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Valori nutrizionali del caffè

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Valori nutrizionali del caffè

Cosa contiene la nostra tazzina?

Quando ci concediamo un espresso non ci interroghiamo molto sul suo effettivo contenuto: ovviamente siamo consapevoli che contenga caffeina, e a volte lo beviamo proprio perché confidiamo di riceverne un po’ di energia in più per affrontare la giornata. Ancora più spesso ce lo concediamo solo perché ci piace e ci va, per godere del suo gusto e del suo aroma. Ma cosa contiene veramente la nostra tazzina? Vediamo insieme i principali valori nutrizionali del caffè.

Proprietà nutrizionali del caffè, più ricco di quanto si pensi

Valori nutrizionali del caffè

Innanzitutto cominciamo col dire che i valori a cui si fa riferimento sono valori medi, che possono leggermente variare da una tipologia all’altra di caffè anche se con differenze minime. Per parlare dei valori nutrizionali del caffè si fa riferimento alla quantità standard di 100 grammi di caffè macinato, delle due varietà più presenti in commercio, ovvero Robusta e Arabica.
Tenete presente che mediamente per un espresso si utilizzano 7 grammi di caffè.

Caffè: quanta acqua, carboidrati, proteine e grassi contiene?

 

Acqua: 4 grammi. Il processo di tostatura e macinatura lasciano comunque una piccola componente di acqua.

Carboidrati: circa 28 grammi (per cui meno di 2 grammi a tazzina). Spesso demonizzati perché associati (erroneamente) all’aumento di peso, sono la principale fonte di energia per il nostro organismo.

Proteine: circa 10 grammi. La quantità della singola tazzina è irrisoria, nei 3 – 4 caffè bevuti al giorno rimane moderata ma, sapendo quanto sono fondamentali le proteine nella nostra alimentazione è comunque un dato positivo.

Grassi: circa 15 grammi. Altra parola che a volte spaventa, ma ricordiamoci che i lipidi sono trasportatori di vitamine liposolubili, oltre a rivelarsi fondamentali ad esempio per coagulazione del sangue, per il funzionamento dei sistemi cardiovascolare e immunitario.

Caffè: quali elementi essenziali contiene?

Valori nutrizionali del caffè

Il caffè contiene anche, sebbene in quantità piccole se considerata la singola tazzina, alcuni degli elementi essenziali per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo. Vediamo un po’ di numeri, sempre calcolati sui 100 grammi di caffè macinato:

Ferro: 4 mg. Il ferro, fra le altre sue qualità, è coinvolto nella formazione dei globuli rossi e nel rafforzamento del sistema immunitario.

Calcio: 130 mg. Come è risaputo, questo elemento ha un ruolo fondamentale per la salute di ossa e denti.

Fosforo: 160 mg. Anch’esso importante per ossa e denti, è inoltre coinvolto nella trasformazione del cibo in energia.

Potassio: 2020 mg. Il potassio ha molte virtù, fra queste ricordiamo che aiuta la memoria, controlla la corretta contrazione muscolare e il livello della pressione arteriosa, riduce il rischio di calcoli renali… e molto altro ancora.

Sodio: 74 mg. Il sodio è coinvolto nel passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e ha un ruolo anche nella trasmissione dell’impulso nervoso.

Caffè: contiene vitamine?

 

Le vitamine sono scarsamente presenti nel caffè, ritroviamo però:

 

Vitamina B2 o Riboflavina: 0.2 mg. Importante per la vista, per il metabolismo energetico e per mantenere unghie, pelle e capelli sani.

 

Vitamina B3 o Niacina: 10 mg. Ha un ruolo nel processo di digestione, protegge la pelle e aiuta la circolazione sanguigna.

E la caffeina? Quanta ne contiene un caffè?

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo lasciato questo elemento per ultimo proprio perché è il più conosciuto, ma non ce ne siamo affatto dimenticati!
La caffeina (il cui nome scientifico è 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione) è nota per le sue proprietà rinvigorenti e stimolanti sia per la mente che per il corpo.
È infatti assunta in formati e dosi diverse per migliorare le performance intellettuali e fisiche.
Ha inoltre un’azione detox sul fegato, da’ una piccola spinta al metabolismo, riduce il rischio di malattie di celebrali e, questo lo avrete sicuramente testato, migliora l’umore!

