cosa NON fare


Se è quindi scientificamente innegabile che la caffeina possa avere un seppur piccolo ruolo positivo sul metabolismo e sui tessuti adiposi, è importante sottolineare cosa non fare per non vanificare i suoi effetti o addirittura per non avere conseguenze sgradevoli sulla salute.

Innanzitutto, il caffè da prediligere è quello amaro: se il nostro obiettivo è tenere sotto controllo il peso corporeo, sarà bene lasciare zucchero, latte, panna e caffè corretti solo a poche occasioni speciali. Il rischio è quello di avere l’effetto opposto, ovvero di esagerare con calorie e grassi saturi.caffè per dimagrire

Altra cosa assolutamente da evitare è quella di esagerare con i caffè nella speranza di un miracolo sul nostro corpo: 3/4 tazzine al giorno possono apportare molti benefici, ma superare abitualmente queste dosi può avere effetti spiacevoli quali, ad esempio, aumento dello stato di ansia e della frequenza cardiaca. Inoltre troppi espressi, soprattutto se bevuti alla sera, incidono negativamente sulla qualità del riposo notturno e questo sì, è uno degli elementi strettamente connessi all’aumento di peso.

Caffè per dimagrire: come comportarsi quindi?

caffè per dimagrireSe il vostro obiettivo è perdere qualche chilo e sentirvi più in forma ed energici, la strada è soltanto una: sana alimentazione e regolare attività fisica (e non stiamo necessariamente parlando di sessioni distruttive in palestra, una camminata di 30/40 minuti due/tre volte alla settimana è già di enorme aiuto).
Bere un (buon) espresso, oltre a regalarvi un prezioso momento di piacere e un po’ di energia in più, può dare un piccolo aiuto al vostro metabolismo, il che ovviamente non guasta.


Se volete rendere questo piccolo aiuto per la vostra remise en forme veramente speciale e salutare, scegliete un caffè di qualità e controllato come quello prodotto nella nostra torrefazione artigianale in Toscana.
Ordinate online o venite a trovarci in provincia di Pisa, scegliete il modo più gustoso per beneficiare degli effetti positivi della caffeina!

 

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Valori nutrizionali del caffè

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Valori nutrizionali del caffè

Cosa contiene la nostra tazzina?

Quando ci concediamo un espresso non ci interroghiamo molto sul suo effettivo contenuto: ovviamente siamo consapevoli che contenga caffeina, e a volte lo beviamo proprio perché confidiamo di riceverne un po’ di energia in più per affrontare la giornata. Ancora più spesso ce lo concediamo solo perché ci piace e ci va, per godere del suo gusto e del suo aroma. Ma cosa contiene veramente la nostra tazzina? Vediamo insieme i principali valori nutrizionali del caffè.

Proprietà nutrizionali del caffè, più ricco di quanto si pensi

Valori nutrizionali del caffè

Innanzitutto cominciamo col dire che i valori a cui si fa riferimento sono valori medi, che possono leggermente variare da una tipologia all’altra di caffè anche se con differenze minime. Per parlare dei valori nutrizionali del caffè si fa riferimento alla quantità standard di 100 grammi di caffè macinato, delle due varietà più presenti in commercio, ovvero Robusta e Arabica.
Tenete presente che mediamente per un espresso si utilizzano 7 grammi di caffè.

Caffè: quanta acqua, carboidrati, proteine e grassi contiene?

 

Acqua: 4 grammi. Il processo di tostatura e macinatura lasciano comunque una piccola componente di acqua.

Carboidrati: circa 28 grammi (per cui meno di 2 grammi a tazzina). Spesso demonizzati perché associati (erroneamente) all’aumento di peso, sono la principale fonte di energia per il nostro organismo.

Proteine: circa 10 grammi. La quantità della singola tazzina è irrisoria, nei 3 – 4 caffè bevuti al giorno rimane moderata ma, sapendo quanto sono fondamentali le proteine nella nostra alimentazione è comunque un dato positivo.

Grassi: circa 15 grammi. Altra parola che a volte spaventa, ma ricordiamoci che i lipidi sono trasportatori di vitamine liposolubili, oltre a rivelarsi fondamentali ad esempio per coagulazione del sangue, per il funzionamento dei sistemi cardiovascolare e immunitario.

Caffè: quali elementi essenziali contiene?

Valori nutrizionali del caffè

Il caffè contiene anche, sebbene in quantità piccole se considerata la singola tazzina, alcuni degli elementi essenziali per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo. Vediamo un po’ di numeri, sempre calcolati sui 100 grammi di caffè macinato:

Ferro: 4 mg. Il ferro, fra le altre sue qualità, è coinvolto nella formazione dei globuli rossi e nel rafforzamento del sistema immunitario.

Calcio: 130 mg. Come è risaputo, questo elemento ha un ruolo fondamentale per la salute di ossa e denti.

Fosforo: 160 mg. Anch’esso importante per ossa e denti, è inoltre coinvolto nella trasformazione del cibo in energia.

Potassio: 2020 mg. Il potassio ha molte virtù, fra queste ricordiamo che aiuta la memoria, controlla la corretta contrazione muscolare e il livello della pressione arteriosa, riduce il rischio di calcoli renali… e molto altro ancora.

Sodio: 74 mg. Il sodio è coinvolto nel passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e ha un ruolo anche nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Caffè: contiene vitamine?

 

Le vitamine sono scarsamente presenti nel caffè, ritroviamo però:

 

Vitamina B2 o Riboflavina: 0.2 mg. Importante per la vista, per il metabolismo energetico e per mantenere unghie, pelle e capelli sani.

 

Vitamina B3 o Niacina: 10 mg. Ha un ruolo nel processo di digestione, protegge la pelle e aiuta la circolazione sanguigna.

E la caffeina? Quanta ne contiene un caffè?

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo lasciato questo elemento per ultimo proprio perché è il più conosciuto, ma non ce ne siamo affatto dimenticati!
La caffeina (il cui nome scientifico è 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione) è nota per le sue proprietà rinvigorenti e stimolanti sia per la mente che per il corpo.
È infatti assunta in formati e dosi diverse per migliorare le performance intellettuali e fisiche.
Ha inoltre un’azione detox sul fegato, da’ una piccola spinta al metabolismo, riduce il rischio di malattie di celebrali e, questo lo avrete sicuramente testato, migliora l’umore!

Una tazzina di espresso (circa 35ml) può contenere tra i 50 e gli 80 mg di caffeina, la dose può raggiungere i 120 mg se si tratta di caffè moka.

Come per tutte le sostanze, anche con la caffeina è salutare non eccedere con le dosi.
Quantitativi troppo alti all’interno dell’organismo possono causare acidità di stomaco, insonnia, cefalea e tachicardia in casi più rari.

