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Caffè artigianale o caffè industriale? Noi non abbiamo dubbi!

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Il caffè raccontato dal torrefattore....

Caffè artigianale o caffè industriale?

Noi non abbiamo dubbi!

 

Da quando il caffè è entrato a far parte delle abitudini di milioni di persone in Italia e nel mondo, si è assistito ad una moltiplicazione delle varietà e marche disponibili nella grande distribuzione. Tante imprese hanno chiaramente intravisto i vantaggi economici di questo “business” e hanno messo in pieni enormi catene produttive con un chiaro scopo: ottenere quanto più prodotto possibile con costi quanto più bassi possibili. È l’anima del commercio ed è così che i grandi imprenditori ragionano e agiscono. In questo sistema gusto e qualità hanno un ruolo marginale, devono avere un livello semplicemente accettabile per permettere al prodotto di non essere scartato dai consumatori.

Quando si parla di caffè e torrefazione artigianali si apre un mondo completamente differente: ricerca, passione, maestria, professionalità, tempo. Sono queste le parole chiave che contraddistinguono le piccole produzioni, dove gusto e qualità non sono concetti marginali ma le colonne portanti di tutta l’attività.

Vediamo insieme quali sono i pregi dei caffè artigianali rispetto ai caffè industriali.

1. Materia prima scelta con cura

caffè artigianale o industriale

Sembrerebbe banale ricordarlo ma, come per qualunque altro prodotto, specie se alimentare, l’importanza della materia prima è fondamentale. Quando pensiamo al caffè la prima immagine che ci viene in mente è quella di una miscela in polvere o di un insieme di chicchi tostati: ma dobbiamo tenere a mente che tutto ciò deriva da una pianta, coltivata in paesi lontani da mani più o meno sapienti. Già, perché il primo determinante fattore che inciderà poi sul gusto del nostro espresso sta proprio qui. Esistono coltivazioni industriali gestite con metodi sicuramente profittevoli in termini economici ma spesso poco attenti alle caratteristiche ed esigenze delle piante. Come ogni altro tipo di coltivazione, si può scegliere di “stressare” le piante e usare prodotti chimici in grandi quantità per ottenere raccolti abbondanti in tempi ridotti. È quello che avviene per tanti dei prodotti che troviamo in vendita nella grande distribuzione.

Esistono però anche realtà differenti, coltivazioni dove le piante sono seguite con cura e nel rispetto delle loro necessità, senza forzature. È evidente che le bacche nate in questo tipo di contesti, cresciute e maturate con i giusti tempi, fertilizzate con prodotti rispettosi della loro delicatezza, avranno caratteristiche organolettiche differenti.

Non dimentichiamo inoltre che quando parliamo di coltivazioni di caffè parliamo spesso di luoghi nei quali purtroppo predomina ancora un sistema di sfruttamento della forza lavoro: come per altri settori, se la destinazione finale del prodotto è il grande sistema industriale, stipendi dei dipendenti e sicurezza sono alcune delle voci economiche sulle quali intervenire per limitare al massimo le spese. Scegliere prodotti derivanti da piantagioni magari più piccole ma gestite nel rispetto delle persone che vi lavorano è un atto innanzitutto etico ed è per questo che aderiamo da anni alla campagna dei marchi Fair Trade e Slow Food. I nostri caffè artigianali hanno origine da coltivazioni rispettose dei lavoratori e delle biodiversità, valori imprescindibili per la nostra famiglia.

2 . Freschezza del prodotto

Le piccole e medie imprese di torrefazione artigianale come la nostra non producono quantitativi enormi di miscele o chicchi da immettere in grandi catene di distribuzione, dove arriveranno e saranno consumati magari dopo mesi e mesi. Abbiamo un’attenta e scrupolosa programmazione di limitate quantità destinate a pochi e selezionati canali e organizziamo l’attività per offrire un prodotto fresco di tostatura e macinatura, che conservi quanto più inalterate possibili le proprie qualità organolettiche. Ecco perché un espresso realizzato a partire da un prodotto artigianale risulta più buono e ricco di sfumature di sapore.

