Quando si parla di caffè, il primo pensiero è probabilmente quello della tazzina che siamo soliti gustarci a casa o al bar. Quello però non è che l’ultimo passo di un percorso iniziato molto prima in luoghi lontani, nelle piantagioni, e proseguito poi di tappa in tappa fino a noi.
Questo viaggio è fatto di agricoltura, raccolta, trasporto, selezione, mediazione, vendita, e molti sono gli attori coinvolti.
In un sistema economico globale e spesso spietato, sono molti i settori nei quali si è assistito nel corso degli anni ad una corsa al ribasso: ribasso della qualità per ottenere ribassi di costi e prezzi e incremento dei margini di guadagno (solo per pochi), con una reazione a catena su tutta la filiera. Questo è stato vero in molti casi anche per il settore del caffè. A pagarne le spese in massima misura sono stati sicuramente i lavoratori dei paesi di origine, spesso sfruttati dai proprietari delle piantagioni che hanno approfittato di sistemi legislativi locali poco severi in termini di tutela dei lavoratori. In maniera meno pesante e tragica, però, a pagarne le conseguenze sono anche i consumatori finali: un prodotto nato in contesti di questo tipo e impoverito in ogni fase della sua filiera da una costante corsa al risparmio, difficilmente sarà in grado di possedere caratteristiche eccellenti.
Se questo è l’andamento generale in molti settori clou del mercato, significa forse che nessun’altra via è possibile? Noi di Trinci abbiamo sempre sostenuto il contrario.
Nella nostra famiglia caffè significa innanzitutto passione, e la passione perde di sostanza se sporcata per così dire da ingiustizie e pratiche di mercato scorrette. Ecco perché abbiamo sempre pensato che l’attenzione al benessere di tutti gli attori coinvolti nella filiera e alla buona cura di tutte le sue fasi fosse fondamentale.
È nata così la nostra adesione al circuito Fair Trade, ed è sempre in quest’ottica che di rispetto, consapevolezza, passione, ecosostenibilità e qualità che si inserisce la partecipazione alla Slow Food Coffee Coalition. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Slow food e Lavazza hanno lanciato nel 2021 questo progetto, che intende riunire in una rete globale tutti coloro che sono attivi nella produzione del caffè: agricoltori, torrefattori, consumatori, distributori e via dicendo, tutti impegnati nella creazione di un circuito virtuoso dal quale origini un caffè non solo eccellente, ma “giusto”, nell’accezione più ampia del termine.
Non più competizione sfrenata con corse al ribasso quindi, ma cooperazione fra tutti gli attori coinvolti nella filiera. Protagonisti di questa rivoluzione buona sono la conoscenza, la consapevolezza del proprio impatto umano e ambientale, la trasparenza, l’equità. Tutto riassunto in un manifesto di 10 punti irrinunciabili e non negoziabili.
Noi di Trinci li abbiamo condivisi con entusiasmo e rigore e siamo lieti di diffonderli ai nostri clienti, certi di incontrare il loro sostegno e il loro impegno personale.

La Slow Food Coffee Coalition nasce per proteggere ambiente e diritti. Il piacere gastronomico, l’accesso ad un prodotto dalle eccellenti caratteristiche, può essere considerato un diritto del consumatore finale? Assolutamente sì.
Trinci è orgogliosa di appartenere alla lista dei torrefattori della Slow Food Coffee Coalition: il nostro impegno per il futuro sarà sempre quello di offrire ai nostri clienti un caffè eccellente, tracciabile, equo e rispettoso dell’ambiente. Lo facciamo per passione, e avvertendo tutto il peso morale di poter fare la differenza in un contesto economico troppo spesso indifferente davanti alle ingiustizie e alle disparità.