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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

Terza tappa di un viaggio virtuale alla scoperta di nuovi sapori e tradizioni

caffè nel mondo

Continuiamo il nostro viaggio virtuale alla scoperta di modi diversi di preparare e gustare il caffè in giro per il mondo. Sono tante le ricette e le tradizioni legate a questa bevanda, ogni paese l’ha interpretata assecondando gusti e sfumature legate al territorio. Non solo espresso insomma!

 

Nei precedenti articoli abbiamo fatto tappa in tanti luoghi meravigliosi: Francia, Messico, Senegal, Olanda, Vietnam, ed altri ancora. Oggi proseguiamo con altre 5 gustose e curiose tappe… si parte!

Caffè nel mondo: Portogallo

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Una bevanda molto apprezzata durante le calde estati portoghesi è il Caffè Mazagran: deve il suo nome a Mazagão, una città del Marocco, che è stata per tempo colonia Portoghese: qui furono dei soldati ad “improvvisare” questa bevanda con i pochi ingredienti che avevano a disposizione… ma come spesso accade, è proprio così che nascono ricette destinate ad essere apprezzate anche secoli dopo!

 

Per crearla, si uniscono caffè espresso, il succo di circa mezzo limone, un po’ di zucchero e del ghiaccio. Il procedimento è molto semplice: dopo aver preparato l’espresso nel modo preferito si aggiunge la quantità di zucchero desiderata e si mescola. Si attende qualche minuto in modo che la temperatura scenda un po’ e si aggiunge il succo di limone mescolando bene.
A questo punto versiamo il tutto in un bicchiere alto con ghiaccio e la bevanda è pronta, un buon modo per ricaricarsi e rinfrescarsi nelle giornate estive!

Caffè nel mondo: Colombia

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Voliamo in Sud America per raggiungere la Colombia, paese ricco di colori e tradizioni, dove il caffè occupa un posto d’onore tra le bevande più amate e consumate.
I caffè coltivati su questo territorio sono infatti tra i migliori al mondo, grazie alle particolari condizioni climatiche e del terreno.
Tra le tante ricette che i Colombiani hanno creato per sfruttare al meglio uno dei prodotti simbolo della loro terra, una delle più apprezzate è il caffè Chaqueta.
La sua realizzazione è estremamente semplice: basta unire una parte di caffè (circa una tazzina) e una parte di “aguapanela”, uno sciroppo dolce ottenuto con zucchero di canna grezzo e acqua calda. Un caffè quindi caratterizzato da una spiccata nota dolce, poco consigliata per gli amanti dell’espresso amaro!

Caffè nel mondo: Irlanda

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Torniamo in Europa per scoprire una variante Irlandese che ha riscaldato tante fredde notti sull’isola, il famoso Irish Coffee.
Secondo la tradizione, questa bevanda fu creata nel 1943 a Foynes, cittadina nodo dei trasporti grazie alla presenza di porto e aeroporto.
Nel bar di fronte all’aerostazione giunsero una notte dei passeggeri infreddoliti e infastiditi dalla cancellazione del loro viaggio per maltempo, e il barista Joe Sheridan pensò di preparargli qualcosa che riscaldasse corpo… e mente!
Unì un caffè molto forte a zucchero e whiskey, completando con della panna montata. Inutile dire che i passeggeri apprezzarono la combinazione di sapori! Era nato così l’Irish Coffee, destinato a diventare uno dei cocktail più amati di sempre. Ancora oggi la ricetta è la stessa, servita in un bicchiere pre-riscaldato e apprezzata in tantissimi pub in giro per il mondo.

Caffè nel mondo: Thailandia

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Facciamo adesso tappa in un luogo esotico e con una natura ancora incontaminata che affascina qualunque visitatore abbia la fortuna di visitarlo: la Thailandia.
Qui, complice il clima caldo e umido, il caffè è impiegato per creare una bevanda fresca e dolce a base di caffè, chiamata Thai Eiskaffee.
Anch’essa è poco indicata per gli amanti dei sapori amari: è infatti composta da 2 dosi di caffè, 1 dose di latte più 1 dose di latte dolce condensato, e servita con cubetti di ghiaccio. In alcuni luoghi, a causa della scarsità di mezzi, viene servita in sacchetti di plastica accompagnati da una cannuccia… tutto pur di non rinunciare ad un gustoso e rinfrescante Thai Eiskaffee!

Caffè nel mondo: Danimarca

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Per l’ultima tappa del viaggio di oggi atterriamo in Nord Europa, più precisamente in Danimarca.
Questo paese si piazza al settimo posto nella classifica mondiale del consumo di caffè pro capite, e godersi i momenti di pausa sorseggiando grandi tazze di caffè in compagnia di amici e familiari è una tradizione molto amata.

Simbolo del paese è lo Stempelkande Kaffe, così chiamato per l’utilizzo della caffettiera a pressione francese, il cui nome in danese è appunto Stempelkande. Qui non si può neppure parlare di ricetta, tanto è semplice la preparazione: un cucchiaino di caffè per ogni tazza d’acqua. Il risultato è un caffè molto “lungo”, che viene spesso accompagnato da biscotti secchi e dolcetti speziati per una pausa golosa e rinvigorente.

 

Il viaggio alla scoperta di modi alternativi di consumare il caffè finisce qua per oggi, e se nonostante molti spunti rimanete comunque fedeli al classico espresso Italiano… venite a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, oppure date un’occhiata al nostro e-shop. Anche con le nostre miscele e i nostri monorigine avrete modo di fare grandi scoperte!

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Caffè Monorigine e Miscela: caratteristiche e qualità

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Caffè Monorigine e Miscela, caratteristiche e qualità

Vediamo le differenze tra queste due tipologie di caffè

Spesso beviamo il nostro espresso di fretta e senza soffermarci troppo su aromi e profumi, ma per chi lo ama particolarmente (come noi!) ogni tazzina è un microcosmo di profumi, aromi e storie.

Quella del torrefattore è un’arte che si esprime attraverso la selezione e la sperimentazione, sempre alla ricerca del chicco perfetto, tutto guidato da una grande passione.
Le vie maestre che possiamo percorrere in questa ricerca costante della perfezione sono due: scovare territori che grazie alle caratteristiche di clima, terreno e tecniche di coltivazione danno vita a chicchi straordinari ed usare quella sola varietà per un espresso simbolo di un luogo preciso, oppure individuare i chicchi provenienti da varie zone e condizioni e studiare come unirli al meglio per creare blend dalle sfumature uniche.

Questa in breve è la differenza tra caffè monorigine e miscela, ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di queste due grandi “famiglie”.

Caffè monorigine: piena espressione del territorio

caffè monorigine e miscela

Quando si parla di caffè monorigine (Single Origin) si fa riferimento ad un prodotto che proviene da una zona geografica circoscritta e ben identificata, da un territorio delimitato con caratteristiche ben precise, alle volte anche da una singola azienda.

I fattori che entrano in gioco nel determinarne le caratteristiche di un caffè monorigine sono chiaramente strettamente connessi al luogo di coltivazione: particolarità del clima come ad esempio temperature massime e minime, quantità di pioggia e composizione del terreno incidono sulla crescita della pianta e conseguentemente sulle caratteristiche organolettiche del chicco finale.