3. Rispetto dei tempi per far si che i chicchi diano il meglio di sé

Nella produzione industriale, i chicchi vengono tostati con quella che viene definita “tostatura a letto fluido”: temperature altissime (tra i 300° e i 400°) per pochissimi minuti. Questo trattamento è piuttosto aggressivo e l’obiettivo è chiaramente tostare quanti più chicchi possibili nel tempo più breve. È però facile intuire che questo metodo “stressa” il chicco e oltretutto non permette una tostatura omogenea.

Nelle torrefazioni artigianali si utilizzano metodi, come ad esempio quello “a tamburo rotante”, che espongono i chicchi ad un calore più basso (tra i 190° e i 300° gradi) per periodi più lunghi, mediamente dai 15 ai 20 minuti. Questo permette una tostatura più uniforme e in grado di preservare ed esaltare le qualità della specifica tipologia di caffè.

Non dimentichiamo inoltre che negli impianti industriali i controlli sono casuali e affidati a macchinari, mentre nelle piccole realtà c’è la presenza costante del mastro torrefattore che osserva, testa, analizza per essere sicuro di ottenere un prodotto finale eccellente.

4. Miscele uniche create con grande sapienza

Altro fattore che caratterizza il caffè artigianale rispetto a quello industriale, è la possibilità di creare miscele del tutto originali e ricche di particolarità olfattive e gustative. Le conoscenze e la professionalità del torrefattore gli permettono di creare ricette che non trovereste mai nella grande produzione industriale, dove vengono testate e realizzate solo poche, determinate varietà ormai collaudate per gli impianti. Noi di Trinci amiamo creare miscele in grado di stupire e affascinare il palato dei nostri clienti, unendo chicchi di varietà diverse a seconda delle loro peculiarità. Ogni mese proponiamo una novità, ad esempio nel mese di giugno abbiamo proposto il “Fazenda Sertao” dal sapore di nocciole tostate e cacao.

Sul nostro shop online trovi ogni mese una speciale ricetta studiata e creata con passione e dedizione, perché il mondo del caffè è ricco e meraviglioso, fermarsi ad una o due tipologie di miscele per esigenze “industriali” è veramente un grande peccato e spreco.

5. Il caffè artigianale non è più di difficile da trovare e acquistare

Sappiamo cosa state pensando: bè si, il caffè artigianale può essere effettivamente più buono e ricco di sfumature, ma nella frenetica vita di tutti i giorni chi ha tempo di andare a cercare piccole realtà per l’acquisto? Il grande centro commerciale è più comodo!

Su questo punto siamo felici di potervi dire che anche questo non è più un ostacolo per poter assaporare i caffè Trinci: non solo abbiamo un comodo shop online dal quale poter acquistare le nostre capsule, cialde o miscele, ma puoi comprarle assieme ad altri prodotti di eccellenza sull’app My Spesa, che unisce i migliori prodotti alimentari da produttori a km 0, negozi locali e supermercati di zona.

Insomma nella “sfida” tra caffè artigianale e caffè industriale ci pare che non ci siano dubbi sul vincitore: scegliere un prodotto buono, ricercato, salutare ed etico è positivo per il tuo palato e per tutti coloro coinvolti nella catena di produzione. Perché il cambiamento di modelli industriali poco rispettosi di ambiente e persone può passare anche attraverso una semplice, deliziosa, tazzina di caffè.