Qualità eccellente e quantità giusta: il binomio perfetto se si parla di caffè

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo voluto passare in breve rassegna i valori nutrizionali del caffè per darvi qualche informazione in più sulla bevanda più apprezzata nel nostro paese, proprio perché spesso si pensa che caffè faccia rima solo con caffeina. Ovviamente è bene rispettare la dose raccomandata di circa 3 – 4 caffè al giorno per sfruttare i suoi benefici e non fare conoscenza invece dei suoi effetti meno piacevoli.

Oltre alle dosi, rispettate la storia e la fama dell’espresso consumando prodotti di prima qualità, come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale in Toscana. Miscele, capsule, cialde e grani studiati nella loro composizione per offrirvi sapori e aromi unici e realizzati con professionalità e passione dalla nostra famiglia. Scopri qualcosa di più sulla nostra filosofia qui https://www.trincicaffe.it/i-prodotti/filosofia-trinci/ e contattaci per scoprire quello che diventerà il tuo caffè preferito!

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Storia del caffè: origini di una bevanda divenuta mito.

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Storia del caffè

Le origini di una bevanda divenuta mito e tradizione.

Il caffè è senza dubbio uno dei simboli del Belpaese: l’espresso rappresenta un rito quotidiano irrinunciabile, che scandisce le nostre giornate, sia al lavoro, sia nel tempo libero.
Ma il viaggio per arrivare fino a noi è stato lungo e dobbiamo tornare indietro di molti secoli per scoprire qual è stata la storia del caffè e come sia arrivato fin qui.
Vediamo insieme le origini del caffè e il suo percorso per giungere (fortunatamente!) nelle nostre tazzine e in quelle di tutto il mondo.

Secolo IX d.C., Etiopia: fra leggenda e realtà

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Sebbene un viaggio a ritroso nel tempo non sia mai facile perché, più ci si allontana nel tempo e nello spazio e più le tracce si fanno confuse, su luogo e periodo della “nascita” dell’antenato del caffè non ci sono dubbi.

È il IX secolo d.C. e siamo in Etiopia, Africa, più precisamente nella regione del Kaffa (non vi sembra familiare questa parola?).È in questo territorio che nascono spontanee le prime piante di caffè, arbusti forti abituati ai climi caldi che donano delle speciali bacche come frutto. Circolano varie storie su come l’uomo abbia scoperto le favolose virtù di queste bacche: la leggenda più gettonata riguarda però un pastore di nome Kalid e, più nel dettaglio, le sue caprette.
Si racconta che un giorno il pastore avesse perso di vista il proprio gregge che tardava più del solito a tornare. Andò quindi a cercarlo e, quando lo trovò, si accorse che i suoi animali erano particolarmente vivaci ed energici. Incuriosito da questo fatto, seguì le capre e si accorse che si erano cibate di alcune bacche rosse prodotte da arbusti del territorio. Pensando potesse esserci un collegamento fra le bacche e l’insolita vitalità delle bestiole, ne raccolse un po’ e le portò al vicino monastero per sottoporle all’attenzione dei monaci, da sempre grandi esperti di piante, infusi e decotti.
I monaci ne ottennero un infuso dal gusto amaro che, si scoprì con stupore e piacere, riusciva a tenerli svegli anche durante le lunghe ore di preghiera. La strada per arrivare all’espresso sarebbe stata ancora lunga, ma il primo passo era stato fatto.

Dall’Etiopia allo Yemen, coltivazione e prime bevande.

storia del caffè Grazie alla vicinanza geografica dei due paesi, il caffè giunse dall’Etiopia nel vicino Yemen. Siamo più o meno tra il XIII e XIV secolo ed è nei paesi Arabi che le piante di caffè iniziano ad essere coltivate dall’uomo. Il successo dei suoi frutti in questi territori fu certamente dovuto al fatto che per motivi religiosi molti di questi popoli non potevano bere vino: immaginate quindi con quale entusiasmo fu accolta una bevanda in grado di dare vigore ed energia senza contraddire i dogmi della fede. Non a caso per molto tempo il caffè è stato noto come il “Vino d’Arabia”.

Siamo ancora lontani dalla bevanda che conosciamo, perché in questi territori le bacche venivano utilizzate per due preparazioni che poco o nulla hanno a che fare con un espresso: il qishr e il bunna.
Il qishr era un’infusione preparata con le bucce dei frutti del caffè, più simile al tè come consistenza. Il bunna veniva invece preparato partendo dalle bacche vere e proprie, che venivano bollite e lasciate nella bevanda, che aveva infatti una parte liquida e una più solida.

 

Dallo Yemen al mondo sulle rotte coloniali.

storia del caffè

Per anni lo Yemen mantenne il monopolio della coltivazione e dell’esportazione del caffè, consapevole della ricchezza che ne derivava. Era severamente vietato far uscire dal territorio piante o germogli di caffè ed è in questi anni che guadagna importanza un porto Yemenita il cui nome vi suonerà familiare: si tratta del porto di Mokha, che dal XV al XVII secolo fu il principale “centro di smistamento” del prezioso prodotto.

 

Come succede con ogni divieto però, alla fine c’è qualcuno che lo viola: fu un pellegrino Indiano di nome Baba Budan che, a seguito di scontri con le autorità locali, tornò nel suo paese di origine e volle portare con sé proprio i semi di una pianta di caffè, sfidando il monopolio Yemenita. Ne ebbe origine una coltivazione esistente ancora oggi, il cui nome è non a caso Plantation Bababudan.

 

Questo gesto apparentemente di poco conto dà invece alla storia del caffè un grande impulso: l’India era all’epoca colonia Olandese ed ecco che dopo l’Africa e l’Arabia, verso la fine del XVI secolo il caffè è finalmente pronto a fare il suo debutto in Europa e nel resto del mondo.

Il caffè in Italia: Venezia lo ama per prima.

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Sebbene Napoli sia considerata la città del caffè per antonomasia, è a Venezia che il caffè fa’ la sua prima apparizione nel Belpaese. La cosa non stupisce, visto che la Serenissima era al tempo estremamente attiva nei commerci e quindi in grado di intercettare prima di altri prodotti e novità. Nel 1570 il medico e botanico padovano Prospero Alpino portò dall’Oriente alcuni sacchi di quello che prometteva essere un prodotto naturale dalle mille virtù.
Non ci volle molto perché la bevanda si diffondesse prima tra l’Aristocrazia Veneta e pian piano nel resto del paese. È del 1683 l’apertura del primo Caffè in Piazza San Marco, “All’Arabo”. In poco tempo le caffetterie in città arrivano a 200.
Era nato l’amore fra Venezia e il caffè.