Una tazzina di espresso (circa 35ml) può contenere tra i 50 e gli 80 mg di caffeina, la dose può raggiungere i 120 mg se si tratta di caffè moka.

Come per tutte le sostanze, anche con la caffeina è salutare non eccedere con le dosi.
Quantitativi troppo alti all’interno dell’organismo possono causare acidità di stomaco, insonnia, cefalea e tachicardia in casi più rari.

Qualità eccellente e quantità giusta: il binomio perfetto se si parla di caffè

Valori nutrizionali del caffè

Abbiamo voluto passare in breve rassegna i valori nutrizionali del caffè per darvi qualche informazione in più sulla bevanda più apprezzata nel nostro paese, proprio perché spesso si pensa che caffè faccia rima solo con caffeina. Ovviamente è bene rispettare la dose raccomandata di circa 3 – 4 caffè al giorno per sfruttare i suoi benefici e non fare conoscenza invece dei suoi effetti meno piacevoli.

Oltre alle dosi, rispettate la storia e la fama dell’espresso consumando prodotti di prima qualità, come quelli creati nella nostra torrefazione artigianale in Toscana. Miscele, capsule, cialde e grani studiati nella loro composizione per offrirvi sapori e aromi unici e realizzati con professionalità e passione dalla nostra famiglia. Scopri qualcosa di più sulla nostra filosofia qui https://www.trincicaffe.it/i-prodotti/filosofia-trinci/ e contattaci per scoprire quello che diventerà il tuo caffè preferito!

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Storia del caffè: origini di una bevanda divenuta mito.

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Storia del caffè

Le origini di una bevanda divenuta mito e tradizione.

Il caffè è senza dubbio uno dei simboli del Belpaese: l’espresso rappresenta un rito quotidiano irrinunciabile, che scandisce le nostre giornate, sia al lavoro, sia nel tempo libero.
Ma il viaggio per arrivare fino a noi è stato lungo e dobbiamo tornare indietro di molti secoli per scoprire qual è stata la storia del caffè e come sia arrivato fin qui.
Vediamo insieme le origini del caffè e il suo percorso per giungere (fortunatamente!) nelle nostre tazzine e in quelle di tutto il mondo.

Secolo IX d.C., Etiopia: fra leggenda e realtà

storia del caffè

Sebbene un viaggio a ritroso nel tempo non sia mai facile perché, più ci si allontana nel tempo e nello spazio e più le tracce si fanno confuse, su luogo e periodo della “nascita” dell’antenato del caffè non ci sono dubbi.

È il IX secolo d.C. e siamo in Etiopia, Africa, più precisamente nella regione del Kaffa (non vi sembra familiare questa parola?).È in questo territorio che nascono spontanee le prime piante di caffè, arbusti forti abituati ai climi caldi che donano delle speciali bacche come frutto. Circolano varie storie su come l’uomo abbia scoperto le favolose virtù di queste bacche: la leggenda più gettonata riguarda però un pastore di nome Kalid e, più nel dettaglio, le sue caprette.
Si racconta che un giorno il pastore avesse perso di vista il proprio gregge che tardava più del solito a tornare. Andò quindi a cercarlo e, quando lo trovò, si accorse che i suoi animali erano particolarmente vivaci ed energici. Incuriosito da questo fatto, seguì le capre e si accorse che si erano cibate di alcune bacche rosse prodotte da arbusti del territorio. Pensando potesse esserci un collegamento fra le bacche e l’insolita vitalità delle bestiole, ne raccolse un po’ e le portò al vicino monastero per sottoporle all’attenzione dei monaci, da sempre grandi esperti di piante, infusi e decotti.
I monaci ne ottennero un infuso dal gusto amaro che, si scoprì con stupore e piacere, riusciva a tenerli svegli anche durante le lunghe ore di preghiera. La strada per arrivare all’espresso sarebbe stata ancora lunga, ma il primo passo era stato fatto.