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Espresso Italiano: i segreti per un caffè a casa come al Bar

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Caffe' a casa come al bar

Con qualche piccolo accorgimento

Per iniziare la giornata al meglio o per concedersi una breve pausa rigenerante noi Italiani ci affidiamo sempre ad un buon caffè, è un rito e un piacere al quale non rinunciamo mai. Ti è mai capitato di non apprezzare particolarmente l’espresso fatto in casa e di fermarti al bar più vicino per gustarne uno più buono? Se la risposta è “si”, ti farà piacere sapere che ci sono dei piccoli segreti per ottenere un espresso Italiano a casa come al bar… vediamoli insieme!

Espresso Italiano con la moka

espresso a casa come al barSe negli ultimi anni le macchinette per espresso si sono così tanto diffuse da essere presenti quasi in ogni casa, c’è chi ancora preferisce mantenere viva la tradizione utilizzando la classica caffettiera: gesti “antichi”, profumi e suoni familiari che spesso ci portano indietro nel tempo con una piccola e sana dose di nostalgia. Se anche tu sei fra gli amanti del caffè “vecchio stile”, ecco 5 suggerimenti per ottenere un espresso buonissimo.

  1. La miscela scelta fa la prima, grande differenza, tra un caffè buono ed uno mediocre.
    Sarà banale ricordarlo, ma la materia prima è tutto: scegli delle miscele pregiate e prodotte con arte e maestria. Non otterrai mai un espresso buonissimo se utilizzi miscele scadenti. Dai un’occhiata alle nostre proposte di caffè in sacchetti da 250g, 500g e 1000g .
  1. Il secondo e ultimo ingrediente dopo la miscela è l’acqua.
     Eh già, se hai già una buona miscela sei a buon punto, uniscila ad acqua minerale per il massimo della resa. No quindi all’acqua del rubinetto, troppo “dura” per ottenere un buon espresso.
  1. Attenzione alla quantità d’acqua.
    I nonni te lo avranno detto, e tu da’ loro ascolto: l’acqua non deve mai superare la valvola, controproducente aggiungerne in maggiore quantità.
  1. Non avere fretta, tieni la fiamma bassa.
    Non mettere il fuoco al massimo per accelerare i tempi, il gusto ne risentirà molto. La moka necessita di una fiamma bassa.
  1. Solleva il coperchio della caffettiera.
    Non appena senti il (meraviglioso) suono della moka che “borbotta”, apri il coperchio. In questo modo l’umidità prodotta dal vapore non si accumulerà nel caffè rendendo il sapore meno gradevole.

Seguendo questi piccoli accorgimenti otterrai un caffè davvero gustoso anche con la tua cara vecchia moka. Mancherà però la classica “schiumina” che molti apprezzano. Anche in questo caso la sapienza popolare ci viene in soccorso: puoi crearla mescolando le prime gocce di caffè con un po’ di zucchero.

Espresso Italiano con la macchinetta

espresso italiano a casa come al bar (1)

Come scritto poco sopra, ormai quasi in ogni casa è presente una macchinetta del caffè. I motivi sono noti: velocità e praticità, due elementi che nelle caotiche giornate che viviamo si rivelano spesso indispensabili.

Anche in questo caso ci sono dei piccoli accorgimenti da utilizzare per ottenere un espresso davvero soddisfacente, vediamo quali sono.

  1. Il primo, imprescindibile elemento è identico a quello per la moka: scegli una buona materia prima.
    Sia che tu preferisca le cialde, il caffè in polvere o le capsule, scegli un prodotto di qualità come quello Trinci, frutto di anni di ricerca e passione.
  1. La manutenzione e pulizia della macchinetta sono fondamentali.
    Pulisci sempre con attenzione il tuo elettrodomestico, con particolare attenzione al serbatoio dell’acqua: spesso ci limitiamo a riempirlo ma è importante pulirlo spesso per evitare che il calcare si accumuli e influisca sul sapore del nostro espresso. Anche in questo caso, meglio evitare l’acqua del rubinetto ed optare per l’oligominerale.
  1. Lascia alla macchina il tempo necessario per arrivare a temperatura.
    Ormai i vari modelli hanno tempi di riscaldamento davvero brevissimi, non hai davvero scuse: aspetta che la spia della macchinetta che indica il grado di riscaldamento sia accesa, la temperatura è importante per far sì che il caffè ottenuto sia buono.
  1. Utilizza tazzine calde.
    Se al bar tengono le tazzine appoggiate sulle macchine dell’espresso non è (solo) per motivi di spazio, ma perché il caffè gustato in una tazzina tiepida è molto più buono, quindi copia questo trucchetto!