Fattore non secondario è rappresentato anche dalle tecniche di coltivazione e raccolta utilizzate nella singola azienda/piantagione, così come dal metodo di lavorazione dei chicchi appena raccolti. Si possono infatti “trattare” a secco lasciandoli essiccare naturalmente, oppure eseguire lavaggi o semilavaggi.

Tutti questi fattori contribuiranno a dare al caffè finale caratteristiche di gusto e profumo peculiari.

Nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa lavoriamo caffè monorigine selezionati con cura dalle migliori piantagioni del mondo, ad esempio “Huehuetenango” dal Guatemala e “Blue Mountain” dalla Jamaica, dai un’occhiata alle loro caratteristiche.

Caffè miscela: l’arte di combinare chicchi per creare sapori unici

caffè monorigine e miscela

I nomi ci danno già un’idea piuttosto indicativa della differenza principale tra Caffè Monorigine o Miscela: se la prima nomenclatura come abbiamo detto fa riferimento all’espressione di un unico territorio, a volte anche molto piccolo, quando si parla di miscela di caffè (Blend) entrano in gioco varietà di caffè differenti, provenienti da luoghi anche lontani tra loro.

Quello che fa veramente la differenza per questa tipologia di caffè sono la preparazione, la creatività e l’arte del torrefattore. Proprio come per qualsiasi altra ricetta, anche per creare miscele pregiate e dai sapori unici sarà necessario conoscere perfettamente la materia prima e unire qualità di chicchi i cui aromi e profumi si sposino alla perfezione, per avere un risultato finale che rispecchi le aspettative.

A differenza del monorigine, che viene selezionato proprio perché in grado di offrire una tazzina equilibrata a partire da un’unica varietà di chicchi, il caffè in miscela è caratterizzato da bouquet “creati a tavolino” per così dire, nati grazie all’abilità del torrefattore. Se consideriamo che le tipologie di caffè sono più di 60, capiamo quanto infinite siano le possibilità di combinazione!

Noi di Trinci abbiamo studiato ricette uniche per creare caffè equilibrati e corposi, che garantiscano esperienze di degustazione sempre eccellenti. Fra questi, il nostro storico “Since 1939”, persistente con spiccate note di cioccolato fondente o la “Miscela di caffe’ Bio-Fairtrade”, miscela di arabica e robusta con aroma intenso e gusto ricco. Dai un’occhiata ai blend nati dalla nostra lunga e appassionata esperienza.

Caffè Monorigine o Miscela: quale è migliore?

caffè monorigine e miscela

Da quanto abbiamo scritto risulta chiaro che non c’è una tipologia che sia in assoluto migliore rispetto all’altra. Se compri un caffè di qualità prodotto artigianalmente potrai essere certo di avere sempre un ottimo prodotto in tazzina, sia che si tratti di un monorigine che di una miscela.

Quello che ha contribuito a dare alle miscele di caffè una cattiva reputazione è il fatto che spesso aziende più attente ai costi che alla qualità abbiano mescolato varietà di scarso pregio più per minimizzare i difetti delle stesse che per esaltarne le qualità.

I nostri caffè, che trovi anche nello shop online, sono sempre scelti e creati con cura, dalla selezione della zona di origine alla tostatura in azienda. I nostri monorigine sono espressione di territori dalle caratteristiche privilegiate, mentre le nostre miscele sono il prodotto finale di ricerca, sperimentazione e conoscenza delle qualità di diversi chicchi.

 

In ogni caso, quando scegli uno dei nostri prodotti, sei certo di bere un caffè di qualità e controllato in ogni passo del suo viaggio dalla piantagione alla tua tazzina. La preferenza per monorigine o miscela dipenderà molto dal tuo gusto personale, quindi non ti rimane che… iniziare ad degustare!

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

Seconda tappa di un viaggio virtuale alla scoperta di nuovi sapori e tradizioni

caffè nel mondo 

Continuiamo il nostro viaggio virtuale alla scoperta di modi diversi di preparare e gustare il caffè in giro per il mondo. Perché se è vero che questa bevanda accomuna popoli e tradizioni lontane, molto differenti possono essere le abitudini nel prepararla. Se per noi Italiani l’Espresso è sacro… dobbiamo però riconoscere che anche il caffè è una questione di gusti!

Nel precedente articolo abbiamo fatto tappa in Francia e Finlandia, abbandonato l’Europa per volare in Brasile e in Messico fino a Hong Kong. Oggi proseguiamo con altre 5 gustose e curiose tappe… si parte!

Caffè nel mondo: Olanda

caffè nel mondoGli Olandesi lo chiamano “Koffie verkeerd”, ovvero “caffè sbagliato”: questo perché contiene una discreta quantità di latte, considerata evidentemente eccessiva da chi a suo tempo diede il nome a questa bevanda.

Si prepara con 1 dose di caffè (espresso o filtrato, molto apprezzato nel paese) e 2 dosi di latte caldo, montato per formare la schiuma. La quantità di latte è quindi più o meno il doppio di quanto ne useremmo noi per un tradizionale macchiato.
Perfetto da gustare nelle fredde giornate autunnali e invernali, magari accompagnato dai deliziosi biscotti al caramello stroopwaffel.

Caffè nel mondo: Norvegia

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Nella classifica dei maggiori consumatori di caffè, è la Norvegia ad occupare il secondo gradino del podio (la medaglia d’oro se l’aggiudica un po’ a sorpresa la Finlandia). Qui è molto apprezzata una versione che, come spesso accade per cibi e ricette tipici, affonda le sue radici nelle tradizioni “povere” del passato. Nello specifico, per le origini di questa bevanda dobbiamo pensare ai contadini delle fredde lande norvegesi, che dovevano escogitare modi per riscaldarsi nei rigidissimi inverni del Nord. Nacque così il Karsk, un caffè “arricchito” con un liquore. Molto particolare è il metodo di preparazione secondo la tradizione: si pone una moneta sul fondo della tazza/bicchiere, e si copre con il caffè. Successivamente, si aggiunge il liquore preferito fino a che la moneta non diventi nuovamente visibile. Un modo per garantire l’aggiunta di una generosa quantità di liquore! I contadini oggi non soffrono più le rigidità climatiche come nei secoli scorsi, ma il Karsk rimane una delle bevande preferite dai Norvegesi!

Caffè nel mondo: Senegal

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Lasciamo l’Europa e voliamo nel continente Africano per raggiungere il Senegal e scoprire il Café Touba. Questa bevanda, preparata per strada da molti chioschetti locali, unisce caffè e pepe, dando vita ad un sapore davvero deciso. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di caffè in chicchi della varietà Arabica, pepe di Guinea (Djar nella lingua locale) e chiodi di garofano. Questi ingredienti vengono tostati assieme, in modo da garantire uno scambio di aromi, e una volta raffreddati vengono tritati in un mortaio o con un macinacaffè. La miscela così ottenuta viene raccolta in una garza che funge da filtro e bagnata con acqua bollente. Per un gusto ancora più intenso, si può ripetere il passaggio una seconda volta. Ecco qua il Café Touba che, oltre ad essere apprezzato per il suo gusto forte, viene impiegato per le sue proprietà digestive ed energizzanti.