Da Venezia a tutta Italia: è nato un mito

storia del caffè Se Venezia fu certamente la prima a dare al caffè (che nel frattempo si stava affinando nel metodo di preparazione e nel gusto) l’importanza che meritava, ben presto le altre città Italiane seguirono il suo esempio.
A Roma, Firenze e in molte altre, i “Caffè” divennero ben presto luoghi di incontro di artisti, studiosi, politici, pensatori di ogni ramo del sapere: si trascorrevano ore a parlare, discutere, confrontarsi, sostenuti dall’energia dell’ormai immancabile bevanda arrivata da lontano.
Nel suo viaggio Italiano, il caffè arrivò a Napoli che, inizialmente scettica, non tardò poi ad apprezzarlo e celebrarlo.

Con l’entusiasmo e il calore degli estimatori Partenopei il caffè si avviava a divenire quel mito che ancora oggi, molti secoli dopo, fa parte della nostra storia e cultura.

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

E voi, da che parte state?

Sulla necessità e sul piacere di bere più caffè al giorno gli Italiani sono tutti d’accordo. Così come sono d’accordo sul fatto che la qualità dell’espresso debba essere ottima per poter veramente apprezzare il piccolo momento di pausa.
Un’amichevole divisione si riscontra invece tra due tipologie di consumatori: chi prende sempre il caffè in tazzina e chi preferisce berlo “al vetro”.
Parliamo delle differenze tra le due opzioni.

Caffè in tazzina: tradizione e temperatura

caffè al vetro o in tazzina

Se pensiamo all’espresso la prima immagine che ci viene in mente è quasi certamente quella di una bianca tazzina di porcellana o ceramica. Nata nella sua forma “embrionale” in Medio Oriente, si è poi diffusa nei secoli in tutta Europa e oltre, arrivando pian piano ad acquisire la sua forma completa corredata di manico e piattino.

Se il nome ci sembra un naturale diminutivo del termine “tazza”, in realtà in Italia dobbiamo necessariamente abbinare questa parola al pittore Luigi Tazzini: direttore artistico della Società di Ceramica Toscana Richard-Ginori dal 1896 al 1923, estimatore dell’Art Noveau, si devono a lui i primi modelli di tazzina dalle forme innovative e dal design che oggi definiamo moderno.

La regola vuole che la capienza massima della tazzina perfetta sia di 70 ml e che, nel momento in cui vi si versa il caffè, la sua temperatura sia già di 35/40°C.

E qui veniamo al punto focale della scelta della tazzina in ceramica o porcellana: la temperatura.
Trattandosi di un materiale più isolante rispetto appunto al vetro, esso trattiene meglio e più a lungo il calore, permettendo di gustare un caffè caldo e in grado di trattenere maggiormente gli aromi che lo caratterizzano.

Poter gustare un espresso alla giusta temperatura per un periodo un po’ prolungato può essere molto utile, vista l’abitudine di incontrarsi e chiacchierare davanti ad un buon caffè!

Caffè al vetro: estetica e schiuma.

caffè al vetro o in tazzina

Se la tradizione ci ha tramandato vari modelli di tazzine in ceramica e porcellana, tanto da diventare veri e proprio articoli da collezione, è invece relativamente più recente l’abitudine di bere il caffè in bicchierini di vetro. Basterà sostare in un bar frequentato per qualche motivo per sentire questa richiesta fatta al barman.

Quali sono gli aspetti che convincono una buona fetta degli Italiani a preferire quest’opzione?

Il primo motivo è di natura estetica: il vetro permette di vedere nella sua completezza, ancor prima di berla, la preziosa bevanda dai toni nocciola. Più che mai adatta, in questo caso, l’espressione “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Grazie alla trasparenza del materiale possiamo cogliere le sfumature e in qualche modo la corposità del nostro espresso, che sarà ovviamente gradevole per i nostri occhi solo se la qualità della miscela o dei chicchi è ottima. Da appassionati torrefattori artigianali quali siamo, ci permettiamo di dire che in caso contrario… è meglio non vedere!

Altro fattore citato da chi predilige il caffè in vetro è che la forma un po’ più “affusolata” del bicchierino permetterebbe la formazione di una schiuma in superficie più compatta e corposa. Questo non vale chiaramente se si tratta di tazzine dalla forma classica semplicemente realizzate con altro materiale.

La schiuma dell’espresso dipende in realtà dalle caratteristiche della varietà del chicco e dalla capacità di chi lavora alla macchinetta: sicuramente grazie al vetro la si può osservare meglio e apprezzare di più, iniziando a gustare il caffè già con gli occhi!

Ma quindi, meglio il caffè al vetro o in tazzina?

caffè al vetro o in tazzina

La risposta è chiaramente soggettiva ed ognuno segue il proprio gusto personale. Se si parte da miscele o mono-origine selezionati con cura, l’espresso che andremo a bere sarà sicuramente soddisfacente in entrambi i casi.

caffè al vetro o in tazzina

Indubbiamente la capacità della ceramica di trattenere il calore più a lungo determina una migliore persistenza di corpo e aromi.

A difesa del bicchierino possiamo dire che, se andate davvero di fretta o magari fa molto caldo, il vetro può essere una buona scelta perché il vostro espresso sarà meno bollente e la sua temperatura si abbasserà più in fretta.

Per concludere, scegliete il caffè al vetro o in tazzina, ma non venite a patti con la qualità se volete gustarvi un Espresso come si deve! 

Nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa ci dedichiamo con passione ed esperienza alla creazione di prodotti capaci di esaltare al meglio le caratteristiche del chicco.
Date un’occhiata al nostro e-shop per scoprire le nostre varietà di miscele, grani, cialde e capsule!

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

Vediamo insieme come curare al meglio la nostra macchinetta del caffè

Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile.

Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi.
C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Il nemico numero uno della macchina del caffè: il calcare

 Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile. Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi. C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè. Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Dopo la miscela o i chicchi, l’ingrediente principale del caffè è chiaramente l’acqua.

Essa contiene sali di calcio e magnesio in quantità variabili che con l’andare del tempo porteranno alla formazione di calcare.

È inevitabile, anche utilizzando acque minerali con bassi valori di residuo fisso.

Il calcare non fa altro che ricoprire lentamente ma inesorabilmente tutte le componenti e rallentare il passaggio del flusso d’acqua.

Questo maggior tempo di erogazione fa sì che la miscela di caffè o la cialda vengano surriscaldati per più tempo del necessario, dando al caffè quello sgradevole aroma amaro e di “bruciacchiato”.

Non vogliamo batteri nel nostro caffè!

come pulire la macchinetta del caffè

Il calcare non è l’unica conseguenza di una scarsa pulizia del nostro elettrodomestico preferito.

Come ogni altra macchina o superficie, una scarsa igiene porterà inevitabilmente alla proliferazione di batteri. Il rischio è ancora maggiore per le macchinette dotate anche di beccuccio per montare il latte per la preparazione di cappuccini o macchiati: non pulire con cura dopo ogni utilizzo porterà in brevissimo tempo alla formazione di colonie di batteri.
Crediamo non ci sia bisogno di spiegare per quale ragione non sia ideale lasciare che la nostra macchina per espresso diventi un ricettacolo di batteri e, oltre al comune senso di igiene, in questo caso si possono avere conseguenze anche sugli aromi in tazzina.