Due ultimi consigli per un ottimo espresso a casa!

Questi “segreti” ti permetteranno di ottenere un Espresso Italiano a casa come al Bar. Concludiamo con due ultimi consigli che valgono sia per la moka che per la macchinetta:

  1. Prova il caffè in chicchi.
    Richiede un po’ più di tempo se si parla di moka, mentre molte macchinette hanno la funzione per macinarlo integrata, ad ogni modo ne vale la pena: il caffè in chicchi conserva le sue proprietà organolettiche più a lungo e ti garantirà un espresso dal sapore più gradevole.
  1. Conserva bene il caffè.
    Sia che tu opti per i chicchi, sia che ti affidi alle miscele, abbi cura di conservare il caffè in un contenitore ermetico e a temperatura ambiente, né troppo calda né troppo fredda: non seguire questa semplice regola esporrà il prodotto al rischio di perdere fragranza, aroma, e mischiare al suo sapore quello di eventuali cibi vicini.

Adesso non ti rimane che dare un’occhiata al nostro e-shop e scegliere il caffè che preferisci, il primo passo per un espresso imbattibile!

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Capsule caffè compatibili

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Capsule caffè compatibili

Caffè in capsule sempre più diffuso tra gli amanti dell’espresso

Se in passato caffè faceva rima con moka senza se e senza ma per la maggior parte degli Italiani, oggi le modalità attraverso le quali ci si gode il piacere di un espresso a casa si sono moltiplicate e le capsule caffè compatibili sono sempre più diffuse.

L’offerta sul mercato di macchinette di semplice utilizzo per la casa è vastissima, ci sono decine e decine di modelli per tutte le tasche, design innovativi o dal gusto vintage, estetica minimal o fascino retrò… sono arrivate sul mercato anche le macchinette smart con varie funzioni integrate oltre a quella di fare il caffè.

In termini di modelli c’è quindi l’imbarazzo della scelta, sono invece più limitati i metodi per ottenere materialmente la bevanda: polvere, cialde o capsule.

Oggi vogliamo parlare delle capsule, che si sono diffuse molto proprio negli ultimi anni.

Curiosità: chi ha inventato le capsule caffè?

Dobbiamo questa invenzione di non poco conto nella nostra quotidianità allo Svizzero Éric Favre. Ingegnere specializzato in aerodinamica e con una grande predisposizione all’imprenditorialità, iniziò la sua esperienza lavorativa presso la Nestlè, azienda leader nel settore del caffè solubile. Ma c’è un dettaglio che cambierà la storia professionale di quest’uomo oltre che le abitudini di molti di noi: Favre è sposato con Anna-Maria, Italiana. Lei lo prende scherzosamente in giro, dicendogli che gli Svizzeri non possono capirne molto di caffè e nasce così una sfida “casalinga” che avrà grandi risvolti. La coppia inizia un tour in Italia alla ricerca degli elementi per il perfetto espresso da bar e Favre capisce da un barista Romano che è l’ossigeno è quindi l’aerazione ad incidere molto su gusto, consistenza e cremosità. Tornato in Patria lavora alla sua macchina e ai primi prototipi di capsula, gettando le basi per il prodotto che tutti noi oggi conosciamo e utilizziamo.

Capsule caffè: quali vantaggi?