Caffè nel mondo: Corea del Sud

caffè nel mondo

Eccoci arrivati in Asia per una bevanda al caffè che ha ottenuto “fama” grazie ai social, grazie al suo aspetto davvero invitante. Si tratta del Dalgona Coffee, una sorta di cappuccino al contrario, ovvero con la parte di latte sul fondo del bicchiere (rigorosamente in vetro, per apprezzarne l’estetica) e quella di caffè in alto. Vediamo nel dettaglio come si prepara. Si parte dal caffè solubile (lo sappiamo, in Italia non gode di grande successo, ma in molti paesi è davvero apprezzato), che viene montato in un piccolo contenitore con zucchero ed acqua calda, fino ad ottenere una vera e propria crema. A questo punto, la crema viene aggiunta alla tazza già riempita per poco più di metà con latte caldo… ed ecco il nostro cappuccino capovolto! Buono… e “instagrammabile”!

Caffè nel mondo: Vietnam

caffè nel mondoOggi concludiamo in Vietnam il nostro viaggio alla scoperta dei mille e più modi di gustare il caffè. Qui viene preparata una bevanda gustosa ed energetica, che prevede l’unione di caffè e uovo, chiamata appunto Egg Coffee. Prima di storcere il naso, proviamo a pensare ad uno dei dessert Italiani più apprezzati che unisce questi due ingredienti… esatto, il Tiramisù! Questa bevanda nacque negli anni ’50 quando, vista la grande difficoltà nel reperire latte fresco, si pensò alle uova per dare cremosità e sostanza al caffè. Essa viene così preparata: si montano i tuorli assieme a zucchero vanigliato e latte condensato, ottenendo una crema spumosa. Il caffè viene preparato secondo il metodo locale, che prevede il posizionamento del filtro con la miscela direttamente sulla tazza/bicchiere. Una volta pronto il caffè, si aggiunge la spuma, si conclude con un paio di cucchiaini di caffè, ed ecco pronto l’Egg Coffee. Proteico ed energizzante, viene apprezzato sia per la colazione che per la merenda!

 

caffè nel mondo

Si conclude la seconda tappa di questo gustoso viaggio in giro per il mondo, alla scoperta delle mille sfumature del caffè. Ogni paese ha una storia da raccontare, ed è meraviglioso scoprire come popoli così lontani abbiano reso il prodotto di questi chicchi preziosi parte delle loro tradizioni.
Se volete rimanere in Italia ed assaporare la tradizione Toscana del caffè, venite a trovarci nella nostra torrefazione artigianale in provincia di Pisa, oppure date un’occhiata al nostro e-shop. Troverete anche qui mille sfumature e aromi!

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Caffè nel mondo: come si gusta nei vari paesi?

Un viaggio virtuale alla scoperta di nuovi sapori e tradizioni

caffè nel mondo 

In Italia dire “caffè” equivale praticamente a dire “espresso”. Sebbene sia molto apprezzata l’aggiunta di latte nella variante del cappuccino (ma solo ed esclusivamente a colazione), la tazzina di espresso è un vero e proprio simbolo di Italianità.

Prendiamoci un caffè” è un invito ad una pausa, ad una chiacchierata, ad un momento breve o lungo di confronto e amicizia. In Italia coincide spesso col godersi un buon espresso, e l’aspetto davvero speciale del caffè è che esso è diffuso in tantissimi paesi e culture differenti e dovunque rappresenta un elemento di unione e convivialità.

Partendo però dai medesimi chicchi, ogni paese ne ha interpretato il gusto a modo suo e sono nate infinite versioni di bevande. In questo articolo facciamo un viaggio alla scoperta di 5 varianti di caffè nel mondo, dall’Europa alla Cina passando per l’America.

Caffè nel mondo: Finlandia

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Iniziamo dal paese che a sorpresa si rivela essere il maggior consumatore di caffè, la Finlandia.
Ebbene sì, se pensavate che il primato spettasse all’Italia, dobbiamo smentirvi: sono infatti gli abitanti di questo paese Nordico a consumare la maggior quota pro-capite, con circa 12 kg l’anno a persona.

Ed è probabilmente per questo motivo che la variante più diffusa in questo paese non è l’espresso forte come lo conosciamo noi, ma una bevanda chiamata “Kahvi”, composta da 1 dose di caffè filtrato e mezza dose di latte.
Un modo più dolce di godersi una pausa dal lavoro o una chiacchierata tra amici.

Caffè nel mondo: Francia

Rimaniamo in Europa e ci spostiamo oltralpe per capire quali sono le abitudini in tema di caffè dei nostri cugini Francesi.
Qui il tipo più apprezzato, specialmente nella prima parte della giornata, è il “Café au Lait”. Si tratta di una bevanda simile al nostro cappuccino, composta da una dose di caffè (ristretto o filtrato) e spuma di latte. La quantità di caffè è maggiore rispetto a quella del latte.
Gustarlo al mattino accompagnato da un buon croissant può dare la giusta carica (di caffeina e di zuccheri!) per iniziare la giornata con slancio.

Caffè nel mondo: Messico

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In Messico c’è una bevanda tradizionale molto antica che risale al suo periodo coloniale, e che unisce al caffè le spezie diffuse nella cucina locale. Stiamo parlando del “Cafe de Olla” e no, non aspettatevi niente di simile ad un nostro espresso.
Esso viene preparato per infusione dei chicchi di caffè (macinati grossi o addirittura interi) in acqua calda, con l’aggiunta di chiodi di garofano, anice e cannella e “piloncillo”, ovvero zucchero di canna integrale.
La preparazione avviene in una pentola di terracotta, chiamata appunto “olla“, e la bevanda viene poi servita in simili tazze di argilla. Una tradizione che è sopravvissuta per secoli e fa davvero parte della storia gastronomica e non del paese.

Caffè nel mondo: Brasile

Rimaniamo nell’emisfero occidentale e ci spostiamo in un Paese la cui cultura del caffè è simile per certi aspetti alla nostra. Noi abbiamo l’espresso, i Carioca il “Cafezinho” (letteralmente, caffettino): proprio come noi, i Brasiliani approfittano di un cafezinho per prendersi una pausa, lo condividono al bar per fare due chiacchiere, lo gustano dalla colazione al dopo cena e lo offrono ai clienti in luoghi pubblici, ad esempio parrucchieri, barbieri e negozi di vario genere.
Se molto simile è il concetto di convivialità, differenti sono la preparazione ed il sapore della bevanda. Viene realizzata con caffè filtrato e servita lunga e bollente, ed il suo gusto risulta amaro e leggermente acido ma piacevole. Viene spesso arricchito con qualche goccia di latte.
Se passate da quelle parti, non perdete l’occasione di ordinare “um cafezinho por favor!”.