Insomma, non vogliamo batteri nel nostro caffè!

Pulizia della macchina del caffè con decalcificanti

Le più moderne macchine del caffè riportano nel libretto di istruzioni tutte le indicazioni necessarie e i vari marchi realizzano prodotti ad hoc per i propri apparecchi.

Noi, in quanto Torrefazione DeLonghi, consigliamo convintamente le loro linee di macchine per caffè, e per pulirle come si deve potete affidarvi ai decalcificanti da loro forniti.

Per questo come per altri marchi, sarà sufficiente attenersi alle istruzioni riportate per svolgere la pulizia in maniera eccellente.
Si tratterà di diluire il prodotto in dosi indicate e procedere con un “lavaggio a vuoto”.

Prodotto fai da te per la pulizia della macchina del caffè.

come pulire la macchinetta del caffè

Se i prodotti industriali in commercio sono quasi sempre adatti alle nostre esigenze, non dimentichiamoci che anche soluzioni domestiche fai da te ci vengono in aiuto.

Spesso sono anzi più economiche e green rispetto ai vari prodotti presenti sul mercato.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè!
Il re delle pulizie è sicuramente l’aceto bianco, grazie alle sue proprietà antibatteriche e anticalcare.

È inoltre naturale ed estremamente economico.

 

Ecco i tre step per una pulizia perfetta:

 

  • Assicurati che la macchina del caffè sia fredda, quindi che non sia stata utilizzata da poco.
  • Prepara una soluzione composta da 1 parte di aceto bianco e 2 parti di acqua, nella quantità adatta a riempire tutto il serbatoio.
  • Aziona la macchinetta avendo cura di posizionare un contenitore capiente al posto delle tazzine.

Ecco fatto! Quando tutto il serbatoio si sarà svuotato, e il liquido composto da acqua e aceto avrà attraversato tutto il “percorso” all’interno della macchina, il calcare e i batteri saranno stati trascinati via!
Attenzione: prima di preparare di nuovo un espresso, riempi il serbatoio almeno un paio di volte con sola acqua, eviterai di berti un caffè dal retrogusto di aceto!
Questa pulizia va effettuata mediamente una volta al mese, per assicurarti che non si creino accumuli di sporco.

Come pulire la macchina del caffè: attenzione anche alle singole componenti!

come pulire la macchinetta del caffè 1Bene, ora che la parte per così dire interna del vostro elettrodomestico è pulita, non dimenticati di dedicarvi anche alle altre componenti!
Se mensilmente il serbatoio dell’acqua sarà pulito proprio dal composto di acqua e aceto, è importante lavarlo regolarmente con detergenti poco aggressivi, il classico detergente lavapiatti andrà benissimo. Fondamentale risciacquarlo sempre con molta cura.

Se avete una macchina con filtri e portafiltri, è importante sciacquarli dopo ogni utilizzo (no, lasciarli “sporchi” di caffè non gioverà al gusto del vostro espresso, è un falso mito!) e lavarli con frequenza, sempre con prodotti detergenti non aggressivi.

Non dimenticate poi di lavare, sciacquare e asciugare con cura i contenitori dove vengono raccolte le capsule o il residuo del caffè in grani, così come la vaschetta che raccoglie le gocce di acqua e caffè dove si poggiano le tazzine. Calcare e batteri proliferano in queste componenti!
Stesso discorso vale per le parti esterne: pulitele quotidianamente con prodotti delicati e asciugatele con strofinacci puliti.

Infine, se la vostra macchinetta dispone anche del beccuccio per montare il latte, lavatelo dopo ogni utilizzo, asciugatelo bene e riponetelo nella sua postazione, pulito e pronto per il prossimo cappuccino!

Vi abbiamo dato alcuni semplici ma utili consigli su come pulire la macchina del caffè.

Trattate con cura il vostro apparecchio per garantire a lui una lunga vita e voi espressi carichi di aromi piacevoli!

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

Vediamo insieme i 3 principali benefici di un buon caffè pre workout

Quando si tratta di un gustarsi un buon caffè proveniente da torrefazione artigianale non abbiamo certo bisogno di scuse, il momento è sempre quello giusto.
Oggi ci rivolgiamo però agli appassionati di attività fisica (a qualunque livello, da chi pratica già da molto tempo a chi ha appena iniziato con gli allenamenti a casa). La primavera è infatti appena iniziata e siamo certi che molti di voi stanno riscoprendo quella passione per il movimento che le buie giornate invernali avevano spento.
I benefici del caffè pre workout sul fisico e sulla performance sono innumerevoli, oggi vediamo insieme i 3 principali.

Scopriamo così una nuova, validissima e salutare ragione per bersi un buon caffè!

Caffeina: un eccitante naturale

Il merito dell’energia che un buon espresso riesce a darci è della molecola della caffeina, chimicamente così definita:1,3,7-trimetilxantina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, alcaloide (molecola di origine vegetale dotata di attività farmacologica). Essa agisce come stimolante cerebrale e bloccante dell’adenosina, la sostanza responsabile del senso di stanchezza. Detto in parole semplici, la caffeina fa sparire dal nostro sistema nervoso il segnale che indica che siamo stanchi, riuscendo a farci rimanere più svegli e concentrati.

Oltre a bloccare la produzione di adenosina, questa preziosa molecola aumenta inoltre la produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze che vengono naturalmente rilasciate quando affrontiamo uno spavento o uno sforzo improvviso. Attiva per così dire un “sistema di difesa” nel nostro organismo, che si traduce in varie reazioni, fra le quali l’aumento dei livelli di glucosio, l’aumento del flusso coronarico e l’aumento del metabolismo.

L’attività fisica non è chiaramente una situazione di pericolo (anche se per alcuni può essere sicuramente una sfida!), ma è facile intuire come l’attivazione di determinati meccanismi sia in grado di renderci maggiormente reattivi e predisposti ad una performance fisica più intensa e soddisfacente.

Temperatura corporea: il caffè agisce anche su questo fattore.

Assumere dosi anche limitate di caffeina innalza temporaneamente la temperatura corporea.
E cosa ha a che fare questo con il workout, vi chiederete? Eccovi la risposta.
L’innalzamento della temperatura favorisce la termogenesi, il processo attraverso il quale l’organismo produce calore per mantenere la temperatura corporea costante. Questo velocizza a sua volta il metabolismo, favorendo il consumo calorico.
Quindi se svolgete attività fisica per diventare più forti e mantenervi in salute ma anche per consumare più kilocalorie in ottica di perdita di peso, un caffè prima di un allenamento vi renderà il compito più semplice (oltre che più gustoso!).

Caffè pre workout: il senso di fatica diminuisce.