I vantaggi legati all’utilizzo delle capsule caffè sono vari, ecco i principali:

  • La struttura della capsula è studiata in modo da preservare al meglio tutti gli aromi della specifica varietà impiegata. Ne consegue che il prodotto finale è particolarmente gustoso e soddisfacente al palato;
  • Grazie proprio al suo involucro protettivo la freschezza del contenuto è garantita per un periodo più lungo rispetto a macinato o cialde;
  • Il caffè è un rito in Italia, è vero, ma spesso ci ritroviamo a compierlo di fretta e la moka ci richiede dei tempi un po’ lunghi. Le capsule offrono praticità e velocità. Non si deve dosare la quantità di macinato, non vanno rimosse subito dopo l’utilizzo e quindi non lasciano sporco, basta avere l’accortezza di svuotare regolarmente il cassetto predisposto.

Capsule caffè: troppo costose?

Se fino a qualche anno fa il costo poteva rappresentare un piccolo ostacolo nella diffusione di questo prodotto, oggi ci sono tante capsule compatibili per caffè, che permettono ai consumatori di utilizzare le proprie macchine preferite con capsule di altissima qualità ma dai costi inferiori rispetto ad alcuni grandi marchi.

Capsule compatibili: come sceglierle?

Le indicazioni riportate sulle confezioni e le informazioni dispensate dai rivenditori rendono la scelta veramente molto semplice.

Le marche di macchine più diffuse e utilizzate dai coffee addicted Italiani sono Nespresso®e Lavazza a Modo Mio®

e sono molte le opzioni a disposizione per chi le possiede.
Il requisito fondamentale è chiaramente la dimensione della capsula che deve adattarsi perfettamente allo spazio disponibile.

 

Capsule caffè Nespresso®

La forma della capsula è a “V”, il diametro della parte superiore è di circa 37 mm e l’altezza 30.

 

Capsule caffè Lavazza a Modo Mio®

Qui il diametro è di circa 17 mm, mentre l’altezza è di 17 mm.

Caffè da torrefazione artigianale in comode capsule compatibili? Si grazie!

Se la praticità della capsula incontra la qualità del caffè artigianale di torrefazione, il risultato è un espresso gustoso, cremoso, con qualità organolettiche uniche, in poco tempo e nella comodità della propria casa.

Per noi di Trinci il caffè è passione, una storia di famiglia, curiamo e selezioniamo da sempre le migliori varietà in giro per il mondo con particolare attenzione al Fair Trade. Lavoriamo poi i chicchi nella nostra torrefazione in provincia di Pisa per seguire ogni passaggio con la massima attenzione.

Sul nostro shop online sono disponibili capsule Nespresso®*, A Modo Mio®* e FAP, in confezioni da 100 e 50 monodose.
Espresso Italiano, Forte, Oro, Supercrema, Since 1939 e Decaffeinato: una selezione che ti permetterà di assaporare le mille sfumature della bevanda più amata al mondo. Ogni capsula racchiude anni di ricerca e di esperienza, di impegno e dedizione, per offrirti nel modo più comodo possibile il piacere di un buon caffè.

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Coltivazione raccolta e lavorazione del caffè

Caffè biologico, scelta di gusto e di rispetto per l’ambiente

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caffè bio

Scelta di gusto e di rispetto per l'ambiente

L’interesse verso alimenti di origine biologica è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, a causa di una sempre maggiore attenzione verso le tematiche ambientali e una crescente volontà di consumare meno prodotti industrialmente processati.
Così anche il caffè biologico ha guadagnato sempre più estimatori ed è entrato a far parte delle preferenze degli Italiani, che lo scelgono per più di una ragione.

Agricoltura biologica: quando la si può definire tale?