Caffè nel mondo: Hong Kong

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Voliamo nell’emisfero orientale per l’ultima tappa di questo viaggio tra le preparazioni del caffè, che ci porta nel sudest della Cina, nella metropoli di Hong Kong. Qui una delle bevande più apprezzate e consumate è lo ”Yuanyang”.
Estremisti dell’espresso tenetevi forte, perché qua la ricetta va oltre il classico abbinamento caffè – latte, e prevede l’utilizzo contemporaneo del tè.
Lo Yuanyang è infatti così composto: una dose di caffè, una dose di tè nero, ed una dose di latte condensato. Il risultato è una bevanda dolce e cremosa, che viene gustata sia calda che fredda.
A pensarci bene, non stupisce che in Cina, patria di origine del tè, sia nata questa bevanda che unisce due elementi differenti ma uniti da una lunga tradizione di convivialità.

 

In questo articolo abbiamo fatto un immaginario e splendido viaggio in paesi e culture differenti alla scoperta del caffè nel mondo, per scoprire come, sebbene interpretato e gustato in molti modi, esso rappresenti davvero un elemento capace di superare qualsiasi confine.
E, con le sue mille varianti, rappresenta ovunque un momento di pausa, di condivisione, di recupero di energie fisiche e mentali. Quanto potere racchiuso in quei minuscoli, preziosi chicchi!

Se volete gustare nuove sfumature di aromi e assaporare caffè sapientemente creati dalle mani di torrefattori esperti, venite a trovarci nella nostra Torrefazione Artigianale in provincia di Pisa, oppure acquistate dal nostro e-shop.
Farete un viaggio nei sapori dalla cucina di casa vostra!

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Riconoscere caffè di qualità

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come riconoscere un caffè di qualità

Cosa distingue un caffè di qualità da uno pessimo?

A casa, al bar o in ufficio: è sempre una buona occasione per godersi un buon espresso. Ecco, abbiamo detto “buono”. Ma tutti noi abbiamo sperimentato la brutta sensazione di ritrovarci a bere un caffè per niente gustoso. Vediamo come riconoscere un caffè di qualità, quando stiamo per berlo e al momento dell’acquisto.

Riconoscere caffè di qualità: i 5 elementi principali

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: la crema

Riconoscere caffè di qualità

Se la tazzina è in porcellana o ceramica e non in vetro, la prima cosa che vediamo e che ci dà già un primo indizio sulla qualità è la crema.
Il colore varia a seconda della varietà, ma deve rimanere sui toni caldi del nocciola/marrone intenso.
La consistenza deve apparire sottile ma omogenea, senza bolle.
Attenzione: deve essere una crema, non una schiuma!

 

Ricordiamo che la crema si forma grazie alla pressione dell’acqua calda che, a contatto con la polvere di caffè, fa sì che l’anidride carbonica presente nel chicco si sprigioni. Quindi se la macchina utilizzata non è in grado di produrre un buon grado di pressione, ottenere una buona crema compatta sarà impossibile.

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il profumo

 

Il secondo elemento che possiamo valutare ancor prima di assaggiare la bevanda per riconoscere caffè di qualità è certamente il profumo.
Riconoscere tutte le note olfattive che caratterizzano le differenti varietà è lavoro da professionisti. Si possono percepire note di caramello, spezie, tabacco, fiori e molte altre…. Proprio come per i sommelier di vino, anche degustare alla perfezione un caffè richiede nozioni specifiche e tanto allenamento.

Ma anche se non siamo espertissimi e non siamo quindi in grado di isolare tutte le componenti, il profumo deve risultare ricco e complesso, senza accenni di bruciato o eccessivamente tostato.

Deve risvegliare in noi delle sensazioni positive e farci già pregustare l’aroma che andremo a bere.

Quello dell’olfatto è un senso molto sviluppato e non ci mente mai: se l’odore che percepiamo non ci risulta gradevole, quello che stiamo per bere non è certamente un buon caffè!

Come riconoscere un caffè di qualità prima di berlo: il gusto

 

Dopo aver valutato aspetto della crema e caratteristiche del profumo, è il momento di assaggiare il caffè. Anche qui i criteri da valutare sono molti e cambiano in base alla varietà dei chicchi: degustare il caffè è una vera e propria arte.

Per dare delle linee guida generali, il sapore deve essere innanzitutto “corposo”, “denso”: per capirci, non deve trasmetterci la sensazione di una bevanda annacquata.
Ci sono poi 3 componenti principali che devono legarsi in maniera equilibrata: amaro, acidità e dolcezza.
Se percepiamo una nota amara eccessiva o un gusto troppo aggressivo che dà poca soddisfazione alle nostre papille gustative, non siamo di fronte ad un prodotto di qualità.

Ah, ovviamente tutte le considerazioni sul gusto sono da farsi a partire da caffè rigorosamente amaro… niente zucchero!

Come riconoscere un caffè di qualità all’assaggio: il retrogusto

 

Per i 10/15 secondi successivi alla sua degustazione, un buon espresso deve lasciarsi in bocca delle sensazioni gradevoli: il retrogusto è proprio quel sapore che ci rimane dopo l’ultimo sorso e deve risultare morbido e pieno. 

Se invece cerchiamo subito dell’acqua o qualcosa di dolce per “pulirci la bocca”, abbiamo appena bevuto un espresso di poco valore!

Come riconoscere un caffè di qualità all’acquisto

Riconoscere caffè di qualità

Finora abbiamo parlato di come poter valutare positivamente un caffè nel momento in cui ci troviamo a berlo. Ma è molto importante anche scegliere un buon prodotto per gli espressi da preparare a casa.

Se stiamo per comprare del caffè in chicchi, è bene valutare il loro aspetto: non devono essere aggrinziti o secchi, ma al contrario grandi e gonfi. Il colore deve essere di un marrone intenso e uniforme: se è troppo scuro, può significare che il chicco è stato tostato troppo a lungo e risulterà quindi in una bevanda dal gusto bruciato. Se invece il colore tende al giallastro, il prodotto è chiaramente di pessima qualità e/o mal conservato.

Anche una buona miscela di caffè è riconoscibile: il prodotto macinato deve avere un colore intenso ma non troppo scuro, e deve avere una granulosità omogenea.

In tutti e due i casi, se avete l’opportunità di sentire anche il profumo, esso deve essere pieno, intenso e richiamare già note di gusto piacevoli.

 

A questo punto non possiamo però che darvi un consiglio: se volete davvero essere sicuri della qualità del vostro espresso e avere l’opportunità di scoprire nuove sfumature di sapori e profumi, provate i caffè della nostra torrefazione artigianale!

Date un’occhiata al nostro shop online o venite a trovarci, siamo a Cascine di Buti, in provincia di Pisa!

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Varianti caffè: oltre l’espresso

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Varianti caffè: oltre l’espresso

mille e più modi di gustare il caffè

L’espresso rappresenta certamente il tipo di caffè più apprezzato in Italia. Li usiamo praticamente come sinonimi ed è facile capire il motivo: con l’espresso possiamo apprezzare tutte le sfumature di sapori e aromi… se si tratta di un buon caffè come quelli da torrefazioni artigianali ovviamente! Ma al bar le varianti sono infinite e crescono con il cambiare delle mode. Oggi vediamo 2 delle varianti caffè più apprezzate con qualche curiosità legate alla loro origine, più una meno conosciuta ma gustosa per chi ama i sapori decisi e cremosi.