Dall’Etiopia allo Yemen, coltivazione e prime bevande.

storia del caffè Grazie alla vicinanza geografica dei due paesi, il caffè giunse dall’Etiopia nel vicino Yemen. Siamo più o meno tra il XIII e XIV secolo ed è nei paesi Arabi che le piante di caffè iniziano ad essere coltivate dall’uomo. Il successo dei suoi frutti in questi territori fu certamente dovuto al fatto che per motivi religiosi molti di questi popoli non potevano bere vino: immaginate quindi con quale entusiasmo fu accolta una bevanda in grado di dare vigore ed energia senza contraddire i dogmi della fede. Non a caso per molto tempo il caffè è stato noto come il “Vino d’Arabia”.

Siamo ancora lontani dalla bevanda che conosciamo, perché in questi territori le bacche venivano utilizzate per due preparazioni che poco o nulla hanno a che fare con un espresso: il qishr e il bunna.
Il qishr era un’infusione preparata con le bucce dei frutti del caffè, più simile al tè come consistenza. Il bunna veniva invece preparato partendo dalle bacche vere e proprie, che venivano bollite e lasciate nella bevanda, che aveva infatti una parte liquida e una più solida.

 

Dallo Yemen al mondo sulle rotte coloniali.

storia del caffè

Per anni lo Yemen mantenne il monopolio della coltivazione e dell’esportazione del caffè, consapevole della ricchezza che ne derivava. Era severamente vietato far uscire dal territorio piante o germogli di caffè ed è in questi anni che guadagna importanza un porto Yemenita il cui nome vi suonerà familiare: si tratta del porto di Mokha, che dal XV al XVII secolo fu il principale “centro di smistamento” del prezioso prodotto.

 

Come succede con ogni divieto però, alla fine c’è qualcuno che lo viola: fu un pellegrino Indiano di nome Baba Budan che, a seguito di scontri con le autorità locali, tornò nel suo paese di origine e volle portare con sé proprio i semi di una pianta di caffè, sfidando il monopolio Yemenita. Ne ebbe origine una coltivazione esistente ancora oggi, il cui nome è non a caso Plantation Bababudan.

 

Questo gesto apparentemente di poco conto dà invece alla storia del caffè un grande impulso: l’India era all’epoca colonia Olandese ed ecco che dopo l’Africa e l’Arabia, verso la fine del XVI secolo il caffè è finalmente pronto a fare il suo debutto in Europa e nel resto del mondo.

Il caffè in Italia: Venezia lo ama per prima.

storia del caffè

Sebbene Napoli sia considerata la città del caffè per antonomasia, è a Venezia che il caffè fa’ la sua prima apparizione nel Belpaese. La cosa non stupisce, visto che la Serenissima era al tempo estremamente attiva nei commerci e quindi in grado di intercettare prima di altri prodotti e novità. Nel 1570 il medico e botanico padovano Prospero Alpino portò dall’Oriente alcuni sacchi di quello che prometteva essere un prodotto naturale dalle mille virtù.
Non ci volle molto perché la bevanda si diffondesse prima tra l’Aristocrazia Veneta e pian piano nel resto del paese. È del 1683 l’apertura del primo Caffè in Piazza San Marco, “All’Arabo”. In poco tempo le caffetterie in città arrivano a 200.
Era nato l’amore fra Venezia e il caffè.

Da Venezia a tutta Italia: è nato un mito

storia del caffè Se Venezia fu certamente la prima a dare al caffè (che nel frattempo si stava affinando nel metodo di preparazione e nel gusto) l’importanza che meritava, ben presto le altre città Italiane seguirono il suo esempio.
A Roma, Firenze e in molte altre, i “Caffè” divennero ben presto luoghi di incontro di artisti, studiosi, politici, pensatori di ogni ramo del sapere: si trascorrevano ore a parlare, discutere, confrontarsi, sostenuti dall’energia dell’ormai immancabile bevanda arrivata da lontano.
Nel suo viaggio Italiano, il caffè arrivò a Napoli che, inizialmente scettica, non tardò poi ad apprezzarlo e celebrarlo.

Con l’entusiasmo e il calore degli estimatori Partenopei il caffè si avviava a divenire quel mito che ancora oggi, molti secoli dopo, fa parte della nostra storia e cultura.

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

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Caffè al vetro o in tazzina: quali differenze?

E voi, da che parte state?