Iniziamo dando alcune informazioni in merito al quadro più generale, ovvero quello dell’agricoltura biologica.
Con questo termine, che si oppone al concetto di “industriale”, si indicano metodi di coltivazione ed allevamento che ammettono per legge il solo utilizzo di sostanze naturali, eliminando quindi ogni genere di prodotto chimico come diserbanti, insetticidi, fertilizzanti ecc. Si tratta in poche parole di “ritornare alle origini”: recuperare il rispetto per i terreni e tutti gli elementi naturali, porre l’accento sulla genuinità di ciò che mettiamo in tavola e, non meno importante, sull’autenticità dei sapori.
Ritornare alle origini, certo, ma con l’ausilio delle conoscenze, degli strumenti e della varietà di informazioni disponibili al giorno d’oggi. Si uniscono quindi saggezza antica e sapienza moderna in un binomio rispettoso della natura e in grado di soddisfare i bisogni dei consumatori.
Se per anni è stato difficile destreggiarsi nel mondo del bio per mancanza di regolamentazioni ufficiali e sovranazionali, dal 2007 il Consiglio dell’UE ha approvato il regolamento (CE) n. 834/2007 che definisce i principi, gli obiettivi e le norme generali della produzione biologica nonché le modalità di etichettatura dei prodotti. Subito riconoscibile sulle confezioni è il simbolo della foglia verde: una tutela per produttori e consumatori.

Caffè biologico: caratteristiche delle coltivazioni

agricoltura biologicaDa quanto scritto sopra è chiaro che il caffè biologico (chiamato anche organico) è quello che si ottiene da coltivazioni non intensive, curate con soli elementi naturali e nel totale rispetto di tempi e caratteristiche dell’ecosistema. Banditi i prodotti chimici, la cura delle piantagioni è affidata appunto a concimi  organici, le piante vengono protette con l’uso di sostanze minerali del terreno o con l’intervento di insetti definiti “antagonisti”, ovvero capaci di scacciare gli ospiti non graditi senza danno alcuno. Naturalmente devono rispettare criteri bio anche tutte le lavorazioni subite dal chicco dopo la raccolta, fino all’ottenimento del prodotto finale.
Tutto questo ha conseguenze non solo sulla qualità del prodotto ma sull’ambiente circostante, sia a livello locale che globale.
Innanzitutto è evidente che tutte le sostanze industriali utilizzate per le coltivazioni rimangono nei terreni, nell’aria, nelle piogge, contribuendo all’inquinamento del pianeta che pare essere sempre più fuori controllo. Nel caso del caffè, per esempio, durante la fase di lavaggio delle piante con prodotti antiparassitari i componenti chimici in essi contenuti finiscono inevitabilmente nel terreno, col conseguente rischio di contaminare le riserve idriche.
Inoltre perseguendo la logica della quantità e della velocità, “valori” ormai predominanti nell’economia moderna, vasti territori vengono disboscati in maniera selvaggia per far spazio a nuovi ettari di piantagioni, fonte di guadagno per i proprietari. Inutile sottolineare come questo sia dannoso per l’ambiente, abbiamo bisogno di boschi, di alberi, di proteggere le foreste che hanno un ruolo così vitale nell’ecosistema. Scegliere un caffè biologico significa quindi compiere un gesto di rispetto e di amore per la biodiversità di flora e fauna del nostro splendido pianeta.

Caffè bio: buono per il palato oltre che per l’ambiente?

caffè biologicoSu questo punto ci sono ancora un po’ di pregiudizi e spesso molti consumatori sono portati a pensare che si, il prodotto sarà etico e rispettoso dell’ambiente, ma il sapore non può competere con quello “tradizionale”. Vogliamo rassicurarvi in merito, il gusto del caffè bio è semplicemente straordinario, puro, capace di racchiudere le essenze autentiche dei chicchi di caffè coltivati in condizioni così ottimali. Ovviamente è necessario scegliere un biologico di qualità, regola che vale per ogni prodotto.
Inoltre, rispetto ad un espresso industriale, quello organico è maggiormente ricco di antiossidanti e quindi particolarmente salutare.