Varianti caffè, Cappuccino: il preferito dagli italiani per la colazione

varianti caffè

Frequentando bar al mattino, è facile notare come la gran parte della clientela preferisca accompagnare la brioche o il cornetto con una grande tazza di cappuccino. Il suo sapore reso più dolce dal latte e la sua cremosità lo rendono ideale per iniziare la giornata. Darne la ricetta sembra cosa banale, perché tutti sappiamo come è fatto, è una delle varianti caffè più amate: latte montato con vapore e caffè espresso amaro, da zuccherare eventualmente a piacere. Certo è che, nonostante il procedimento richieda poco tempo e solo due ingredienti, la mano del barista può fare davvero la differenza. Che delusione quando troviamo in tazza una schiumina appena accennata invece dell’avvolgente schiuma compatta che vorremmo!

Tutti conosciamo quindi il cappuccino per come è oggi, ma all’inizio si trattava di un semplice caffellatte, e dobbiamo andare indietro nei secoli ed arrivare in Austria per sapere com’è nato.

Siamo alla fine del XVII° secolo e il frate Marco da Aviano viene incaricato da Papa Innocenzo XI di mediare con le potenze Europee al fine di creare una Lega Santa in grado di arginare l’espansione dell’Impero Turco. Tralasciamo i dettagli storici, fatto sta che il capace Frate riesce nella missione e Vienna lo celebra come eroe. Ed è in una caffetteria della capitale Asburgica che Marco da Aviano chiede un caffè. Trovando il suo sapore troppo amaro, chiede al cameriere qualcosa per addolcirlo, ed ecco che entra in scena il latte. Non montato a vapore, chiaramente. Il frate ne aggiunge un goccio alla sua tazza ottenendo quindi una bevanda dal colore beige, simile a quello della sua veste. “Kapuziner!”, esclama il cameriere, ovvero “Cappuccino!”, per sottolineare il rimando al colore del saio. Ecco la nostra parola che verrà poi “italianizzata” per nominare quella che è una delle bevande associate alla cultura Italiana. Che dire… Danke Österreich!

Varianti caffè, Marocchino: una sorta di  “cappuccino in miniatura”, ma più goloso

varianti caffè

Nei bar le richieste sono sempre più numerose e diversificate, dando un bel da fare a tutti i baristi italiani. Una delle più apprezzate è certamente il “Marocchino”. Come si prepara? Il procedimento è piuttosto semplice: per iniziare si spolvera una tazzina, rigorosamente in vetro, con del cacao amaro in polvere. A questo punto si aggiunge un buon espresso fatto sul momento, ideale per esempio il nostro “Since 1939”, che con le sue spiccate note di cioccolato fondente si presta alla perfezione per questa preparazione. Adesso è il momento della crema: si monta il latte con il vapore come si fa per il cappuccino, assicurandosi di avere una consistenza cremosa e compatta, e si adagia la giusta quantità a riempimento della tazzina. Ultima spolverata di cacao, et voilà, ecco il nostro Marocchino. Una variante ancora più golosa prevede anche uno strato di cioccolata calda sul fondo, perfetta per le giornate invernali!

Scommettiamo che visto il nome di questa bevanda, molti di voi avranno sempre pensato ad un’origine “esotica” di questa ricetta… dobbiamo invece al Piemonte questa piccola squisitezza!

Siamo a metà del ‘900, ad Alessandria, e i lavoratori del cappellificio Borsalino si riuniscono spesso nel bar di fronte alla fabbrica, il Bar Carpano. Un giorno uno degli operai, vedendo il colore di una bevanda a base di latte e caffè, esclama: “U smea in maruchën”, ovvero “sembra marocchino”, che altro non era che un tipo di pellame beige usato in fabbrica per realizzare parte dei cappelli. Da lì questo nome sarà presto abbinato alla bevanda a base di espresso, crema di latte e cacao, grazie alle sue sfumature marroni.

Varianti caffè: il Caffè Brasiliano, caffè con una sferzata di gusto in più

varianti caffè

Questa bevanda non è il classico fine pasto, e non è assolutamente indicato per la colazione. Ma può essere un modo perfetto per concludere una cena o anche una bevuta da godersi per un’uscita fuori. Da questi indizi, potreste aver capito che, oltre a caffè e latte, c’è un elemento in più, un tocco di alcol.

Il Caffè brasiliano prevede infatti l’aggiunta di un tocco di Baileys, la famosa bevanda Irlandese a base di whiskey e crema di latte.

Ecco come viene preparato. Si inizia dalla crema di latte creata, al solito, montando del latte fresco. L’operazione in questo caso dovrà essere un po’ più rapida del solito, perché è bene che la bevanda non si scaldi eccessivamente. A questo punto si versano nel contenitore (una normale tazzina da espresso in vetro, se si tratta di un fine pasto, un bicchiere più ampio nel caso si tratti del dopocena) una punta di zucchero, un dito Baileys e la schiuma di latte. È il momento dell’espresso: preparato sul momento, va poi lasciato “scivolare” a lato della schiuma in modo che si adagi sul fondo mescolandosi con il caffè. Spolverata di cacao ed ecco servito il caffè brasiliano.

Una variante prevede di sostituire il Baileys con un liquore cremoso al caffè, sicuramente da provare per tutti i coffee-lover!

Le origini di questa ricetta non sono note e confermate, qualcuno la fa risalire alla Napoli del dopoguerra, e non stupirebbe vista la creatività dei Partenopei ed il loro legame con il caffè… ad ogni modo, chiunque abbia pensato a questo abbinamento, ha certamente regalato a tutti gli amanti del caffè una gradita variazione sul tema!

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5 Qualità del Caffè artigianale

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

5 Qualità del Caffè artigianale

5 motivi per scegliere il prodotto di una torrefazione artigianale

Quando si parla di caffè, ognuno in Italia ha la sua valida e sacrosanta opinione. Per noi l’espresso è più di una semplice bevanda, è un rito, una tradizione, non a caso ne abbiamo fatto il nostro mestiere. Sebbene ogni parere sia lecito, oggi vogliamo parlare di 5 Qualità del Caffè artigianale che secondo noi lo rendono preferibile a quello della grande distribuzione. Certo certo, in quanto piccola Torrefazione artigianale siamo chiaramente di parte ma… le qualità sono reali!

1 Materia prima selezionata con cura

5 qualità del caffè artigianale

Il caffè è una delle bevande più consumate sul pianeta e questo ha reso quello del prezioso chicco marrone un business multi milionario. Come tutti i grandi business, molti vogliono sfruttarlo solo per “fare cassa”, e sono disposti a scendere (molto) a patti con la qualità pur di poter gestire enormi quantitativi in grado di raggiungere grandi fette di mercato. Come tutte le industrie, anche in quella del caffè risparmiare sull’approvvigionamento della materia prima è il passo numero uno per limitare i costi. Quando si parla di una piccola torrefazione artigianale, il concetto è esattamente l’opposto. Lontane dalle logiche di mercato e fortemente motivate nel voler offrire alla propria nicchia di mercato prodotti davvero unici e di pregio, le torrefazioni come la nostra sanno bene che partire da una materia prima eccellente ed altamente selezionata è il punto principe dell’intera catena. Solo selezionando le migliori piantagioni in giro per il mondo si andrà ad ottenere un prodotto in grado di distinguersi dalla grande distribuzione e farsi scegliere da intenditori e appassionati con buon gusto.