Come abbiamo spiegato poco fa, l’assunzione di caffeina spinge il nostro corpo ad una maggiore produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze inibitrici del senso di stanchezza.
Questo, oltre a garantirci prestazioni ottimali, agisce anche sulla nostra percezione del dolore e dello sforzo. Non vogliamo illudervi, la serie di squat o sollevamento pesi non vi sembrerà un gioco da ragazzi, ma sicuramente i vari esercizi vi sembreranno un po’ meno impegnativi e faticosi. Tutto grazie a questa piccola, preziosissima molecola.

Caffeina: integratori o caffè?

Abbiamo appena visto alcuni dei principali benefici l’assunzione di caffeina prima di un allenamento può darci.
Sorge quindi spontanea una domanda: qual è la forma migliore per assumerla?

Da quando l’attività fisica è diventata “alla moda” sono infatti aumentati esponenzialmente integratori alimentari di ogni tipo che promettono di favorire la performance e i risultati. Visti gli effetti sbalorditivi della caffeina, è facile immaginare come anche per questa molecola siano stati pubblicizzati vari tipi di integratori.
Il consiglio è però di assumere questa preziosa sostanza “direttamente dalla fonte”, ovvero da un buon espresso. Il motivo? Con gli integratori c’è il rischio concreto di eccedere nelle dosi, vanificando così gli effetti positivi.
Inoltre, perché acquistare composti chimici e spesso costosi per avvalersi di benefici che possono essere ottenuti bevendosi un buon espresso? Saremo anche di parte, ma secondo noi non c’è paragone!

Caffè pre-workout: quanto e quando?

Per sfruttare al massimo il potere energizzante del caffè pre-allenamento è sufficiente bere una tazzina/una tazzina e mezzo dai 40 ai 60 minuti prima dell’inizio dell’attività. Basterà quindi godersi un buon espresso poco prima di recarsi in palestra o di iniziare gli esercizi in casa o all’aria aperta.
Una precisazione è d’obbligo, anche se può sembrare banale. Quando elenchiamo tutti i vari benefici del caffè, soprattutto in ottica workout, stiamo parlando dell’espresso semplice, “in purezza”. Se al caffè aggiungete troppo zucchero, latte e aromi vari, i benefici saranno chiaramente vanificati.
Questo perché, oltre ad avere un maggior introito calorico, inibirete il corretto “funzionamento” della molecola.
Quindi un buon espresso, possibilmente amaro e di origine biologica, è il meglio che potete desiderare per rendere il vostro allenamento ottimale.

In questo articolo abbiamo visto alcuni fantastici benefici che un caffè pre workout può avere sul nostro organismo.
Non ti rimane che rinnovare l’abbonamento in palestra e scegliere quale sarà il tuo alleato per le sessioni più intense!
Dai un’occhiata al nostro shop online, troverai una vasta selezione di caffè da torrefazione artigianale prodotti in Toscana!

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Capsule caffè: sono nocive? E il riciclo?

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CAPSULE CAFFÈ: SONO NOCIVE? E IL RICICLO?

Le capsule caffè sono sempre più diffuse: sono nocive per salute e ambiente?

capsule caffè nocive

Sempre più diffuse e apprezzate per praticità, le capsule caffè rappresentano il metodo che negli ultimi anni ha sicuramente riscosso più successo tra i consumatori.
Si tratta di piccoli involucri di plastica e alluminio (ma iniziano a diffondersi tipologie 100% compostabili) che contengono dai 5 ai 6 grammi di caffè.

Con la diffusione di questo prodotto sono anche sorti legittimi dubbi sul fatto che esso sia più o meno salutare. Soprattutto in campo alimentare non sempre praticità e salute vanno di pari passo, basti pensare a tutti i cibi pronti e “fast” che troviamo nei supermercati.

Vediamo insieme quali sono le sostanze che hanno destato maggiore preoccupazione sulle capsule caffè nocive e cosa ci dicono gli studi finora condotti a riguardo.

Furano nel caffè in capsule

Iniziamo dal furano, che è così definito: “il furano, altresì conosciuto come furfurano (dal latino furfur, scorza o crusca) o ossido di divinilene, è un composto organico eterociclico aromatico a cinque termini contenente un atomo di ossigeno.

Questa sostanza viene naturalmente sprigionata durante il riscaldamento e la cottura degli alimenti ad alte temperature. Si trova ad esempio anche in birra, cereali cotti, omogeneizzati e in molti altri prodotti.

Per quanto riguarda il caffè, è chiaramente la fase di tostatura quella in cui esso si sprigiona, appunto a causa delle elevate temperature di lavorazione. Da questa nota è facile capire quindi che questa sostanza non si trova soltanto nel caffè in capsule, ma nel caffè in generale.

E allora perché la preoccupazione cresce in relazione alle capsule?

Una delle caratteristiche di questo composto è quella di essere volatile, quindi di disperdersi velocemente a contatto con l’aria. Essendo la capsula sigillata ermeticamente per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche, il furano in essa contenuto non ha modo di fuoriuscire per così dire. È questo che desta maggiore preoccupazione.

Studi condotti nelle Università di Barcellona e Zurigo hanno analizzato proprio questo problema riscontrando che sì, ci sono delle quantità di furano nel caffè, e maggiormente nel caffè in capsule rispetto a quello in moka ad esempio. Ma osservano anche che la bevanda che consumiamo viene prima estratta, mescolata nella tazzina e poi bevuta. Pochi secondi che permettono però già a buona parte del furano di disperdersi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha quindi concluso che si, il furano rientra nella lista di sostanze possibilmente dannose per l’uomo, MA le quantità minime del prodotto finale non rappresentano un rischio concreto. Soprattutto se la quantità di caffè consumata è regolare (la dose raccomandata è di circa 4 espressi al giorno).

Acrilammide nel caffè in capsule

capsule caffè nocive

Altra sostanza che ha destato preoccupazione è l’acrilammide, così definita: “l’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature (frittura, cottura al forno e alla griglia) e anche durante le lavorazioni industriali a temperature di oltre 120° con scarsa umidità.

Anche in questo caso dunque la causa della presenza di questa sostanza in molti alimenti tra i quali il caffè è da ricercarsi nelle alte temperature di lavorazione.

E non si parla solo di capsule, ma di ogni tipo di caffè. E di moltissimi altri cibi. La IARC ha individuato in questa sostanza il rischio di correlazione con la comparsa di alcune malattie MA come sempre quello che fa davvero la differenza è la quantità ingerita. Anche in questo caso un consumo “normale” di caffè in capsule non desta particolari preoccupazioni.

E l’alluminio e la plastica delle capsule caffè? Sono dannose per la salute?

capsule caffè nocive

La maggior parte delle capsule e capsule compatibili presenti sul mercato sono realizzate in alluminio e plastica. Si è spesso sollevato il dubbio che questi involucri, a contatto con l’acqua calda nel momento dell’estrazione, trasferiscano sostanze pericolose in tazzina.