Scegliere Bio e Fair Trade: proteggiamo l’ambiente e le persone

 

fair trade caffèIn conclusione possiamo affermare che sono molte le buone ragioni per rivolgere la propria scelta di acquisto verso il biologico. Non dobbiamo dimenticarci che le nostre decisioni di fronte agli scaffali dei supermercati, nelle botteghe oppure online, per quanto banali ci possano sembrare, hanno invece grande impatto perché influenzano gli andamenti del mercato e possono influire sulla salvaguardia dell’ambiente.

Noi di Trinci siamo da sempre attenti a queste tematiche: sappiamo bene quanto lavoro, quanta ricerca e quanta passione si nascondono dietro ogni singola tazzina, e crediamo che prediligere scelte più etiche sia fondamentale. Per questo fra le nostre pregiate miscele selezionate trovate due qualità certificate bio (arabica e robusta e 100% arabica) e una Fair Trade. Quest’ultimo marchio garantisce il rispetto per le aree di coltivazione ed i lavoratori che operano nelle piantagioni, perché siamo convinti che un nuovo concetto di progresso passi attraverso il rispetto dell’ecosistema e di tutti i lavoratori coinvolti nelle varie fasi di lavorazione. Non si può più pensare ad un modello di sviluppo che non garantisca benessere e diritti a tutti.
Bere un caffè buono, ricco a livello organolettico, biologico, equo e solidale è non solo possibile, ma sempre più necessario.
Potete trovare i nostri caffè biologici e Fair Trade nel nostro shop online .

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Arte e Caffè

Caffè e Arte nella tradizione Italiana

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caffè e arte

Il caffè nel cinema

L’Italia è un paese conosciuto in tutto il mondo per vizi e virtù: preferiamo ovviamente soffermarci sulle seconde, e tra esse spiccano senza dubbio l’arte e la tradizione culinaria. Questi sono due degli aspetti che più ci caratterizzano e che attirano ogni anno viaggiatori da ogni parte del mondo.

Nello sconfinato universo dei sapori Italiani, tra le bevande calde c’è un unico, insostituibile protagonista: il caffè.
Vogliamo esplorare i modi in cui arte e caffè si intrecciano e si incontrano: nei libri, nei dipinti oppure sugli schermi, si celebra il connubio tra due delle anime più caratterizzanti della nostra meravigliosa cultura.
Iniziamo dallo scintillante e entusiasmante mondo del cinema!

Caffè e Settima Arte

Il cinema è un’arte che possiamo definire “giovane”: ha mosso infatti i suoi primissimi passi soltanto alla fine del 1800. 

Certo da allora ne ha fatta di strada, affermandosi come una delle forme più apprezzate e accessibili ad un pubblico veramente vastissimo.

E poteva il caffè non comparire innumerevoli volte in questa arte così popolare, visto il ruolo assolutamente predominante che ha nella vita di tutti noi? Gli esempi sarebbero infiniti, noi vogliamo concentrarci su alcune chicche del cinema nostrano, dove l’espresso compare spesso come co-protagonista.

“La banda degli onesti” – 1956

Film diretto da Camillo Mastrocinque e interpretato dall’inarrivabile Totò assieme al compagno di tante avventure Peppino de Filippo. Nella scena in questione, i due si trovano proprio al bancone di un bar ed ordinano due caffè. Totò, con il suo stile comico unico, utilizza le due tazzine per spiegare la filosofia del capitalismo, in maniera un poco sconclusionata e al tempo stesso esilarante, com’è tipico di molti suoi personaggi. Alla fine, il caro Signor Lo Turco il caffè neppure riuscirà a berlo, tanto è amaro e raffreddato! Una scena fra le molte che ha reso questa coppia una delle più amate del cinema di tutti i tempi.