2 La produzione viene seguita di persona ad ogni fase

 

Nei grandi stabilimenti i macchinari sono certamente seguiti e controllati, ma nelle torrefazioni artigianali di caffè l’attenzione è maniacale e, trattandosi di impianti più piccoli, il controllo è più dettagliato ed eseguito di persona dal torrefattore. Eseguiamo controlli e assaggi per testare continuamente il risultato delle lavorazioni, perché abbiamo ben in testa il prodotto che vogliamo ottenere.
Inoltre il caffè artigianale viene prodotto per ordini relativamente piccoli, certamente più piccoli di quelli delle grandi catene di distribuzione. Ciò significa che le cialde, capsule o le miscele saranno più fresche e non dimenticate per mesi su qualche scaffale.

3 Il Torrefattore ci mette davvero la faccia

 

Chi produce caffè artigianale in piccole torrefazioni a conduzione familiare come la nostra ha spesso un rapporto diretto con il cliente, che non di rado va a visitarlo e testa i prodotti sul luogo (e non sapete che grande gioia è per noi avere qua i nostri clienti e fargli assaggiare le nostre specialità!).
Per qualunque produttore/venditore è importante sapere di offrire un prodotto di qualità, ancor di più però se il cliente non è un compratore in qualche supermercato a centinaia o migliaia di chilometri, ma qualcuno che incontri e che si fida del modo in cui lavori. Tra le qualità del caffè artigianale c’è anche questa: il torrefattore ci mette davvero la faccia e non vorrà mai rischiare di perdere o compromettere la propria posizione con i clienti offrendo un prodotto al di sotto delle aspettative.

4 Le varietà di caffè artigianale sono più numerose e creative

5 qualità del caffè artigianale

Chi decide di mettersi a capo di una torrefazione artigianale lo fa perché il caffè è una sua grande passione. Conoscere nuove piantagioni, scovare nuove qualità di chicchi e unirle sapientemente per dare vita a caffè ricchi di aromi e sfumature è una delle parti più entusiasmanti del lavoro. Noi della Torrefazione Trinci studiamo con cura le ricette delle nostre miscele e proponiamo periodicamente delle novità per dare la possibilità ai clienti di sperimentare espressi nuovi e sorprendenti. Come piccola torrefazione, non siamo sempre e necessariamente vincolati a logiche di produzione che richiedono uno stravolgimento totale se anche un solo elemento viene modificato. Produciamo “in piccolo” e questo ci lascia la libertà di sperimentare con più facilità… e forse la prossima creazione potrebbe diventare il tuo caffè preferito!

5 Attenzione al commercio equo-solidale

5 qualità del caffè artigianale

Il nostro amore per il caffè è anche amore e rispetto per chi produce la materia prima per noi tanto preziosa. Alcuni dei paesi dove si trovano le piantagioni non brillano esattamente per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Noi di Trinci Caffè certifichiamo con il marchio Fair Trade il nostro impegno verso condizioni di lavoro (e quindi di vita) adeguate. Lo sfruttamento sconsiderato di risorse e persone non è accettabile, non c’è business che tenga.
Chi produce caffè artigianale ha rapporti ravvicinanti con lavoratori e fornitori del settore nei paesi di origine, il loro benessere non è negoziabile.

 

Vi abbiamo appena esposto 5 qualità del caffè artigianale ma credeteci, c’è un mondo ancora più vasto dietro la nostra attività. Passione, dedizione, conoscenze, professionalità e un grande, smisurato amore per il caffè. Non siete curiosi di sentire che sapore ha tutto questo? Date un’occhiata al nostro shop online o vieni a trovarci in provincia di Pisa!

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Caffè Arabica e Robusta

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Caffè Arabica e Robusta: quali differenze?

Cosa contraddistingue le due varietà più diffuse di caffè?

Bere un buon espresso è uno dei piccoli piaceri che ci concediamo ogni giorno, per fare il pieno di gusto ed energia.

Sotto l’etichetta “caffè espresso” si nasconde un mondo di varietà, aromi e sfumature diverse. Oggi parliamo delle caratteristiche delle due varietà più diffuse: Caffè Arabica e Robusta.

Quali differenze ci sono, a partire dalla pianta fino al gusto in tazzina? Scopriamolo insieme!

Caffe-Arabica-e-Robusta

Caffè Arabica e Robusta: caratteristiche pianta e coltivazione

Caffè Arabica e Robusta_1

Iniziamo col dire che la varietà Arabica (Coffea Rubiaceae) rappresenta ben il 70% della produzione mondiale di caffè, nonostante sia la qualità più delicata. Originaria dell’Etiopia, viene coltivata con successo vaste aree dell’Africa Orientale ed anche in America Latina, tanto che il Brasile risulta il maggior produttore.
L’arbusto di questa tipologia di caffè è molto delicato e per dare il meglio in termini di produzione e caratteristiche organolettiche necessita di alte quote: dai 900 fino ai 2000 metri sul livello del mare.
Il terreno migliore è quello ricco di sali minerali, e fondamentali risultano naturalmente il clima caldo (ma con una forbice ben definita tra i 15° e i 25°) ed una buona e regolare presenza di piogge.
Date queste condizioni ideali, la pianta può crescere fino a raggiungere i 10 metri di altezza, producendo chicchi dal colore rosso intenso una volta maturi e dalla forma allungata.

 

Per quanto riguarda la varietà Robusta (Coffea Canephora), il nome già ci fa intuire che l’arbusto è di per sé meno delicato.

Caffè Arabica e Robusta

Originaria dell’Africa Occidentale, questa pianta viene coltivata in vaste zone lungo tutta la fascia tropicale, dove caldo e umidità contribuiscono alla sua crescita.
L’altitudine non è un elemento fondamentale per questo arbusto, che prospera anche in zone più basse e riesce a sopravviver

 

e anche senza regolari quantità di piogge. Le temperature ideali sono quelle tra i 20° e i 30°.
L’arbusto d

i questa tipologia ha dimensioni più ridotte, raggiungendo al massimo gli 

8 metri di altezza, e produce chicchi di colore giallastro dalla forma tondeggiante.

Caffè Arabica e Robusta: differenza nel gusto

 

Fra Arabica e Robusta, la prima è considerata come varietà più pregiata a causa della sua delicatezza ed è tendenzialmente più apprezzata a livello di gusto: questo risulta in un prezzo di mercato leggermente più alto.
Se volessimo riassumere molto nel dettaglio, potremmo dire che il caffè Arabica ha un sapore più delicato e “dolce” mentre il caffè Robusta si contraddistingue per un gusto più forte e deciso. Ma vediamo qualche dettaglio in più.