Sulla necessità e sul piacere di bere più caffè al giorno gli Italiani sono tutti d’accordo. Così come sono d’accordo sul fatto che la qualità dell’espresso debba essere ottima per poter veramente apprezzare il piccolo momento di pausa.
Un’amichevole divisione si riscontra invece tra due tipologie di consumatori: chi prende sempre il caffè in tazzina e chi preferisce berlo “al vetro”.
Parliamo delle differenze tra le due opzioni.

Caffè in tazzina: tradizione e temperatura

caffè al vetro o in tazzina

Se pensiamo all’espresso la prima immagine che ci viene in mente è quasi certamente quella di una bianca tazzina di porcellana o ceramica. Nata nella sua forma “embrionale” in Medio Oriente, si è poi diffusa nei secoli in tutta Europa e oltre, arrivando pian piano ad acquisire la sua forma completa corredata di manico e piattino.

Se il nome ci sembra un naturale diminutivo del termine “tazza”, in realtà in Italia dobbiamo necessariamente abbinare questa parola al pittore Luigi Tazzini: direttore artistico della Società di Ceramica Toscana Richard-Ginori dal 1896 al 1923, estimatore dell’Art Noveau, si devono a lui i primi modelli di tazzina dalle forme innovative e dal design che oggi definiamo moderno.

La regola vuole che la capienza massima della tazzina perfetta sia di 70 ml e che, nel momento in cui vi si versa il caffè, la sua temperatura sia già di 35/40°C.

E qui veniamo al punto focale della scelta della tazzina in ceramica o porcellana: la temperatura.
Trattandosi di un materiale più isolante rispetto appunto al vetro, esso trattiene meglio e più a lungo il calore, permettendo di gustare un caffè caldo e in grado di trattenere maggiormente gli aromi che lo caratterizzano.

Poter gustare un espresso alla giusta temperatura per un periodo un po’ prolungato può essere molto utile, vista l’abitudine di incontrarsi e chiacchierare davanti ad un buon caffè!

Caffè al vetro: estetica e schiuma.

caffè al vetro o in tazzina

Se la tradizione ci ha tramandato vari modelli di tazzine in ceramica e porcellana, tanto da diventare veri e proprio articoli da collezione, è invece relativamente più recente l’abitudine di bere il caffè in bicchierini di vetro. Basterà sostare in un bar frequentato per qualche motivo per sentire questa richiesta fatta al barman.

Quali sono gli aspetti che convincono una buona fetta degli Italiani a preferire quest’opzione?

Il primo motivo è di natura estetica: il vetro permette di vedere nella sua completezza, ancor prima di berla, la preziosa bevanda dai toni nocciola. Più che mai adatta, in questo caso, l’espressione “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Grazie alla trasparenza del materiale possiamo cogliere le sfumature e in qualche modo la corposità del nostro espresso, che sarà ovviamente gradevole per i nostri occhi solo se la qualità della miscela o dei chicchi è ottima. Da appassionati torrefattori artigianali quali siamo, ci permettiamo di dire che in caso contrario… è meglio non vedere!

Altro fattore citato da chi predilige il caffè in vetro è che la forma un po’ più “affusolata” del bicchierino permetterebbe la formazione di una schiuma in superficie più compatta e corposa. Questo non vale chiaramente se si tratta di tazzine dalla forma classica semplicemente realizzate con altro materiale.

La schiuma dell’espresso dipende in realtà dalle caratteristiche della varietà del chicco e dalla capacità di chi lavora alla macchinetta: sicuramente grazie al vetro la si può osservare meglio e apprezzare di più, iniziando a gustare il caffè già con gli occhi!

Ma quindi, meglio il caffè al vetro o in tazzina?

caffè al vetro o in tazzina

La risposta è chiaramente soggettiva ed ognuno segue il proprio gusto personale. Se si parte da miscele o mono-origine selezionati con cura, l’espresso che andremo a bere sarà sicuramente soddisfacente in entrambi i casi.

caffè al vetro o in tazzina

Indubbiamente la capacità della ceramica di trattenere il calore più a lungo determina una migliore persistenza di corpo e aromi.

A difesa del bicchierino possiamo dire che, se andate davvero di fretta o magari fa molto caldo, il vetro può essere una buona scelta perché il vostro espresso sarà meno bollente e la sua temperatura si abbasserà più in fretta.