Il problema alluminio si pone chiaramente per moltissimi cibi. Infatti questo elemento si trova in verdure, frutti di mare, cereali, succhi di frutta e molti altri. Inoltre, può trasferirsi al cibo da utensili da cucina o fogli di alluminio tanto usati nelle nostre case.

Ma dobbiamo tenere conto che, quantomeno all’interno dell’Unione Europea, tutti i livelli di plastica, alluminio e qualunque altra sostanza potenzialmente rischiosa presente in prodotti della filiera alimentare sono rigidamente regolamentati e controllati.

Ancora una volta quindi è importante concentrarsi sulle quantità, e quelle mediamente ingerite dall’uomo non sono state classificate come realmente dannose dalla IARC e dalla European Food Safety Authority (EFSA).

Il problema non va sminuito ed è sempre lecito qualunque dubbio in merito alla nostra salute. Al momento, con gli studi a disposizione, possiamo affermare che un consumo regolare di caffè in capsule (e comunque sconsiglieremmo a prescindere di bere 20 espressi al giorno!) non rappresenta un rischio.

E l’ambiente? Come si riciclano le capsule di caffè?

capsule caffè nocive

Altro discorso rappresenta quello del rischio ambientale, altro tema molto caro a noi della Torrefazione Trinci.

Rispetto alla sola polvere per moka, o al residuo del caffè in grani, o ancora alla carta delle cialde, l’involucro delle capsule caffè rappresenta un bel grattacapo dal punto di vista ambientale.

In Italia esso viene trattato dai vari comuni (infatti la gestione dei servizi di raccolta differenziata non è gestita a livello statale ma locale) come “rifiuto indifferenziato”. Quindi appartiene per definizione a tutta quella mole di rifiuti che non possono essere recuperati e riutilizzati.

Fortunatamente la coscienza ambientale si sta sempre più sviluppando, sia nel singolo consumatore che nelle aziende.
Nespresso®, leader del mercato nel caffè in capsule, ha avviato per esempio un importante progetto in collaborazione con il CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio) per il recupero dell’alluminio in esse contenute (ricordiamo infatti che, se isolato, l’alluminio è riciclabile al 100%).

Il consumatore finale, come sempre, può realmente fare la differenza. Se utilizzate le capsule e capsule compatibili, seguite questi passaggi dopo averle utilizzate:

  • Staccate la linguetta in alluminio. Potete gettarla nella raccolta indifferenziata ma se volete fare di più, conservatele e consegnatele periodicamente presso i negozi e i punti di raccolta che collaborano con il Cial, li troverete facilmente online;
  • Gettate il residuo di polvere di caffè nel bidone dell’organico;
  • Lavate la parte in plastica dai residui di caffè e gettatelo nel contenitore blu.

Sono piccoli gesti che possono fare davvero la differenza!

Ed ora che ne sai di più, perché non dai un’occhiata alla selezione dei nostri caffè in capsule Nespresso®*, A Modo Mio®* e FAP nel nostro shop?

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Caffè, energia per mente e corpo

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Caffè, energia per mente e corpo

Il caffè ha migliorato le nostre performance fisiche ed intellettuali?

Bere un (buon!) espresso è uno dei piccoli riti quotidiani ai quali non vogliamo proprio rinunciare: tradizione, storie di famiglia, bisogno di una pausa, quante cose racchiuse in una singola tazzina! Oltre al piacere del gusto e del momento, c’è spesso anche un’altra ragione che ci fa dirigere verso la nostra moka o macchinetta, o verso il bar più vicino: il bisogno di una ricarica, fisica e mentale.
E non è solo una sensazione o un effetto placebo, il caffè è veramente fonte di energia per mente e corpo.
Scopriamo qualcosa di più a riguardo!

Capre e monaci, i primi ad apprezzare gli effetti del caffè

Il primo ad accorgersi delle qualità del caffè fu, secondo la leggenda, un pastore dello Yemen che notò come il suo gregge di capre fosse particolarmente vivace dopo aver mangiato le bacche di una pianta che lì cresceva incontaminata. Dall’animale all’uomo il passo fu breve: i monaci ai quali il pastore portò i frutti di questa pianta li utilizzarono per un infuso che, con loro grande stupore, si rivelò utilissimo nel tenerli svegli durante le lunghe ore di preghiera.

Caffè, energia per la mente

Ne sono passati di secoli da quando il caffè ha iniziato a diffondersi, prima nei paesi Arabi e poi in Europa, per conquistare infine quasi tutto il mondo. Se inizialmente a far fede erano “solamente” le sensazioni personali, col passare degli anni la scienza si è occupata delle proprietà di questa straordinaria bevanda. Oggi sappiamo che la responsabile di tanti benefici è la molecola della caffeina. Per i più curiosi o amanti della chimica, essa è così definita: 1,3,7-trimetilxantina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, alcaloide (molecola di origine vegetale dotata di attività farmacologica) presente nelle piante di caffè. E proprio a livello chimico essa agisce come stimolante cerebrale e bloccante dell’adenosina, la sostanza responsabile del senso di stanchezza. Per dirla in parole semplici, la caffeina fa sparire dal nostro sistema nervoso il segnale che indica che siamo stanchi, riuscendo ad ingannarlo a tal punto da farci rimanere svegli e concentrati.

Un recente studio pubblicato su Scientific Report ha inoltre evidenziato come questa molecola sia in grado di promuovere le connessioni neuronali: aumenta la concentrazione, la vigilanza, e potrebbe essere addirittura associata alla riduzione del rischio di malattie neurodegenerative.

Insomma, quando ci prendiamo un caffè per concentrarci meglio nello studio o nel lavoro, per schiarirci le idee, e per avere performance intellettuali migliori, stiamo decisamente facendo la cosa giusta.

Caffè, energia per il corpo

Come la maggior parte degli Italiani, avrete anche voi l’abitudine di bere un caffè dopo i pasti, sicuramente dopo pranzo. La caffeina infatti agisce sui recettori H2, responsabili della secrezione acida gastrica, ed è per questo un ottimo stimolante della digestione.

I numerosi studi condotti negli anni hanno poi confermato la presenza di molte sostanze nutritive all’interno del nostro Espresso. Fra queste Vitamina B2, B3, B5, Potassio e Magnesio, tutte alleate della produzione di energia.

Siete tipi sportivi? Bè, anche in questo caso potete considerare la caffeina una vostra alleata. Grazie alla sua capacità di ridurre il livello di percezione dello sforzo e di ripristinare le dosi di glicogeno muscolare (elemento che funge da riserva energetica), essa può certamente migliorare le vostre performance sportive (sempre se assunta nei modi e nei tempi corretti).

Gli ultimi studi in materia stanno inoltre facendo luce sulla capacità di questa molecola di proteggere il fegato e prevenire malattie quali Ictus, Alzheimer e Parkinson.