 Caffe-Arabica-e-Robusta

Un espresso realizzato con la varietà Arabica si contraddistingue innanzitutto da una sottile crema color nocciola. Il gusto è privo di note particolarmente aggressive per il palato, risulta invece caratterizzato da aromi di fruttati, freschi e di cioccolato, con un retrogusto caramellato. Le note amare sono certamente presenti ma in maniera poco persistente, prevale semmai una leggera acidità.

Se assaporiamo invece un espresso prodotto a partire dalla varietà Robusta riscontreremo una componente amara più marcata. La crema in superficie è caratterizzata da tonalità più scure ed il sapore è caratterizzato da intense note speziate con retrogusto legnoso. Nel complesso, l’aroma risulta più intenso e persistente.

Caffè Arabica e Robusta: stesso contenuto di caffeina?

Caffe-Arabica-e-RobustaAdesso che abbiamo analizzato le differenti caratteristiche botaniche e di coltivazione tra le due varietà, sarà facile immaginare che anche il contenuto di caffeina sia molto diverso.

Infatti la qualità Robusta contiene circa il doppio della caffeina rispetto alla varietà Arabica: 2/3% contro 1/1,5%.

Anche alla luce di questo dato, non sorprende che l’espresso realizzato con chicchi di piante della varietà Robusta abbia un sapore che è immediatamente percepito come più intenso ed energico.

Il maggiore contenuto di caffeina della Robusta la rende perfetta quando abbiamo bisogno di una carica in più!

Caffè Arabica e Robusta: quale varietà è migliore?

 

In conclusione di questo articolo Caffè Arabica e Robusta: quali differenze, la domanda sorge naturalmente spontanea. Quale varietà è migliore? La risposta a questa domanda è quanto mai soggettiva e dipende interamente dal gusto personale.


Come torrefattori artigianali e grandi appassionati, il nostro compito è quello di selezionare i chicchi migliori di queste ed altre varietà, per offrire ai nostri clienti caffè monorigine e miscele che si contraddistinguano per aromi e sapori dalle diverse sfumature.

Il mondo dell’espresso è affascinante proprio per la sua varietà: dai un’occhiata al nostro shop https://shop.trincicaffe.it/it/home , vieni a trovarci nella nostra Torrefazione artigianale in provincia di Pisa o contattaci.

Saremo felici di farti scoprire nuovi ed intensi aromi!

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Caffè espresso al bar, quando è ottimo?

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Caffè espresso al bar, quando è ottimo?

I 7 passaggi fondamentali che il buon barista deve mettere in pratica per ottenere la tazzina perfetta

L’importanza che il caffè ha nella cultura Italiana è ben comprensibile da un dettaglio: girando su e giù per il Bel Paese, dai centri abitati più grandi fino ai paesini più remoti, avremo sempre la certezza di trovare un bar. Il caffè espresso al bar è una vera e propria istituzione nel nostro paese: non importa che il locale sia moderno e chic o vintage e immutato dagli anni ’80, se siamo fuori casa e abbiamo (ovviamente!) bisogno di un espresso per continuare la nostra giornata, troveremo sicuramente un bar o cafè dove fermarci lungo il nostro percorso.

A volte questa pausa sarà davvero un piacere e ci godremo un buon caffè, altre volte invece ripartiremo letteralmente con l’amaro in bocca. Questo perché anche per ottenere un ottimo espresso al bar ci sono regole che vanno seguite e rispettate: non è sufficiente avere macchine più grandi di quelle delle quali disponiamo a casa!

Vediamo insieme quali sono i sette passaggi fondamentali che il buon barista deve mettere in pratica per ottenere la tazzina perfetta.

1 La materia prima è tutto.

Il primo punto potrà sembrare banale ma, da torrefattori quali siamo, non possiamo non menzionarlo: la scelta di un buon caffè in chicchi o di una buona miscela è fondamentale.

La macchina migliore del mondo e il barista più attento e appassionato non potranno mai “fare il miracolo” ottenendo un buon caffè da una materia prima scadente.

2 Flussaggio o “purge”.

 

Si tratta di far uscire un po’ di acqua calda dalle doccette per eliminare i residui dell’estrazione precedente e ottenere quindi una bevanda “pulita” e perfetta anche dal punto di vista dell’igiene.

3 No, il portafiltro “usato” e non perfettamente pulito non conferisce più aroma.

 

Qui sfatiamo un mito che purtroppo è ancora molto diffuso, sia tra i professionisti del settore che tra i clienti: pulire il portafiltro troppo spesso toglie aroma al nostro espresso. No, no, e ancora no. Il portafiltro deve essere perfettamente pulito prima di ogni utilizzo: se i caffè fatti precedentemente lasciano delle tracce, siate sicuri che sono solo tracce negative in termini di sapore. Sbatterlo con forza per far uscire la polvere compressa non è sufficiente: va passato un panno per eliminare ogni residuo e asciugarlo bene.

4 Caffè macinato sul momento per un gusto più intenso e ricco.

Con delle miscele di qualità pregiata si possono ottenere chiaramente dei caffè ottimi ma per una migliore espressione di tutte le caratteristiche organolettiche del caffè l’ideale è che il chicco sia macinato sul momento. Pensate che già dopo 15 minuti dalla macinazione il 65% degli aromi viene disperso. I grani devono essere conservati in campane trasparenti e pulite (non giallognole, per capirci). La quantità ideale di polvere si aggira sui 7 grammi ma dipende ovviamente dalla tipologia di miscela scelta. Qui la professionalità e l’attenzione del barista nel variare la quantità in base a specifiche varietà fa la differenza.5 Pressare la miscela, non tanto una questione di forza ma di precisione.

 

5 Pressare la miscela, non tanto una questione di forza ma di precisione.

Tutte le macchine moderne sono dotate di un pressino incorporato che viene spesso preferito dai baristi per questioni di praticità e velocità. Ma l’espresso migliore si otterrà con l’utilizzo di un pressino manuale. Questo perché è importante che la pressione sia esercitata dall’alto verso il basso, mentre con quelli incorporati in macchine o macinacaffè il movimento è contrario, si va a “schiacciare” il portafiltro contro il supporto. Usare una certa pressione è chiaramente importante, ma ancor più fondamentale è che la miscela sia ben livellata. In questo modo l’acqua filtrerà in maniera omogena e sarà garantita uniformità al prodotto finale.

6 Ci siamo quasi, un ultimo accorgimento: ripulire i bordi del portafiltro.

Quanto potranno mai influire dei minuscoli granelli di polvere in eccesso sul bordo, penserete? Tanto! Durante l’estrazione del caffè, a contatto con la parte calda della macchina, si “sbruciacchieranno”, dando vita a sentori poco gradevoli nella nostra tazzina.

7 Estrazione: questione di pochi, fondamentali secondi.

Dopo aver seguito tutti i passaggi elencati sopra, arriva finalmente il momento dell’estrazione: si posiziona con decisione il portafiltro e si aziona la macchina per pochi secondi. E no, questi secondi non sono affatto “casuali”: la Scae (Specialty Coffee Association of Europe) ha stabilito una durata che varia dai 20 ai 30 secondi. La tradizione dell’espresso Italiano ha individuato nei 25 secondi il tempo ideale di estrazione.