Per concludere, scegliete il caffè al vetro o in tazzina, ma non venite a patti con la qualità se volete gustarvi un Espresso come si deve! 

Nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa ci dedichiamo con passione ed esperienza alla creazione di prodotti capaci di esaltare al meglio le caratteristiche del chicco.
Date un’occhiata al nostro e-shop per scoprire le nostre varietà di miscele, grani, cialde e capsule!

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

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Come pulire la macchina del caffè: alcuni consigli.

Vediamo insieme come curare al meglio la nostra macchinetta del caffè

Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile.

Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi.
C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Il nemico numero uno della macchina del caffè: il calcare

 Un buon espresso è un elemento immancabile nelle giornate di lavoro come in quelle di relax: nel nostro paese poi il caffè è un vero e proprio rito, una tradizione irrinunciabile. Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo ogni giorno per selezionare le migliori qualità di chicchi in giro per il mondo e usiamo tutta la nostra sapienza per ricavarne caffè pieni e gustosi. C’è però un elemento che viene spesso trascurato e che può far sì che la migliore delle miscele o i più fragranti dei chicchi non diano vita all’espresso desiderato: stiamo parlando della manutenzione delle macchine del caffè. Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè di casa e garantirle maggiore durata e migliori performance

Dopo la miscela o i chicchi, l’ingrediente principale del caffè è chiaramente l’acqua.

Essa contiene sali di calcio e magnesio in quantità variabili che con l’andare del tempo porteranno alla formazione di calcare.

È inevitabile, anche utilizzando acque minerali con bassi valori di residuo fisso.

Il calcare non fa altro che ricoprire lentamente ma inesorabilmente tutte le componenti e rallentare il passaggio del flusso d’acqua.

Questo maggior tempo di erogazione fa sì che la miscela di caffè o la cialda vengano surriscaldati per più tempo del necessario, dando al caffè quello sgradevole aroma amaro e di “bruciacchiato”.

Non vogliamo batteri nel nostro caffè!

come pulire la macchinetta del caffè

Il calcare non è l’unica conseguenza di una scarsa pulizia del nostro elettrodomestico preferito.

Come ogni altra macchina o superficie, una scarsa igiene porterà inevitabilmente alla proliferazione di batteri. Il rischio è ancora maggiore per le macchinette dotate anche di beccuccio per montare il latte per la preparazione di cappuccini o macchiati: non pulire con cura dopo ogni utilizzo porterà in brevissimo tempo alla formazione di colonie di batteri.
Crediamo non ci sia bisogno di spiegare per quale ragione non sia ideale lasciare che la nostra macchina per espresso diventi un ricettacolo di batteri e, oltre al comune senso di igiene, in questo caso si possono avere conseguenze anche sugli aromi in tazzina.

Insomma, non vogliamo batteri nel nostro caffè!

Pulizia della macchina del caffè con decalcificanti

Le più moderne macchine del caffè riportano nel libretto di istruzioni tutte le indicazioni necessarie e i vari marchi realizzano prodotti ad hoc per i propri apparecchi.

Noi, in quanto Torrefazione DeLonghi, consigliamo convintamente le loro linee di macchine per caffè, e per pulirle come si deve potete affidarvi ai decalcificanti da loro forniti.

Per questo come per altri marchi, sarà sufficiente attenersi alle istruzioni riportate per svolgere la pulizia in maniera eccellente.
Si tratterà di diluire il prodotto in dosi indicate e procedere con un “lavaggio a vuoto”.

Prodotto fai da te per la pulizia della macchina del caffè.

come pulire la macchinetta del caffè

Se i prodotti industriali in commercio sono quasi sempre adatti alle nostre esigenze, non dimentichiamoci che anche soluzioni domestiche fai da te ci vengono in aiuto.

Spesso sono anzi più economiche e green rispetto ai vari prodotti presenti sul mercato.
Ecco quindi alcuni consigli su come pulire la macchina del caffè!
Il re delle pulizie è sicuramente l’aceto bianco, grazie alle sue proprietà antibatteriche e anticalcare.

È inoltre naturale ed estremamente economico.