Insomma, c’è ancora molto da scoprire su questa straordinaria sostanza, ma molti dei suoi effetti benefici sono già molto noti. Importante ricordare che la quantità consigliata per trarre vantaggio da tutte queste proprietà è quella di circa 2/3 tazzine al giorno, con la raccomandazione di non superare le 5.

Il caffè ha influito sull’evoluzione dell’uomo e della società per come la conosciamo?

I nostri più antichi antenati (gli uomini delle caverne, per capirci) non conoscevano il caffè, quindi non possiamo chiaramente affermare che esso abbia contribuito allo sviluppo della specie. Ma se pensiamo ai progressi scientifici, culturali e sociali degli ultimi secoli, possiamo ben immaginare che anche il caffè abbia avuto il suo piccolo eppur fondamentale ruolo.
Esso si è diffuso in Europa a partire dal XVI secolo e ha ravvivato i circoli culturali, tenuto svegli rivoluzionari, filosofi e poeti. Quando ancora non c’erano leggi che proteggessero gli operai, ha aiutato i lavoratori negli interminabili turni di lavoro: grazie a loro sono stati possibili rivoluzioni Industriali e boom economici ai quali dobbiamo il generale benessere del quale oggi godiamo in questa parte di mondo.

Vediamo insieme alcuni dei personaggi storici che amavano il caffè e che ci fanno pensare che sì, un po’ del merito di tanto progresso culturale è anche suo.

Il famoso compositore Tedesco Ludwig van Beethoven si affidava alle straordinarie doti di questa bevanda per le sue celeberrime creazioni musicali, ed esigeva di scegliere e contare personalmente i 60 chicchi dal quale sarebbe stata estratta. Per Giuseppe Verdi, esso era un “balsamo per il cuore e per lo spirito”, e Johan Sebastian Bach gli ha addirittura dedicato una cantata, “La Cantata del Caffè”, per l’appunto.

Il filosofo e drammaturgo francese Voltaire ne beveva circa 50 tazzine al giorno (non prendete esempio!), e lo stesso faceva il maestro del romanzo Francese Honoré de Balzac per riuscire a scrivere i suoi libri.

James McKintosh, filosofo e storico scozzese del XVIII secolo, sosteneva che «il potere della mente di un uomo è direttamente proporzionale alla quantità di caffè che beve». Dello stesso parere era anche lo scrittore tedesco Heinrich Eduard Jacob, che paragonò l’importanza della scoperta del caffè a quella del telescopio o del microscopio, proprio per la sua capacità di potenziare la mente umana.

La Storia è quindi colma di personaggi che hanno tessuto le lodi di questa prodigiosa bevanda, attribuendogli parte della loro vena creativa o della loro ispirazione, e che lo hanno scelto come fedele alleato per i lunghi giorni e le ancor più lunghe notti dedicate allo studio. Che il caffè sia energia per la mente e per il corpo ci pare un dato più che certo.

E a voi, serve altra ispirazione per concedervi la vostra tazzina di Espresso?

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Espresso Italiano: i segreti per un caffè a casa come al Bar

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Caffe' a casa come al bar

Con qualche piccolo accorgimento

Per iniziare la giornata al meglio o per concedersi una breve pausa rigenerante noi Italiani ci affidiamo sempre ad un buon caffè, è un rito e un piacere al quale non rinunciamo mai. Ti è mai capitato di non apprezzare particolarmente l’espresso fatto in casa e di fermarti al bar più vicino per gustarne uno più buono? Se la risposta è “si”, ti farà piacere sapere che ci sono dei piccoli segreti per ottenere un espresso Italiano a casa come al bar… vediamoli insieme!

Espresso Italiano con la moka

espresso a casa come al barSe negli ultimi anni le macchinette per espresso si sono così tanto diffuse da essere presenti quasi in ogni casa, c’è chi ancora preferisce mantenere viva la tradizione utilizzando la classica caffettiera: gesti “antichi”, profumi e suoni familiari che spesso ci portano indietro nel tempo con una piccola e sana dose di nostalgia. Se anche tu sei fra gli amanti del caffè “vecchio stile”, ecco 5 suggerimenti per ottenere un espresso buonissimo.

  1. La miscela scelta fa la prima, grande differenza, tra un caffè buono ed uno mediocre.
    Sarà banale ricordarlo, ma la materia prima è tutto: scegli delle miscele pregiate e prodotte con arte e maestria. Non otterrai mai un espresso buonissimo se utilizzi miscele scadenti. Dai un’occhiata alle nostre proposte di caffè in sacchetti da 250g, 500g e 1000g .
  1. Il secondo e ultimo ingrediente dopo la miscela è l’acqua.
     Eh già, se hai già una buona miscela sei a buon punto, uniscila ad acqua minerale per il massimo della resa. No quindi all’acqua del rubinetto, troppo “dura” per ottenere un buon espresso.
  1. Attenzione alla quantità d’acqua.
    I nonni te lo avranno detto, e tu da’ loro ascolto: l’acqua non deve mai superare la valvola, controproducente aggiungerne in maggiore quantità.
  1. Non avere fretta, tieni la fiamma bassa.
    Non mettere il fuoco al massimo per accelerare i tempi, il gusto ne risentirà molto. La moka necessita di una fiamma bassa.
  1. Solleva il coperchio della caffettiera.
    Non appena senti il (meraviglioso) suono della moka che “borbotta”, apri il coperchio. In questo modo l’umidità prodotta dal vapore non si accumulerà nel caffè rendendo il sapore meno gradevole.

Seguendo questi piccoli accorgimenti otterrai un caffè davvero gustoso anche con la tua cara vecchia moka. Mancherà però la classica “schiumina” che molti apprezzano. Anche in questo caso la sapienza popolare ci viene in soccorso: puoi crearla mescolando le prime gocce di caffè con un po’ di zucchero.

Espresso Italiano con la macchinetta

espresso italiano a casa come al bar (1)

Come scritto poco sopra, ormai quasi in ogni casa è presente una macchinetta del caffè. I motivi sono noti: velocità e praticità, due elementi che nelle caotiche giornate che viviamo si rivelano spesso indispensabili.

Anche in questo caso ci sono dei piccoli accorgimenti da utilizzare per ottenere un espresso davvero soddisfacente, vediamo quali sono.

  1. Il primo, imprescindibile elemento è identico a quello per la moka: scegli una buona materia prima.
    Sia che tu preferisca le cialde, il caffè in polvere o le capsule, scegli un prodotto di qualità come quello Trinci, frutto di anni di ricerca e passione.
  1. La manutenzione e pulizia della macchinetta sono fondamentali.
    Pulisci sempre con attenzione il tuo elettrodomestico, con particolare attenzione al serbatoio dell’acqua: spesso ci limitiamo a riempirlo ma è importante pulirlo spesso per evitare che il calcare si accumuli e influisca sul sapore del nostro espresso. Anche in questo caso, meglio evitare l’acqua del rubinetto ed optare per l’oligominerale.
  1. Lascia alla macchina il tempo necessario per arrivare a temperatura.
    Ormai i vari modelli hanno tempi di riscaldamento davvero brevissimi, non hai davvero scuse: aspetta che la spia della macchinetta che indica il grado di riscaldamento sia accesa, la temperatura è importante per far sì che il caffè ottenuto sia buono.
  1. Utilizza tazzine calde.
    Se al bar tengono le tazzine appoggiate sulle macchine dell’espresso non è (solo) per motivi di spazio, ma perché il caffè gustato in una tazzina tiepida è molto più buono, quindi copia questo trucchetto!