 

Ecco qua, con 7 passaggi che se eseguiti da mani esperte richiedono tempi brevissimi, avremo ottenuto un caffè espresso da bar ottimo.

Noi della Torrefazione Trinci abbiamo trovato nelle macchine De’ Longhi gli strumenti ideali per esaltare al meglio le qualità organolettiche dei caffè che cerchiamo, studiamo e creiamo con tanto impegno e tanta passione.

Perché è dall’incontro tra materie prime eccellenti lavorate con metodi artigianali e macchine create con sapienza e professionalità che nasce il caffè espresso perfetto.

 

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Breve guida alla degustazione del caffè

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Breve guida alla degustazione del caffè

Come viene giudicato il prodotto che arriverà nelle vostre tazzine?

Quante volte vi sarà capitato di assaggiare un caffè e pensare che fosse veramente buono o al contrario, di aver visto il vostro momento di pausa rovinato da un espresso che sapeva letteralmente di gomma bruciata? Vista la grande quantità di caffè che beviamo, noi Italiani siamo certamente un po’ esperti e al di là dei gusti personali possiamo distinguere quantomeno un buon prodotto da uno mediocre. La valutazione di un caffè non si basa però su semplici gusti personali, bensì segue delle regole ben precise: come per molte altre eccellenze gastronomiche, esiste un protocollo di valutazione, curato da esperti professionisti. Vediamo in questa breve guida i passaggi principali di una degustazione di caffè.

Cupping alla Brasiliana: come giudicare caffè diversi in parti del mondo lontanissime tra loro.

La Brasiliana è un vero e proprio tipo di procedimento di estrazione del caffè con conseguente assaggio, che segue dei metodi e protocolli riconosciuti a livello internazionale. Vista la varietà dei paesi nei quali le piantagioni vengono coltivate e i prodotti realizzati e poi esportati, era necessario creare un metro di giudizio univoco che permettesse, ad esempio, ad un coltivatore del Sud America e ad un torrefattore Italiano di parlare la stessa lingua per così dire.
Per diventare assaggiatori accreditati è necessario studiare molto ed affinare i propri sensi, che sono fondamentali, come vedremo tra poco.

Cupping alla Brasiliana: come deve essere creata la tazza perfetta per la degustazione.

Innanzitutto è bene specificare che questo metodo non si applica all’espresso, che è il prodotto finale di molti passaggi. La degustazione avviene per giudicare la polvere di caffè ad uno stato più puro per capirci, e per farlo essa viene semplicemente unita a dell’acqua calda, senza moka, macchina per espresso o altri strumenti. Altro fattore decisivo, non si degustano miscele ma singole varietà, perché l’unione di più tipologie falserebbe i risultati. Vediamo insieme i parametri di questo metodo:

  • Le proporzioni: si utilizzano circa 8 grammi per ogni 130 ml di acqua;
  • Tostatura del caffè: essa deve essere “light”, grado di Agtron 55-60 (il grado Agtron prende il nome dal software della omonima ditta, e si riferisce alla valutazione elettronica del colore del caffè macinato). Per quanto riguarda le tempistiche, deve essere avvenuta dalle 8 alle massimo 24 ore prima della degustazione;
  • Macinatura del caffè: deve essere piuttosto grossolana, perché questo permette una migliore percezione delle caratteristiche;
  • L’acqua: deve avere una temperatura di 93°, e l’infusione dura 4 minuti;
  • Tazze di porcellana: è il materiale più adatto perché mantiene bene la temperatura e non assorbe sapori e sentori;
  • Quante tazzine per il cupping? Ne vengono degustate almeno 5, per la massima uniformità di giudizio.

Adesso la tazzina è pronta, inizia la degustazione.

Valutazione del caffè, ne vengono eseguite 5.

Nella degustazione di un caffè sono coinvolti 4 sensi: vista, olfatto, gusto e tatto, solo l’udito è escluso. Le valutazioni sono però 5, vediamole nel dettaglio.

 

Valutazione visiva: in questa fase vengono giudicati il colore e l’aspetto della crema (o meglio, della “crosta” che si forma sulla superficie non appena l’infusione ha avuto luogo). Spessore, elasticità e durata sono parametri da considerare.

 

Valutazione olfattiva: la tazzina viene avvicinata al naso e la crosta rotta con il cucchiaino, con movimenti avanti e indietro che permettono alla bevanda di sprigionare i suoi aromi. Sentori di fiori, di tostato, di frutta, di cacao, sono solo alcune delle sfumature percepibili.

 

Valutazione gustativa: si arriva all’assaggio vero e proprio. Qui una piccola nota è doverosa: la degustazione è rumorosa! Non sarà di gran classe, ma “aspirare” il caffè con forza permette di unire la giusta quantità di liquido e aria, nebulizzandolo, e di cogliere al meglio gli aromi. È poi fondamentale distribuire la bevanda su tutto il cavo orale, perché i ricettori dei vari sapori sono distribuiti in diverse zone. Il sapore amaro è riconosciuto dalle papille presenti alla base della lingua, mentre quello dolce viene percepito sulla punta. L’acido è individuabile sulle parti laterali della metà inferiore, il salato nella prima metà inferiore e infine l’umami nella parte posteriore della faringe.

I sapori che vengono registrati possono essere chiaramente positivi o negativi, traducendosi poi in un punteggio più o meno alto. Fra i positivi più comuni, citiamo nocciola, orzo, miele, cacao, frutta tropicale. Mentre tra i negativi troviamo muffa, terra bagnato, legno o gomma bruciata.

 

Valutazione tattile: non si tratta chiaramente di toccare la bevanda, ma di giudicarne l’astringenza, viscosità o densità, e lo si fa attraverso un movimento avanti/indietro della lingua che spinge sul palato, così come sulle gengive e sui denti. Caratteristiche positive sono setosità o cremosità per esempio, mentre sono decisamente da punteggio basso secchezza e ruvidità.

 

Valutazione del retrogusto: in questa ultima fase si analizzano qualità e persistenza del retrogusto, con particolare attenzione alla durata della percezione degli aromi dopo l’assaggio.

100, il voto più alto possibile.

I punteggi assegnati dai degustatori professionisti alle varie categorie vengono sommati per dar vita al punteggio finale. Si può parlare di caffè di qualità a partire dagli 80 punti, con prodotti di eccellenza che raggiungono il massimo range 90-100.
L’organo di riferimento internazionale per i parametri della degustazione professionale è il Coffee Quality Institute (CQI), associazione no profit impegnata dal 1996 nella promozione e protezione della qualità del caffè, nonché nella tutela dei diritti di chi opera nel settore, in aree del mondo non sempre attente al benessere dei lavoratori.

Come potete vedere da questa breve guida per la degustazione del caffè, un buon espresso non può essere “improvvisato”: nel lungo percorso che parte dalla piantagione e termina nella vostra tazzina, molti professionisti appassionati si applicano e si impegnano per testare la bontà del prodotto nelle diverse fasi. Dai coltivatori, ai degustatori fino ai torrefattori artigianali come noi, che cercano in giro per il mondo i migliori prodotti con eccellenti valutazioni, da lavorare e personalizzare per offrire caffè ottimi, speciali ed etici.