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Scena tratta dal film "La Banda degli Onesti" di Camillo Mastrocinque, con Totò e Peppino

“Cafè Express” – 1980

In questa pellicola diretta da Nanni Loy l’amata bevanda dà corpo a tutta la trama. La storia ha come protagonista Michele Abbagnano (interpretato da Nino Manfredi), un invalido Napoletano che per sopravvivere si improvvisa venditore abusivo di caffè su una tratta ferroviaria notturna. In effetti, riuscite ad immaginare una merce più gradita su un treno notturno?! Qui il caffè è parte integrante del racconto, attorno lui si muovono uomini e storie, e non è un caso che il film si sia aggiudicato il Nastro d’argento al migliore soggetto.

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Scena tratta dal film "Cafè Express" di Nanni Loy, con Nino Manfredi

“Pensavo fosse amore… invece era un calesse” – 1991

Diretto e interpretato da un altro mostro sacro del cinema, Massimo Troisi, questo film narra di una storia d’amore come mille altre,
che ci regala però un finale a sorpresa (visto che parliamo di un classico, il rischio spoiler è bassissimo!) con un non-matrimonio.
Il caffè è protagonista due volte: la prima appare visivamente sullo schermo, quando una ragazzina lo utilizza per tentare di avvelenare il protagonista Tommaso, “colpevole” di non ricambiare il suo sentimento. Tentativo fallito, per fortuna, in quanto l’uomo trasportato in ospedale riuscirà a salvarsi.
La seconda volta che l’espresso gioca il suo ruolo è nella famosa scena finale. Tommaso non si presenta all’altare per il matrimonio perché, non sa come, non ama più la futura sposa, Cecilia. Dopo la cerimonia saltata i due si vedono in un bar quasi come se niente fosse accaduto, e lei al suo arrivo ordina appunto un caffè.
Una cosa talmente ordinaria eppure speciale, perché segnala come tra i due non ci sia astio ma al contrario un pensiero condiviso su come il matrimonio non avrebbe fatto al caso loro. La tazzina non farà in tempo ad arrivare sullo schermo prima dello sfumato finale, ma il momento racchiude al tempo stesso semplicità e straordinarietà, bellissimo.

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Scena tratta dal film "Pensavo fosse amore... invece era un calesse", di e con Massimo Troisi

“Caffè” – 2016

Ci avviciniamo un po’ ai giorni nostri con questa pellicola diretta da Cristiano Bortone, sicuramente meno mainstream.
Qui il caffè è il fil rouge che corre attraverso tre storie diverse ambientate in Italia, Belgio e Cina, presentandosi allo spettatore sotto forme e aspetti diversi. In Italia è l’anima del lavoro del giovane protagonista, che cerca in ogni modo di far fronte ai bisogni della sua famiglia. In Belgio una caffettiera d’argento rubata dà vita ad uno scontro razziale tra due mondi lontani. In Cina lo si usa per affrontare il vitale tema della protezione ambientale (argomento particolarmente caro a noi di Trinci, da sempre sostenitori del marchio Fair Trade). “Nero come la notte, caldo come l’inferno, dolce come l’amore”, queste le parole introduttive del trailer che narrano in pochi e semplici termini la grandezza di questo prodotto e di tutto ciò che è ad esso correlato.

Scena tratta dal film "Caffè" di Cristiano Bortone

I momenti nei quali caffè e arte si incontrano e l’espresso con tutto ciò che è collegato al suo universo appaiono in scena sarebbero chissà quanti altri, anche solo immaginare di stilare una lista è davvero impossibile. Questo perché pochi altri elementi ci definiscono e fanno parte della nostra tradizione e routine in maniera così forte.
Concludiamo questa nostra personale selezione con le parole recitate dalla nostra diva Sophia Loren, che nel 1967 prende parte alla trasposizione cinematografica della commedia di Eduardo de Filippo “Questi fantasmi”. Nei panni di Maria ci dice: “a tutto rinuncerei tranne che a una tazzina di caffè, presa tranquillamente fuori dal balcone”.
Non è così per la stragrande maggioranza degli Italiani? Scommettiamo di sì!

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