Due ultimi consigli per un ottimo espresso a casa!

Questi “segreti” ti permetteranno di ottenere un Espresso Italiano a casa come al Bar. Concludiamo con due ultimi consigli che valgono sia per la moka che per la macchinetta:

  1. Prova il caffè in chicchi.
    Richiede un po’ più di tempo se si parla di moka, mentre molte macchinette hanno la funzione per macinarlo integrata, ad ogni modo ne vale la pena: il caffè in chicchi conserva le sue proprietà organolettiche più a lungo e ti garantirà un espresso dal sapore più gradevole.
  1. Conserva bene il caffè.
    Sia che tu opti per i chicchi, sia che ti affidi alle miscele, abbi cura di conservare il caffè in un contenitore ermetico e a temperatura ambiente, né troppo calda né troppo fredda: non seguire questa semplice regola esporrà il prodotto al rischio di perdere fragranza, aroma, e mischiare al suo sapore quello di eventuali cibi vicini.

Adesso non ti rimane che dare un’occhiata al nostro e-shop e scegliere il caffè che preferisci, il primo passo per un espresso imbattibile!

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Capsule caffè compatibili

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Capsule caffè compatibili

Caffè in capsule sempre più diffuso tra gli amanti dell’espresso

Se in passato caffè faceva rima con moka senza se e senza ma per la maggior parte degli Italiani, oggi le modalità attraverso le quali ci si gode il piacere di un espresso a casa si sono moltiplicate e le capsule caffè compatibili sono sempre più diffuse.

L’offerta sul mercato di macchinette di semplice utilizzo per la casa è vastissima, ci sono decine e decine di modelli per tutte le tasche, design innovativi o dal gusto vintage, estetica minimal o fascino retrò… sono arrivate sul mercato anche le macchinette smart con varie funzioni integrate oltre a quella di fare il caffè.

In termini di modelli c’è quindi l’imbarazzo della scelta, sono invece più limitati i metodi per ottenere materialmente la bevanda: polvere, cialde o capsule.

Oggi vogliamo parlare delle capsule, che si sono diffuse molto proprio negli ultimi anni.

Curiosità: chi ha inventato le capsule caffè?

Dobbiamo questa invenzione di non poco conto nella nostra quotidianità allo Svizzero Éric Favre. Ingegnere specializzato in aerodinamica e con una grande predisposizione all’imprenditorialità, iniziò la sua esperienza lavorativa presso la Nestlè, azienda leader nel settore del caffè solubile. Ma c’è un dettaglio che cambierà la storia professionale di quest’uomo oltre che le abitudini di molti di noi: Favre è sposato con Anna-Maria, Italiana. Lei lo prende scherzosamente in giro, dicendogli che gli Svizzeri non possono capirne molto di caffè e nasce così una sfida “casalinga” che avrà grandi risvolti. La coppia inizia un tour in Italia alla ricerca degli elementi per il perfetto espresso da bar e Favre capisce da un barista Romano che è l’ossigeno è quindi l’aerazione ad incidere molto su gusto, consistenza e cremosità. Tornato in Patria lavora alla sua macchina e ai primi prototipi di capsula, gettando le basi per il prodotto che tutti noi oggi conosciamo e utilizziamo.

Capsule caffè: quali vantaggi?

I vantaggi legati all’utilizzo delle capsule caffè sono vari, ecco i principali:

  • La struttura della capsula è studiata in modo da preservare al meglio tutti gli aromi della specifica varietà impiegata. Ne consegue che il prodotto finale è particolarmente gustoso e soddisfacente al palato;
  • Grazie proprio al suo involucro protettivo la freschezza del contenuto è garantita per un periodo più lungo rispetto a macinato o cialde;
  • Il caffè è un rito in Italia, è vero, ma spesso ci ritroviamo a compierlo di fretta e la moka ci richiede dei tempi un po’ lunghi. Le capsule offrono praticità e velocità. Non si deve dosare la quantità di macinato, non vanno rimosse subito dopo l’utilizzo e quindi non lasciano sporco, basta avere l’accortezza di svuotare regolarmente il cassetto predisposto.

Capsule caffè: troppo costose?

Se fino a qualche anno fa il costo poteva rappresentare un piccolo ostacolo nella diffusione di questo prodotto, oggi ci sono tante capsule compatibili per caffè, che permettono ai consumatori di utilizzare le proprie macchine preferite con capsule di altissima qualità ma dai costi inferiori rispetto ad alcuni grandi marchi.

Capsule compatibili: come sceglierle?

Le indicazioni riportate sulle confezioni e le informazioni dispensate dai rivenditori rendono la scelta veramente molto semplice.

Le marche di macchine più diffuse e utilizzate dai coffee addicted Italiani sono Nespresso®e Lavazza a Modo Mio®

e sono molte le opzioni a disposizione per chi le possiede.
Il requisito fondamentale è chiaramente la dimensione della capsula che deve adattarsi perfettamente allo spazio disponibile.

 

Capsule caffè Nespresso®

La forma della capsula è a “V”, il diametro della parte superiore è di circa 37 mm e l’altezza 30.

 

Capsule caffè Lavazza a Modo Mio®

Qui il diametro è di circa 17 mm, mentre l’altezza è di 17 mm.

Caffè da torrefazione artigianale in comode capsule compatibili? Si grazie!

Se la praticità della capsula incontra la qualità del caffè artigianale di torrefazione, il risultato è un espresso gustoso, cremoso, con qualità organolettiche uniche, in poco tempo e nella comodità della propria casa.

Per noi di Trinci il caffè è passione, una storia di famiglia, curiamo e selezioniamo da sempre le migliori varietà in giro per il mondo con particolare attenzione al Fair Trade. Lavoriamo poi i chicchi nella nostra torrefazione in provincia di Pisa per seguire ogni passaggio con la massima attenzione.

Sul nostro shop online sono disponibili capsule Nespresso®*, A Modo Mio®* e FAP, in confezioni da 100 e 50 monodose.
Espresso Italiano, Forte, Oro, Supercrema, Since 1939 e Decaffeinato: una selezione che ti permetterà di assaporare le mille sfumature della bevanda più amata al mondo. Ogni capsula racchiude anni di ricerca e di esperienza, di impegno e dedizione, per offrirti nel modo più comodo possibile il piacere di un buon caffè.