 

Ecco i tre step per una pulizia perfetta:

 

  • Assicurati che la macchina del caffè sia fredda, quindi che non sia stata utilizzata da poco.
  • Prepara una soluzione composta da 1 parte di aceto bianco e 2 parti di acqua, nella quantità adatta a riempire tutto il serbatoio.
  • Aziona la macchinetta avendo cura di posizionare un contenitore capiente al posto delle tazzine.

Ecco fatto! Quando tutto il serbatoio si sarà svuotato, e il liquido composto da acqua e aceto avrà attraversato tutto il “percorso” all’interno della macchina, il calcare e i batteri saranno stati trascinati via!
Attenzione: prima di preparare di nuovo un espresso, riempi il serbatoio almeno un paio di volte con sola acqua, eviterai di berti un caffè dal retrogusto di aceto!
Questa pulizia va effettuata mediamente una volta al mese, per assicurarti che non si creino accumuli di sporco.

Come pulire la macchina del caffè: attenzione anche alle singole componenti!

come pulire la macchinetta del caffè 1Bene, ora che la parte per così dire interna del vostro elettrodomestico è pulita, non dimenticati di dedicarvi anche alle altre componenti!
Se mensilmente il serbatoio dell’acqua sarà pulito proprio dal composto di acqua e aceto, è importante lavarlo regolarmente con detergenti poco aggressivi, il classico detergente lavapiatti andrà benissimo. Fondamentale risciacquarlo sempre con molta cura.

Se avete una macchina con filtri e portafiltri, è importante sciacquarli dopo ogni utilizzo (no, lasciarli “sporchi” di caffè non gioverà al gusto del vostro espresso, è un falso mito!) e lavarli con frequenza, sempre con prodotti detergenti non aggressivi.

Non dimenticate poi di lavare, sciacquare e asciugare con cura i contenitori dove vengono raccolte le capsule o il residuo del caffè in grani, così come la vaschetta che raccoglie le gocce di acqua e caffè dove si poggiano le tazzine. Calcare e batteri proliferano in queste componenti!
Stesso discorso vale per le parti esterne: pulitele quotidianamente con prodotti delicati e asciugatele con strofinacci puliti.

Infine, se la vostra macchinetta dispone anche del beccuccio per montare il latte, lavatelo dopo ogni utilizzo, asciugatelo bene e riponetelo nella sua postazione, pulito e pronto per il prossimo cappuccino!

Vi abbiamo dato alcuni semplici ma utili consigli su come pulire la macchina del caffè.

Trattate con cura il vostro apparecchio per garantire a lui una lunga vita e voi espressi carichi di aromi piacevoli!

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

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Caffè pre workout: quali sono i benefici?

Vediamo insieme i 3 principali benefici di un buon caffè pre workout

Quando si tratta di un gustarsi un buon caffè proveniente da torrefazione artigianale non abbiamo certo bisogno di scuse, il momento è sempre quello giusto.
Oggi ci rivolgiamo però agli appassionati di attività fisica (a qualunque livello, da chi pratica già da molto tempo a chi ha appena iniziato con gli allenamenti a casa). La primavera è infatti appena iniziata e siamo certi che molti di voi stanno riscoprendo quella passione per il movimento che le buie giornate invernali avevano spento.
I benefici del caffè pre workout sul fisico e sulla performance sono innumerevoli, oggi vediamo insieme i 3 principali.

Scopriamo così una nuova, validissima e salutare ragione per bersi un buon caffè!

Caffeina: un eccitante naturale

Il merito dell’energia che un buon espresso riesce a darci è della molecola della caffeina, chimicamente così definita:1,3,7-trimetilxantina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, alcaloide (molecola di origine vegetale dotata di attività farmacologica). Essa agisce come stimolante cerebrale e bloccante dell’adenosina, la sostanza responsabile del senso di stanchezza. Detto in parole semplici, la caffeina fa sparire dal nostro sistema nervoso il segnale che indica che siamo stanchi, riuscendo a farci rimanere più svegli e concentrati.

Oltre a bloccare la produzione di adenosina, questa preziosa molecola aumenta inoltre la produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze che vengono naturalmente rilasciate quando affrontiamo uno spavento o uno sforzo improvviso. Attiva per così dire un “sistema di difesa” nel nostro organismo, che si traduce in varie reazioni, fra le quali l’aumento dei livelli di glucosio, l’aumento del flusso coronarico e l’aumento del metabolismo.

L’attività fisica non è chiaramente una situazione di pericolo (anche se per alcuni può essere sicuramente una sfida!), ma è facile intuire come l’attivazione di determinati meccanismi sia in grado di renderci maggiormente reattivi e predisposti ad una performance fisica più intensa e soddisfacente.

Temperatura corporea: il caffè agisce anche su questo fattore.

Assumere dosi anche limitate di caffeina innalza temporaneamente la temperatura corporea.
E cosa ha a che fare questo con il workout, vi chiederete? Eccovi la risposta.
L’innalzamento della temperatura favorisce la termogenesi, il processo attraverso il quale l’organismo produce calore per mantenere la temperatura corporea costante. Questo velocizza a sua volta il metabolismo, favorendo il consumo calorico.
Quindi se svolgete attività fisica per diventare più forti e mantenervi in salute ma anche per consumare più kilocalorie in ottica di perdita di peso, un caffè prima di un allenamento vi renderà il compito più semplice (oltre che più gustoso!).

Caffè pre workout: il senso di fatica diminuisce.

Come abbiamo spiegato poco fa, l’assunzione di caffeina spinge il nostro corpo ad una maggiore produzione di adrenalina e noradrenalina, sostanze inibitrici del senso di stanchezza.
Questo, oltre a garantirci prestazioni ottimali, agisce anche sulla nostra percezione del dolore e dello sforzo. Non vogliamo illudervi, la serie di squat o sollevamento pesi non vi sembrerà un gioco da ragazzi, ma sicuramente i vari esercizi vi sembreranno un po’ meno impegnativi e faticosi. Tutto grazie a questa piccola, preziosissima molecola.

Caffeina: integratori o caffè?

Abbiamo appena visto alcuni dei principali benefici l’assunzione di caffeina prima di un allenamento può darci.
Sorge quindi spontanea una domanda: qual è la forma migliore per assumerla?

Da quando l’attività fisica è diventata “alla moda” sono infatti aumentati esponenzialmente integratori alimentari di ogni tipo che promettono di favorire la performance e i risultati. Visti gli effetti sbalorditivi della caffeina, è facile immaginare come anche per questa molecola siano stati pubblicizzati vari tipi di integratori.
Il consiglio è però di assumere questa preziosa sostanza “direttamente dalla fonte”, ovvero da un buon espresso. Il motivo? Con gli integratori c’è il rischio concreto di eccedere nelle dosi, vanificando così gli effetti positivi.
Inoltre, perché acquistare composti chimici e spesso costosi per avvalersi di benefici che possono essere ottenuti bevendosi un buon espresso? Saremo anche di parte, ma secondo noi non c’è paragone!

Caffè pre-workout: quanto e quando?

Per sfruttare al massimo il potere energizzante del caffè pre-allenamento è sufficiente bere una tazzina/una tazzina e mezzo dai 40 ai 60 minuti prima dell’inizio dell’attività. Basterà quindi godersi un buon espresso poco prima di recarsi in palestra o di iniziare gli esercizi in casa o all’aria aperta.
Una precisazione è d’obbligo, anche se può sembrare banale. Quando elenchiamo tutti i vari benefici del caffè, soprattutto in ottica workout, stiamo parlando dell’espresso semplice, “in purezza”. Se al caffè aggiungete troppo zucchero, latte e aromi vari, i benefici saranno chiaramente vanificati.
Questo perché, oltre ad avere un maggior introito calorico, inibirete il corretto “funzionamento” della molecola.
Quindi un buon espresso, possibilmente amaro e di origine biologica, è il meglio che potete desiderare per rendere il vostro allenamento ottimale.

In questo articolo abbiamo visto alcuni fantastici benefici che un caffè pre workout può avere sul nostro organismo.
Non ti rimane che rinnovare l’abbonamento in palestra e scegliere quale sarà il tuo alleato per le sessioni più intense!
Dai un’occhiata al nostro shop online, troverai una vasta selezione di caffè da torrefazione artigianale prodotti in Toscana!